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La sospensione varrà per dodici mesi. "interessate 110mila famiglie"

Da gennaio la moratoria dei mutui

Piano famiglie dell'associazione bancaria: i destinatari sono le persone che hanno perso il lavoro o in cassa integrazione

2009-10-22

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2009-10-22

La sospensione varrà per dodici mesi. "interessate 110mila famiglie"

Da gennaio la moratoria dei mutui

Piano famiglie dell'associazione bancaria: i destinatari sono le persone che hanno perso il lavoro o in cassa integrazione

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Cassa integrazione, settembre record (6 ottobre 2009)

Il presidente dell'Abi Corrado Faissola (Imagoeconomica)

Il presidente dell'Abi Corrado Faissola (Imagoeconomica)

MILANO - Per le famiglie che hanno difficoltà a far quadrare i bilanci mensili arriva una moratoria dei mutui, ovvero la possibilità di sospendere le rate fino a un massimo di un anno. L'opzione, deliberata dall'esecutivo dell'Abi (associazione bancaria italiana), partirà dal 1 gennaio 2010.

PIANO FAMIGLIE - "Il comitato esecutivo ha deliberato di realizzare un progetto relativo a un piano di sostegno alle famiglie che tende a rendere più generali e omogenei i diversi interventi sul territorio delle associate" ha annunciato il presidente Corrado Faissola, sottolineando che il progetto prevederà la dilazione delle rate del mutuo e che la sospensione varrà per un anno. Dopo il piano per le imprese varato a inizio agosto con il governo e le associazioni imprenditoriali, l'Abi lancia quindi un piano famiglie che, spiega Faissola, partirà da gennaio.

SENZA LAVORO - Destinatari dell'iniziativa sono quelli già indicati per gli altri accordi varati dalle singole banche e quindi chi ha perso il posto di lavoro o chi è entrato in cassa integrazione, chi ha visto la cessazione dell'attività di lavoro autonomo e chi ha avuto la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia. L'Abi ha dunque incaricato il presidente Faissola e il direttore generale Giovanni Sabatini di seguire la fase di messa a punto e di approfondimento delle caratteristiche tecniche del piano. Inoltre è in arrivo, ha aggiunto Faissola, "un'interlocuzione con le altre realtà coinvolte, tra cui la presidenza del Consiglio dei ministri e le associazioni dei consumatori che avevano sollecitato l'iniziativa".

110MILA NUCLEI - Su un totale di 1,1 milioni di famiglie povere e indigenti presenti in Italia, secondo le ultime rilevazioni dell'Istat (diffuse a luglio e relative al 2008), quelle interessate dalla sospensione delle rate dei mutui per l'acquisto di casa potrebbero essere - secondo primissime stime bancarie - 110mila, per un valore complessivo di 8 miliardi di mutui erogati.

CONSUMATORI - La decisione dell'Abi è stata accolta positivamente dalle associazioni dei consumatori, pur con qualche distinguo. Federconsumatori e Adusbef rilevano che "una sospensione del pagamento del mutuo dai 12 ai 18 mesi è una misura che può veramente far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi" e invitano le banche ad "affrontare tali situazioni estremamente delicate, negoziando condizioni più favorevoli per quanto riguarda interessi e durata dei mutui". Il Codacons considera positiva l'iniziativa "solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, non 12, e che la sospensione valga per chiunque dimostri semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo, indipendentemente, quindi, dal fatto di essere disoccupato, cassaintegrato o che sia morto un componente della famiglia". L'Adiconsum, pur sottolineando che nelle proposte formulate all'Abi la richiesta era per un periodo più lungo, rileva che l'importante è iniziare a rispondere con un provvedimento concreto e che alla moratoria sui mutui è interessata una famiglia su 5.

 

21 ottobre 2009(ultima modifica: 22 ottobre 2009)

 

REPUBBLICA

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2009-10-22

Il piano scatterà dal 2010 e prevede la dilazione di pagamento delle rate per dodici mesi

Interesserà soprattutto chi ha perso l'impiego e i lavoratori finiti in cassa integrazione

Abi, mutui sospesi da gennaio

per le famiglie in difficoltà

Abi, mutui sospesi da gennaio per le famiglie in difficoltà

Corrado Faissola

MILANO - Un piano di dilazione dei mutui per la casa per le famiglie in difficoltà. Dopo la moratoria in favore delle aziende, lanciata in agosto, l'Abi ha annunciato una sospensione delle rate per nuclei familiari disagiati per un periodo di un anno, a partire dal gennaio 2010. Il comitato esecutivo dell'associazione ha approvato il "piano famiglie", che prevede la sospensione del rimborso delle operazioni di mutuo per alcune categorie in difficoltà come disoccupati e cassaintegrati.

La sospensione da gennaio 2010. "La dilazione si riferisce alle rate del mutuo per l'acquisto della casa, la sospensione dovrebbe valere per un anno" e partirà "da gennaio 2010" ha annunciato Corrado Faissola, presidente dell'Abi, al termine della riunione. "Il comitato esecutivo ha deliberato di realizzare un programma relativo a un piano di sostegno delle famiglie - ha aggiunto - che serve a rendere più generali e omogenei i diversi interventi che sul territorio sono stati realizzati dalle nostre associate".

Disoccupati, cassintegrati e categorie disagiate. Faissola ha spiegato che l'iniziativa riguarderà chi ha perso il posto di lavoro, chi è in cassa integrazione, ma anche chi ha visto la cessazione dell'attività di lavoro autonomo e chi ha avuto la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia. Il presidente dell'Abi ha poi rilevato che, ai fini dell'attuazione delle misure individuate, "ci sarà un'interlocuzione con varie realtà, come la presidenza del Consiglio, e le associazioni dei consumatori che avevano sollecitato un'iniziativa e stiamo rispondendo in termini positivi e utili alle loro istanze".

Le sofferenze crescono: +20%. Gli effetti della crisi, del resto, si fanno sentire anche nei bilanci delle banche italiane. A fine agosto, si legge nel rapporto mensile dell'Abi, le sofferenze lorde hanno raggiunto quasi 52 miliardi di euro, oltre 12 miliardi in più rispetto a novembre 2008, quando avevano raggiunto il valore più contenuto degli ultimi anni. In particolare, nel mese in questione le sofferenze lorde sono risultate pari a 51,8 miliardi di euro, 1,2 miliardi in più rispetto a luglio 2009 e 8,6 miliardi in più rispetto ad agosto 2008 (+20% la variazione annua).

Prestiti in frenata a settembre. Frena a settembre anche la dinamica di crescita dei prestiti bancari al settore privato, mentre i mutui aggiornano i nuovi minimi al 3,23% (ad agosto erano 3,24% e un anno fa erano al 5,8%). Sulla base di prime stime fornite e rese note nel rapporto mensile dell'Abi, i prestiti a residenti in Italia al settore privato hanno segnato a settembre un tasso di crescita tendenziale dell'1,4%, che si raffronta con il +1,9% registrato nel mese di agosto 2009 (su base annua la crescita degli impieghi è complessivamente del 7,2%). Quanto ai tassi di interesse dell'area euro, ad agosto si è registrata una flessione e in Italia si confermano i livelli più bassi. Più da vicino sulle nuove operazioni di finanziamento alle società non finanziarie di importo fino ad 1 milione di euro, gli ultimi dati disponibili (agosto 2009) li indicano al 3,57% (3,72% a luglio 2009; 6,21% ad agosto 2008), un valore più elevato rispetto a quello praticato in Italia: 3,15% (dal 3,31% di luglio 2009; 6,15% ad agosto 2008).

I consumatori: bene il piano Abi. Tornando alle sospensione dei mutui per le famiglie, Federconsumatori e Adusbef promuovono l'iniziativa promossa dall'Abi, sollecitata da tempo, che definiscono "una misura che può veramente far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi che attraversa il Paese". Anche l'Adoc apprezza la decisione, che permetterà di "evitare il rischio di generare una grave situazione di insolvibilità". Secondo Adiconsum, il provvedimento dell'Abi interesserà una famiglia su cinque, mentre il Codacons considera "positiva l'iniziativa, solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, non 12, e che la sospensione valga per chiunque dimostri semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo, indipendentemente, quindi, dal fatto di essere disoccupato, cassaintegrato o che sia morto un componente della famiglia".

(21 ottobre 2009)

L'UNITA'

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2009-10-22

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-10-22

Mutui: nel 2010 rate sospese

a 110mila famiglie in difficoltà

di Giuseppe Chiellino

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21 ottobre 2009

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Mutui, nel 2008 scendono le erogazioni e aumentano i default. A settembre segnali di fiducia

A settembre i tassi sono scivolati al minimo storico

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Scatterà da gennaio 2010 la moratoria delle banche sulle rate dei mutui. Lo ha deciso questa mattina a Milano il comitato esecutivo dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana , che ha approvato il 'Piano Famiglie' dando mandato al presidente, Corrado Faissola, e al direttore generale, Giovanni Sabatini, di "avviare le azioni necessarie a coordinare ed estendere le misure già in atto a sostegno dei rapporti di credito con le famiglie in difficoltà a seguito della crisi". La sospensione del pagamento delle rate avrà una durata di 12 mesi. Secondo stime bancarie, le famiglie interessate sono 110-120mila, per un valore complessivo di 8 miliardi di mutui residui.

 

Chi ha diritto alla moratoria

Come spiega una nota diffusa dall'Abi al termine della riunione dell'esecutivo, il Piano famiglie prevede la sospensione delle rate in alcuni casi specifici:

- lavoratore dipendente a tempo indeterminato che ha perso il posto di lavoro;

- lavoratore dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato il cui contratto è terminato;

- lavoratore autonomo che ha cessato l'attività;

- nucleo familiare in cui è deceduto uno dei componenti percettore del reddito di sostegno della famiglia;

- lavoratori in cassa integrazione ordinaria o straordinaria.

 

"Il Piano Famiglie - ha spiegato Faissola al termine della riunione - si pone l'obiettivo di definire un programma di sostegno delle famiglie che renda più generali ed omogenei i diversi interventi che sul territorio sono stati realizzati dalle banche nostre associate".

Secondo Faissola "la finalità è fare un quadro generale delle iniziative per le famiglie in difficoltà che già sono state oggetto di altri interventi. Ci sarà un'interlocuzione con le varie autorità coinvolte tra cui la presidenza del Consiglio e le associazioni dei consumatori, enti pubblici e soggetti privati".

Cosa avverrà alla fine della moratoria?

Dopo i 12 mesi di moratoria i titolari dei mutui ricominceranno a pagare le rate ma l'importo sarà ricalcolato con modalità ancora da stabilire. Il dubbio è se "spalmare" sui successivi 5 anni gli importi del 2010 oppure su 10 anni. Nel primo caso si stima che i costi per il sistema bancario ammontino a circa 50 milioni di euro complessivi che raddoppierebbero nel caso in cui si decidesse ricalcolare il rimborso su 10 anni. Nel secondo caso l'agevolazione per le famiglie è maggiore. Questi e altri dettagli, come l'armonizzazione con le altre agevolazioni già esistenti o la definizione di casi particolari per la concessione della moratoria saranno definiti entro fine novembre.

Gli obiettivi dell'Abi: coinvolgere istituzioni e società civile

Oltre alla moratoria sui mutui, il Piano famiglie nelle intenzioni dell'Abi punta a coinvolgere gli interlocutori istituzionali e della società civile su tre principali obiettivi:

1) innalzare la sostenibilità finanziaria delle operazioni di credito alle famiglie, adottando una misura di sospensione dei rimborsi di mutui in essere per i nuclei in situazioni di difficoltà oggettiva;

2) gestire il confronto con i principali interlocutori pubblici e privati;

3) coordinare e comunicare efficacemente gli strumenti di incentivazione già esistenti, molti dei quali costruiti in partnership con le pubbliche amministrazioni.

Il Piano si focalizza sulle misure oggi attive e relative alla sostenibilità della rata di mutuo per le famiglie che abbiano perso il reddito a causa della crisi; all'accesso a nuovo credito per garantire alcuni consumi primari; al sostegno per l'avvio di micro attività imprenditoriali o alla ricerca di nuova occupazione. Alcune di questi strumenti sono messi a disposizione dall'industria bancaria in modo autonomo (portabilità e rinegoziazione dei mutui), altri derivano da partnership con il Governo, le Regioni, i Comuni e la Conferenza Episcopale Italiana, che hanno istituito appositi fondi di garanzia o fondi a copertura di determinati oneri (interessi, commissioni ecc.), altri ancora da accordi con le parti sociali (convenzione per l'anticipazione Cig-Cigs).

21 ottobre 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

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