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Taglio Irpef, vademecum per il contribuente

Irpef, acconto ridotto al 79%

Per gli studi di settore tornano i correttivi

Il bonus premierà imprese individuali e professionisti

"Dai nostri archivi"

Il bonus premierà imprese individuali e professionisti

Sull'acconto pesa la stretta

La famiglia aiuta la busta paga

2009-10-14

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L'ARGOMENTO DI OGGI

 

Dal Sito Internet di il SOLE 24 ORE

per l'articolo completo vai al sito Internet http://www.ilsole24ore.com

2009-11-17

Sconti Irpef ad ampio raggio

di Marco Mobili e Gianni Trovati

17 novembre 2009

Credito d'imposta per chi ha già pagato

Arriva un beneficio finanziario fino al saldo di giugno

"Dai nostri archivi"

Arriva un beneficio finanziario fino al saldo di giugno

Taglio Irpef in busta paga per dipendenti e pensionati

Irpef, acconto ridotto al 79%

Credito d'imposta per chi ha già pagato

La Camera punta sull'Irap

Sconto del 20% dell'acconto Irpef anche per i lavoratori dipendenti che compilano il 730 per la denuncia di redditi diversi da stipendi e pensioni, mentre a chi ha già versato gli anticipi fiscali senza il bonus spetterà un credito d'imposta. Per i rimborsi ai comuni dei tagli legati all'Ici degli immobili ex rurali, il decreto assicura l'anticipo dell'80% e fissa al 31 marzo prossimo la presentazione di una nuova certificazione da parte dei sindaci per ottenere il saldo.

Queste le misure che trovano conferma (si veda "Il Sole 24 Ore" di sabato) con lo schema del decreto legge sugli acconti inviato al Quirinale, che attende la pubblicazione in Gazzetta. Oltre alle conferme, il provvedimento offre un primo dato ufficiale sul gettito dello scudo fiscale, destinato a coprire tutti gli effetti di cassa del decreto "taglia acconti".

Secondo la relazione tecnica, il governo si attende infatti dallo scudo un'emersione di circa 80 miliardi, pari a poco più di un quarto di quei "300 miliardi di attività detenute all'estero dagli italiani". Come si legge nella relazione si tratta di un'ipotesi in linea "con gli importi delle attività regolarizzate o ripatriate" per effetto dei provvedimenti del 2001 e del 2002, "relativi alle precedenti analoghe misure (79 miliardi di euro di attività, con un gettito da imposta sostitutiva del 2,5%, pari a circa 2 miliardi di euro)".

Sulla base di queste considerazioni, emerge che i 3,71 miliardi di bonus fiscali saranno coperti con i 4 miliardi prodotti dall'imposta straordinaria del 5% applicata al rimpatrio e alla regolarizzazione di circa 80 miliardi di capitali detenuti all'estero. Di questi 4 miliardi, 3,8 copriranno il 2009 e i restanti 200 milioni scivoleranno al 2010 per accompagnare i ritardari degli acconti in scadenza il 30 novembre prossimo. Si tratta, va ricordato, di coperture degli effetti di cassa, perché a maggio i contribuenti saranno chiamati a restituire, nei limiti del saldo, quello che non hanno pagato nell'acconto (si veda anche l'articolo a fianco).

Tra i beneficiari del provvedimento - introdotto per dare maggiore liquidità a chi paga l'acconto Irpef ma anche per rendere utilizzabili da parte del governo nel 2010 le entrate da scudo fiscale - gli effetti più rilevanti sono quelli attesi da ditte individuali, società di persone e professionisti, cioè i contribuenti più colpiti dalla crisi; come accennato, però, il taglio agli acconti interessa anche i lavoratori dipendenti con redditi extra rispetto alle buste paga (per esempio, gli affitti); a questi contribuenti il beneficio della riduzione dal 99% al 79% dell'acconto Irpef sarà riconosciuto con lo stipendio o la pensione di dicembre. L'operazione sarà a costo zero anche per il sostituto d'imposta, che recupererà le somme restituite ai dipendenti riducendo i versamenti all'erario delle trattenute di competenza.

Sul fronte dei conti comunali, si precisa il meccanismo dei rimborsi per i tagli operati ai trasferimenti degli enti locali in vista di un extragettito Ici che non si è mai tradotto in realtà. Il problema nasce dal decreto Visco-Bersani del 2006, che aveva ridotto le esenzioni Ici per gli immobili rurali e aveva previsto per i comuni entrate nuove per 820 milioni all'anno. In realtà la novità ha portato ai sindaci circa 70 milioni, creando un buco che l'Economia ha rimborsato finora con il ritardo di un anno. Visti i rapporti difficili con i sindaci a causa del patto di stabilità, il decreto accelera il meccanismo e offre ai comuni un "acconto" pari all'80% del buco 2009. Per quantificarlo, il Viminale userà le certificazioni dell'anno scorso, mentre i nuovi dati necessari al saldo dovranno essere inviati dai comuni entro marzo, quindi con tempi più stretti rispetto agli anni scorsi. La relazione tecnica conferma che l'acconto vale 600 milioni e precisa che il meccanismo non produce nuovi costi per i conti statali perché i 745 milioni necessari al rimborso integrale sono già stati stanziati con l'assestamento del bilancio 2009. Il problema, semmai, passa alla Finanziaria, che dovrà trovare una cifra analoga anche per il 2010.

17 novembre 2009

 

Credito d'imposta per chi ha già pagato

17 novembre 2009

"Dai nostri archivi"

Il Dl divide l'extra-gettito

La scuola ritorna al "tempo pieno"

In cinque articoli la cura anti-crisi

Articolo 69 - Differimento di 12 mesi degli automatismi stipendiali

 

Pubblichiamo lo schema del decreto legge che detta "Disposizioni urgenti in tema di differimento di versamento di acconti di imposta", approvato giovedì scorso dal consiglio dei ministri. Il provvedimento potrebbe subire ancora ritocchi formali prima della pubblicazione in "Gazzetta Ufficiale".

ARTICOLO 1

Differimento del versamento di acconti d'imposta

1. Il versamento di venti punti percentuali dell'acconto del l'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per il periodo d'imposta 2009 è differito, nei limiti di quanto dovuto a saldo, alla data di versamento, per il medesimo periodo di imposta, del saldo di cui al comma 1 dell'articolo 17 del decreto del presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435.

2. Ai contribuenti che alla data di entrata in vigore del presente decreto hanno già provveduto al pagamento dell'acconto senza avvalersi del differimento di cui al comma 1 compete un credito d'imposta in misura corrispondente, da utilizzare in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

3. Per i soggetti che si sono avvalsi dell'assistenza fiscale, i sostituti d'imposta trattengono l'acconto tenendo conto del differimento previsto dal comma 1.

4. I sostituti d'imposta che non hanno tenuto conto del differimento di cui al comma 1 restituiscono le maggiori somme trattenute nell'ambito della retribuzione del mese di dicembre. Le somme restituite possono essere scomputate dal sostituto d'imposta ai sensi del decreto del presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 445.

5. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo, valutate in 3.716 milioni di euro per l'anno 2009, si provvede con quota parte delle entrate derivanti dall'articolo 13-bis del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, che a tal fine, dalla contabilità speciale prevista dal comma 8 del citato articolo 13-bis, è versata nell'anno 2009 ad apposito capitolo del bilancio dello Stato. La dotazione del Fondo previsto dall'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, è incrementata, per l'anno 2010, di 3.716 milioni di euro, cui si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate, per l'anno medesimo, derivanti dai commi precedenti.

ARTICOLO 2

Trasferimenti erariali ai comuni

1. Ai fini della riduzione dei trasferimenti erariali di cui ai commi 39 e 46 dell'articolo 2 del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, i comuni trasmettono, entro il termine perentorio del 31 marzo 2010 e a pena di decadenza, al ministero dell'Interno una apposita certificazione del maggiore gettito accertato a tutto l'anno 2009 dell'imposta comunale sugli immobili, derivante dall'applicazione dei commi da 33 a 38, nonché da 40 a 45 dello stesso articolo 2, con modalità e termini stabiliti con decreto del ministero dell'Economia e delle finanze, di concerto con il ministero dell'Interno.

2. Per l'anno 2009, fatti salvi eventuali conguagli, il ministero dell'Interno è autorizzato a corrispondere a ogni singolo comune, a titolo di acconto, un contributo pari all'ottanta per cento della differenza tra l'importo certificato per l'anno 2007 e la corrispondente riduzione del contributo ordinario operata per il medesimo anno.

ARTICOLO 3

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella "Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana" e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

17 novembre 2009

 

 

 

Arriva un beneficio finanziario fino al saldo di giugno

di Tonino Morina

17 novembre 2009

"Dai nostri archivi"

Sconti Irpef ad ampio raggio

La platea

Taglio Irpef in busta paga per dipendenti e pensionati

Credito d'imposta per chi ha già pagato

Il bonus premierà imprese individuali e professionisti

Prende forma la riduzione di 20 punti percentuali dell'acconto Irpef per il 2009, in scadenza lunedì 30 novembre, che si riduce dal 99 al 79 per cento.

Con un'interessante novità: chi ha già pagato, applicando la vecchia misura del 99% potrà fruire di un credito, pari alla differenza pagata in più, da usare in compensazione con i versamenti da fare con il modello F24.

Novità anche per i sostituti d'imposta che, in sede di pagamento dello stipendio o della pensione di novembre, non tengono conto della nuova misura percentuale del 79 per cento. Essi dovranno restituire le maggiori somme trattenute nella retribuzione di dicembre. Le somme restituite potranno essere poi recuperate dal sostituto d'imposta, a norma del Dpr 445/1997, che riguarda lo scomputo dei versamenti delle ritenute alla fonte.

L'articolo 1 del decreto legge (si veda il testo riportato sotto) dispone che il versamento di venti punti percentuali dell'acconto Irpef dovuto per il 2009 è differito, nei limiti di quanto dovuto a saldo per il 2009. Il beneficio si "sposta" fino alla data di versamento del saldo (di norma, al 16 giugno 2010). Il contribuente, che, per esempio, beneficia di una riduzione dell'acconto di novembre per 10mila euro, se in sede di saldo per il 2009, a causa di una contrazione di reddito, avrà un debito di 2mila euro, verserà solo quest'ultimo importo. In questo modo per imprenditori individuali, soci di società di persone e professionisti si assisterà a una specie di dilazione dagli effetti finanziari positivi: si eviterà di anticipare subito somme che risulteranno non dovute in seguito.

Per i dipendenti e pensionati e per gli altri contribuenti che presenteranno il modello 730 sarà il sostituto a fare gli eventuali conguagli nei termini previsti, a partire dal mese di luglio 2010 per i dipendenti o dal mese di agosto o settembre 2010 per i pensionati.

Ai contribuenti che hanno già versato l'acconto senza beneficiare della riduzione al 79% spetta, invece, un credito in misura corrispondente, da usare in compensazione con i versamenti da fare con l'F24.

Il provvedimento conferma che non spetta alcun beneficio alle persone fisiche, compresi i dipendenti e i pensionati, che sono esonerate dall'acconto. È anche confermato che non spetta alcuna riduzione per l'Irap, nemmeno se dovuta dalle stesse persone fisiche che beneficiano della riduzione dell'acconto Irpef. Nessuna riduzione, poi, neppure per gli acconti Irap e Ires delle società di capitali, degli enti non commerciali e degli altri soggetti Ires.

Occorre ricordare, infine, che per determinare l'acconto di novembre, i contribuenti dispongono di due metodi di calcolo. Si tratta del metodo:

"storico" basato sui dati dell'anno precedente;

e di quello "previsionale" basato sul minore reddito dell'anno in cui si versa l'acconto.

L'acconto è dovuto per l'anno in cui si versa ed è una quota percentuale dei tributi e delle altre somme relative all'anno precedente. Per chi calcola gli acconti 2009 su base "storica", cioè sulla base dei dati del 2008 di Unico 2009, fatti salvi i casi in cui è previsto di rideterminare l'imponibile sul quale calcolare la somma dovuta, l'importo-base è quello che, al netto di detrazioni, crediti e ritenute, è indicato nella dichiarazione dei redditi presentata per il 2008.

Queste regole generali andaranno questa volta combinate con quanto previsto dal decreto legge. Quindi occorrerà tener conto della riduzione di venti punti prevista per il versamento di novembre. Riduzione riservata, però, solo ai contribuenti Irpef.

17 novembre 2009

 

2009-11-14

La platea

14 novembre 2009

I beneficiari della riduzione dell'acconto Irpef dal 99 al 79%

- La platea dei beneficiari ricomprende: commercianti, artigiani, professionisti e altri lavoratori autonomi persone fisiche.

- Il beneficio dell'acconto ridotto al 79%, rispetto alla misura del 99%, spetta anche a pensionati e dipendenti che devono pagare anche la rata di novembre in base ai calcoli della dichiarazione (per la presenza di altri redditi oltre a quello di pensione o al reddito di lavoro dipendente, oppure in seguito al rilascio di più Cud durante lo stesso periodo d'imposta)

Nessuna riduzione degli acconti Irap

- Non è prevista alcuna riduzione per l'Irap, nemmeno se dovuta dalle persone fisiche che beneficiano della riduzione dell'acconto Irpef

Gli esclusi

- I contribuenti Ires, le società di capitali, gli enti commerciali e altri soggetti all'Ires, devono l'acconto, sia per l'Ires, sia per l'Irap, nella misura del 100%. Chi paga in due volte deve il 40% del 100% entro il termine per il saldo dell'anno precedente; il 60% entro il 30 novembre

14 novembre 2009

Il calcolo degli acconti

LO SCONTO IRPEF

CORRIERE della SERA

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http://www.corriere.it

2009-11-134

 

 

REPUBBLICA

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http://www.repubblica.it/

2009-11-14

 

L'UNITA'

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http://www.unita.it

2009-11-14

 

 

il SOLE 24 ORE

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http://www.ilsole24ore.com

2009-11-14

Taglio Irpef in busta paga

per dipendenti e pensionati

di Tonino Morina e Marco Rogari

14 novembre 2009

Taglio Irpef, vademecum per il contribuente

Irpef, acconto ridotto al 79%

Per gli studi di settore tornano i correttivi

Il bonus premierà imprese individuali e professionisti

"Dai nostri archivi"

Taglio Irpef, vademecum per il contribuente

Il bonus premierà imprese individuali e professionisti

Irpef, acconto ridotto al 79%

Sull'acconto pesa la stretta

La famiglia aiuta la busta paga

Professionisti, aziende e centri di assistenza fiscale chiamati a ricalcolare gli acconti Irpef di dipendenti e pensionati tenuti al versamento degli anticipi. La riduzione del 20% annunciata dal Governo sarà restituita nella busta paga di dicembre. Comunque sia nella prima disponibile.

Infatti, nei casi in cui i cedolini e i ratei di pensione fossero ancora in corso di elaborazione, il bonus sull'acconto potrebbe scattare già alla fine di questo mese. Con complicazioni in arrivo sia per i sostituti d'imposta che per le case software.

Tutto dipenderà dall'ufficializzazione da parte del governo del decreto legge "taglia-acconti" varato giovedì dal Consiglio dei ministri. Ancora ieri i tecnici dell'Esecutivo erano al lavoro per apportare le ultime limature al testo e inviare in tempi rapidi il provvedimento alla "Gazzetta Ufficiale" per la sua pubblicazione.

Proviamo a definire la platea coinvolta nell'operazione. Si tratta, come detto in precedenza, di tutti i lavoratori dipendenti e pensionati con ulteriori redditi, inclusi quelli che hanno fatto ricorso al modello 730. E ancora si tratta di ditte individuali, soci di società di persone, professionisti e altri lavoratori autonomi persone fisiche.

In ogni caso gli "sconti" prenatalizi dovranno essere restituiti a giugno-luglio al momento del saldo. Per esempio, un contribuente, che ha un debito Irpef di 10mila euro, pari a quello dell'anno precedente, e che avrà versato come primo e secondo acconto per il 2009 l'importo totale di 7.900 euro, pari al 79% del debito storico del 2008, dovrà versare a titolo di saldo Irpef la differenza di 2.100 euro.

In attesa di conoscere la versione definitiva del decreto legge varato dal Governo sarebbero, dunque, completamente esclusi dipendenti e pensionati soggetti solo a ritenute e non tenuti al versamento degli acconti.

Va ricordato che per determinare gli anticipi di novembre, i contribuenti dispongono di due metodi: quello "storico" basato sui dati dell'anno precedente e quello "previsionale" fondato sul minore reddito dell'anno in cui si versa l'acconto.

Per chi calcola gli acconti 2009 su base "storica", cioè sulla base dei dati del 2008 di Unico 2009, l'importo-base è quello che, al netto di detrazioni, crediti e ritenute, è indicato nella dichiarazione dei redditi presentata per l'anno precedente. L'effetto prodotto dalla riduzione del 20% potrebbe, dunque, rivelarsi più basso di quanto versato tra giugno e luglio 2009 come prima rata.

Questo perché, se sarà confermata la riduzione dal 99 al 79%, la seconda rata di acconto sarà minore rispetto alla prima: facendo riferimento al debito 2008, i contribuenti hanno già versato il 39,6% del debito di riferimento (il 40% del 99%); considerato, come detto, che la misura del 99% dovrebbe abbassarsi al 79%, la seconda rata sarebbe pari al 39,4%, che, sommato al 39,6% già versato, corrisponde alla nuova misura del 79 per cento.

Per chi dovesse optare per il metodo previsionale di determinazione degli acconti dovuti è possibile ridurre l'importo da pagare se si ha motivo di ritenere (e in un periodo di crisi non saranno in pochi) che l'imposta per il 2009 sarà più bassa.

Pur restando fermo il principio che, quando si eseguono calcoli che riducono l'acconto occorre stare attenti perché un insufficiente versamento potrebbe comportare la sanzione del 30%, il rinvio al saldo dei 20 punti percentuali potrà di fatto costituire per il contribuente una sorta di franchigia. In sostanza, chi segue il previsionale potrà "sbagliare" i conti di un 20%, che poi restituirà con i versamenti di giugno e luglio, mettendosi al riparo dalla sanzione amministrativa.

La scelta dell'esecutivo di virare sugli acconti Irpef, in luogo dell'Ires e dell'Irap, non consentirà, in ogni caso, alcuna riduzione dell'imposta regionale, nemmeno se dovuta dalle stesse persone fisiche che sono destinate a beneficiare della riduzione dell'acconto Irpef.

14 novembre 2009

 

 

 

 

 

Taglio Irpef, vademecum per il contribuente

14 NOVEMBRE 2009

 

LA PLATEA

I beneficiari della riduzione dell'acconto Irpef dal 99 al 79%

- La platea dei beneficiari ricomprende: commercianti, artigiani, professionisti e altri lavoratori autonomi persone fisiche.

- Il beneficio dell'acconto ridotto al 79%, rispetto alla misura del 99%, spetta anche a pensionati e dipendenti che devono pagare anche la rata di novembre in base ai calcoli della dichiarazione (per la presenza di altri redditi oltre a quello di pensione o al reddito di lavoro dipendente, oppure in seguito al rilascio di più Cud durante lo stesso periodo d'imposta)

Nessuna riduzione degli acconti Irap

- Non è prevista alcuna riduzione per l'Irap, nemmeno se dovuta dalle persone fisiche che beneficiano della riduzione dell'acconto Irpef

Gli esclusi

- I contribuenti Ires, le società di capitali, gli enti commerciali e altri soggetti all'Ires, devono l'acconto, sia per l'Ires, sia per l'Irap, nella misura del 100%. Chi paga in due volte deve il 40% del 100% entro il termine per il saldo dell'anno precedente; il 60% entro il 30 novembre

14 novembre 2009

 

 

 

 

Irpef, acconto ridotto al 79%

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12 novembre 2009

Per gli studi di settore tornano i correttivi

Il bonus premierà imprese individuali e professionisti

"Dai nostri archivi"

Il bonus premierà imprese individuali e professionisti

Fisco: allo studio il taglio dei versamenti Ires e Irap

Taglio Irpef in busta paga per dipendenti e pensionati

Sull'acconto pesa la stretta

Entro oggi alla cassa per l'acconto 2007

 

Il taglio degli acconti fiscali di novembre riguarderà soltanto l'Irpef. Piccole e medie imprese, ditte individuali e società di persone che pagano l'imposta sulle persone fisiche godranno di uno sconto nel versamento di novembre. Restano escluse l'Ires e l'Irap. È quanto hanno riferito alle agenzie di stampa fonti di governo, respingendo l'ipotesi che ci sia stata una retromarcia rispetto alle intenzioni iniziali.

Il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri riduce l'acconto Irpef da versare entro il prossimo 30 novembre di 20 punti percentuali, dal 99% al 79 per cento. L'intervento, riferiscono fonti del ministero dell'Economia, vale 3,8 miliardi e sarà coperto con le risorse provenienti dallo scudo fiscale. Il recupero sarà effettuato in sede di conguaglio nel 2010. "Una cifra importante - ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti - si riducono gli acconti che i cittadini devono pagare alla fine di novembre, si lascia nelle tasche della gente più liquiditità".

Fino a ieri sera, secondo quanto prevedeva lo stesso comunicato ufficiale di palazzo Chigi, il decreto al vaglio oggi del Consiglio dei ministri prevedeva "Disposizioni in tema di differimento del versamento dell'acconto dell'Ires e dell'Irap" e non l'estensione all'Irpef. Oggi dopo la riunione un ministro ha confermato pubblicamente ai giornalisti che la misura approvata riguardava Irap, Ires e Irpef. La decisione di modificare la norma stralciando il beneficio, così come era stato pensato inizialmente, per grandi imprese e società di capitale sarebbe quindi stato deciso dopo il Consiglio dei ministri.

Il comunicato stampa diffuso in serata da palazzo Chigi sulle decisioni del Cdm parla solo di "un decreto legge per il differimento di acconti di imposta. Il decreto contiene anche disposizioni tese a consentire ai Comuni il rimborso della terza rata dell'Ici extrarurale". Il Consiglio dei ministri ha approvato la norma, spiega Palazzo Chigi, "con l'obiettivo di garantire strumenti di ausilio nella particolare congiuntura economica in corso di superamento".

Secondo l'ultima versione dell'intervento ad essere agevolati sarebbero piccole aziende, ditte individuali, società di persone, e i titolari di partita Iva che pagano l'Irpef. Sono esclusi invece i lavoratori dipendenti che pagano le tasse in busta paga, ma non quelli che hanno redditi aggiuntivi.

Poche ore prima che si arrivasse al chiarimento sul nulla di fatto per Ires e Irap, era intervenuta in termini di moderata soddisfazione la presidnete di Confindustria, Emma Marcegaglia. "La riduzione dell'acconto di novembre in termini di liquidità può essere un aiuto, si parla di 2-3 miliardi di euro complessivi per imprese e cittadini, ma con una platea così ampia la dimensione è minima". Per Marcegaglia scelte di alleggerimento vanno inquadrate "in un discorso più ampio di calo della pressione fiscale in modo più strutturato. Può essere una misura che in questa fase alleggerisce, soprattutto in termini di liquidità, ma penso che serva un progetto, magari graduale, di abbassamento della pressione fiscale".

Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato il disegno di legge taglia-burocrazia, proposto dal ministero della Funzione pubblica, guidato da Renato Brunetta. Tra le novità, la possibilità di effettuare il cambio di residenza senza recarsi fisicamente allo sportello, il rilascio della carta d'identità a coloro che hanno compiuto i dieci anni anziché a 15 e l'obbligo di prestare giuramento al momento dell'assunzione per tutti i dipendenti pubblici. Il ministro Brunetta ha così commentato: "Basta molestie amministrative. La pubblica amministrazione non deve più molestare i cittadini". "È un avvio dalla parte dei cittadini", ha detto il ministro spiegando che oltre alla semplificazione ci sarà anche "più dignità della pubblica amministrazione", facendo riferimento al giuramento previsto per i neo assunti della amministrazione pubblica.

12 novembre 2009

 

 

Per gli studi di settore tornano i correttivi

di Antonio Criscione

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13 novembre 2009

Agli inizi del 2010 terza revisione degli studi di settore applicati con Gerico 2009. Dopo quella ordinaria e i correttivi utilizzati già con il programma applicativo utilizzato quest'anno, una terza versione che servirà stavolta ai fini degli accertamenti. Ma in una situazione in cui i correttivi congiunturali adottati quest'anno sembrano aver dato risultati positivi, producendo persino un aumento dei soggetti congrui non è in vista nessuna moratoria degli studi: sarà piuttosto ripetuta l'operazione correttivi, che saranno aggiornati di anno in anno.

È questo il quadro che emerge dopo una prima analisi dei dati delle dichiarazioni fiscali presentate a fine settembre dai soggetti che hanno applicato gli studi.

Anche le associazioni in questi giorni hanno fatto pressing per garantire i correttivi congiunturali anche per le dichiarazioni del prossimo anno sui redditi del presente. Come affermato da Giampietro Brunello, amministratore delegato della Sose, sabato scorso a Trieste (si veda "Il Sole 24 Ore" dello scorso 8 novembre) ora la partita oltre alla terza revisione degli studi per il 2008 (come anno d'imposta) vede in campo l'individuazione dei correttivi per il 2009 per Gerico 2010. Si capisce perciò come nell'esame della Finanziaria 2009 (come spiegato nei giorni scorsi sul Sole 24 Ore) si stia prevedendo la proroga per l'approvazione degli studi da applicare con le prossime dichiarazioni.

A confermarlo anche il sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, per il quale l'operazione "correttivi" ha dato risultati positivi. Ha spiegato infatti Molgora: "I primi dati confermano che la strada che era stata scelta era quella giusta, anche perché c'è stata una raccolta capillare e vasta di dati, che sarà ripetuta anche quest'anno". E aggiunge: "Se ci fossero risorse, sarebbero da destinare a una riduzione del carico fiscale, non a una moratoria degli studi o degli accertamenti, che porterebbe un calo del gettito in parte dovuto all'aumento dell'evasione. Va aiutato chi già paga, non chi evade". Infatti secondo il sottosegretario, se in alcuni settori la situazione da questo punto di vista è sotto controllo, per altri "c'è ancora del lavoro da fare".

La "terza revisione" arriva quando i contribuenti hanno già applicato gli studi, che sarà applicata agli accertamenti futuri delle Entrate, che si baseranno quindi su una versione degli studi che terrà conto di tutti i dati a disposizione del fisco per valutare l'andamento delle imprese nello scorso anno.

Intanto va ricordato che i correttivi hanno consentito persino una riduzione del tutto inaspettata quest'anno del numero dei non congrui dal 22 al 20%, ma anche un alto numero di soggetti, circa 265mila, che hanno spiegato perché non si sono adeguati agli studi, già negli spazi riservati alle osservazioni in Gerico 2010.

Anche le dichiarazioni delle associazioni vanno nel senso di un perfezionamento del meccanismo già adottato. Per Marco Venturi, presidente di Confesercenti, "l'aspettativa prioritaria è quella di una stabile revisione e riduzione degli studi di settore per liberare risorse utili agli investimenti e per frenare l'alto numero di chiusure delle Pmi". Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio ha affermato, riferendosi alle richieste delle associazioni, ha spiegato: "Non si tratta di una moratoria ma di una revisione. Noi abbiamo gradito molto la disponibilità del Governo a rivedere gli studi di settore in modo che i parametri tengano conto dell'impatto duro e in alcuni casi drammatico che la crisi sta avendo sulle piccole e medie imprese". Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, un intervento sugli studi di settore "può essere una cosa positiva, ovviamente da inquadrare in un discorso più ampio di calo della pressione fiscale, da vedere in modo più strutturale".

13 novembre 2009

 

 

 

 

 

Il bonus premierà imprese individuali e professionisti

di Dario Deotto

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13 novembre 2009

La riduzione o, comunque, il differimento degli acconti di novembre dovrebbe riguardare soltanto i soggetti Irpef. Mentre nessuna riduzione o differimento dovrebbe riguardare i soggetti Ires. Questo quanto è stato deciso ieri dal Consiglio dei ministri anche se resta qualche incertezza perchè il testo del decreto legge approvato non è ancora disponibile.

L'opzione più attendibile è quella che dispone il differimento a giugno/luglio 2010, cioè al momento del versamento del saldo, di una parte degli acconti d'imposta dovuti a novembre. Il meccanismo dovrebbe essere questo: del 99% della misura dell'acconto (per i soggetti Irpef), la percentuale, per quest'anno, viene abbassata al 79 per cento. Il 20% rimanente verrà versato a giugno/luglio del prossimo anno in sede di versamento del saldo. È come, in sostanza, se si trattasse di una terza rata degli acconti, che comunque verrà limitata a quanto dovuto effettivamente a saldo.

La misura, come si è detto, dovrebbe riguardare solo i soggetti Irpef e non quelli Ires. Il differimento non dovrebbe riguardare neppure l'Irap. Il differimento dell'acconto Irpef, oltre ai lavoratori dipendenti che hanno altri redditi, dovrà, però, necessariamente riguardare anche imprenditori individuali, lavoratori autonomi, soci (persone fisiche) di società di persone così come i soci di società trasparenti a ristretta base partecipativa, in base all'articolo 116 del Tuir. Se la soluzione non fosse questa vi sarebbero problemi di tipo costituzionale in relazione a una diversità di trattamento per soggetti tenuti alla medesima imposizione.

Non dovrebbero, invece, essere confermate altre opzioni trapelate nelle ultime ore, in base alle quali si avrebbe una semplice riduzione "secca" di qualche punto percentuale degli acconti 2009.

Prima di effettuare le proprie scelte andrà comunque verificato il testo definitivo del provvedimento, anche per verificare se effettivamente i soggetti Ires verranno esclusi dalle misure relative agli acconti. Se questa esclusione venisse confermata, si avrebbe una situazione inversa rispetto allo scorso anno, dovuta alle disposizioni del decreto legge 185/2008. Lì la norma (l'articolo 10) accordò, seppure all'ultimo momento, una riduzione dell'acconto Ires e Irap di tre punti percentuali, con la possibilità, per i soggetti che avevano già versato l'acconto, di portare in compensazione il credito che si generava per il maggiore acconto versato. Si aggiunse, però, il problema che la stessa norma prevedeva che i soggetti che fruivano della riduzione dell'acconto, anche mediante la compensazione, avrebbero dovuto corrispondere la stessa somma entro il 31 dicembre 2008. Non se ne fece nulla, ma questa situazione, molto contraddittoria, portò molti a non avvalersi delle disposizioni e, quindi, anche della stessa possibilità di compensazione di quanto versato in più. Una scelta, questa, che era stata giustificata per motivi contabili e che non sarebbe stata ripetuta quest'anno.

13 novembre 2009

 

 

 

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