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Usa, il Pil torna a crescere: +3,5%

nel terzo trimestre del 2009

Il dato è superiore alle stime degli analisti (+3,2%).

Nel secondo trimestre era negativo:

-0,7%. Casa Bianca: "Strada giusta"

2009-10-29

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2009-10-29

nel terzo trimestre del 2009

Usa, il Pil torna a crescere: +3,5%

Il dato è superiore alle stime degli analisti (+3,2%). Nel secondo trimestre era negativo: -0,7%. Casa Bianca: "Strada giusta"

Il ministro americano del Tesoro Timothy Geithner (Afp)

Il ministro americano del Tesoro Timothy Geithner (Afp)

MILANO - Negli Usa tira aria di ottimismo, a quasi due anni dall'inizio della recessione: il prodotto interno lordo sale per la prima volta da oltre un anno a questa parte: nel terzo trimestre del 2009 ha segnato un +3,5%. Il dato - diffuso dal Dipartimento del Commercio - è superiore alle stime degli analisti (3,2%) e si raffronta con il -0,7% segnato nel secondo trimestre dell'anno.

PROGRESSO - Se il progresso del Pil ha superato le attese degli analisti, questo recupero ha ricevuto una consistente spinta dai programmi di incentivi alla rottamazione di auto approntati dal governo. Le spese su beni di consumo durevoli del settore manifatturiero - dove viene inserita l’auto - hanno messo infatti a segno un tasso di crescita del 22,3% su base annua, il più forte dalla fine del 2001. Un ulteriore contributo positivo è giunto dal mercato immobiliare, che sembra aver svoltato rispetto alla fase di contrazione nel corso dell’estate: le spese su progetti edilizi hanno segnato un aumento annuo del 23,4%, il maggiore dal 1986. Secondo le tabelle storiche è la prima volta dal 2005 che questa voce segna una variazione positiva. Anche in questo caso si sconta l’effetto di misure governative, in particolare un credito d’imposta da 8mila dollari a favore di chi acquistava la prima casa. Questa misure si esaurirà a fine novembre ma il Congresso sta studiando una sua possibile proroga. Salgono anche i consumi degli americani, che rappresentano una bella fetta del Pil stesso (circa il 70%). Negli ultimi tre mesi il dato ha registrato un rialzo del 3,4%, rispetto alla contrazione dello 0,9% segnata nel trimestre precedente. Anche questo dato è superiore alle attese: era previsto un rialzo del 3,1%.

"STRADA GIUSTA" - Secondo la Casa Bianca il piano di stimolo fiscale ha contribuito fra i 3 e i 4 punti percentuali alla crescita del Pil. "Dopo quattro trimestri consecutivi di calo, la crescita del Pil è un segnale incoraggiante sul fatto che l'economia americana si sta muovendo nella giusta direzione - nota Christina Romer, presidente del consiglio degli adviser economici della Casa Bianca -. Questo però è solo un ulteriore passo in avanti, abbiamo ancora davanti una strada lunga per una piena ripresa economica". Sulla stessa linea il segretario al Tesoro Timothy Geithner: durante un'audizione alla Camera ha sottolineato che per milioni di americani gli effetti della recessione restano, e si fanno sentire in modo acuto. Il nodo da sciogliere è la disoccupazione, salita a un livello "inaccettabilmente elevato", secondo Geithner. "Ci sarà bisogno di una crescita sostenuta, robusta per far scendere in modo sostanziale il tasso di disoccupazione - osserva la Romer -. Il calo della disoccupazione è, ovviamente, l'obiettivo per il quale stiamo lavorando".

 

29 ottobre 2009

 

REPUBBLICA

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2009-10-29

Il pil Usa in crescita del 3,5%

E' l'uscita dalla recessione

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

Il pil Usa in crescita del 3,5% E' l'uscita dalla recessione

Barack Obama

 

NEW YORK - La previsione più diffusa tra gli economisti era un aumento del 3,2% (su base annua) del Pil americano al terzo trimestre. Quindi il dato uscito oggi, che segna una crescita del 3,5%, è leggermente superiore alle attese. In ogni caso ha una rilevanza "storica" innegabile: segna l'uscita ufficiale dell'economia americana dalla recessione. Un evento annunciato ma pur sempre importante. Ma le statistiche sul Pil sono come lo specchietto retrovisore dell'automobile: ci forniscono informazioni sulla strada che abbiamo già percorso, non sul tracciato che c'è davanti a noi.

E sul prossimo futuro dell'economia americana grava un interrogativo cruciale. La ripresa dell'ultimo trimestre è in gran parte il frutto della massiccia iniezione di spesa pubblica avviata all'inizio dell'anno con lo "stimulus package" da 787 miliardi di dollari che fu approvato dal Congresso, all'insediamento dell'Amministrazione Obama.

A quella spesa si sono aggiunti poi specifici incentivi: la rottamazione per le auto, e un analogo sgravio fiscale per gli acquisti di prime case. Ma tutti questi provvedimenti o sono scaduti (rottamazione), o stanno per scadere (sgravi sulle case) oppure si avviano ad esaurire i loro effetti in un futuro prossimo, nel caso degli investimenti statali a sostegno della crescita. Il grosso interrogativo è questo: quale altro motore di crescita sostituirà il sostegno dello Stato quando quest'ultimo verrà meno? Una parziale risposta è nella politica del dollaro debole, una vera e propria svalutazione competitiva con cui Washington cerca di scaricare i suoi problemi all'estero, trovando nelle esportazioni made in Usa un nuovo traino. Ma l'export da solo non può bastare. In passato il 70% della domanda nell'economia americana era fornita dai consumi. E le famiglie sono impegnate in una dolorosa operazione di riduzione dei debiti, che realisticamente limiterà la loro capacità di consumo ancora per molto tempo.

© Riproduzione riservata (29 ottobre 2009)

 

 

 

DAL SITO INTERNET

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Dal settembre 2008 al settembre 2009 perso 650mila posti di lavoro

Draghi, la ripresa è ancora debole

(Associazione casse di risparmio - Intervento Governatore Banca d'Italia 29.10.2009)

La ripresa è iniziata ma è ancora debole. In Italia in particolare sono stati persi in un anno, da settembre 2008 a settembre 2009, 650.000 posti di lavoro ed è probabile che negli ultimi mesi del 2009 ci saranno ulteriori perdite, e la situazione economica è ancora assai delicata. Questo il quadro tracciato dal Governatore della banca d'Italia, Mario Draghi, nel suo intervento alla Giornata del risparmio. Per questo secondo Draghi è urgente riprendere il cammino delle riforme, per riportare il paese, negli anni a venire, su ritmi sostenuti di crescita economica, "che sono anche il presidio primo della stabilità finanziaria". In particolare occorre "affrontare le debolezze strutturali della nostra economia per costruire una durevole ripresa che non poggi soltanto sulle esportazioni". Quanto al ruolo delle banche in questa fase è necessario un ulteriore rafforzamento patrimoniale. Infine Draghi è intervenuto anche sullo scudo fiscale auspicando "un intervento interpretativo che, nell’ambito del cosiddetto scudo fiscale, dissipi ogni incertezza sugli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette da parte degli intermediari; che ribadisca la regolare applicazione della normativa antiriciclaggio."(29 ottobre 2009)

 

 

 

L'UNITA'

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2009-10-2

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-10-29

Si rialza il Pil Usa. Obama:

la recessione si sta calmando

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29 ottobre 2009

Il pil degli Stati Uniti è cresciuto del 3,5% nel terzo trimestre dell'anno. Il dato reso noto oggi dal governo è migliore delle stime degli analisti che avevano previsto una crescita del 3,2% rispetto ai tre mesi precedenti, quando il pil era calato dello 0,7%. Con il ritorno alla crescita si è interrotta la serie di quattro trimestri consecutivi di calo del pil: non era mai avvenuto da quando il governo aveva iniziato a pubblicare la statistica nel 1947.

 

 

Secondo i dati del dipartimento del Commercio, le spese per i consumi nel trimestre sono cresciute del 3,4%, il maggior incremento dal primo trimestre del 2007. Nei tre mesi precedenti, le spese per i consumi erano calate dello 0,9%. Gli investimenti residenziali, una delle principali cause della caduta in crisi dell'economia, sono salite nel terzo trimestre del 23,4%, fornendo un contributo positivo alla formazione del pil per la prima volta dal 2005. Entrambe le voci hanno beneficiato dei programmi di stimolo varati da governo e dunque resta da verificarne la tenuta nel lungo periodo, quando questi interventi di sostegno verranno a scemare. Positivo anche il contributo al pil delle variazioni delle scorte. Nel trimestre infatti le giacenze sono calate di 130,8 miliardi di dollari in netta frenata rispetto ai 160,2 miliardi del secondo trimestre: questa riduzione della flessione ha contribuito per 0,94 punti percentuali alla formazione del pil.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che il rialzo trimestrale "dimostra che la recessione si sta calmando", spiegando che il metro della "solidità economica" del Paese sarà la sua capacità di "creare posti di lavoro". Obama ha poi spiegato che la strada per una piena ripresa dell'economia americana è ancora lunga. A livello statistico la recessione sarà finita, ma per milioni di americani resta "viva e dolorosa", ha invece avvertito il segretario di stato al Tesoro, Timothy Geithner, commentando i dati sul Pil. "La disoccupazione resta a un livello inaccettabile per chiunque sia senza lavoro - ha affermato durante una audizione parlamentare - e la recessione resta viva e dolorosa per qualunque famiglia che rischi il pignoramento di casa, per tutte le piccole imprese che accusano restrizioni sul credito".

29 ottobre 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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