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Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi 2010-01-18

"Gli sgravi fiscali andrebbero considerati soltanto nel medio periodo, una volta che i Paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci": è l'avvertimento lanciato dalla Bce

Napolitano: "Siamo un Paese vivo, ma non sottovalutare le difficoltà"

Il capo dello Stato: "L'Italia merita di vedere le sue risorse sostenute dall'azione pubblica"

"Occorre intervenire dove è necessario"

Migliorano le stime del Fondo Monetario internazionale sulla crescita mondiale

In media l'anno in corso si chiuderà con +3,9%, 0,8% in più rispetto alle precedenti previsioni

Fmi, Pil Italia +1% nel 2010

La Cina traina il mondo con +10%

ROMA - "Per la crescita 2010 scriveremo nelle stime una cifra intorno all'1%". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti,

Nella zona euro pesa la situazione della Grecia. Giappone: rischio di nuova recessione

Fmi: migliorano le prospettive di crescita dell'economia italiana , Pil +1% nel 2010

Fmi: velocità diverse nel mondo, ma migliora congiuntura globale. Bce: ricadute escluse

Francia e Germania hanno rivisto al rialzo le stime di crescita del pil per il 2010.

Per entrambe la previsione è ora del +1,5% rispetto al 2009.

La revisione più significativa è quella del governo di Parigi che ha quasi raddoppiato la stima precedente (a +1,4% da +0,75%).

Per la Germania, invece, si tratta di un aumento di tre decimi di punto, dall'1,2% all'1,5% inserito nel rapporto annuale sull'economia predisposto dal governo. Nel 2009 la Germania ha accusato una contrazione del 5% del pil nazionale, la peggior recessione dalla seconda guerra mondiale.

ST

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Studio Tecnico

Dalessandro Giacomo

40° Anniversario - SUPPORTO ENGINEERING-ONLINE

Internet, l'informatore, ll Giornalista, la stampa, la TV, la Radio, devono innanzi tutto informare correttamente sul Pensiero dell'Intervistato, Avvenimento, Fatto, pena la decadenza dal Diritto e Libertà di Testimoniare.. Poi si deve esprimere separatamente e distintamente il proprio personale giudizio..

 

Il Mio Pensiero:

CORRIERE della SERA

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2010-01-22

AVVENIRE

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2010-01-22

21 Gennaio 2010

BOLLETTINO

Bce: nel 2010 crescita moderata

Previsto aumento disoccupazione

La crescita nell'area euro nel 2010 avrà un ritmo moderato e il recupero con tutta probabilità sarà discontinuo anche perchè la disoccupazione dovrebbe aumentare. A dirlo è la Banca Centrale Europea nel bollettino mensile.

"Il Consiglio direttivo - si legge nel Bollettino - si aspetta un moderato ritmo di espansione economica nell'area nel 2010, riconoscendo che il processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo e che le prospettive restano soggette a incertezza". Per la Bce infatti "alcuni dei fattori che sostengono la ripresa hanno un carattere temporaneo". Il basso grado di utilizzo della capacità produttiva "potrà verosimilmente ridurre gli investimenti e la disoccupazione nell'area euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando al crescita dei consumi". Di conseguenza ci si attende che l'economia nell'area cresca "a ritmo moderato nel 2010 e il processo di recupero potrebbe risultare discontinuo".

Non solo, secondo l'Istituto di Francoforte, "è probabile che l'attività sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area euro".

 

 

 

 

 

2010-01-21

21 Gennaio 2010

BOLLETTINO

Bce: nel 2010 crescita moderata

Previsto aumento disoccupazione

La crescita nell'area euro nel 2010 avrà un ritmo moderato e il recupero con tutta probabilità sarà discontinuo anche perchè la disoccupazione dovrebbe aumentare. A dirlo è la Banca Centrale Europea nel bollettino mensile.

"Il Consiglio direttivo - si legge nel Bollettino - si aspetta un moderato ritmo di espansione economica nell'area nel 2010, riconoscendo che il processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo e che le prospettive restano soggette a incertezza". Per la Bce infatti "alcuni dei fattori che sostengono la ripresa hanno un carattere temporaneo". Il basso grado di utilizzo della capacità produttiva "potrà verosimilmente ridurre gli investimenti e la disoccupazione nell'area euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando al crescita dei consumi". Di conseguenza ci si attende che l'economia nell'area cresca "a ritmo moderato nel 2010 e il processo di recupero potrebbe risultare discontinuo".

Non solo, secondo l'Istituto di Francoforte, "è probabile che l'attività sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area euro".

 

 

 

 

 

2010-01-18

 

 

 

CORRIERE della SERA

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2010-01-22

La Cina supera il Giappone

Vola l'economia del Drago

Se i dati saranno confermati, Pechino è seconda solo agli Usa

Dal nostro corrispondente Marco Del Corona

 

PECHINO — Sarà questione di settimane, forse di mesi, ma è ormai imminente una nuova tappa dell'ascesa della Cina. Sulla base dei dati che l'Ufficio statistico nazionale (Nbs) ha diffuso ieri, l'economia della Repubblica Popolare è a un passo dal sorpasso del Giappone. Vuol dire che la controversa formula del G2 che ai leader di Pechino non piace ascoltare — un direttorio globale Usa-Cina — assume un po' di sostanza in più: scavalcata Tokyo, l'economia del gigante asiatico sarà la seconda al mondo, dietro gli Stati Uniti. Il passaggio è non solo simbolico. Tanto più che già l'anno scorso la Cina aveva superato la Germania, ora quarta. Questione di numeri. E quelli della Cina mostrano i successi di un'economia vitaminizzata. Il Pil del 2009 è cresciuto dell'8,7%, sopra la soglia dell'8% a cui il governo puntava e sul quale il premier Wen Jiabao ci ha messo la faccia. Se confrontato con il resto dell'economia mondiale boccheggiante, in preda alle convulsioni della crisi o in faticosa convalescenza, si tratta di un risultato fuori scala.

Le cifre a confronto

Le cifre a confronto

"Il 2009 è stato per l'economia l'anno più difficile del secolo", ha ammesso il responsabile dell'Nbs, Ma Jiantang, che ha indicato nella manovra di stimolo di fine 2008 (circa 400 miliardi di euro) e nella politica monetaria di Pechino le ricette della ripresa. Lo scampato pericolo di una Cina che nel 2009 non si è mai davvero ammalata emerge dalla progressione trimestre per trimestre: più 6,2% nel primo, 7,9% nel secondo, 9,1% nel terzo fino alla doppia cifra del quarto, 10,7%. Guardando al 2010, gli analisti di JPMorgan stanno prevedendo un più 10%. I conti del Giappone, che nel 2009 della recessione ha visto l'economia contrarsi di circa il 6%, saranno diffusi a metà febbraio. La Banca Mondiale stima che complessivamente il Pil nipponico del 2009 sia di 4.600 miliardi di dollari e, se confermato, verrebbe battuto da quello cinese, che l'Nbs quantifica in 4.900 miliardi. A temperare lo shock, il Pil pro capite, che ricorda come il miracolo economico di Pechino non sia distribuito omogeneamente né sul piano geografico né su quello sociale. Il reddito medio di un cinese è di 3.259 dollari all'anno, quello di un giapponese 38.457. Sono altre le preoccupazioni intorno alla Cina. Le manovre per raffreddare un'economia fin troppo galvanizzata dai crediti facili sono già cominciate. Si moltiplicano vincoli e limitazioni imposte alle banche e allarmano i segnali di ripresa dell'inflazione, una bolla immobiliare che dà più segnali di persistenza che di rallentamento. E nel mondo si affollano gli auspici — se non i decisi inviti — a proposito della moneta: ovvero che la Cina avvii una qualche rivalutazione del renminbi.

22 gennaio 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

2010-01-21

"nel 2010 l'espansione dell'economia di eurolandia avrà un ritmo "moderato"

Bce: "Gli sgravi fiscali andrebbero considerati soltanto nel medio periodo"

Possibili solo "una volta che i Paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci"

FRANCOFORTE (GERMANIA) - "Gli sgravi fiscali andrebbero considerati soltanto nel medio periodo, una volta che i Paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci": è l'avvertimento lanciato dalla Bce nel Bollettino di gennaio nel quale ricorda che i governi di molti paesi dell'area euro devono far fronte a "squilibri di bilancio notevoli e in netto incremento". La Bce esorta i governi "a decidere e attuare tempestivamente strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti che siano ambiziose, fondate su ipotesi di crescita realistiche e incentrate soprattutto sulla riforma della spesa". Francoforte ammette inoltre che "l'attuale impegno dei governi ad avviare il processo di risanamento al più tardi nel 2011, spingendosi ben oltre il parametro dello 0,5% del Pil all'anno in termini strutturali, rappresenta il requisito minimo per tutti i paesi dell'area dell'euro". Secondo la Bce, inoltre, il successo delle strategie di riequilibrio dei conti "dipenderà essenzialmente anche dall'esistenza di norme di bilancio e istituzioni nazionali adeguate e richiederà trasparenza delle procedure di bilancio, nonchè statistiche di finanza pubblica complete e affidabili".

RIPRESA ECONOMICA - Nel 2010 l'espansione dell'economia di Eurolandia avrà un "ritmo moderato" e il "processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo" sottolinea ancora la Banca Centrale Europea secondo cui "la disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura". La Bce ricorda poi che alcuni fattori che sostengono la crescita hanno "carattere temporaneo" e "le prospettive restano soggette a incertezza". Le ultime informazioni, rileva l'Istituto di Francoforte, "confermano che l'attivitá economica nell'area dell'euro ha continuato ad espandersi sul fine del 2009, dopo l'incremento sul periodo precedente dello 0,4% del Pil in termini reali nel terzo trimestre dello scorso anno". La zona euro, sottolinea, "ha beneficiato dell'inversione del ciclo delle scorte e della ripresa delle esportazioni, nonchè dei significativi interventi di stimolo macroeconomico in atto e delle misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario". Alcuni dei fattori che sostengono la ripresa, osserva la Bce, "hanno tuttavia carattere temporaneo. Inoltre, è probabile che l'attivitá sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area dell'euro". In aggiunta , sottolinea, "il baso grado di utilizzo della capacità produttiva potrà verosimilmente ridurre gli investimenti e la disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando la crescita dei consumi. Di conseguenza ci si attende che l'economia dell'area cresca ad un ritmo moderato nel 2010 e il processo di recupero potrebbe risultare discontinuo".

DISOCCUPAZIONE - "La disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando la crescita dei consumi" scrive ancora la Bce , aggiungendo che si prevedono "dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell'area dell'euro e fuori dai suoi confini".

Redazione online

21 gennaio 2010

 

 

 

 

 

2010-01-20

Migliorano le stime del Fondo Monetario internazionale sulla crescita mondiale

In media l'anno in corso si chiuderà con +3,9%, 0,8% in più rispetto alle precedenti previsioni

Fmi, Pil Italia +1% nel 2010

La Cina traina il mondo con +10%

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

ROMA - Il Fondo Monetario Internazionale ritocca al rialzo le stime sulla crescita dell'Italia nel 2010, prevedendo che si arriverà all'1%, proprio come stimato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti ieri in occasione dell'Ecofin. Ma la crescita italiana è niente rispetto alla ripresa che investirà i principali Paesi del mondo, a cominciare dalla Cina che farà da traino con un +10%. In media, l'economia mondiale crescerà quest'anno del 3,9% (0,8 punti percentuali in più rispetto alle stime di ottobre). Secondo il Fmi inoltre il Pil degli Usa salirà nel 2010 del 2,7% (+1,2).

L'Italia. Secondo le stime stilate nell'ultima bozza del World Economic Outlook pubblicato in anticipo dall'agenzia Ansa, il Pil italiano quest'anno crescerà dell'1%, ovvero 0,8 punti percentuali in più rispetto alle ultime previsioni ufficiali, e nel 2011 segnerà un +1,3% (+0,6 punti rispetto alle stime di ottobre). Un dato positivo, e tuttavia l'Italia rimane piuttosto indietro sia rispetto ai partner europei che rispetto ai Paesi del G8 e ai principali Paesi emergenti. L'India per esempio metterà a segno nel 2010 una crescita del 7,7%, e del 7,8% l'anno prossimo; la Russia crescerà del 3,6% e del 3,7% nel 2011; il Canada del 2,6% e del 3,6%; il Regbo Unito dell'1,2% e del 2,6%; la Germiania +1,4% e +1,8%; la Francia +1,2% e +1,6%. Solo la Spagna farà peggio dell'Italia: quest'anno non riuscirà infatti ad afferrare la ripresa, e arretrerà ancora dello 0,7% (+0,8% l'anno prossimo).

La media mondiale. Il miglioramento di prospettiva investe tutto il mondo. Il Fondo Monetario Internazionale rivede infatti al rialzo le stime anche per la congiuntura globale. L'economia mondiale crescerà secondo le ultime previsioni quest'anno del 3,9% (0,8 punti percentuali in più rispetto alle stime di ottobre) e del 4,2% nel 2011 (stima invariata).

 

Cina motore mondiale. Secondo il Fmi inoltre il Pil degli Usa salirà nel 2010 del 2,7% (+1,2) e nel 2011 del 2,3% (in questo caso la revisione è invece al ribasso di 0,5 punti percentuali). Ma è la Cina il vero miracolo: il Paese si conferma motore trainante della ripresa mondiale. Secondo i dati che emergono dall'ultima bozza del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale l'economia cinese quest'anno tornerà ad una crescita a due cifre, avanzando ad un tasso del 10%, un punto percentuale in più rispetto alle ultime stime ufficiali di ottobre. Per il 2011, invece, le stime restano confermate, con un Pil in rialzo del 9,7%.

(20 gennaio 2010) Tutti gli articoli di Economia

 

 

 

 

Nella zona euro pesa la situazione della Grecia. Giappone: rischio di nuova recessione

Fmi: migliorano le prospettive di crescita dell'economia italiana , Pil +1% nel 2010

Fmi: velocità diverse nel mondo, ma migliora congiuntura globale. Bce: ricadute escluse

MILANO - Il Fondo Monetario Internazionale vede un miglioramento nelle prospettive di crescita dell'economia italiana. Secondo le stime stilate nell'ultima bozza del World Economic Outllok il Pil italiano quest'anno crescerà dell'1%, ovvero 0,8 punti percentuali in più rispetto alle ultime previsioni ufficiali, e nel 2011 segnerà un +1,3% (+0,6 punti rispetto alle stime di ottobre). Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo anche le stime per la congiuntura globale. L'economia mondiale crescerà quest'anno del 3,9% (0,8 punti percentuali in più rispetto alle stime di ottobre) e del 4,2% nel 2011 (invariato). Secondo il Fmi inoltre il Pil degli Usa salirà nel 2010 del 2,7% (+1,2) e nel 2011 del 2,3% (in questo caso la revisione è invece al ribasso di 0,5 punti percentuali). A trainare la ripresa sarà come sempre la Cina per cui è previsto nel 2010 una crescita del Pil del 10%.

STRAUSS-KHAN - "La ripresa globale appare più marcata di quanto previsto", aveva affermato in precedenza Dominique Strauss-Kahn, direttore generale dell'Fondo monetario internazionale (Fmi), in un discorso a Hong Kong. Ma la situazione resta "fragile" e il recupero "procede a velocità diverse nelle varie regioni". L'Fmi "prevede che il tasso di crescita globale nel 2010 superi il 3% della proiezione più recente", tanto che le nuove stime del Fondo che saranno diffuse il 26 gennaio subiranno un aggiornamento. La crescita globale del 3% resta un miraggio per l'economia italiana che, secondo quanto affermato martedì dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel 2010 crescerà intorno all'uno per cento, o di qualche decimale in più o in meno.

ZONA EURO - Per quanto riguarda la zona euro, "probabilmente la prima metà del 2010 sarà un po' più contenuta della seconda metà del 2009", ha chiarito Jürgen Stark, membro del comitato esecutivo e capo economista della Banca centrale europea (Bce), in un discorso all'Università di Lipsia. Stark ha però escluso la possibilità di una ricaduta: "Non è probabile che ci sia una ricaduta, piuttosto ci sono le caratteristiche di una ripresa graduale e accidentata, ma senza rischi per la stabilità dei prezzi".

GRECIA - A preoccupare la zona euro è però la situazione del deficit della Grecia. Stark ha reso noto che la Bce non cambierà le proprie regole per aiutare Paesi in difficoltà come la Grecia. "La Grecia sa che deve mettere ordine in casa propria", ha aggiunto Stark. Le priorità assolute del governo greco devono essere "una svolta radicale nelle proprie politiche economiche e un ampio piano di consolidamento di bilancio". Intanto l'euro è sceso sotto quota 1,42 sul dollaro, ai minimi da cinque mesi, a causa della preoccupazione per i conti pubblici greci. La situazione della Grecia "è un problema serio, ma non credo che porterà a una frammentazione di Eurolandia", ha affermato Strauss-Kahn in un'intervista a Bloomberg television. Secondo la stampa di Atene c'è chi specula contro la Grecia in particolare e l'euro in generale. Secondo il quotidiano To Vima si tratterebbe di John Paulson, il manager americano di hedge fund che ha guadagnato miliardi di dollari scommettendo sui mutui subprime. Secondo il giornale, l'ex banchiere di Bears & Stearn avrebbe orchestrato una vasta operazione per speculare contro il debito greco e contro l'euro. Paulson ha recentemente fatto una grande scommessa sull'oro, cresciuto del 36% nell'ultimo anno, lanciando un nuovo fondo sui titoli minerari e altri investimenti correlati.

GIAPPONE - Nubi nere si addensano però anche sul Giappone, già sotto choc per il fallimento della Japan Airlines che costerà il posto di lavoro a 15.600 persone. Il ministro delle Finanze Naoto Kan, ribadendo l'impegno del governo a combattere la deflazione, ha affermato che che in Giappone il rischio di una ricaduta non è scomparso. Nel proprio rapporto mensile, l'esecutivo ribadisce l'impegno a lavorare insieme alla Banca centrale per combattere la deflazione e garantire la ripresa economica. "Si vedono alcuni segnali positivi, ad esempio i mercati azionario e valutario sono stabili, ma non possiamo essere ottimisti", viene detto nel rapporto.

Redazione online

20 gennaio 2010

 

 

 

 

La conferenza stampa a conclusione dell'Ecofin

Tremonti: "Crescita attorno all'1%"

Il ministro dell'Economia: "È la cifra che scriveremo nelle stime. Ma non sono un fanatico dei decimali"

ROMA - "Per la crescita 2010 scriveremo nelle stime una cifra intorno all'1%". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, alla conferenza stampa a conclusione dell'Ecofin. La stima attuale, contenuta nella Relazione previsionale e programmatica, si attesta allo 0,7%.

SCETTICISMO - Tremonti ha aggiunto che il governo potrebbe anche mettere "un altro numero", senza specificare ulteriormente. In ogni caso ha poi successivamente confermato che la stima italiana che sarà scritta nel programma di stabilità sarà intorno all'1%. Il ministro ha ribadito il suo scetticismo sulle previsioni e sugli "indovini": "Non sono un fanatico dei decimali...".

(fonte: Radiocor)

19 gennaio 2010(ultima modifica: 20 gennaio 2010)

 

 

 

"Occorre intervenire dove è necessario"

Napolitano: "Siamo un Paese vivo,

ma non sottovalutare le difficoltà"

Il capo dello Stato: "L'Italia merita di vedere le sue risorse sostenute dall'azione pubblica"

ROMA - L'Italia è un Paese vivo, ma "ci sono ancora difficoltà che non si devono sottovalutare e occorre intervenire dove è necessario". È il monito lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della consegna dei premi Qualità Italia al Quirinale. "Siamo un Paese vivo che si batte con tutte le sue energie e merita di vedere le sue risorse sostenute dall'azione pubblica e pienamente valorizzate nel confronto con il resto del mondo".

TRADIZIONE E INNOVAZIONE - "Quello che ci caratterizza", ha aggiunto il capo dello Stato, "è la capacità di raccogliere la nostra tradizione artigianale e artistica e coniugarla con l'innovazione. Per questa strada siamo arrivati al concetto di qualità e di eccellenza in vari settori e in particolare in quello agroalimentare. L'Italian Food è un altro punto di forza della nostra economica e della nostra immagine. È giusto premiare gli sforzi che si fanno per restare al passo con la competizione globale".

RITA LEVI MONTALCINI - Tra i premiati il presidente ha ricordato la senatrice Rita Levi Montalcini: "È una signora in carriera che continua a dare il suo contributo come se fosse all’inizio della sua carriera e ci auguriamo ce ne dia sempre".

Redazione online

20 gennaio 2010

REPUBBLICA

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2010-01-22

Allarme della Bce per il 2010: "Disoccupazione in aumento"

La crescita nell'area euro nel 2010 avrà un ritmo moderato e il recupero con tutta probabilità sarà discontinuo anche perché la disoccupazione dovrebbe aumentare. È questo l'allarme della Banca Centrale Europea nel suo bollettino mensile. "Il Consiglio direttivo - si legge nel Bollettino - si aspetta un moderato ritmo di espansione economica nell'area nel 2010, riconoscendo che il processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo e che le prospettive restano soggette a incertezza". Per la Bce infatti "alcuni dei fattori che sostengono la ripresa hanno un carattere temporaneo". Il basso grado di utilizzo della capacità produttiva "potrà verosimilmente ridurre gli investimenti e la disoccupazione nell'area euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando al crescita dei consumi". Di conseguenza ci si attende che l'economia nell'area cresca "a ritmo moderato nel 2010 e il processo di recupero potrebbe risultare discontinuo".

Non solo, secondo l'Istituto di Francoforte, "è probabile che l'attività sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area euro".

La Bce aggiunge che si prevedeno "dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell'area dell'euro e fuori dai suoi confini".

21 gennaio 2010

 

 

 

2010-01-21

Le stime del Bollettino di gennaio sull'area euro non sono particolarmente positive

"Le prospettive restano soggette a incertezza, processo di recupero discontinuo"

Bce: nel 2010 crescita moderata

e la disoccupazione aumenterà

Bce: nel 2010 crescita moderata e la disoccupazione aumenterà

Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet

ROMA - Nel 2010 l'espansione dell'economia di Eurolandia avrà un "ritmo moderato", e il "processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo". Anche perché i fattori che sostengono la crescita hanno "carattere temporaneo", e "le prospettive restano soggette a incertezza". Sono queste le previsioni contenute nel Bollettino di gennaio della Banca Centrale Europea. Che contiene altre stime non proprio positive: ad esempio, "la disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura".

La crescita: ok nel 2009, meno nel 2010. Secondo gli esperti della Bce, "è probabile che (nell'anno appena cominciato, ndr) l'attività sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area euro". Le ultime informazioni confermano invece "che l'attività economica nell'area dell'euro ha continuato ad espandersi sul fine del 2009, dopo l'incremento sul periodo precedente dello 0,4% del pil in termini reali nel terzo trimestre dello scorso anno". La zona euro "ha beneficiato dell'inversione del ciclo delle scorte e della ripresa delle esportazioni, nonchè dei significativi interventi di stimolo macroeconomico in atto e delle misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario".

L'allarme disoccupazione. Per la Banca centrale europea "il basso grado di utilizzo della capacità produttiva potrà verosimilmente ridurre gli investimenti e la disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando la crescita dei consumi. Di conseguenza ci si attende che l'economia dell'area cresca a un ritmo moderato nel 2010 e il processo di recupero potrebbe risultare discontinuo".

 

L'andamento dei prezzi. "L'inflazione - è scritto nel Bollettino - dovrebbe attestarsi intorno all'1% nel breve periodo. Successivamente ci si attende che resti moderata nell'orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria, a fronte di dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell'area dell'euro e fuori dai suoi confini".

La pressione fiscale. "Data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni", per la Bce nei paesi dell'eurozona "l'incremento dell'imposizione indiretta e dei prezzi amministrati potrebbe essere superiore alle aspettative correnti". E ancora, "gli sgravi fiscali andrebbero considerati soltanto nel medio periodo, una volta che i paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci", visto che molti paesi dell'area euro devono far fronte a "squilibri di bilancio notevoli e in netto incremento".

I mercati in ripresa. Secondo gli esperti di Francoforte "stanno funzionando meglio, e i precedenti tagli dei tassi di riferimento Bce stanno trovando crescente riscontro nei tassi di interesse sui prestiti alle famiglie e imprese". A marzo avrà luogo l'ultima operazione a sei mesi mentre il numero delle operazioni a tre mesi sarà ridotto a cominciare dal primo trimestre di quest'anno.

Le banche. Nel Bollettino si sottolinea che serve "un'adeguata ristrutturazione del settore bancario. Situazioni patrimoniali sane, un'efficace gestione del rischio e l'adozione di modelli imprenditoriali solidi e trasparenti sono essenziali per rafforzare la tenuta delle banche agli shock, gettando le basi per una crescita economica sostenibile e per la stabilità finanziaria".

(21 gennaio 2010)

 

 

 

 

 

2010-01-18

 

 

 

L'UNITA'

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2010-01-22

 

 

 

 

 

 

2010-01-21

Allarme della Bce per il 2010: "Disoccupazione in aumento"

La crescita nell'area euro nel 2010 avrà un ritmo moderato e il recupero con tutta probabilità sarà discontinuo anche perché la disoccupazione dovrebbe aumentare. È questo l'allarme della Banca Centrale Europea nel suo bollettino mensile. "Il Consiglio direttivo - si legge nel Bollettino - si aspetta un moderato ritmo di espansione economica nell'area nel 2010, riconoscendo che il processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo e che le prospettive restano soggette a incertezza". Per la Bce infatti "alcuni dei fattori che sostengono la ripresa hanno un carattere temporaneo". Il basso grado di utilizzo della capacità produttiva "potrà verosimilmente ridurre gli investimenti e la disoccupazione nell'area euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando al crescita dei consumi". Di conseguenza ci si attende che l'economia nell'area cresca "a ritmo moderato nel 2010 e il processo di recupero potrebbe risultare discontinuo".

Non solo, secondo l'Istituto di Francoforte, "è probabile che l'attività sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area euro".

La Bce aggiunge che si prevedeno "dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell'area dell'euro e fuori dai suoi confini".

21 gennaio 2010

 

 

 

 

 

2010-01-18

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2010-01-22

 

 

 

 

 

 

2010-01-21

Bce: disoccupazione in aumento nell'Eurozona

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21 gennaio 2010

Nella city londinese si torna ad assumere

Cina, Pil in crescita del 10,7% nel quarto trimestre

Banca mondiale, nel 2010 crescita globale del 2,7%

Fmi: la Cina traina la ripresa, migliorano le stime per l'Italia

"Dai nostri archivi"

Bce, sale la disoccupazione: ripresa ritardata a metà 2010

Bce, sale la disoccupazione: ripresa ritardata a metà 2010

Bce: la crisi durerà a lungoIn Cina crescita in forte frenata

Inflazione, stime riviste al rialzo nell'area euro (al 3,6el 2008)

Bce: livello dei tassi ok, al rialzo stime Pil 2010

"La disoccupazione nell'area dell'euro dovrebbe continuare ad aumentare, attenuando la crescita dei consumi". Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile di gennaio, aggiungendo che si prevedeno "dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell'area dell'euro e fuori dai suoi confini".

Poi, l'indicazione ai Governi dell'area dell'euro: "Un'adeguata ristrutturazione" del settore bancario dovrebbe rivestire "un ruolo importante" per le riforme strutturali. L'istituto di Francoforte non precisa i singoli Paesi a cui si riferisce, ma è presumibile si riferisca in particolare a quelli che hanno dovuto effettuare durante la crisi massicci interventi di salvataggio degli istituti privati e pubblici.

 

Non è il caso dell'Italia. "Situazioni patrimoniali sane, si legge nel Bollettino, un'efficace gestione del rischio e l'adozione di modelli imprenditoriali solidi e trasparenti sono essenziali per rafforzare la tenuta delle banche agli shock gettando le basi per una crescita economica sostenibile e per la stabilità finanziaria".

21 gennaio 2010

 

 

 

 

 

2010-01-20

Fmi: la Cina traina la ripresa,

migliorano le stime per l'Italia

20 gennaio 2010

Ordini dell'industria oltre le attese

Osservatorio economia

"Dai nostri archivi"

Fmi: riviste al ribasso le previsioni sulla crescita del pil in Italia

Economia Usa, Fmi rivede le stime al rialzo

Fmi, Pil Italia -4,4el 2009, su debito e deficit. Economia globale in recessione, ripresa nel 2010

Fmi riduce stime crescita mondiale. Pesa crisi mutui

Fmi: "La crescita dell'economia mondiale rallenta al 4,1Subject:

Il Fondo Monetario Internazionale vede un miglioramento nelle prospettive di crescita dell'economia italiana. Secondo le stime stilate nell'ultima bozza del World Economic Outllok che l'Ansa è in grado di anticipare, il Pil italiano quest'anno crescerà dell'1%, ovvero 0,8 punti percentuali in più rispetto alle ultime previsioni ufficiali, e nel 2011 segnerà un +1,3% (+0,6 punti rispetto alle stime di ottobre).

La Cina si conferma motore trainante della ripresa mondiale. Secondo i dati che emergono dall'ultima bozza del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, l'economia cinese quest'anno tornerà ad una crescita a due cifre, avanzando ad un tasso del 10%, un punto percentuale in più rispetto alle ultime stime ufficiali di ottobre. Per il 2011, invece, le stime restano confermate, con un Pil in rialzo del 9,7%.

20 gennaio 2010

 

 

 

Gli ordini dell'industria crescono oltre le attese

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20 gennaio 2010

Osservatorio economia

Auto, Istat: ordini a novembre ai massimi da gennaio 2008

Gli ordini dell'industria crescono oltre le attese a novembre grazie alla ripresa della domanda interna e dai paesi esteri: a novembre l'aumento del 2,6% rispetto a ottobre mentre sono rimasti invariati rispetto a un anno fa, tornando quindi sui livelli di novembre 2008. Lo comunica l'Istat precisando che nei primi 11 mesi dell'anno si è registrato un calo del 24,7% rispetto allo stesso periodo del 2008. Gli analisti di Dow Jones Newswire si aspettavano una crescita dello 0,8% su mese e un calo dell'8% annuo.

Il fatturato dell'industria è invece aumentato a novembre dell'1,5% rispetto a ottobre e diminuito del 5,8% rispetto a novembre 2008. L'Istituto di statistica sottolinea che il calo tendenziale corretto per gli effetti di calendario è stato dell'8,9%.

20 gennaio 2010

 

 

2010-01-18

Francia e Germania rivedono al rialzo le stime di crescita per il 2010

18 gennaio 2010

Angela Merkel (Afp)

Eurogruppo, Juncker vuole sorveglianza più stretta delle politiche economiche

Commercio estero, a novembre deficit per 790 milioni di euro

Osservatorio dell'economia

"Dai nostri archivi"

Economia Usa, Fmi rivede le stime al rialzo

Fmi abbassa stime di crescita. Draghi: "Troppo pessimismo"

Ue pronta a rivedere al ribasso le stime sul Pil. Italia sotto zero

Fmi: riviste al ribasso le previsioni sulla crescita del pil in Italia

La Ue rivede al rialzo le stime: il Pil crescerà del 2el 2007

Francia e Germania hanno rivisto al rialzo le stime di crescita del pil per il 2010. Per entrambe la previsione è ora del +1,5% rispetto al 2009.

La revisione più significativa è quella del governo di Parigi che ha quasi raddoppiato la stima precedente (a +1,4% da +0,75%). Per la Germania, invece, si tratta di un aumento di tre decimi di punto, dall'1,2% all'1,5% inserito nel rapporto annuale sull'economia predisposto dal governo. Nel 2009 la Germania ha accusato una contrazione del 5% del pil nazionale, la peggior recessione dalla seconda guerra mondiale.

Il ministro francese dell'Economia, Christine Lagarde, ha spiegato che "la situazione dell'economia francese è migliorata alla fine del 2009. Sono migliorate anche le nostre previsioni sull'inizio del 2010, la situazione internazione e la domanda interna". Nella legge di Bilancio 2010 approvata lo scorso dicembre dal Parlamento era stato previsto un tasso di crescita dello 0,75%. Il premier, Francois Fillon, aveva già preannunciato la scorsa settimana un raddoppio delle stime. Anche il Fondo monetario internazionale ha rivisto le previsioni sulla Francia indicando un tasso di crescita tra 1 e 2% per il 2010, contro lo 0,9% stimato in ottobre. Per il 2009 il bilancio finale dovrebbe registrare un calo del Pil tra il 2 e il 2,1% invece del 2,25% indicato nella stima ufficiale. 2,25%.

Per l'Italia, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha indicato - in un'intervista pubblicata domenica dal Sole 24 Ore - una crescita dell'1% per l'anno in corso.

18 gennaio 2010

 

 

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2010-01-04

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