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dai GIORNALI di OGGI

Testamento biologico, Marino (Pd):

"Se passa il ddl faremo il referendum"

2009-02-014

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Dalessandro Giacomo

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L'ARGOMENTO DI OGGI

 

Il DDL del Governo sul Testamento Biologico in discussione.

CORRIERE della SERA

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2009-02-14

L'accusa di Defanti, il neurologo di Eluana: "Quella legge rappresenta un regresso"

Testamento biologico, Marino (Pd):

"Se passa il ddl faremo il referendum"

Il senatore-medico lancia la proposta. Ma Dorina Bianchi: "Errore grave"

Ignazio Marino (Eidon)

ROMA - Sul testamento biologico e sul testo del ddl Calabrò elaborato dalla maggioranza il senatore del Pd Ignazio Marino minaccia battaglia. Se passa il disegno di legge così com'è "sarà necessario lanciare un referendum abrogativo" ha detto nel suo intervento al convegno organizzato da Radio radicale sul caso di Eluana Englaro.

"BRUSCO RISVEGLIO" - Il senatore dei democratici ha spiegato che se quel testo diventasse legge i tribunali sarebbero sommersi da centinaia di ricorsi e arriverebbero a interessare la Corte costituzionale che però non ha tempi brevi. "Ma sul tema dei nostri diritti civili che sono messi in discussione - ha chiarito - sarà necessario lanciare il referendum così si vedrà se valgono di più le parole di 400 parlamentari o del 90% degli italiani. Credo che per molti sarà un brusco risveglio".

"GRAVE ERRORE" - La posizione del Pd sul referendum non sembra però unanime. Secondo Dorina Bianchi, capogruppo del Pd in commissione sanità al Senato "un referendum sulla legge relativa al testamento biologico "sarebbe un errore grave" e "rischia di essere uno spauracchio per nascondere le responsabilità". Per il ministro del Welfare del governo ombra del Pd Enrico Letta In merito alla questione del testamento biologico occorre cercare convergenze non aumentando le divergenze.

"SCONFITTA"- Un eventuale referendum sulla legge sul testamento biologico, "una volta che la legge ci sarà, risulterebbe un'altra grande sconfitta" per il Pd ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. "In un momento di particolare sacralità istituzionale è stato stabilito che il testo della legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento arriverà in aula al Senato al più tardi entro i primi di marzo" ha aannunciato Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl. "Il ricorso al referendum minacciato dal senatore Marino non ci spaventa, perché se la lista dei suoi sostenitori corrisponde alla lista che il Pd ha presentato in Commissione Sanità al Senato per le audizioni su questa legge, da Umberto Eco a Ferzan Ozpetek, da Roberto Benigni a Dacia Maraini, passando per Massimiliano Fuksas, Adriano Sofri e Corrado Augias, si tratterà di una replica del referendum sulla legge 40, e nulla di più".

DEFANTI - Critico sul disegno di legge anche il neurologo di Eluana Englaro, Carlo Alberti Defanti: "Il Ddl Calabrò sul fine vita rappresenta un regresso. Piuttosto meglio nessuna legge" ha detto il medico. "Se fosse approvato il testo Calabrò peggiorerebbe la situazione. Meglio nessuna legge che questa" ha ribadito il medico. Defanti è particolarmente critico "sui punti relativi alla nutrizione artificiale e sulla priorità data al medico: in caso di controversia sarà lui a decidere. Ecco, di fronte a questa legge meglio nessuna". "Il paradosso è che alcune persone in questi giorni hanno criticato Beppino Englaro, dicendo che doveva portare a casa Eluana" e agire in silenzio. "Ebbene -conclude Defanti - penso che la grandezza di Beppino sia stata proprio quella di non averlo fatto, di essere andato avanti nella sua battaglia per una soluzione trasparente".

14 febbraio 2009

 

REPUBBLICA

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2009-02-14

Affollato convegno a Roma organizzato da Radio radicale

"Verità e menzogne su eutanasia, Coscioni, Welby, Englaro"

Testamento biologico, no di Marino

"Se passa ddl necessario referendum"

"I tribunali sarebbero sommersi da centinaia di ricorsi se quel testo diventasse legge "

Defanti: "Beppino Englaro rifiutò una forte somma da Toscani in cambio di foto della figlia"

<b>Testamento biologico, no di Marino<br/>"Se passa ddl necessario referendum"</b>

Ignazio Marino

ROMA - Se passa il disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico così com'è "sarà necessario lanciare un referendum abrogativo". Lo ha detto il senatore del Pd Ignazio Marino, ex capogruppo in commissione Sanità al Senato, intervenendo al convegno al Teatro Eliseo di Roma "Verità e menzogne su eutanasia, Coscioni, Welby, Englaro", organizzato da Radio radicale.

Secondo Marino, se quel testo diventasse legge i tribunali sarebbero sommersi da centinaia di ricorsi e si arriverebbe fino alla Corte costituzionale che però non ha tempi brevi. "Ma sul tema dei nostri diritti civili che sono messi in discussione - ha chiarito - sarà necessario lanciare il referendum così si vedrà se valgono di più le parole di 400 parlamentari o del 90 per cento degli italiani. Credo che per molti sarà un brusco risveglio".

"Io mi fido dell'amore di mia figlia, non mi fido dell'amore di Gasparri", ha detto ricevendo gli applausi della platea il senatore del Pd, ora presidente della commissione d'inchiesta sulla sanità pubblica. "Faremo di tutto per cambiare il ddl Calabrò e se dovesse essere approvato, faremo di tutto perché quella legge venga cancellata al più presto", ha aggiunto, suscitando altri applausi. Non a caso i radicali sono pronti in caso di approvazione del ddl a procedere immediatamente con la raccolta delle firme per un referendum abrogativo.

"Se non c'è una mobilitazione del Paese questa battaglia si perde", ha aggiunto Emma Bonino, vice presidente del Senato. "Se si approvasse il testo sul testamento biologico così come è - ha spiegato - sarebbe meglio non farlo per niente". Bonino ha poi criticato la tempistica scelta dal Pd per sostituire Marino con Dorina Bianchi alla carica di capogruppo in commissione Sanità al Senato: "I tempi non sono dei più brillanti perché in un momento di battaglia politica dura come questo si poteva aspettare anche un mese in più".

Il timore dei radicali, ha sottolineato Marco Cappato, europarlamentare e segretario dell'Associazione Coscioni, è che Dorina Bianchi non sia in grado "di guidare la lotta che serve per impedire che passi una legge contro il testamento biologico".

A seguire il convegno, una sala affollata da almeno 1.000 persone: tra esponenti della maggioranza (Benedetto Della Vedova), dell'opposizione (Ignazio Marino, Luigi Manconi, Gianni Cuperlo, Paolo Concia tutti del Pd e Emma Bonino radicale eletta nelle liste del Pd) e della sinistra radicale, anche giuristi come Stefano Rodotà e soprattutto il neurologo Carlo Alberto Defanti che ha seguito Eluana per 17 anni.

"Di Eluana è stato detto di tutto: che avesse mestruazioni, che deglutisse, che potesse fare dei bambini. Sono colossali falsità dette da persone che non l'hanno conosciuta, non l'hanno vista, né hanno mai letto la sua cartella clinica", ha spiegato Defanti.

"Sentire queste cose come responsabile di Eluana, come medico, mi hanno fatto un male terribile: Eluana - ha raccontato il neurologo - era tutta anchilosata, non assomigliava in nulla a quello che tutti ci immaginavamo, ci siamo persino chiesti se si dovessero fare delle fotografie per mostrarlo, poi tutto è precipitato ed è una bella cosa che non si sia fatto".

Il patto di sangue tra Beppino e sua figlia Eluana morta dopo 17 anni trascorsi in stato vegetativo permanente è stato rispettato fino in fondo. "Nel 2008, diversi mesi fa - ha rivelato Defanti - Beppino mi ha raccontato che Oliviero Toscani aveva chiesto di fotografare Eluana, proponendo un'offerta allettante dal punto di vista finanziario. Beppino ha poi rifiutato". "La mia non è una critica a Toscani, non lo voglio esporre al ludibrio pubblico. Lui ha fatto una domanda e ha ricevuto un diniego", ha poi precisato il neurologo.

"Beppino ed Eluana sono eroi civili, eroi nazionali, purtroppo infangati da cose terribili, da cose vergognose", ha scandito Marino tra l'approvazione generale. "La nutrizione e l'idratazione artificiali - ha sottolineato - sono a tutti gli effetti trattamenti medici e come tali sono terapia medica in quanto non sono prescritte dal cuoco ma da un medico su una base di una diagnosi clinica". Il principio da tenere fermo è "la libertà di ciascuna persona a scegliere e decidere delle cure mediche e relative terapie per cui nessuno può essere obbligato a certe terapie - ha precisato il senatore del Pd - e quindi all'idratazione e alla nutrizione artificiali".

Al convegno, tra gli altri, è intervenuto anche il deputato del Pdl, Benedetto Della Vedova: "Spero molto che Berlusconi recuperi presto quella sua posizione moderata, equilibrata e pluralista che so essere la sua sui temi etici e quindi sul testamento biologico - ha detto il parlamentare - ho apprezzato la posizione coraggiosa e lucida del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, e quindi da 'berlusconiano' intendo continuare la mia battaglia per un Pdl liberale, democratica e moderata".

(14 febbraio 2009)

 

 

L'UNITA'

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2009-02-14

Livia Turco: "Su idratazione e alimentazione

può prevalere la posizione del Pd"

di c.b.

Un referendum per abrogare la legge sul testamento biologico se dovesse passare il testo del centrodestra in discussione al Senato. È la proposta che fa il senatore del Pd Ignazio Marino nel suo intervento al convegno organizzato da Radio radicale sul caso di Eluana Englaro. Marino ha spiegato che se quel testo diventasse legge i tribunali sarebbero sommersi da centinaia di ricorsi e arriverebbero a interessare la Corte Costituzionale che però non ha tempi brevi. "Ma sul tema dei nostri diritti civili che sono messi in discussione - ha chiarito - sarà necessario lanciare il referendum così si vedrà se valgono di più le parole di 400 parlamentari o del 90% degli italiani. Credo che per molti sarà un brusco risveglio".

Ma all'interno del Partito democratico non tutti sono d'accordo con la proposta del referendum. "Trovo sbagliato e prematuro proporre adesso un referendum. Abbiamo ancora una battaglia parlamentare tutta da fare per fermare una legge incostituzionale dice l'onorevole Livia Turco, ex ministro della Sanità . Dobbiamo cercare di far valere le ragioni del Partito democratico anche alla luce della nostra proposta di mediazione che rovescia la questione dell'alimentazione e idratazione dando la possibilità, in casi particolari come quello di Eluana Englaro, di escluderle con una dichiarazione. Imporre la logica del "mai", di non poterle mai sospendere, come vuole il centrodestra è inconcepibile. È una prevaricazione. Ma dobbiamo insistere e mediare affinché tutto questo prevalga prima dell'approvazione della legge. Per i referendum c'è tempo".

Sulla vicenda interviene anche Dorina Bianchi, che da pochi giorni ha sostituito proprio Marino come capogruppo del Pd in Commissione Sanità al Senato: "Stimo il collega Marino ma credo che parlare oggi di referendum sia un grave errore. Abbiamo giustamente protestato contro il governo perché voleva, con un decreto legge, spogliare il Parlamento delle sue prerogative. Il Senato deve iniziare ora ad esaminare un disegno di legge e invece di invocare già uno scontro popolare dovremmo impegnarci tutti per approvare una buona legge. Il referendum rischia di essere uno spauracchio -conclude- dietro il quale nascondere le nostre responsabilità istituzionali".

14 febbraio 2009

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-02-14

Fine-vita, Marino lancia il referendum e il Pd si spacca

14 febbraio 2009

Ignazio Marino © Imagoeconomica

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Il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni assicura che la linea del partito sulla questione del disegno di legge sul testamento biologico - in discussione in Commissione sanità del Senato - non è cambiata. Eppure il senatore Ignazio Marino, medico, fino a pochi giorni fa capogruppo del Pd in commissione Sanità e autore di una proposta di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, ha ventilato oggi, al convegno sulla bioetica promosso dai radicali, la possibilità di indire un referendum nel caso che la legge presentata dalla maggioranza venga approvata dalle Camere.

Un'ipotesi che, però, proprio il suo successore a capogruppo nella commissione Sanità del Senato, la collega di partito Dorina Bianchi, ha immediatamente bocciato, definendola "un grave errore" che di fatto esproprierebbe le prerogative del Parlamento a legiferare in materia. "Abbiamo giustamente protestato contro il governo perchè voleva, con un decreto legge, spogliare il Parlamento delle sue prerogative. Il Senato deve iniziare ora ad esaminare un disegno di legge e invece di invocare già uno scontro popolare dovremmo impegnarci tutti per approvare una buona legge", sostiene Bianchi. Il referendum, per l'esponente Pd, "rischia di essere uno spauracchio dietro il quale nascondere le nostre responsabilità istituzionali". Anche Enrico Letta, ministro ombra del Welfare, parlando a Napoli, ha affermato che "bisogna abbandonare lo spirito di crociata" e cercare "convergenze sulla base di testi condivisi". Non sembra impressionata, la maggioranza, dell'ipotesi ventilata da Marino: "Il referendum? Non ci fa paura", replica il senatore del Pdl Quagliariello.

 

 

 

 

 

 

 

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