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Su base annua nell'area dell'Organizzazione calo del 3,3% e nel nostro Paese del 4,6%

La Gran Bretagna è al sesto segno meno, unica economia ancora in flessione

Ocse, pil +0,8% nel terzo trimestre

In Italia crescita dello 0,6%

Ocse, pil +0,8% nel terzo trimestre In Italia crescita dello 0,6%

Mercati senza freni: euro a 1,5275, barile Wti a quota 104, oro verso i mille dollari

Petrolio record a 106 dollari, euro verso 1,54.

Oro oltre 991

E petrolio e oro "inseguono" quota 100 e 800

Euro e oro ai massimi dell'anno sul dollaro

L'oro ha aggiornato stamani il record assoluto: a New Yorki il metallo prezioso vola a 1.167,80 dollari l'oncia.

2009-10-23

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2009-11-23

 

 

 

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2009-11-23

Su base annua nell'area dell'Organizzazione calo del 3,3% e nel nostro Paese del 4,6%

La Gran Bretagna è al sesto segno meno, unica economia ancora in flessione

Ocse, pil +0,8% nel terzo trimestre

In Italia crescita dello 0,6%

Ocse, pil +0,8% nel terzo trimestre In Italia crescita dello 0,6%

ROMA - L'economia dell'area Ocse riparte: nel terzo trimestre di quest'anno il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente; nel secondo trimestre la crescita si era invece fermata, registrando uno 'zero'. L'Italia, che nel terzo trimestre di quest'anno ha messo a segno una crescita dell'economia dopo cinque trimestri negativi, registra - riferisce l'Ocse riportando i dati già resi noti dall'Istat - un +0,6% rispetto al trimestre precedente, leggermente inferiore ai Paesi del G7 (+0,7%) ma superiore sia alla media Ue (+0,2%) che all'area Euro (+0,4%).

Su base annua il Pil nei Paesi Ocse ha visto un calo del 3,3% e in Italia del 4,6%. Il dato migliora in entrambi i casi rispetto al periodo aprile-giugno 2009 (rispettivamente -4,6% e -5,9% in confronto allo stesso trimestre del 2008).

Nei sette Paesi maggiormente industrializzati il prodotto interno lordo nel terzo trimestre - riferisce in una nota l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo - ha visto, su base congiunturale, andamenti molto diversi: si va dalla crescita dell'1,2% in Giappone al calo dello 0,4% nel Regno Unito, Paese questo che registra il sesto trimestre consecutivo di contrazione dell'economia.

Fatta eccezione per la Francia, dove la crescita è rimasta invariata rispetto al trimestre precedente, tutti i Paesi del G7 hanno mostrato un miglioramento dell'andamento del Pil rispetto ai dati del secondo trimestre. Italia e Stati Uniti, nel periodo luglio-settembre 2009 hanno messo a segno un andamento positivo dell'economia per la prima volta dallo scoro anno (per l'Italia dal primo trimestre del 2008 e per gli Stati Uniti dal secondo trimestre sempre del 2008).

Nell'area euro l'economia registra una crescita dello 0,4% nel terzo trimestre rispetto ai precedenti tre mesi e nell'Unione europea avanza dello 0,2%. Il pil dell'eurozona contribuisce per l'1,1% al pil Ocse complessivo, contro lo 0,8% Usa e lo 0,5% del Giappone. Negli Stati Uniti l'economia cresce dello 0,9% nel terzo trimestre e in Giappone dell'1,2%. Bene anche la Germania, che registra un +0,7% e la Francia a +0,3%, mentre la Gran Bretagna resta l'unico paese in contrazione, con un -0,4%.

Su base annuale l'area euro registra una contrazione del 4,1%, l'Unione europea un -4,3%, gli Usa un -2,3% e il Giappone un -4,4%. In discesa del 4,8% il pil della Germania, del 2,4% quello della Francia e del 5,2% quello della Gran Bretagna.

(23 novembre 2009)

L'UNITA'

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2009-11-23

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-11-23

ANDAMENTO COSTO PETROLIO 2005-2009

Ocse: nel terzo trimestre il Pil dell'Italia sale dello 0,6%

23 novembre 2009

Ue: persi 4,3 milioni di posti di lavoro dall'inizio della crisi

Strauss-Kahn (Fmi): "La tempesta è passata, ma l'economia è ancora fragile"

Indice Pmi dell'Eurozona ai massimi da due anni

"Dai nostri archivi"

Recessione in area Ocse, Italia maglia nera

Ocse: rallenta il Pil nei Paesi del G7, Italia a crescita zero

Pil Ue 2 trimestre: +0,9Subject:

Dopo l'Ocse, anche la Ue rivede al rialzo il Pil dell'Italia: +1,7Subject:

Rallenta la crescita nei paesi Ocse: + 0,7Subject:

Nel terzo trimestre di quest'anno il prodotto interno lordo è cresciuto nell'area Ocse dello 0,8% rispetto al trimestre precedente; nel secondo trimestre la crescita nei Paesi Ocse si era invece fermata, registrando uno "zero".

L'Italia, che nel terzo trimestre di quest'anno ha messo a segno una crescita dell'economia dopo cinque trimestri negativi, registra - riferisce l'Ocse - un +0,6% rispetto al trimestre precedente, leggermente inferiore ai Paesi del G7 (+0,7%) ma superiore sia alla media Ue (+0,2%) che all'area Euro (+0,4%).

Su base annua il Pil nei Paesi Ocse ha visto un calo del 3,3% e in Italia del 4,6%, migliorando però in entrambi i casi il dato rispetto al periodo aprile-giugno 2009 (rispettivamente -4,6% e -5,9% in confronto allo stesso trimestre del 2008).

Nei sette Paesi maggiormente industrializzati il prodotto interno lordo nel terzo trimestre - riferisce in una nota l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo - ha visto, su base congiunturale, andamenti molto diversi: si va dalla crescita dell'1,2% in Giappone al calo dello 0,4% nel Regno Unito, Paese questo che registra il sesto trimestre consecutivo di contrazione dell'economia.

Fatta eccezione per la Francia, dove la crescita è rimasta invariata rispetto al trimestre precedente, tutti i Paesi del G7 hanno mostrato un miglioramento dell'andamento del Pil rispetto ai dati del secondo trimestre. Italia e Stati Uniti, nel periodo luglio-settembre 2009 hanno messo a segno un andamento positivo dell'economia per la prima volta dallo scoro anno (per l'Italia dal primo trimestre del 2008 e per gli Stati Uniti dal secondo trimestre sempre del 2008).

Il Pil nell'area Euro è cresciuto nel terzo trimestre, rispetto ad aprile-giungo 2009, dello 0,4% e dello 0,2% nell'Unione europea, rispetto al calo rispettivamente dello 0,2% e dello 0,3% registrato su base congiunturale nel secondo trimestre di quest'anno.

Passando dai dati congiunturali a quelli tendenziali, il tasso di crescita del terzo trimestre, rispetto dunque allo stesso periodo dell'anno precedente, è stato più alto rispetto al dato tendenziale del secondo trimestre di quest'anno per tutte le sette maggiori economie mondiali "ma resta negativo, con un range che va dal -5,2% del Regno Unito al -2,3% degli Stati Uniti", sottolinea l'Ocse.

23 novembre 2009

 

 

 

 

 

Dollaro giù, le borse accelerano

A Piazza Affari, bene Mediaset

a cura di Vittorio Carlini

23 novembre 2009

"Dai nostri archivi"

L'economia premia Wall Street Borse europee tutte in rialzo

Dalla Bce prove di exit strategy con una prima stretta sulle Abs

Europa in calo con Wall Street Continua la "corsa" all'oro

Recessione finita, oppure no Le variabili da tenere d'occhio

Gelata sulle Borse europee Wall Street chiude in rosso

 

Seduta positiva per le Borse europee: Parigi ha guadagnato il 2,08%, Francoforte il 2,36% e Londra il 2,03 per cento. A Milano il FTSE Mib è cresciuto dell'1,98% e il Ftse All Share dell'1,99per cento. Andamento positivo anche per le Borse americane. A Wall Street il Dow Jones guadagna l'1,44%, mentre il Nasdaq sale dell'1,57% e l'S&P500 dell'1,65 per cento.

Balzo a metà seduta

L'andamento dei listini del vecchio Continente è stato caratterizzato da uno strappo degli indici iniziato alle 15.00 e terminato verso le 16.00. Un movimento avvenuto in assenza di notizie che, "potrebbe spiegarsi - è uno dei commenti dalle sale operative - con l'immissione di un ordine importante a livello di Eurostoxx 600. In un momento di scarsità degli scambi, questa strategia ha fatto salire i panieri". Al di là di quest'ipotesi, è indubbio che la successiva apertura al rialzo di Wall Street, cui è seguita la notizia positiva sulla vendita delle case negli Usa, hanno aiutato le Borse nelle loro accelerazione.

Il dollaro sempre più giù

Accelerazione che, in Europa, ha visto la buona performance delle Materie prime ( Dj Stoxx di settore + 2,9%), le Banche (+2,96%), la Chimica (+2,94%) e le Costruzioni (+2,48%). Il comparto delle materie prime è trascinato al rialzo dal continuo rally di alcune commodity, oro in primis. Il metallo giallo ha toccato l'ennesima quotazione record: 1.167 dollari l'oncia. Dall'inizio dell'anno le quotazioni dei lingotti sono salite del 22%, facendo indossare all'oro gli stessi panni che ha indossato il petrolio due anni fa: un perfetto target per la speculazione che, prima o poi, si fermerà. La spinta alle quotazioni è stata contestuale con il nuovo indebolimento del dollaro verso l'euro (e anche verso le altre principali monete). Questa volta il "la" per la "suonata" al ribasso è stato l'intervento del presidente della Fed di St. Louis, James Bullard che ha detto che il suo programma di acquisto di titoli tossici garantiti da mutui sarà prorogato oltre la scadenza prefissata del marzo 2010. A ben vedere si tratta di una prima divergenza (oltre al diverso livello dei tassi d'interesse) tra la banca centrale americana e la Bce. L'Eurotower, proprio la settimana scorsa, aveva lanciato un timido segnale in favore del drenaggio dell'enorme liquidità in circolo: gli Abs dati in garanzia per i rifinanziamenti - ha detto la Bce- saranno sottoposti a due valutazioni da parte delle agenzie di rating, e non più da una sola. Un semplice passettino verso la riduzione della politica dell'easy money. Dall'altra parte dell'Atlantico, evidentemente, la pensano in maniera diversa.

Tra l'indice Fed di Chicago, le vendite di nuove case il Pmi di eurolandia

Così come diversi sono i dati che arrivano dal mondo della macroeconomia. Il National

Activity Index, curato dalla Federal riserve di Chicago, é calato in ottobre a -1,08 da -1,01 in settembre. La performance conferma il momento d'incertezza che caratterizza l'economia americana. Una situazione fluida in cui si inserisce la crescita (sopra le attese) delle vendite di case esistenti, ma con un prezzo medio per compravendita in calo. Insomma, la situazione è in chiaro-scuro. E così, si comprendere meglio il perché negli Usa si continua a volere mantenere una politica monetaria fortemente espansiva. In mattinata, invece, da Eurolandia è arrivato il dato sul Pmi: l'indice flash composito della produzione é salito, per il quarto mese consecutivo, a novembre a 53,7 punti (53 punti ottobre) ai massimi da 24 mesi.

Il consolidamento del mercato della chimica...

Ma non è solo macroeconomia. In crescita anche il comparto della chimica. Qui un effetto domino può averlo avuto l'offerta dell'indiana Reliance Industries che ha messo nel mirino il colosso della chimica LyondellBasell. Secondo anticipazioni di stampa, riportare ieri anche dal Sole24re.com, gli indiani sono pronti a sborsare fino a 12 miliardi di dollari in contanti. L'azienda olandese, in bancarotta, non ha commentato l'indiscrezione ma in una nota diffusa sabato scorso aveva parlato di "una potenziale alternativa rispetto all'iniziale piano di riorganizzazione".

...e in quello dei dolciumi

E non si consolida solo il mondo delle plastiche e della raffinazione. Continua la tensione sul fronte dolciario. Ieri Bloomberg ha riportato delle indiscrezioni, non smentite, secondo cui Nestlè (+1,26%) sta incontrando le banche per valutare una possibile offerta su Cadbury. La Kraft, dal canto suo, sembra sempre più propensa ad alzare l'offerta (ritenuta insufficiente) da 17 miliardi di dollari. E il management di Hershey, sostenuto dagli azionisti di riferimento, è pronta a presentare la sua proposta (con o senza la Ferrero). Logico, quindi, che il titolo del gruppo inglese del cioccolato sia sotto i riflettori degli investitori.

Tornando in quel di Piazza Affari, bene l'andamento di Mediaset. Il gruppo del biscione ha chiuso in rialzo del 4,76%: dalle sale operative hanno spiegato il rally anche col miglioramento del prezzo obiettivo da parte degli analisti di Sanford Bernstein (da 3,25 a 4 euro) e di Kepler Capital Markets (da 2,5 a 3,3 euro). In rialzoFiat, recuperando le perdite registrate venerdì grazie alla buona intonazione del settore auto in Europa (+2,28%) . Tra le migliori del paniere principale Tenaris, che ha beneficia della risalita del petrolio, e Autogrill, già positiva venerdì nonostante la debolezza dei mercati. La società la scorsa seduta ha annunciato la nascita della joint venture tra Alpha, divisione in-flight del gruppo Autogrill, e Journey Group per la gestione delle attività operativa a supporto dei servizi di catering a bordo delle compagnie aeree dell'aeroporto di London Heathrow. Eni è salita dopo l'annuncio dell'accordo siglato con Heritage per l'acquisto del 50% dei blocchi 1 e 3A in Uganda. Positive le banche: Banco Popolare, UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banca Mps.

23 novembre 2009

 

 

 

 

 

L'oro vola e ritocca il record.

Dollaro debole, sale il petrolio

23 novembre 2009

Prezzo dell'oro serie storica

Prezzo del petrolio dal 2005 a oggi

"Dai nostri archivi"

Mercati senza freni: euro a 1,5275, barile Wti a quota 104, oro verso i mille dollari

Petrolio record a 106 dollari, euro verso 1,54. Oro oltre 991

E petrolio e oro "inseguono" quota 100 e 800

Euro e oro ai massimi dell'anno sul dollaro

Da Totti all'Italrugby, chi sale e chi scende nel weekend di sport

L'oro ha aggiornato stamani il record assoluto: a New Yorki il metallo prezioso vola a 1.167,80 dollari l'oncia. Incidono i soliti fattori: paura per la debolezza del dollaro, di un'esplosione dell'inflazione e di una ripresa economica molto più al rallentatore di quanto finora previsto. L'oro, che da inizio anno si è apprezzato i oltre il 32%, trascina al rialzo il resto dei metalli preziosi. Stamani l'argento quota 18,76, il platino 1.460,50 e il palladio 366 dollari.

Sul fronte dei cambi il dollaro risente del nuovo record dell'oro e dell'aspettativa di un lungo periodo di tassi bassi negli Usa: l'euro apre in rialzo sopra 1,49 dollari sui mercati del Vecchio Continente. La moneta europea passa di mano a a 1,4960 dollari. Euro/yen a 132,53 e dollaro/yen a 88,52.

I prezzi del petrolio sono risaliti sopra 78 dollari il barile sui circuiti telematici asiatici. Il Wti di gennaio è in rialzo di 71 cent a 78,18 dollari il barile contro una chiusura al Nymex di 76,72 dollari (+74 cent) del contratto di dicembre in scadenza venerdì. Il Brent guadagna 75 cent a 77,95 dollari. Un ulteriore elemento di tensione sui prezzi che aggiunge un premio per il rischio geopolitico è rappresentato dalle nuove minacce rivolte dall'Iran all'Occidente.

Quanto alle piazze borsistiche, Tokyo oggi è chiusa per festività nazionale.

23 novembre 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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