Formazione "il FIGLIO dell'UOMO" ARGOMENTO dalla STAMPA QUOTIDIANA

FORMAZIONE

il FIGLIO dell'UOMO

ONLUS - ASSOCIAZIONE CATTOLICA

E-mail: studiotecnicodalessandro@virgilio.it

Siti Internet: http://www.cristo-re.eu ; http://www.maria-tv.eu ;

http://www.vangeli.net ; http://www.mondoitalia.net ;

http://www.web-italia.eu ; http://www.engineering-online.eu;

2009 dal 5 al 12 Aprile

8a SETTIMANA MONDIALE della Diffusione in Rete Internet nel MONDO de

" i Quattro VANGELI " della CHIESA CATTOLICA , Matteo, Marco, Luca, Giovanni, testi a lettura affiancata scarica i file cliccando sopra Italiano-Latino Italiano-Inglese Italiano-Spagnolo

L'ARGOMENTO DI OGGI

Aderite all"

ORDINE LAICO dei " CAVALIERI del FIGLIO dell'UOMO" per VIVERE il VANGELO, Diventate CAVALIERI del FIGLIO dell'UOMO vivendo la Vostra VITA in FAMIGLIA e sul LAVORO secondo VIA, VERITA' VITA

dai GIORNALI di OGGI

 

2009-03-08

Ingegneria Impianti Industriali

Elettrici Antinvendio

ST

DG

Studio Tecnico

Dalessandro Giacomo

SUPPORTO ENGINEERING-ONLINE

 

L'ARGOMENTO DI OGGI

 

DAL SITO INTERNET DI

REPUBBLICA

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http://www.repubblica.it/

2009-03-8

VAI ALLA MAPPA INTERATTIVA DEI LAVORATORI LICENZIATI:

http://racconta.repubblica.it/mappa_licenziamenti_in_italia/mappa.php

PERDERE IL LAVORO IN ITALIA, LEGGI LE STORIE:

http://racconta.repubblica.it/mappa_licenziamenti_in_italia/risultatitotali.php

Rabbia e disperazione nelle email dei disoccupati a Repubblica.it

Mille storie e testimonianze da ogni parte d'Italia

Le voci dal paese

che perde il lavoro

di FEDERICO PACE

Le voci dal paese che perde il lavoro

LETTERE dall'inferno della disoccupazione. Parole dettate da rabbia e disperazione. Sono mille le testimonianze, arrivate in soli due giorni a Repubblica.it. Un coro straziante di voci da ogni parte d'Italia. Per raccontare, in prima persona, come la crisi ha già mandato in pezzi il fragile castello del lavoro e della vita di molti. Da Treviso a Palermo. Uomini e donne dalle vite stravolte. Giovanissimi e over 50.

C'è chi lavorava in un laboratorio orafo in provincia di Vicenza. E ora non ha più nulla. C'è chi per più di venti anni ha passato ogni giorno in un lanificio di Prato. E ora tanti saluti. E niente più. Ci sono gli operai dei grandi distretti industriali e gli informatici delle softwarehouse. C'è pure l'ingegnere laureato con lode, un master in business and administration alla Bocconi, sposato da poco e licenziato della start-up che, invece di quotarsi, ha chiuso i battenti. Tutti a casa. Nessuno di loro ha più nulla.

L'onda è alta e sta crescendo ancora. Licenziano le multinazionali e le piccole imprese. Chiudono i negozi e le botteghe. I dispacci arrivano da chi ha visto andare in fumo un contratto a tempo indeterminato (il 56%) ma anche da chi si è ritrovato a fare i conti con il mancato rinnovo (il 44%) di un contratto a termine o di una collaborazione. Ci sono operatori di call center ma anche dirigenti (il 5%) e quadri (il 13%).

Molti sono giovani. Quasi quattro su dieci hanno meno di trentacinque anni. Ma altrettanti, forse quelli che mostrano più ferite e vedono con più cupezza il proprio destino, sono quelli che hanno superato i 46 anni. In tutto sono circa il 30% e le loro testimonianze alzano il velo sulla fragile condizione lavorativa di questi tempi.

Sotto i nostri occhi si ricompone un quadro di un'occupazione andata in pezzi. Un quadro che conferma come il lavoro, e la sua assenza, sia tra le vere emergenze del sistema Italia. Senza l'impiego, ciascuno di noi perde, oltre alla fonte di reddito, il legame con la società e con il senso delle proprie azioni.

Tra loro c'è una donna della provincia di Torino. Racconta il suo primo giorno in cassa integrazione. Quando lavorava, scrive, "la nostra non era un'esistenza fatta di "grandi sogni di sfarzo e vizi, ma piani di vita realistici e concreti. Da formica". Ora tutto è cambiato. Anche il modo di pensare. Tanto che alla fine, amaramente, confessa: "Tanto valeva fare la cicala."

(4 marzo 2009)

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QUESTA E' UNA DELLE 40 PG. DEL SITO (alla data del 2009-03-08):

Intervento n 1000

SessoF

Età46-55 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a tempo indeterminato

SettoreAmministrazione e attività d'ufficio

CittàUD

La storia

lavoro in questa azienda da quasi 20 anni; mi mancano circa 3 anni per andare in pensione. Potrei usufruire della L 104 (ho mio padre invalido e mia madre non più autosufficiente)ma non mi viene concessa e nemmeno le ferie ...se mi ammalo, vengo rimproverata di fare troppe assenze e per questi motivi mi hanno prospettato il licenziamento. Sto aspettando la lettera e intanto il medico mi ha riscontrato una sofferenza cardiaca....oltre ad altri problemi abbastanza importanti di salute che ho da oltre otto anni...stress da lavoro, mi hanno detto;...perchè non vengono mai fatti controlli?come me chissà quanti ce ne sono in giro per l'Italia,altro che fannulloni!

Intervento n 999

SessoM

Età41-45 anni

ProfessioneQuadro

Tipo di contrattoDipendente a tempo indeterminato

SettoreTrasporti

CittàVC

La storia

Vengo assunto dal titolare dell'azienda. Tutto procede postivamente, a dire dei dirigenti miei colleghi e superiori, e dopo il periodo di prova -previsto per contratto- non ci saranno problemi. Ciò è detto fino all'immediata scadenza del periodo di prova. Dopo i 6 mesi di prova, ricevo via fax nell'ufficio stesso la comunicazione che non sono confermato. Il titolare dell'azienda mi incontra -a 4 occhi- e mi dice di dare le dimissioni. Dopodichè, lui mi farà un contratto di consulenza, con il quale è disposto a pagarmi al netto molto più di prima... Ovviamente non ho accettato ed i sindacati di settore non sono stati in grado di fare nulla ...

Intervento n 998

SessoM

Età36-40 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreInformation Technology

CittàSA

La storia

<> trovo l'annuncio su un sito di ricerca personale:é il mio lavoro, così invio subito il c.v.,e aspetto fiducioso.Scopro poi che, in realtà, la ricerca è fatta per conto dell'ente pubblico presso il quale ho lavorato,come co.co.co, fino a pochi mesi fa; ente nel quale ero entrato dopo una pubblica selezione e dal quale attendevo,come altri, il rinnovo del contratto, sempre rimandato per mancanza di finanziamenti (dicevano). E invece, ecco che in breve tempo scopro la "macchietta", organizzata per aggirare le norme,cancellare pubbliche graduatorie,fare a proprio piacere,elargire posti di lavoro,in barba a tutte le leggi,ed alla faccia di Brunetta (dietro il cui nome hanno la faccia tosta di nascondersi),questi enti pubblici fanno e disfano a loro piacimento. Morale? Io fuori, altri, sicuramente i più bravi, i più preparati, i più produttivi, dentro.

Intervento n 997

SessoM

Etàmeno di 25 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a tempo indeterminato

SettoreAltro

CittàRE

La storia

Sono stato licenziato dal lavoro con un contratto a tempo indeterminato senza una causa. Il mio datore di lavoro mi ha dato la lettera di licenziamento dove dice che il contratto può essere sciolto in base all'art. 2118 del codice civile, senza alcun preavviso.

Intervento n 996

SessoM

Età46-55 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreIstruzione

CittàNA

La storia

HO 55 ANNI ED HO LAVORATO IN UN AZIEDA SIDERURGICA DI NAPOLI EFFETTUANDO TURNI PER 16 ANNI POI E' ARRIVATA TANGETOPOLI E NEL 1994 CI SIAMO RITROVATI IN CASSA INTEGRALE E POI MOBILITA' ALL'ETA' DI 44 ANNI RIMETTITI IN DISCUSSIONE CON TRE FIGLI UNO OGGI FORTUNATAMENTE LAUREATO IN INGEGNERIA E IN COMPETIZIONE CON ME PERCHE' IN CERCA DI PRIMA OCCUPAZIONE. MI SONO INVENTATO MILLE LAVORI PER POTER GUADAGNARE QUALCOSA. NELL' 2001 HO UNA NOMINA NELLA SCUOLA COME PERSONALE ATA LA QUALE SI E' RINNOVA TA FINO AD OGGI MA A SETTEMBRE COSA SUCCEDERA'? E' POSSIBILE CHE QUASI A 56 ANNI ALLA SOGLIA DELLA PENSIONE HO QUASI 35 ANNI DI CONTRIBUTI MI DEVO METTER ANCORA UNA VOLTA IN DICUSSIONE E LA DIGNITA' DI UN UOMO CHE HA LAVORATO E STUDIATO PER UNA VITA INTERA CHE FINE FA'?

Intervento n 995

SessoF

Età26-30 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreAltro

CittàRM

La storia

Sono una laureata LUISS in giurisprudenza diritto internazionale 106/100 - ho fatto due anni di praticantato a zero euro, anzi qualche volata ci ho messo del mio, parlo fluentemente in inglese, dopo tante promesse sono stata assunta come stagista "restribuita" in una multinazionale a febbraio il mio capo mi ha detto che gli dispiaceva molto, che avevano assunto, in precedenza dei veri brocchi, ed ora a malincuore doveva rinunciare ad una valida collaboratrice. A questo punto mi dico ma e che vale studiare per 20 anni farsi un mazzo così, se poi il risultato e che i brocchi lavorano e le persone valide stanno a casa?

Intervento n 994

SessoF

Età36-40 anni

ProfessioneOperaio

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreRistorazione

CittàPS

La storia

Ciao, sono Simone, cittadina Brasiliana, 36 anni, sposata, vivo a Pesaro, da alcuni anni lavoravo come cameriera di sala presso un albergo, lavoro stagionale, ero un punto di riferimento per tutti, essendo la piu' esperta, insegnavo a tutti i nuovi camerieri, organizzavo, controllavo il lavoro anche degli altri in modo che tutto potesse funzionare bene, per me era come se lavorassi nel "MIO" albergo, tutti i clienti volevo essere serviti da me, ero anche molto considerata dal titolare e quindi anche pagata forse un po piu' degli altri, ma, forse proprio per questo, quest'anno, per risparmiare o altro non sono stata riconfermata, solite parole, siamo in crisi, si deve risparmiare, e quindi meglio assumere qualche giovane, con poco stipendio, poi anche se non sa fare, tratta male i clienti, o sbaglia nel portare i piatti, o quant'altro, non e' importante, il cliente non conta niente e tanto meno la professionalita'; a me tutto questo sembra un paradosso, io ero convinta del contrario, che la professionalita, la gentilezza, il sorriso, l'attenzione verso tutti, fossero una garanzia per mantenere il lavoro e uno stile di vita da insegnare anche agli altri, invece no, ho sbagliato tutto. Grazie per l'attenzione, ciao.

Intervento n 993

SessoF

Età31-35 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreEditoria

CittàPI

La storia

Il mio progetto era diventare donna. Donna. Adulta. Matura. Indipendente. Compagna. Moglie. Madre. Libera. Un progetto non ambizioso. Non sono mai stata ambiziosa. Quello che volevo io era una vita. Quella per cui i miei nonni hanno lottato, quella che i miei genitori hanno rivendicato, quella che a me oggi si nega. Sono un progetto, con una scadenza, un termine. Sono una sigla cacofonica. Sono una prestazione occasionale. Sono part-time. Sono sola. Ce lho messa tutta. Non mi sono mai tirata indietro. Spesso ho ingoiato la mia dignità, sono scesa a patti con le mie idee, ho perso di vista i miei diritti, ho sacrificato il mio privato, ho perso di vista me stessa e chi mi stava accanto. Avevo un progetto, ma non potevo progettare niente. Avevo tanti progetti, ma non avevo il futuro. Il futuro mi è stato negato. Ora ho solo il presente. Ho me stessa. Ho voglia di farcela, di conquistare un piccolo spazio per me. Ho voglia di pensare a un domani non troppo lontano, perché i sogni a lungo termine non mi sono concessi. Ho voglia di vivere. Allora riparto da un progetto, un progetto mio, un progetto piccolo, misurato, sobrio, pudico. Voglio essere una persona. Voglio essere donna. Senza un termine. Senza una scadenza. Il termine me lo può dare solo la vita. Tutto quello che sta nel mezzo, è di mia competenza.

Intervento n 992

SessoM

Età31-35 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreAmministrazione e attività d'ufficio

CittàRM

La storia

Il 26/01/09 non mi è stato rinnovato il contratto, lavoravo per Comdata Care su un appalto Pfizer, ho il mutuo da pagare ogni mese. sono stufo di vivere senza prospettive per il futuro! Io non voglio un sussidio per la disoccupazione, voglio lavorare, voglio i diritti che mi spettano, vorrei fare famiglia. Ma se non ci danno un lavoro stabile con retribuzioni adeguate come si può andare avanti? Come si possono mantere i consumi e avere un paese in crescita? La colpa è dei politici e di tanti ingordi imprenditori e commercianti che speculano sui lavoratori e sui consumatori! L'italia non si risolleverà dalla crisi se non si eliminerà il precariato e non si aumenteranno stipendi e pensioni!

Intervento n 991

SessoM

Età41-45 anni

ProfessioneQuadro

Tipo di contrattoDipendente a tempo indeterminato

SettoreFinanza/contabilità/credito/assicurazioni

CittàMI

La storia

43 anni, lavoravo per la finanziaria di una nota multinazionale produttrice di veicoli industriali nel settore commerciale area nord Italia. Il 23 diecembre vengo chiamato in azienda con un pretesto ("ci serve la stampante aziendale che ti abbiamo installato a casa, tu la usi poco") ed alle 17 mi convocano per consegnarmi la lattera di licenziamento causa crisi di mercato: lasciare tutto li', auto compresa, e farmi riaccompagnare a casa da un collega (convocato ad hoc). Aspetto ancora che mi saldino il mancato preavviso, stanno formulando offerte di incentivo all'esodo ridicole, nonostante la forte specializzazione non ho trovato sbocchi altrove. Ho una bimba di 2 anni ed un mutuo.Mi sento uno zero.

Intervento n 990

SessoM

Etàoltre 55 anni

ProfessioneQuadro

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreAltro

CittàBG

La storia

Nace una figlia, la madre entra in depressione, cerco di mettermi in proprio a 43 anni dopo 15 di inesegnamento e amministrazione e marketing in azienda. Niente pensione. Mi separo (mantengo tutti) e cerco lavoro: solo cosette saltuarie, son troppo vecchio gia' a 47 anni. Tutto precipita, vendo casa a 50 anni e vado in affitto, e ricerco lavoro. Pure il figlio entra in depressione per tre anni. Resisto.Lavoro niente (non posso portar cassette, potessi lo farei), son più vecchio di prima . Solo umiliazioni. Ora ne ho 59, di lavoro non se ne parla, di pensione nemmeno, di aiuti pubblici nulla. Presto non avro' nemmeno i soldi per un affitto. Faro' presto il barbone, ancora mi sento libero, ma che minchia di società è quella in cui puoi lavorare a malapena per 20 anni e a 45 sei già vecchio bacucco ? Ah, in Italia il titolo di studio (laurea 110 l) e un po' di sale in zucca serve a niente, contano solo le relazioni, essere yes men in ginocchio e una abbondante dose di pelo sullo stomaco. E manco posso suicidarmi, che mi tengono in vita sospesa in eterno. Amen

Intervento n 989

SessoF

Età26-30 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreSanità e assistenza sociale

CittàPE

La storia

Racconto di una laurea in Farmacia presa troppo presto. Di un lavoro trovato subito in una multinazionale del farmaco. Di una telefonata. Di una parola. Mobilità. E adesso un'altra parola. Sostituzione. Di maternità. Ovvero di ciò che non potrò mai permettermi. Aspirina triste.

Intervento n 988

SessoF

Età26-30 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreAltro

CittàRM

La storia

racconto la mia storia e quella di tanti ragazzi come me.... 30 anni, laurea in lettere con lode e diverse esperienze lavorative tutte di contratti a termine co.co.co e co.co.pro e anche a nero tutte finite nella disoccupazione attuale! ultima? telecom, call center contratto a termine scaduto e nn rinnovato e con me tutti gli altri interinali, ma intanto nuove assunzioni di precari con relativi corsi di formazione! ci sono pochi commenti da fare purtroppo.... ah! intanto la mia laurea mi ha anche regalato un bel precariato nella scuola naturalmente...

Intervento n 987

SessoM

Età46-55 anni

ProfessioneDirigente

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreInformation Technology

CittàRM

La storia

Molti anni fa, a seguito di un concorso pubblico ho avuto un contratto a tempo determinato, presso l'AIPA, poi CNIPA, che nel tempo mi è stato rinnovato in attesa che finalmente fosse istituito il ruolo e con esso definito un percorso per la stabilizzazione. In questi giorni è stato consegnato dal Ministro Brunetta un decreto di riordino che prevede 13 esuberi tra i 33 dirigenti attuali e concorso, aperto anche alla mobilità inter enti, per tutti gli altri. Un patrimonio di conoscenze forse unico nella Pubblica Amministrazione viene così disperso e, dal punto di vista personale, dalla precarietà si passa al nulla

Intervento n 986

SessoF

Età46-55 anni

ProfessioneOperaio

Tipo di contrattoDipendente a tempo indeterminato

SettoreVendite

CittàRM

La storia

assunta nel 1982 in una azienda con meno di 15 dipendenti "GIOIELLERIA ALL'INGROSSO" mercato americano e nazionale, l'azienda era formata da: 1 titolare, 1 dirigente, 4 rappresentanti, 1 impiegata amministrativa, 1 al commerciale (la scrivente), 1 fattorino, tutti dipendenti regolari, 1 impiegata par time in nero. licenziata dopo 26 anni di servizio con ottime referenze rilasciate dall'azienda. licenziato anche il fattorino. assunta pochi mesi prima del mio licenziamento la figlia della dirigente. ho fatto diverse esperienze di lavoro, oggi lavoro par-time nello stesso settore dove ho acquisito una importante professionalità, ma in nero

Intervento n 985

SessoF

Età36-40 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreSanità e assistenza sociale

CittàSR

La storia

salve, adesso i sindacati si rendono conto. Ad ottobre io ed altre mie colleghe infermiere presso l'asl 8 di Siracusa, siamo state licenziate ancora prima che scadesse il contratto. La nostra asl aveva subito recepito una circolare del'assesore Russo che dava attuazione al decreto Brunetta che non consente di lavorare nella stessa azienda per più di 3 anni in 5 anni. Adesso siamo a casa per un paio di mesi ancora ci pagherà l' inps, se non ci credete vi invio la lettera di licenziamento. Poi dicono che non c'è personale. Grazie Angela.

Intervento n 984

SessoF

Età31-35 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreInformation Technology

CittàRM

La storia

5 anni fa la mia ex azienda mi propone un contratto CO.CO.CO che durerà 3 anni e i cui straordinari e contributi non verranno mai pagati. Per i restanti 2 anni ho avuto un contratto a tempo determinato e il mancato rinnovo solo perchè ho avuto una bambina e ho lavorato fino al 9 mese senza un giorno d'assenza. Mi sono sentita dire: "Le donne con figli non possono fare questo lavoro" (sono un'informatica), sicuramente non avrei + potuto continuare a lavorare 10 ore al giorno. Sono ancora in attesa del TFR dal 31/12/08.

Intervento n 983

SessoM

Età46-55 anni

ProfessioneQuadro

Tipo di contrattoDipendente a tempo indeterminato

SettoreMarketing

CittàFI

La storia

lavoravo per una grossa azienda americana, fino a novembre il lavoro andava abbastanza bene poi improvvisamentea casa. Quello che non sopporto è vedere tutti i politici di destra e sinistra a parlare di crisi ma LORO SI MANTENGONO STIPENDIO E PRIVILEGI!! ma i costi della politica dovevano essere abbassati vero ?. Ho moglie e 3 figli..chi mi aiuterà

Intervento n 982

SessoM

Età41-45 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a tempo indeterminato

SettoreAttività manifatturiere

CittàFI

La storia

Lavoro nella filiale italiana di una grande azienda tedesca produttrice di cucine componibili. I mobili si sa, non si vendono più, e dunque da qui a giugno il nostro ufficio sarà chiuso con tanti saluti. Ero stato assunto circa un anno e mezzo fa e in quel periodo trovavo innumerevoli annunci di ricerca personale con i miei requisiti. Adesso NON C'E' NIENTE DI NIENTE! Ho quasi 46 anni, a differenza di alcuni miei colleghi che sono quasi in pensione io, bene che vada, ne avrò per minimo altri 15 anni: cosa mi dovrei inventare da qui a allora?

Intervento n 981

SessoM

Età26-30 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreIngegneria e architettura

CittàMO

La storia

C'è anche chi a causa della crisi, non puo' farsi una famiglia. prima della crisi, ho avuto difficoltà a trovare anche un lavoro temporaneo, mi quando possibile e dopo infinite trattative dei 1000 euro lordi mensili, pagando l'affitto /300, la macchina per andare al lavoro /150, da mangiare e qualche birra. e mettendo da parte cosa? nulla - nel migliore dei casi 50 euro, nel peggiore chiedendo soldi ad amici o parenti. Tutto cio' dopo essermi laureato con lode e lavorando sodo. Questo senza la crisi. Da quando c'è la crisi io non ho piu' soldi da parte, un lavoro che volge al termine e nessun potere contrattuale. i capi che ti utilizzano fino all'osso hanno stipendi da sogno, risparmi e soprattutto .. un famiglia. Ditemi se questo è un Paese...

Intervento n 980

SessoF

Età41-45 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a tempo indeterminato

SettoreInformation Technology

CittàTO

La storia

La società, non in crisi, presso la quale lavoro, opta per una riorganizzazione aziendale. Risultato: oltre 200 persone in cassa integrazione straordinaria per due anni. Sono monoreddito, lavoravo da più di 20 anni e avevo tutti i miei progetti fatti di risparmi e tanti sogni. Ora i risparmi li sto consumando per vivere, i sogni sono svaniti ed io sono arrabbiatissima poiché il lavoro che facevo da anni insieme ai miei colleghi e compagni di sventura ora viene fatto da consulenti, interinali e stagisti. Ma perché lo stato permette tutto questo? Prima di sbattere fuori i dipendenti non avrebbero dovuto liberarsi degli esterni?

Intervento n 979

SessoM

Età31-35 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreInformation Technology

CittàLT

La storia

dopo 6 nni di rinnovi contrattuali e aver lavorato per ben 9 società quasi tutte multinazionali...mi sono visto recapitare il 24.12.2008 una raccomandata in cui mi veniva comunicato il mancato rinnovo contrattuale per il nuovo anno, che dire sto cercando aiuto in questo modo: :http://www.facebook.com/group.php?gid=55513052915 che d alcuni suscita risate ma non ha nullo di ironico. Vi rivolgo una domanda: In cosa sperare dopo una laurea un master e tante esperienze lavorative negative?

Intervento n 978

SessoM

Età31-35 anni

ProfessioneImpiegato

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreAltro

CittàNA

La storia

sono un ragazzo napoletano ho 31 anni , laureato nel 2003 a 26 anni in lettere master in risorse umane , corso in paghe e contributi, master in una nota agenzia interinale per 6 mesi... non volevo buttare tutto questo che avevo fatto prima, ho mandato migliaia di cv sostenuti decine e decine di colloqui a milano roma genova e napoli ( appoggiandomi di volta in volta a parenti) ...mi sono arreso!! non volevo lavorare in un coll center , ma l'alternativa era il nulla. Ho lavorato prima in un coll center a napoli e poi mi sono trasferito a milano, lavoro da 6 mesi per un coll center bancario...il contrratto mi scade a dicembre 2009..ma se continua cosi.. gia so. due cose sole: la mia storia e le tante altre che avete pubblicato ( molte ben piu drammatiche ) dimostrano che la crisi ha radici lontane non è esplosa all'improvviso!! Franceschini propone l'assegno di disoccupazione e berlusconi dice che non sa da dove prendere i soldi ... ve lo dico io.. dove si prendono i soldi ?? da chi ce li ha !! Hanno parlato tanto della casta, e di quanto ci costa la classe politica ..se non si tagliano loro ora gli stipendi quando LO FANNO !! MAI!!

Intervento n 977

SessoM

Età26-30 anni

ProfessioneQuadro

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreAltro

CittàGR

La storia

Professionalizzazione di Forze Armate e i concorsi di ufficiali a "ferma prefissata", creano precari anche in questo ambito. In servizio, trattati da personale di leva, sono licenziati, con tre quattro e più anni di servizio. La Finanziaria 2007, dispone al comma 519, in via prioritaria, per gli Ufficiali a f.p. il trattenimento obbligatorio da parte dellAmministrazione militare, nelle more della conclusione delle procedure di stabilizzazione. Essa è inapplicata da Stato. Gli Ufficiali precari, in atti pubblici militari, definiti " a ferma prefissata" (sic!) per precisare la relazione lavorativa che intercorre tra Essi e la pubblica Amministrazione "militare"; il cui significato spesso non viene ricondotto dai comuni mortali , al periodo lavorativo prestato con contratto definito "a tempo determinato" vigente per la restante Pubblica Amministrazione "civile". Brunetta ci sei?!! Dopo quattro anni, perso il lavoro, senza TFR , riconosciuto al resto dei lavoratori della pubblica amministrazione, senza il pagamento di contributi indiretti, non mi è stata consentita iscrizione alle liste di collocamento, nè corrisposta indennità di disoccupazione, pagata invece, per le vigenti norme statali, ad altri cittadini "civili", extracomunitari compresi.

Intervento n 976

SessoM

Etàoltre 55 anni

ProfessioneQuadro

Tipo di contrattoDipendente a termine/a progetto/altro

SettoreAmministrazione e attività d'ufficio

CittàTO

La storia

emigrato da Napoli a Torino 20 anni presso IBM fino a diventare Quadro 7 livello, mobbizzato nel '99. 4 anni senza lavoro. Lettera di incarico x 2 anni a vendere sistemi qualità. Lettera di incarico 6 anni come responsabile amministrazione vendite in az. informatica. 1 anno senza lavoro. 1 mese contratto a progetto persso spa stornato in anticipo senza motivi nè preavviso. Attualmente in "tirocinio" presso ente locale per 6 mesi a 400 euro al mese. Senza garanzia di assunzione

 

 

 

 

CORRIERE della SERA

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2009-03-08

 

 

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Rabbia e disperazione nelle email dei disoccupati a Repubblica.it

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Le voci dal paese

che perde il lavoro

di FEDERICO PACE

Le voci dal paese che perde il lavoro

 

LETTERE dall'inferno della disoccupazione. Parole dettate da rabbia e disperazione. Sono mille le testimonianze, arrivate in soli due giorni a Repubblica.it. Un coro straziante di voci da ogni parte d'Italia. Per raccontare, in prima persona, come la crisi ha già mandato in pezzi il fragile castello del lavoro e della vita di molti. Da Treviso a Palermo. Uomini e donne dalle vite stravolte. Giovanissimi e over 50.

C'è chi lavorava in un laboratorio orafo in provincia di Vicenza. E ora non ha più nulla. C'è chi per più di venti anni ha passato ogni giorno in un lanificio di Prato. E ora tanti saluti. E niente più. Ci sono gli operai dei grandi distretti industriali e gli informatici delle softwarehouse. C'è pure l'ingegnere laureato con lode, un master in business and administration alla Bocconi, sposato da poco e licenziato della start-up che, invece di quotarsi, ha chiuso i battenti. Tutti a casa. Nessuno di loro ha più nulla.

LEGGI LE STORIE

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE STORIE

L'onda è alta e sta crescendo ancora. Licenziano le multinazionali e le piccole imprese. Chiudono i negozi e le botteghe. I dispacci arrivano da chi ha visto andare in fumo un contratto a tempo indeterminato (il 56%) ma anche da chi si è ritrovato a fare i conti con il mancato rinnovo (il 44%) di un contratto a termine o di una collaborazione. Ci sono operatori di call center ma anche dirigenti (il 5%) e quadri (il 13%).

Molti sono giovani. Quasi quattro su dieci hanno meno di trentacinque anni. Ma altrettanti, forse quelli che mostrano più ferite e vedono con più cupezza il proprio destino, sono quelli che hanno superato i 46 anni. In tutto sono circa il 30% e le loro testimonianze alzano il velo sulla fragile condizione lavorativa di questi tempi.

Sotto i nostri occhi si ricompone un quadro di un'occupazione andata in pezzi. Un quadro che conferma come il lavoro, e la sua assenza, sia tra le vere emergenze del sistema Italia. Senza l'impiego, ciascuno di noi perde, oltre alla fonte di reddito, il legame con la società e con il senso delle proprie azioni.

Tra loro c'è una donna della provincia di Torino. Racconta il suo primo giorno in cassa integrazione. Quando lavorava, scrive, "la nostra non era un'esistenza fatta di "grandi sogni di sfarzo e vizi, ma piani di vita realistici e concreti. Da formica". Ora tutto è cambiato. Anche il modo di pensare. Tanto che alla fine, amaramente, confessa: "Tanto valeva fare la cicala."

(4 marzo 2009)

 

 

 

 

 

 

 

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