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dai GIORNALI di OGGI

Scuola, il 95% sceglie le 30 ore

ma i fondi non sono sufficienti

2009-03-02

Ingegneria Impianti Industriali

Elettrici Antinvendio

ST

DG

Studio Tecnico

Dalessandro Giacomo

SUPPORTO ENGINEERING-ONLINE

 

L'ARGOMENTO DI OGGI

 

CORRIERE della SERA

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2009-03-02

ELEMENTARI, QUASI SEI FAMIGLIE SU DIECI SCELGONO LE TRENTA ORE

Scuola, pioggia di 5 in condotta

Le lingue sorpassano la matematica nelle insufficienze dei ragazzi. I dati del ministero

MILANO - Pioggia di 5 in condotta agli scrutini intermedi, mentre le lingue sorpassano la matematica nelle insufficienze dei ragazzi. È quanto affermano i dati del ministero dell'Istruzione che segnala come ci siano "più insufficienze rispetto all'anno scorso: al termine degli scrutini del primo quadrimestre, infatti, nella scuola secondaria di secondo grado, risulta che il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3%). Il 28% degli studenti non ha riportato insufficienze. L'anno scorso erano il 29,7%. Maggiori carenze si registrano negli Istituti professionali e nelle regioni del Centro Sud. Sud che ha anche il record dei 5 in condotta.

Studenti controllano i voti (Fotogramma)

Studenti controllano i voti (Fotogramma)

PROFFESIONALI IN DIFFICOLTA' - Il tipo di istruzione che riporta la situazione maggiormente negativa continua ad essere quella professionale, con l'80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d'arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%). Gli studenti "più bravi" sono stati i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze (lo scorso anno il 67,4% aveva avuto voti negativi). Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%).

INSUFFICIENZE AL SUD - Ma le insufficienze al sud crescono. Tra le discipline, le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). Per quanto riguarda i 5 in condotta, sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. Meno indisciplinati nei licei classici e negli scientifici Nei licei classici e scientifici 3.000 alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento. A livello di aree geografiche i ragazzi più indisciplinati sono nel sud (15.683 studenti con insufficienza in comportamento più 4.175 con insufficienza solo in comportamento). Seguono le isole (5.677 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.100 con insufficienza solo in comportamento), il centro (con 5.777 studenti con insufficienza in comportamento più 1.089 con insufficienza solo nel comportamento) ed il nord (costituito da 7.174 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.681 con insufficienza solo nel comportamento).

ALLE MEDIE - Nella scuola media i ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%).

MAESTRO UNICO - Quasi sei famiglie su dieci hanno scelto l'orario scolastico delle 30 ore nell'iscrivere il figlio alla prima elementare. Lo riferisce il ministero dell'Istruzione, analizzando le iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 di un campione di circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L'anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: -le 24 e le 27 sono richieste da 1 famiglia su 10; -le 30 ore dunque sono la modalità più richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); -le 40 ore sono sul livello della richiesta dell'anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10). "Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli", dichiara il ministro Mariastella Gelmini, che ricorda come tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento "e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa". "Il maestro unico di riferimento - afferma - sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l'Italia è scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari."

 

01 marzo 2009(ultima modifica: 02 marzo 2009)

REPUBBLICA

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2009-03-02

Nove famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste

a meno che il governo non rinunci ai tagli previsti dalla Finanziaria

Scuola, il 95% sceglie le 30 ore

ma i fondi non sono sufficienti

di SALVO INTRAVAIA

Scuola, il 95% sceglie le 30 ore ma i fondi non sono sufficienti

LE famiglie italiane sparigliano le carte alla Gelmini. O il governo, per accontentare le richieste di mamme e papà della scuola elementare, dovrà rinunciare alle economie di spesa previste dalla Finanziaria oppure le famiglie non potranno essere accontentate.

I dati diffusi ieri dal ministero dell'Istruzione sulle scelte che riguardano la scuola primaria (l'ex elementare) nascondono una verità: nove famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste all'atto dell'iscrizione. A meno che il governo non modifichi i criteri sulla formazione degli organici del personale della scuola già concordati con il ministero dell'Economia. Insomma, un bel pasticcio.

Ieri, le famiglie italiane hanno sonoramente bocciato il modello-Gelmini per la scuola elementare. Le 24 e le 27 ore in prima elementare, considerate il modello di riferimento per il futuro, hanno ottenuto soltanto il 10 percento delle preferenze. La stragrande maggioranza ha scelto il modello attuale a 30 ore (il 56 per cento) o quello a tempo pieno di 40 ore (il 34 per cento). Ma in quanti potranno essere accontentati a settembre? Decisamente pochi, visto che il ministero ha già scritto nero su bianco che l'organico per le prime classi verrà calcolato in base alle 27 ore settimanali.

Di conseguenza, le classi a 30 ore che sarà possibile attivare dipenderanno dalle economie realizzate con la formazione delle classi a 24 ore. Secondo una prima stima realizzata da Repubblica, su oltre 20 mila prime classi ne potranno funzionare appena 600 con 24 ore settimanali e altrettante ne dovrebbero essere attivate a 30 ore. Ma la richiesta delle 30 ore da parte dei genitori dei piccoli che fanno il loro ingresso alla scuola primaria è di gran lunga superiore.

In sostanza, attenendosi scrupolosamente ai dati di viale Trastevere, su quasi 294 mila famiglie che hanno richiesto un tempo scuola di 30 ore a settimana potranno essere accontentate meno di 16 mila. Cosa diranno le 278 mila famiglie che si vedranno appioppare un orario diverso da quello richiesto?

E non è neppure detto che potranno essere accontentati coloro che hanno scelto le 24 e le 27 ore. Il perché è presto detto. In Italia ci sono 16 mila plessi di scuola elementare e circa 16 mila sono state le famiglie che hanno optato per le 24 ore: in media un bambino per plesso. Mentre le famiglie che hanno richiesto le 27 ore sono 36 mila: poco più di 2 bambini, a conti fatti, per ogni plesso.

Ma le regole per la formazione delle classi sono tassative: almeno 10 bambini per classe. Anche coloro che hanno dato credito a settembre si ritroveranno in difficoltà: verrà probabilmente proposto loro di cambiare plesso o di accontentarsi di un altro modello orario. A meno che, per accontentare mamme e papà, l'esecutivo non decida di allargare i cordoni della borsa.

(2 marzo 2009)

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L'UNITA'

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2009-03-02

I genitori bocciano la Gelmini: no al maestro unico e ai tagli

di Gioia Salvatori

Le famiglie chiedono il tempo prolungato e bocciano il maestro unico. Vorrebbero che il bambino di sei anni andasse a scuola per 30 ore settimanali o per 40. Il 90 per cento delle famiglie vorrebbe che il figlio passasse in aula ogni mattina e un pomeriggio a settimana o tutte le mattine e tutti i pomeriggi. Lo dicono i dati parziali del ministero dell’Istruzione secondo i quali il 56 % dei genitori, su un campione di 900 scuole, ha scelto le 30 ore e il 34 % le 40. Segno, il trend era chiaro già negli anni precedenti, che la scuola vecchio stile, bambino a scuola 4 ore al giorno per sei giorni a settimana, non va bene per le famiglie di oggi. Meglio 30 ore di lezioni settimanali, secondo il più classico dei modelli del pre- Gelmini: bimbo a scuola la mattina e un pomeriggio o 5 giorni per 6 ore a settimana a seconda dell’organizzazione dell’istituto.

TEMPO PIENO IN FORSE

Cosa farà il bambino a scuola durante le 30 ore è un’incognita. Con i tagli di organico e l’abolizione delle ore di mensa e compresenza, infatti, settembre potrebbe riservare sorprese amare. Sorprese di cui, d’altronde, le famiglie, sono state in avvertite: tempi pieni e prolungati, infatti, verranno forniti "compatibilmente con l’organico" recita il modulo d’iscrizione del ministero che, onestamente, mette le mani avanti. Sa, infatti, il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini, che sarà dura garantire 30 e 40 ore con i tagli in finanziaria pari agli stipendi di 42mila insegnanti.

TAGLI DI ORGANICO

Al momento l’unica garanzia è che i bambini non vedranno più due maestri insieme e che ai genitori il modulo unico di 24 ore, scelto solo dal 3 % delle famiglie, non piace. Bocciate anche le 27 ore scelte da un misero 7%. Dati inequivocabili per il responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni: "La maggioranza - prosegue Fioroni - ha scelto 30 ore per la prima elementare basandosi sul modello precedente che prevedeva mensa e compresenza di docenti. Sorge spontanea una domanda, come farà questo governo con i tagli economico finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori italiani erano abituati?". Il governo ritorna a trenta anni fa e con i tagli di organico è certo che il maestro sarà "prevalente" in tutti le opzioni d’orario come d’altronde, la Gelmini ieri ha ribadito replicando a Fioroni: "Tutti i modelli orari prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa". Addio compresenza ma, secondo alcuni dirigenti, anche i laboratori articolati: con la diminuzione degli organici non si potrà scegliere, chi è a disposizione completa le ore di lezione fino ad arrivare a 30 o 40, a prescindere dalle competenze. Ci rimetterà la formazione, dunque, e i dirigenti dovranno giocare d’incastro per dare il migliore del servizio, con i pochi docenti a disposizione.

DECIMATI I DOCENTI DI LETTERE

I docenti andranno a casa, 30mila già a settembre, si prevede, e tra gli insegnanti di lettere delle medie sarà una strage. Tra tagli sulle ore in cui gli insegnanti erano a disposizione e ore opzionali per le famiglie, vanno a casa 3 insegnanti ogni 6 sezioni. La Gelmini, infatti, non solo ha tagliato le compresenze ma anche l’opzione di fare 11 ore di lettere settimanali anziché nove che, da settembre, saranno l’opzione unica.

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-03-02

Scuola, boom di 5 in condotta. Elementari, nelle preiscrizioni il 60 per cento sceglie le 30 ore

1 marzo 2009

Mentre nelle pagelle del primo quadrimestre si registra una raffica di cinque in condotta, sei famiglie su dieci che hanno iscritto il figlio alla prima elementare per il prossimo anno hanno optato per l'orario di 30 ore. È quello che emerge dai primi dati rilevati dal ministero dell'Istruzione sulle iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 su un campione di circa 900 scuole. Per i dati definitivi ci vorranno alcune settimane. Per il momento il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore e il 34% le 40. Questo significa che il 90% ha chiesto il tempo pieno.

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha rivendicato i meriti della riforma che ha assicurato "più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli". Il ministro Gelmini ha anche ricordato che tutti i modelli orari (24, 27 e 30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento "e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l'Italia è scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari".

"Se le proiezioni fatte dal ministero dell'Istruzione saranno rispettate, per le iscrizioni alla prima elementare 2009/2010 si prospetta un aumento della richiesta del tempo prolungato. Ora il governo mantenga i suoi impegni e trovi le risorse necessarie", ha commentato Domenico Pantaleo, segretario di Flc Cgil, segnalando che il modello a 30 ore e quello a 40 da soli raccolgono il 90% delle preferenze delle famiglie italiane.

Il ministero dell'Istruzione ha anche diffuso le statistiche sugli scrutini del primo quardrimestre. Pioggia di cinque in condotta, soprattutto per gli studenti dei tecnici professionali. Più in generale, rispetto allo scorso anno, sono aumentate le insufficienze. Alle superiori il 72% degli studenti ne ha riportata almeno una. Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74%, Sud ed Isole 74,4%). Al vertice delle discipline in cui si registrano più difficoltà ci sono le lingue straniere che hanno superano la matematica con il 63,3% di insufficienze contro il 61,1 per cento.

L'area formativa in cui si registrano le performace peggiori resta quella professionale, con l'80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze. Seguono gli istituti tecnici con il 78,1%, i licei artistici e gli istituti d'arte 77,2%, gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%) e infine i licei linguistici con 59,9%. I più bravi sono comunque i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze. Invece è stata una pioggia di "5 in condotta": 34.311, 8.151 con la sola insufficienza in comportamento.

 

 

 

 

 

Il ministro Gelmini: "É una tragedia incomprensibile"

22 novembre 2008

Scuola, boom di 5 in condotta. Elementari, nelle preiscrizioni il 60 per cento sceglie le 30 ore

Maturità, la Gelmini annuncia le materiesu YouTube

Napolitano: "Si rifletta sulla sicurezza nelle scuole"

All'azienda servono tecnici

Sondaggio Ipr Marketing / L'educazione civica piace alle famiglie

Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini è arrivata all'ospedale Cto di Torino per far visita agli studenti del liceo scientifico Darwin di Rivoli rimasti feriti nel crollo del controsoffitto di una classe. "Una tragedia incomprensibile, sono vicina ai ragazzi e alle loro famiglie" ha detto il ministro che ha fatto un sopralluogo nel liceo Darwin di Rivoli dove questa mattina il crollo di un controsoffitto ha provocato la morte di uno studente e il ferimento grave di un altro ragazzo. "Non é possibile che un ragazzo perda la vita a scuola. Esprimo la mia vicinanza personale e del Governo - ha aggiunto - a tutte le persone che sono state coinvolte in questa tragedia. Ai ragazzi e alle loro famiglie e, in modo particolare, alla famiglia del ragazzo che qui ha perso la vita".

"Ho chiamato il ministro Fitto perchè vorrei una convocazione della conferenza unificata regioni, province e comuni perchè ogni ente in base alle proprie competenze e responsabilitá faccia tutto il possibile perchè tragedie di questa natura non capitino più". In tema di sicurezza nelle scuole l ministro ha poi ricordato che "come governo giá all'interno del decreto sulla scuola abbiamo previsto un articolo che focalizza l'attenzione, ma anche delle risorse sulla sicurezza a scuola, in modo particolare nelle zone sismiche. Abbiamo distribuito 300 milioni di euro nel 2008 -ha detto ancora - proprio sulla sicurezza e con il sottosegretario alla presidenza Bertolaso abbiamo avviato un piano per mettere in sicurezza le 100 scuole meno sicure d'Italia", ha concluso.

 

 

 

 

 

 

All'azienda servono tecnici

di Giuliano Balestreri

In Italia è emergenza tecnico-scientifica: negli ultimi 15 anni gli iscritti agli istituti tecnici sono crollati eppure non è diminuita la richiesta di competenze specializzate. Da un picco di 230mila diplomati a metà degli anni novanta si è scesi 169mila del 2007, con il sorpasso, nel 2003, del numero di iscritti al liceo ai danni degli iscritti agli istituti tecnici. Un calo dovuto soprattutto a "pregiudizi culturali" spiegano gli esperti. Un'emorragia che colpisce anche le immatricolazioni universitarie nelle scienze di base (matematica, fisica e chimica) e che sarà al centro della prossima giornata nazionale di Orientagiovani, l'incontro per aiutare le scelte degli studenti organizzato da Confindustria, quest'anno a Genova, il 14 novembre.

Un appuntamento che servirà a capire cosa succede ai ragazzi tra i 5 e i 18 anni perché "da bambini – dicono scienziati e ricercatori – tutti vogliono giocare al piccolo chimico, mentre all'ultimo anno di liceo fanno gli scongiuri perché alla maturità non ci sia la prova di fisica".

Se l'emergenza scientifica è esplosa negli ultimi 15 anni, il problema è invece iniziato nel 1923 con la riforma della scuola di Giovanni Gentile "che ha abrogato l'istituto tecnico sezione tecnico-scientifica per istituire il liceo dove si studia più latino che scienza. Con un colpo di spugna si è cancellata la scuola di Fermi e Voltaire", dice Luigi Berlinguer, ministro dell'istruzione dal 1996 al 2000 e oggi presidente del comitato per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica. "L'Italia ha bisogno di un vero liceo scientifico – continua Berlinguer –, quando ero ministro avevamo approvato la legge sul riordino dei cicli scolastici. Mancava il decreto attuattivo, ma la normativa è stata poi abrogata".

Fanno eco all'ex ministro, il preside della facoltà di Scienza di Tor Vergata a Roma Nicola Vittorio (animatore tra l'altro del progetto lauree scientifiche) e Giovanni Sedioli già preside dell'Istituto Tecnico Aldini Valeriani e Direttore del Museo del Patrimonio industriale di Bologna: "Ci sono due problemi. Uno è culturale, l'altro è di approccio alle materie e di conseguenza riguarda l'insegnamento".

Eppure – secondo la ricerca di Confindustria – per l'intero 2008 le aziende italiane hanno programmato di assumere 335.280 diplomati, di cui 323.492 provenienti dagli istituti tecnico professionali. L'offerta, però, si ferma a 142.218 studenti "e le imprese evidenziano una carenza su tutta la filiera produttiva", incalza Sedioli che osserva: "C'è una netta sottovalutazione della componente culturale tecnologica, come se fosse di serie B. Inoltre le famiglie spingono perché i giovani si iscrivano al liceo, soprattutto per posticipare il tempo delle scelte di vita". Una situazione alla quale si aggiunge il fatto che per molti l'impiego da neodiplomati, è più un rischio che un'opportunità.

La situazione non è migliore sul fronte universitario delle scienze di base. Se è vero dal 2001 le immatricolazioni sono tornate a crescere, la situazione resta difficile: "Il problema è l'orientamento – spiega Vittorio –. La gente crede siano materie inutili sulle quali pesa l'incognita del futuro professionale". A preoccupare gli studenti le prospettive di lavoro, "o meglio l'immagine che si è creata – prosegue il preside –. Oggi un ricercatore ha uno stipendio basso con una difficile prospettiva di carriera". Uno dei principali obiettivi di Orientagiovani diventa così quello di dimostrare "quanto sia ampio lo spettro di attività alle quali si può accedere con una laurea in matematica", dice Vittorio sottolineando come le capacità del problem solving siano richieste sul mercato, "ma forse per cambiare la situazione basterebbe restituire ai ricercatori la dignità che meritano". Un altro problema riguarda l'insegnamento "perché i bambini nascono curiosi prima che la loro voglia di scoprire le cose venga uccisa dalla scuola", osserva Berlinguer. Insomma per salvare il panorama tecnico scientifico italiano bisognerebbe cambiare il metodo d'apprendimento, "mettendo lo studente al centro delle lezioni" dice Vittorio, "ma è fondamentale dimostrare gli esperimenti in laboratorio" incalza Berlinguer. Insomma anche la scuola dovrebbe recuperare il metodo di Galileo: passare dall'osservazione alla sperimentazione per arrivare alla formulazione di una teoria prima di verificarla in modo inconfutabile. Berlinguer insiste anche perché vengano moltiplicate le iniziative come il Festival della scienza di Genova, "dove la gente impara divertendosi". Ma un ruolo importante spetta al Governo: "Il ministro Fioroni aveva stanziato 15 milioni per finanziare i laboratori scolastici. Il ministro Gelmini sembra favorevole a mantenere questa rotta: è fondamentale per restituire al Paese la cultura tecnico scientifica che merita".

 

 

 

 

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