Formazione "il FIGLIO dell'UOMO" ARGOMENTO dalla STAMPA QUOTIDIANA

FORMAZIONE

il FIGLIO dell'UOMO

ONLUS - ASSOCIAZIONE CATTOLICA

E-mail: studiotecnicodalessandro@virgilio.it

Siti Internet: http://www.cristo-re.eu ; http://www.maria-tv.eu ;

http://www.vangeli.net ; http://www.mondoitalia.net ;

http://www.web-italia.eu ; http://www.engineering-online.eu;

2009 dal 5 al 12 Aprile

8a SETTIMANA MONDIALE della Diffusione in Rete Internet nel MONDO de

" i Quattro VANGELI " della CHIESA CATTOLICA , Matteo, Marco, Luca, Giovanni, testi a lettura affiancata scarica i file cliccando sopra Italiano-Latino Italiano-Inglese Italiano-Spagnolo

L'ARGOMENTO DI OGGI

Aderite all"

ORDINE LAICO dei " CAVALIERI del FIGLIO dell'UOMO" per VIVERE il VANGELO, Diventate CAVALIERI del FIGLIO dell'UOMO vivendo la Vostra VITA in FAMIGLIA e sul LAVORO secondo VIA, VERITA' VITA

dai GIORNALI di OGGI TUTTO TERREMOTO

GRAVISSIMO TERREMOTO IN ABRUZZO,

296 MORTI, 1200 FERITI,

20000 FAMIGLIE ( 65000 SFOLLATI).

Terremoto, all'Aquila agibile il 54,8% degli edifici

E' ASSURDO NON AVERE PREVISTO IL SISMA PUR IN PRESENZA DI UNA PERCENTUALE DEL 67,5 %

DI REGISTRAZIONI SISMICHE NELL'AQUILANO

IN 6 GG DI APRILE, DEL 71,4% GLI UTIMI 8 GIORNI,

DEL 35% A PARTIRE DA GENNAIO!

2009-04-06 (Aggiorn. 2009-05-03 h 12,50) 396 pg

Ingegneria Impianti Industriali

Elettrici Antinvendio

ST

DG

Studio Tecnico

Dalessandro Giacomo

SUPPORTO ENGINEERING-ONLINE

 

L'ARGOMENTO DI OGGI

 

Sotto trovate Tabelle e rassegna stampa dalla data del terremoto ad oggi, e quelle precedenti a partire da Gennaio 2009..

Ultima Revisione per Rettifica di Verità Dati Base, 2009-04-29 h 16,00

RISCHIO SISMICO IN ITALIA DA 1 GENNAIO A 29 APRILE 2009

RISCHIO SISMICO ITALIA E MEDITERRANEO

RISCHIO SISMICO AQUILANO

ITALIA MEDITERRANEO

Scosse

Mag

Scosse

Mag

% Scosse

% Mag

TOTALE SCOSSE APRILE

247

741,80

97

290,3

39,27

39,14

TOTALE SCOSSE ULTIMI 8 gg PRIMA TERREMOTO DEVASTANTE

28

76,50

21

58,10

75,00

75,95

TOTALE SCOSSE MARZO

58

163,40

21

53,10

36,21

32,50

TOTALE SCOSSE FEBBRAIO

38

111,15

10

21,80

26,32

19,61

TOTALE SCOSSE GENNNAIO

43

151,80

7

16,20

16,28

10,7

TOTALE GENERALE SCOSSE

386

1168,15

135

381,4

118,07

386,00

RISCHIO SISMICO IN ITALIA DOPO TERREMOTO AQUILANO DAL 2009/04/06 FINO ALLA DATA DEL 2009/04/29

Dopo Terremoto 6 Aprile

Scosse

%

Mag

%

Aquilano

87

37,34

266,41

38,03

Monti_della_Laga

28

12,02

86,6

12,36

Gran_Sasso

27

11,59

91,2

13,02

Valle_dell'Aterno

39

16,74

110,9

15,83

Velino-Sirente

23

9,87

61,8

8,82

La_Sila

4

1,72

10,9

1,56

ALTRE ZONE ( 4 zone con 2 scosse, 17 zone con 1 scossa)

25

10,73

72,8

10,39

TOTALE

233

100,00

700,6

100,00

Totale da 1 a 29 Aprile

247

741,8

RISCHIO SISMICO IN ITALIA PRIMA TERREMOTO AQUILANO DAL 28 MARZO 2009 ALLA DATA DEL TERREMOTO 2004/04/06

28 Marzo 6 Aprile

Scosse

%

Mag

%

Aquilano

21

75,00

58

75,95

ALTRE ZONE (1 ciascuna)

7

25,00

18

24,05

TOTALE

28

100,00

77

100,00

RISCHIO SISMICO IN ITALIA PRIMA TERREMOTO AQUILANO DA GENNAIO 2009/01/01 ALLA DATA DEL TERREMOTO 2004/04/06

Prima Terremoto 6 Aprile

Scosse

%

Mag

%

Aquilano

47

30,13

118,4

28,09

Etna

8

5,13

22,30

5,29

Mar_Ionio

7

4,49

23,20

5,50

Frignano

5

3,21

14,30

3,39

Isole_Lipari

4

2,56

10,50

2,49

Bacino_di_Sulmona

3

1,92

9,90

2,35

Tirreno_centrale

4

2,56

12,15

2,88

ALTRE ZONE

78

50,00

210,75

50,00

TOTALE

156

100,0

421,5

100,0

Vedi Tabella di elaborazione dati sopra citati cliccando qui sopra

Premessa: http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index_web_cnt.php

Questa Rettifica è di Dovere per la VERITA dei FATTI !

L'Analisi effettuata in precedenza è stata falsata dalla non corretta lettura da me fatta sull'ora degli eventi riportata sulle pagine del http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index_web_cnt.php : l'ora riportata è indicata

" Ora (UTC) " senza alcuna spiegazione di cosa significhi "UTC" , non essendo inoltre collegata la pg. ad una Home Page per risalire alla fonte.

A distanza di una settimana dal sisma, verificando delle discrepanze sulle ore ed i dati del Sisma Catastrofico mi sono posto la domanda di cosi significhi "UTC" e la risposta l'ho avuta alla pg. http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo_coordinato_universale di Google:

"UTC è Il tempo coordinato universale, conosciuto anche come tempo civile e abbreviato con l'acronimo UTC, è il fuso orario di riferimento da cui tutti gli altri fusi orari del mondo sono calcolati. Esso è derivato (e coincide a meno di approssimazioni infinitesimali) dal tempo medio di Greenwich (in inglese Greenwich Mean Time, GMT), e perciò talvolta è ancora chiamato GMT."


In conclusione ci sono 2 ore di differenza fra l'ora italiana attuale e lora UTC .

Quindi è tutto da rifare per quanto riguarda la valutazione che ho fatto in precedenza sui dati relativi alle ultime 5 ore prima della scossa fatale.

Pertanto cambia radicalmente la lettura degli eventi, in maniera del tutto meno allarmante di come mi è potuto sembrare con la differenza di lettura di 2 ore.

Resta a questo punto il ragionevole dubbio se bisognava comunque analizzare gli ultimi 8 giorni, dai quali si evinconcono comunque dei dati da portare a considerazioni di massima allerta, ottenendosi comunque dei dati allarmanti, anche se del 30 % inferiori ripetto a quelli della falsa lettura dell'ora UTAC DA ME FATTA.

In onclusione comunque questa serie di osservazioni, come pure le precedenti, non sono rivolte, come non lo erano prima, contro il Governo Berlusconi e né contro il personale della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e dei Volontari che hanno svolto il proprio dovere in maniera encomiabile, oltre ogni altruismo ed al massimo delle capacità umane.

Esiste però un problema dei Vertici e del Coordinamento, per la mancata allerta, in quanto a pare mio non si sono fatte le giuste e tempestive analisi dei dati relativi agli ultimi 4 mesi ed in particolare degli ultimi 8 giorni, rilevati e pubblicati in tempo reale dal INGV Istituto Nazionale di Geofisica http://www.ingv.it/ dalla pg. http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index_web_cnt.php

A pare mio, visto la quasi certezza della localizzazione del terremoto 72,41% delle scosse totali negli ultimi giorni, non esisteva certamente la certezza della data, anche se il crescendo presupponeva l'imminenza, e si doveva certamente stabilire un piano di evacuazione ed installare già prima le tendopoli.

Inoltre si doveva procedere in anticipo ad analizzare le strutture degli edifici prelevando dei campioni dei componenti strutturali. Visto quanto è successo a l'Aquila, ciò va esteso a tutto il territorio nazionale per campioni, per prevenire future catastrofi.

Di tutto ciò non si può dare torto al Governo!

Però sembra evidente che l'Organizzazione della Protezione Civile e del Coorinamento va ancora di più affinata, predisponendo :

  • Insieme alle tende i servizi ausiliari relativi ad acqua, gabinettI, riscaldamento, illuminazione, deflusso di acque piovane
  • Necessità di localizzazione in tutte le zone a rischio sismologico piani di evacuazione e predisposizione di aree semi attrezzate per eventuali emergenze
  • Verifiche a tappeto su tutte le zone a rischio sismologico delle strutture, con prelievo di campioni dalle strutture per la verifica dei materiali, componenti e realizzazioni eseguite o meno con regole antisismiche.

In conclusione ora siamo costretti a tenerci le devastazioni del terremoto, ma facciamo tesoro dell'esperienza trasformando quella che è stata una tragedia in una occasione per riprenderci la vita e programmiamo una giusta cura che ci potrà fare uscire fra l'altro dalla Crisi Economica, prodighiamoci nella ricostruzione seria con i crismi della antiusismicità delle nuove costruzioni, estendiamo i controlli preventivi a tutto il territorio nazionale, ed insieme andiamo alla riscoperta delle Fonti Energetiche Rinnovabili, del Recupero Energetico e Risparmio Termico, dell'Ecologia, del Trattamento dei Rifiuti, del Disinquinamento delle Acque, tutti settori nei quali c'e assolutamente bisogno di intervenire, e soprattutto eliminiamo una volta per tutte le infiltrazioni mafiose e la corruzione, con controlli a tappeto delle istituzioni e soprattutto della Finanza, Carabinieri, Polizia, ASL ecc.

Poi facciamo in modo che tutto si svolga alla luce del sole utilizzando la rete internet, dedicando ad ogni appalto un sito internet per monitorare sempre in tempo reale i progetti, gli appalti, le spese, le realizzazione, il raggiungimento degli obbietti.

Per. Ind. Giacomo Dalessandro

Analisi dei Dati del Fenomeno Tellurico dell'AQUILANO:

Come si è potuto sottovalutare un fenomeno sismico dell'Aquilano che è risultato prima dell'ultima scossa, quindi senza lo sciame sismico successivo, essere pari al 30,92 % del totale su 4 mesi di rilevazione, con una punta del 72,41% negli ultimi 8 giorni prima dell'evento disastroso del 6 Aprile.

La Magnitudo complessiva sommata dei 6 giorni degli eventi dell'Aquilano di Aprile, prima dell'ultima scossa devastante, è stata di 23,9 Mag con una percentuale del

67,5 % sul complessivo degli eventi relativi di Aprile.

La Magnitudo complessiva sommata degli ultimi 8 giorni, dal 28 Marzo, prima dell'ultima scossa devastante, è stata di Mag 58,1 con una percentuale del 80,3 % sul complessivo dell'Italia ed oltre.

Se si fosse fatto monitoraggio, si sarebbe notato che a partire dalle ore 20,31 di Sabato 28 Marzo fino alle 22,39 di domenica 5 Aprile, in altelenante crescendo si sono susseguite 21 scosse su un totale di 29 con una percentuale del 72,41% sul totale delle scosse in Italia ed oltre.

La somma di Magnitudo nei 4 mesi è stata:
- Negli ultimi 8 giorni è stata pari a 58,1 Mag

  • Marzo di 53,1 Mag
  • Febbraio 21,8 Mag
  • Gennaio16,2 Mag
  • Totale da 1° Gennaio- 6 Aprile115 Mag

La zona da monitorare era senz'altro quella dell'Aquilano con 47 scosse, mentre le altre erano:

  • Aquilano n° 47 (SUL TOT. 152)
  • Etna n° 7
  • Mar Jonio n° 7
  • Frignano n° 5
  • Isole Lipari n° 4
  • Sulmona n° 3
  • Tirreno C.le n° 3
  • Cassino, Promont. Gargano, Mar di Sicilia, Casentino, Milazzo n° 2 ciascuno
  • Altre Zone rilevate n° 1 ciascuno

Vedi tabelle sottostanti

SCOSSE ad APRILE FINO ALLA SCOSSA DISASTROSA del 6

N° Scosse

data

ora

Latitudine

Longitudine

Profondità

Magnetudo

Località

2206496920

1

06/04/2009

1.32.39

42.334

13.334

8.08

Ml:5.8

1

Aquilano

5,8

5,8

5,8

0

2206495180

1

05/04/2009

22.39.41

42.341

13.38

8.05

Ml:3.5

1

Aquilano

3,5

3,5

3,5

0

1206494510

1

05/04/2009

21.31.23

44.161

11.932

10

Ml:2.5

0

Appennino_forlivese

2,5

2,5

0

2,5

2206494080

1

05/04/2009

20.48.54

42.332

13.372

8.04

Ml:3.9

1

Aquilano

3,9

3,9

3,9

0

2206493790

1

05/04/2009

20.20.53

44.236

11.999

28.02.00

Ml:4.6

0

Zona_Forli

4,6

4,6

0

4,6

2206475490

1

04/04/2009

13.50.41

38.561

14.774

19.03

Ml:2.6

0

Isole_Lipari

2,6

2,6

0

2,6

2206456830

1

03/04/2009

6.43.24

42.321

13.361

10.03

Ml:2.6

1

Aquilano

2,6

2,6

2,6

0

2206455640

1

03/04/2009

4.44.42

42.327

13.358

9.04

Ml:3

1

Aquilano

3

3

3

0

2206445110

1

02/04/2009

11.11.54

42.307

13.382

10.01

Ml:2.4

1

Aquilano

2,4

2,4

2,4

0

2206435450

1

01/04/2009

19.05.11

43.589

10.433

9.07

Ml:1.8

0

Costa_toscana_settentrionale

1,8

1,8

0

1,8

2206435130

1

01/04/2009

18.33.58

42.333

13.368

10.04

Ml:2

1

Aquilano

2

2

2

0

2206433150

1

01/04/2009

15.15.38

42.355

13.378

10.06

Ml:2.2

1

Aquilano

2,2

2,2

2,2

0

2206430230

1

01/04/2009

10.23.28

42.324

13.361

9.09

Ml:2.5

1

Aquilano

2,5

2,5

2,5

0

2206425040

1

01/04/2009

1.44.46

42.336

13.38

10.01

Ml:1.8

1

Aquilano

1,8

1,8

1,8

0

 

74

Totale Eventi Aprile Aquilano

9

12,16

%

35,4

23,9

11,5

100

67,5

32,49

%

 

SCOSSE ULTIMI 8 GIORNI DAL 28 Marzo FINO ALLA SCOSSA DISASTROSA del 6 APRILE

Event-Id

 

Data

Ora

Lat

Lon

Prof(Km)

Mag

 

Distretto Sismico

M a g

Mag Totale

Mag Aquilano

Mag Altre Zone

%

2206496920

1

06/04/2009

1.32.39

42.334

13.334

8.08

Ml:5.8

1

Aquilano

5,8

5,8

5,8

0

2206495180

1

05/04/2009

22.39.41

42.341

13.38

8.05

Ml:3.5

1

Aquilano

3,5

3,5

3,5

0

1206494510

1

05/04/2009

21.31.23

44.161

11.932

10

Ml:2.5

0

Appennino_forlivese

2,5

2,5

0

2,5

2206494080

1

05/04/2009

20.48.54

42.332

13.372

8.04

Ml:3.9

1

Aquilano

3,9

3,9

3,9

0

2206493790

1

05/04/2009

20.20.53

44.236

11.999

28.02.00

Ml:4.6

0

Zona_Forli

4,6

4,6

0

4,6

2206475490

1

04/04/2009

13.50.41

38.561

14.774

19.03

Ml:2.6

0

Isole_Lipari

2,6

2,6

0

2,6

2206456830

1

03/04/2009

6.43.24

42.321

13.361

10.03

Ml:2.6

1

Aquilano

2,6

2,6

2,6

0

2206455640

1

03/04/2009

4.44.42

42.327

13.358

9.04

Ml:3

1

Aquilano

3

3

3

0

2206445110

1

02/04/2009

11.11.54

42.307

13.382

10.01

Ml:2.4

1

Aquilano

2,4

2,4

2,4

0

2206435450

1

01/04/2009

19.05.11

43.589

10.433

9.07

Ml:1.8

0

Costa_toscana_settentrionale

1,8

1,8

0

1,8

2206435130

1

01/04/2009

18.33.58

42.333

13.368

10.04

Ml:2

1

Aquilano

2

2

2

0

2206433150

1

01/04/2009

15.15.38

42.355

13.378

10.06

Ml:2.2

1

Aquilano

2,2

2,2

2,2

0

2206430230

1

01/04/2009

10.23.28

42.324

13.361

9.09

Ml:2.5

1

Aquilano

2,5

2,5

2,5

0

2206425040

1

01/04/2009

1.44.46

42.336

13.38

10.01

Ml:1.8

1

Aquilano

1,8

1,8

1,8

0

2206422980

1

31/03/2009

22.20.54

45.232

7.444

15.06

Ml:2.5

0

Alpi_Graie

2,5

2,5

0

2,5

2206416340

1

31/03/2009

11.14.10

42.324

13.366

11

Ml:2.8

1

Aquilano

2,8

2,8

2,8

0

2206413240

1

31/03/2009

6.04.52

42.303

13.373

8.06

Ml:2.5

1

Aquilano

2,5

2,5

2,5

0

2206408360

1

30/03/2009

21.57.17

42.309

13.365

8.06

Ml:3.3

1

Aquilano

3,3

3,3

3,3

0

2206407860

1

30/03/2009

21.07.17

41.859

15.347

3.01

Ml:2.8

0

Costa_molisana

2,8

2,8

0

2,8

2206407390

1

30/03/2009

20.19.35

42.327

13.378

11

Ml:2.5

1

Aquilano

2,5

2,5

2,5

0

2206406920

1

30/03/2009

19.32.51

42.319

13.367

10.05

Ml:2.4

1

Aquilano

2,4

2,4

2,4

0

2206406650

1

30/03/2009

19.05.28

42.311

13.348

10

Ml:3.1

1

Aquilano

3,1

3,1

3,1

0

2206405510

1

30/03/2009

17.11.32

42.333

13.359

10.03

Ml:2.7

1

Aquilano

2,7

2,7

2,7

0

2206405510

1

30/03/2009

17.11.32

42.333

13.359

10.03

Ml:2.7

1

Aquilano

2,7

2,7

2,7

0

2206403700

1

30/03/2009

14.10.44

42.336

13.356

12.09

Ml:2.4

1

Aquilano

2,4

2,4

2,4

0

2206403500

1

30/03/2009

13.50.11

42.507

12.885

10.00

Ml:1.6

0

Reatino

1,6

1,6

0

1,6

2206403430

1

30/03/2009

13.43.26

42.303

13.364

9.09

Ml:3.5

1

Aquilano

3,5

3,5

3,5

0

2206403380

1

30/03/2009

13.38.38

42.326

13.362

10.06

Ml:4

1

Aquilano

4

4

4

0

2206386020

1

29/03/2009

8.43.07

41.989

14.009

8.08

Ml:3.8

0

Bacino_di_Sulmona

3,8

3,8

0

3,8

2206378710

1

28/03/2009

20.31.22

42.353

13.378

10.07

Ml:2.3

1

Aquilano

2,3

2,3

2,3

0

 

29

Totale Eventi Aprile Aquilano

21

72,41

%

80.3

58,1

22,2

100

72,35

27,65

%

Dopo il giorno 6, ora dell'evento disastroso, fino al giorno 9 aprile ci sono state nell'Aquilano altre 19 scosse (55,88%) di sciame sismico su un totale di 34 dell'intera Italia ed oltre, con una somma di magnitudo pari a 61,3 Mag ( 64,9%) su un totale di 94,5 Mag.

Se ci fosse stato un sistema di allerta la popolazione poteva mettersi in salvo in luoghi aperti prestabiliti.

Perché non è stato approntato un piano di evacuazione con centri di accoglianza gia prima. La gente sarebbe andata a dormire in quei posti.

Quando si martella con colpi continui qualsiasi struttura cede, figurarsi dopo 59 scosse a partire da gennaio.

Tutto è stato sottovalutato.

E' assurdo, e ci sono responsabilità ben precise !

Potete vedere le tabelle relative sul mio sito internet http://www.cristo-re.eu in prima pg, alla notizia TERREMOTO.

Io ho solo rilevato le tabelle, e le ho solo analizzate, traendone i seguenti dati:

PERIODO

2009

TOTALE

eventi

Eventi Aquilano

% Aquilano sul Totale eventi

%

APRILE

13

9

69,23

%

28Mar-6Apr

21

72,41

%

MARZO

58

21

36,21

%

FEBBRAIO

38

10

26,32

%

GENNAIO

43

7

16,28

%

Genn-Aprile

152

47

35,76

%

 

Perché nessuno si è preso la briga di fare altrettanto per monitorare i fenomeni, che non basta registrare, ma bisogna vedere sempre tenere sotto controllo il numero e la frequenza per monitorare i fenomeni.

Non ci vuole nessuna particolare bravura.

Forse si potevano attuare interventi di prevenzione allestendo campi provvisori da utilizzare nei momenti di fenomeni ripetuti più intensamente come è stato ad Aprile, visto che la zona era ormai certa.

E' poi innegabile che quando si sottopone a martellamento continuo una qualsiasi struttura, in questo caso 47 martellate prima della catastrofe, si demolisce la resistenza della stessa, e basta poi una forza di poco superiore a far cadere tutto. Perché nessuno ci ha pensato? Serva per il futuro!

Nell'era del PC e di tutto on-line bisogna sempre analizzare i dati di qualsiasi fenomeno per cercare di stare allerta o prevenire, null'altro.

Il sito Internet della Protezione Civile fa schifo, non ha informazioni in tempo reale.

E' solo un sito morto come un libro chiuso in biblioteca, mentre dovrebbe essere qualcosa di interattivo, monitorare e coordinare e in tempo reale tutto quello che avviene, e contemporaneamente informare sulle azioni indispensabili.

Il sito dei Vigili del Fuoco invece è ottimo Professionalmente, ed è aggiornato in tempo reale !

Per. Ind. Giacomo Dalessandro

http://www.cristo-re.eu studiotecnicodalessandro@virgilio.it

 

Tabella rilevata il 2009-04-06 h 9,50 dal Sito Internet dell'

Istituto Nazionale di Geofisica http://www.ingv.it/ dalla pg.

http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index_web_cnt.php

(Piu' sotto Vedi i vari comunicati della protezione civile e la rassegna stampa)

Per vedere le tabelle originali INGV clicca sui mesi

Tabella 13 Aprile Tabella Marzo Tabella Febbraio Tabella Gennaio

Per vedere la tabella elaborata per il calcolo clicca qui sopra

 

 

http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index_web_cnt.php

MESE DI APRILE 2009

Event-Id

 

Data

Ora

Lat

Lon

Prof(Km)

Mag

N° Eventi Aquilano

Distretto Sismico

M a g

Mag Totale

Mag Aquilano

Mag Altre Zone

%

2206543700

1

09/04/2009

7.31.44

44.247

0,52431

27.07.00

Ml:2.7

0

Zona_Forli

2,7

2,7

0

2,7

2206542030

1

09/04/2009

4.43.09

42.506

13.366

9.02

Ml:3.7

0

Gran_Sasso

3,7

3,7

0

3,7

2206541910

1

09/04/2009

4.32.44

42.445

13.42

8.01

Ml:4

0

Gran_Sasso

4

4

0

4

2206541410

1

09/04/2009

3.41.55

42.51.00

13.332

9.08

Ml:3.1

0

Monti_della_Laga

3,1

3,1

0

3,1

2206541141

1

09/04/2009

3.14.52

42.338

13.437

18.00

Ml:4.2

1

Aquilano

4,2

4,2

4,2

0

2206539720

1

09/04/2009

0.52.59

42.484

13.343

15.04

Ml:5.1

0

Gran_Sasso

5,1

5,1

0

5,1

2206538780

1

08/04/2009

23.18.06

42.391

13.325

10.08

Ml:3.3

0

Aquilano

3,3

3,3

0

3,3

2206538560

1

08/04/2009

22.56.50

42.507

13.364

10.02

Ml:4.3

0

Gran_Sasso

4,3

4,3

0

4,3

2206538190

1

08/04/2009

22.19.56

42.364

13.395

9.04

Ml:2.7

1

Aquilano

2,7

2,7

2,7

0

2206535580

1

08/04/2009

17.58.35

42.364

13.396

8.08

Ml:3.2

1

Aquilano

3,2

3,2

3,2

0

1206531750

1

08/04/2009

11.35.57

42.355

13.328

10.06

Ml:3.5

1

Aquilano

3,5

3,5

3,5

0

1206531130

1

08/04/2009

10.34.09

42.352

13.381

9.02

Ml:3.1

1

Aquilano

3,1

3,1

3,1

0

2206528390

1

08/04/2009

6.00.24

42.38.00

13.36

9.09

Ml:2.1

1

Aquilano

2,1

2,1

2,1

0

2206527470

1

08/04/2009

4.27.41

42.305

13.467

10.07

Ml:3.7

0

Valle_dell'Aterno

3,7

3,7

0

3,7

2206526590

1

08/04/2009

3.00.34

42.299

13.459

10

Ml:3.5

1

Aquilano

3,5

3,5

3,5

0

1206524030

1

07/04/2009

22.43.42

42.328

13.486

9.03

Ml:3

0

Valle_dell'Aterno

3

3

0

3

1206523891

1

07/04/2009

22.29.50

42.284

13.489

9.06

Ml:3.1

0

Valle_dell'Aterno

3,1

3,1

0

3,1

2206523390

1

07/04/2009

21.39.06

42.361

13.363

10.04

Ml:3.7

1

Aquilano

3,7

3,7

3,7

0

1206523330

1

07/04/2009

21.34.29

42.38.00

13.376

7.04

Ml:4.2

1

Aquilano

4,2

4,2

4,2

0

2206523150

1

07/04/2009

21.15.13

44.159

11.974

10

Ml:2.5

0

Appennino_forlivese

2,5

2,5

0

2,5

2206522630

1

07/04/2009

20.24.54

39.177

16.795

13.08

Ml:3.2

0

La_Sila

3,2

3,2

0

3,2

1206521070

1

07/04/2009

17.47.37

42.275

13.464

15.01

Ml:5.3

0

Valle_dell'Aterno

5,3

5,3

0

5,3

1206517890

1

07/04/2009

12.29.00

42.461

13.412

8.03

Ml:3.3

0

Gran_Sasso

3,3

3,3

0

3,3

2206516690

1

07/04/2009

10.29.10

42.321

13.04

9.05

Ml:3.2

1

Aquilano

3,2

3,2

3,2

0

8206516100

1

07/04/2009

9.30.56

42.334

13.355

10.00

Ml:3.5

1

Aquilano

3,2

3,2

3,2

0

2206516040

1

07/04/2009

9.26.28

42.342

13.388

10.02

Ml:4.7

1

Aquilano

4,7

4,7

4,7

0

2206515190

1

07/04/2009

8.00.52

42.383

13.401

15.01

Ml:3.2

1

Aquilano

3,2

3,2

3,2

0

2206514140

1

07/04/2009

6.15.07

42.378

13.32

11.02

Ml:3

1

Aquilano

3

3

3

0

2206509940

1

06/04/2009

23.15.37

42.451

13.364

8.06

Ml:4.8

0

Gran_Sasso

4,8

4,8

0

4,8

1206509670

1

06/04/2009

22.47.13

42.349

13.293

11.06

Ml:3.6

1

Aquilano

3,6

3,6

3,6

0

1206509160

1

06/04/2009

21.56.53

42.396

13.323

9.07

Ml:3.8

1

Aquilano

3,8

3,8

3,8

0

2206505980

1

06/04/2009

16.38.09

42.362

13.333

10.02

Ml:4

1

Aquilano

4

4

4

0

2206502360

1

06/04/2009

10.36.18

42.343

13.402

10.01

Ml:3.5

1

Aquilano

3,5

3,5

3,5

0

2206501990

1

06/04/2009

9.59.29

42.322

13.381

10

Ml:3.1

1

Aquilano

3,1

3,1

3,1

0

1206500360

1

06/04/2009

7.17.10

42.355

13.367

9.02

Ml:3.9

1

Aquilano

3,9

3,9

3,9

0

1206499150

1

06/04/2009

5.15.28

42.482

13.358

4.02

Ml:3.1

0

Gran_Sasso

3,1

3,1

0

3,1

1206498870

1

06/04/2009

4.47.53

42.352

13.347

9.04

Ml:3.7

1

Aquilano

3,7

3,7

3,7

0

2206498420

1

06/04/2009

4.02.27

42.322

13.399

10.08

Ml:2.7

1

Aquilano

2,7

2,7

2,7

0

1206498100

1

06/04/2009

3.30.59

42.335

13.388

9

Ml:2.8

1

Aquilano

2,8

2,8

2,8

0

1206498020

1

06/04/2009

3.23.10

42.333

13.331

9

Ml:2.8

1

Aquilano

2,8

2,8

2,8

0

1206497960

1

06/04/2009

3.16.04

42.315

13.377

9.08

Ml:2.8

1

Aquilano

2,8

2,8

2,8

0

1206497750

1

06/04/2009

2.55.33

42.366

13.328

9.02

Ml:3.3

1

Aquilano

3,3

3,3

3,3

0

2206497640

1

06/04/2009

2.44.32

42.302

13.354

10.00

Ml:3.2

1

Aquilano

3,2

3,2

3,2

0

2206497570

1

06/04/2009

2.37.04

42.366

13.34

10.01

Ml:4.6

1

Aquilano

4,6

4,6

4,6

0

2206497510

1

06/04/2009

2.31.33

42.405

13.394

8.02

Ml:3.4

1

Aquilano

3,4

3,4

3,4

0

2206497470

1

06/04/2009

2.27.46

42.374

13.342

10.00

Ml:3.9

1

Aquilano

3,9

3,9

3,9

0

2206497450

1

06/04/2009

2.25.45

42.427

13.357

13.03

Ml:3.3

1

Aquilano

3,3

3,3

3,3

0

47

31

164

164

106

58,2

100

64,5

35,47

%

2206496920

1

06/04/2009

1.32.39

42.334

13.334

8.08

Ml:5.8

1

Aquilano

5,8

5,8

5,8

0

2206495180

1

05/04/2009

22.39.41

42.341

13.38

8.05

Ml:3.5

1

Aquilano

3,5

3,5

3,5

0

1206494510

1

05/04/2009

21.31.23

44.161

11.932

10

Ml:2.5

0

Appennino_forlivese

2,5

2,5

0

2,5

2206494080

1

05/04/2009

20.48.54

42.332

13.372

8.04

Ml:3.9

1

Aquilano

3,9

3,9

3,9

0

2206493790

1

05/04/2009

20.20.53

44.236

11.999

28.02.00

Ml:4.6

0

Zona_Forli

4,6

4,6

0

4,6

2206475490

1

04/04/2009

13.50.41

38.561

14.774

19.03

Ml:2.6

0

Isole_Lipari

2,6

2,6

0

2,6

2206456830

1

03/04/2009

6.43.24

42.321

13.361

10.03

Ml:2.6

1

Aquilano

2,6

2,6

2,6

0

2206455640

1

03/04/2009

4.44.42

42.327

13.358

9.04

Ml:3

1

Aquilano

3

3

3

0

2206445110

1

02/04/2009

11.11.54

42.307

13.382

10.01

Ml:2.4

1

Aquilano

2,4

2,4

2,4

0

2206435450

1

01/04/2009

19.05.11

43.589

10.433

9.07

Ml:1.8

0

Costa_toscana_settentrionale

1,8

1,8

0

1,8

2206435130

1

01/04/2009

18.33.58

42.333

13.368

10.04

Ml:2

1

Aquilano

2

2

2

0

2206433150

1

01/04/2009

15.15.38

42.355

13.378

10.06

Ml:2.2

1

Aquilano

2,2

2,2

2,2

0

2206430230

1

01/04/2009

10.23.28

42.324

13.361

9.09

Ml:2.5

1

Aquilano

2,5

2,5

2,5

0

2206425040

1

01/04/2009

1.44.46

42.336

13.38

10.01

Ml:1.8

1

Aquilano

1,8

1,8

1,8

0

 

13

Totale Eventi Aprile Aquilano

9

69,23

%

35,4

23,9

11,5

100

67,5

32,49

%

MESE DI MARZO 2009

Event-Id

Data

Ora

Lat

Lon

Prof(Km)

Mag

 

Distretto Sismico

2206422980

1

31/03/2009

22.20.54

45.232

7.444

15.06

Ml:2.5

 

Alpi_Graie

2206416340

1

31/03/2009

11.14.10

42.324

13.366

11

Ml:2.8

1

Aquilano

2206413240

1

31/03/2009

6.04.52

42.303

13.373

8.06

Ml:2.5

1

Aquilano

2206408360

1

30/03/2009

21.57.17

42.309

13.365

8.06

Ml:3.3

1

Aquilano

2206407860

1

30/03/2009

21.07.17

41.859

15.347

3.01

Ml:2.8

 

Costa_molisana

2206407390

1

30/03/2009

20.19.35

42.327

13.378

11

Ml:2.5

1

Aquilano

2206406920

1

30/03/2009

19.32.51

42.319

13.367

10.05

Ml:2.4

1

Aquilano

2206406650

1

30/03/2009

19.05.28

42.311

13.348

10

Ml:3.1

1

Aquilano

2206405510

1

30/03/2009

17.11.32

42.333

13.359

10.03

Ml:2.7

1

Aquilano

2206405510

1

30/03/2009

17.11.32

42.333

13.359

10.03

Ml:2.7

1

Aquilano

2206403700

1

30/03/2009

14.10.44

42.336

13.356

12.09

Ml:2.4

1

Aquilano

2206403500

1

30/03/2009

13.50.11

42.507

12.885

10.00

Ml:1.6

Reatino

2206403430

1

30/03/2009

13.43.26

42.303

13.364

9.09

Ml:3.5

1

Aquilano

2206403380

1

30/03/2009

13.38.38

42.326

13.362

10.06

Ml:4

1

Aquilano

2206386020

1

29/03/2009

8.43.07

41.989

14.009

8.08

Ml:3.8

 

Bacino_di_Sulmona

2206378710

1

28/03/2009

20.31.22

42.353

13.378

10.07

Ml:2.3

1

Aquilano

2206371840

1

28/03/2009

9.04.02

42.298

16.717

10

Ml:3.9

 

Adriatico_meridionale

2206363310

1

27/03/2009

18.51.35

41.514

13.809

7.01

Ml:2.4

 

Zona_Cassino

2206362260

1

27/03/2009

17.06.59

41.54.00

13.866

11.01

Ml:1.6

 

Zona_Cassino

2206354360

1

27/03/2009

3.56.45

42.09.00

13.123

8.02

Ml:2.5

 

Monti_Sibillini

2206352780

1

27/03/2009

1.18.46

41.753

12.662

8

Ml:2.4

 

Colli_Albani

2206338900

1

26/03/2009

2.10.38

42.352

13.376

10.07

Ml:2

1

Aquilano

2206338790

1

26/03/2009

1.59.33

46.311

13.245

9

Ml:2.6

 

Alpi_Giulie

2206336610

1

25/03/2009

22.21.08

37.729

15.091

2.04

Ml:2.7

 

Etna

2206318950

1

24/03/2009

16.55.12

41.896

15.777

16.07

Ml:2.6

 

Promontorio_del_Gargano

2206313870

1

24/03/2009

8.27.54

42.339

13.379

10.04

Ml:1.8

1

Aquilano

2206306770

1

23/03/2009

20.37.47

39.207

16.058

58.07.00

Ml:3.7

 

Costa_calabra_occidentale

2206284220

1

22/03/2009

7.02.55

42.348

13.354

10.05

Ml:2.3

1

Aquilano

8206247770

1

19/03/2009

18.17.37

-23.01

-174.782

10

Mw:7.9

 

Tonga Islands region

2206245200

1

19/03/2009

14.01.38

41.931

15.629

1.04

Ml:3

 

Promontorio_del_Gargano

2206243050

1

19/03/2009

10.25.58

36.462

12.658

69.06.00

Ml:3.6

 

Mar_di_Sicilia

2206241870

1

19/03/2009

8.27.54

36.528

12.722

28.09.00

Ml:4

 

Mar_di_Sicilia

2206228020

1

18/03/2009

9.23.09

42.324

13.395

9

Ml:2.2

1

Aquilano

2206213240

1

17/03/2009

8.45.09

40.674

17.049

8.04

Ml:2.5

 

Penisola_Salentina

2206208860

1

17/03/2009

1.26.12

41.986

14.01

8.03

Ml:2.5

 

Bacino_di_Sulmona

2206208710

1

17/03/2009

1.12.50

41.986

14.021

7.05

Ml:3.6

 

Bacino_di_Sulmona

2206193880

1

16/03/2009

0.28.05

37.658

15.975

22

Ml:2.9

 

Mar_Ionio

2206172040

1

14/03/2009

12.04.50

37.716

15.133

4.02

Ml:2.9

 

Etna

2206170460

1

14/03/2009

9.26.50

37.727

15.133

5.02

Ml:3.3

 

Etna

2206159690

1

13/03/2009

15.29.55

42.36.00

13.372

10

Ml:2.4

1

Aquilano

2206158690

1

13/03/2009

13.49.14

42.337

13.392

9.03

Ml:1.8

1

Aquilano

2206158290

1

13/03/2009

13.09.52

42.383

13.346

5.04

Ml:1.3

1

Aquilano

2206148750

1

12/03/2009

21.15.03

38.435

14.705

10

Ml:2.7

 

Isole_Lipari

2206146790

1

12/03/2009

17.59.47

46.352

13.271

9.07

Ml:2.6

 

Alpi_Giulie

2206134750

1

11/03/2009

21.55.49

42.326

13.377

9.01

Ml:2.9

1

Aquilano

2206114050

1

10/03/2009

11.25.27

42.332

13.364

10

Ml:2.2

1

Aquilano

2206107720

1

10/03/2009

0.52.54

41.577

14.635

10.09

Ml:2.7

 

Sannio

2206071880

1

07/03/2009

13.08.00

38.138

16.907

55.06.00

Ml:2.9

 

Mar_Ionio

2206056330

1

06/03/2009

10.50.26

80.03.00

-2

10

Mb:6.5

 

North of Svalbard

2206049650

1

06/03/2009

0.06.20

43.763

0,52361111

7.06

Ml:2.5

 

Casentino

2206046550

1

05/03/2009

18.55.46

42.363

12.673

14.03

Ml:2.4

 

Monti_Sabini

2206030640

1

04/03/2009

16.24.51

41.34.00

14.516

4.08

Ml:2.1

 

Monti_del_Matese

2206028100

1

04/03/2009

12.11.50

39.371

16.259

7

Ml:2.1

 

Valle_del_Crati

2206025930

1

04/03/2009

8.33.09

43.769

11.931

8.02

Ml:1.9

 

Casentino

2206023190

1

04/03/2009

3.59.50

45.326

12.067

11.00

Ml:2.3

 

Pianura_veneta

2206015660

1

03/03/2009

15.26.00

44.474

9.723

70.08.00

Ml:3.1

 

Val_di_Taro

2205990160

1

01/03/2009

20.57.10

38.166

0,64722222

9.01

Ml:2.7

 

Golfi_di_Patti_e_di_Milazzo

1205984660

1

01/03/2009

11.46.52

38.584

14.289

7.04

Ml:2.5

 

Isole_Lipari

 

58

21

36,21

%

MESE DI FEBBRAIO 2009

Event-Id

Data

Ora

Lat

Lon

Prof(Km)

Mag

 

Distretto Sismico

2205972440

1

28/02/2009

15.24.50

40.45.00

15.55

6.02

Ml:2.8

 

Vallo_di_Diano

2205966520

1

28/02/2009

5.32.28

43.023

0,56041667

7.01

Ml:2.4

 

Colfiorito-Nocera_Umbra

2205957870

1

27/02/2009

15.06.39

37.55.00

16.597

44.03.00

Ml:3.4

 

Mar_Ionio

2205922880

1

25/02/2009

4.48.06

46.406

13.019

3.07

Ml:2.6

 

Alpi_Carniche

2205894670

1

23/02/2009

5.47.41

42.98

13.627

27.09.00

Ml:2.6

 

Zona_Ascoli_Piceno

2205883610

1

22/02/2009

11.21.26

42.036

13.232

9

Ml:3.5

 

Monti_Ernici-Simbruini

2205881030

1

22/02/2009

7.03.40

42.462

13.282

12.04

Ml:1.3

1

Aquilano

2205872830

1

21/02/2009

17.22.59

44.451

9.404

5.03

Ml:2.4

 

Riviera_di_levante

2205872640

1

21/02/2009

17.04.10

42.348

13.362

9.07

Ml:2.2

1

Aquilano

2205856120

1

20/02/2009

13.32.09

40.018

16.067

4.09

Ml:1.6

 

Monte_Alpi-Sirino

2205845570

1

19/02/2009

19.57.53

44.447

9.408

6.07

Ml:2.5

 

Riviera_di_levante

8205832330

1

18/02/2009

21.53.49

-27.374

-176.445

62.02.00

Mw:7

 

Kermadec Islands region

2205815730

1

17/02/2009

18.13.06

42.331

13.368

9.06

Ml:2.4

1

Aquilano

2205812730

1

17/02/2009

13.13.03

42.327

13.365

10.04

Ml:2.3

1

Aquilano

2205808480

1

17/02/2009

6.08.34

42.325

13.368

9

Ml:2.6

1

Aquilano

8205804360

1

16/02/2009

23.16.39

37.04.00

20.07

10.00

Mw:5.3

 

Ionian Sea

2205801630

1

16/02/2009

18.43.08

38.419

15.471

124.08.00

Ml:2.7

 

Isole_Lipari

2205798010

1

16/02/2009

12.41.53

42.345

13.358

10.04

Ml:1.8

1

Aquilano

2205787560

1

15/02/2009

19.16.38

42.343

13.365

10.02

Ml:2.5

1

Aquilano

2205780610

1

15/02/2009

7.41.40

42.346

13.373

11.05

Ml:2

1

Aquilano

2205753490

1

13/02/2009

10.29.57

42.355

13.357

10

Ml:2.5

1

Aquilano

1205751190

1

13/02/2009

6.39.13

43.642

12.064

8.06

Ml:3

 

Alta_Val_Tiberina

2205740130

1

12/02/2009

12.12.58

38.125

13.936

68

Ml:2.7

 

Costa_siciliana_settetrionale

8205728940

1

11/02/2009

17.34.53

0,17291667

126.79

33

Mw:7.5

 

Talaud Islands, Indonesia

2205708770

1

10/02/2009

7.57.25

45.841

9.975

11.01

Ml:2.4

 

Prealpi_lombarde

2205698180

1

09/02/2009

14.18.16

44.361

6.464

8.08

Ml:2.6

 

France

2205665620

1

07/02/2009

8.02.35

37.71

13.844

6

Ml:3.4

 

Madonie

2205645490

1

05/02/2009

22.29.48

41.312

14.208

5

Ml:2.4

 

Piana_del_Volturno

2205642630

1

05/02/2009

17.43.55

40.99

10.205

10

Ml:2.8

 

Tirreno_centrale

2205641580

1

05/02/2009

16.02.34

40.907

10.263

20

Ml:3.65

 

Tirreno_centrale

2205640900

1

05/02/2009

14.50.13

37.388

16.018

30.07.00

Ml:3.1

 

Mar_Ionio

2205636630

1

05/02/2009

7.43.12

41.001

14.533

10

Ml:1.8

 

Irpinia

2205634350

1

05/02/2009

3.55.22

36.456

15.651

22.08

Ml:3.2

 

Mar_Ionio

2205627770

1

04/02/2009

16.57.32

42.928

12.764

10

Ml:2

 

Valle_del_Topino

2205615370

1

03/02/2009

20.17.18

43.957

10.518

6.09

Ml:1.4

 

Garfagnana

2205583310

1

01/02/2009

14.52.00

44.009

8.685

5.08

Ml:3.8

 

Mar_Ligure

2205577920

1

01/02/2009

5.52.04

42.319

13.471

9.01

Ml:2.2

 1

Aquilano

2205574970

1

01/02/2009

0.57.09

38.648

20.284

35

Mb:4.8

 

Greece

38

10

23,68

%

MESE DI GENNAIO 2009

Event-Id

Data

Ora

Lat

Lon

Prof(Km)

Mag

 

Distretto Sismico

2205559400

1

30/01/2009

23.00.01

42.343

13.358

10

Ml:2.3

1

Aquilano

2205558740

1

30/01/2009

21.54.19

42.348

13.364

10.02

Ml:2.5

1

Aquilano

2205558530

1

30/01/2009

21.33.33

41.951

12.462

6.09

Ml:2

 

Roma

2205558370

1

30/01/2009

21.17.41

41.961

12.467

8

Ml:2.1

 

Roma

2205545990

1

30/01/2009

0.39.03

42.339

13.354

9.02

Ml:2.5

1

Aquilano

2205517010

1

28/01/2009

0.21.50

38.064

16.209

7.01

Ml:3

 

Costa_calabra_meridionale

2205493320

1

26/01/2009

8.52.29

37.406

16.023

10.09

Ml:2.4

 

Mar_Ionio

2205473230

1

24/01/2009

23.23.00

37.812

15.109

-1.6

Ml:2.6

 

Etna

2205470820

1

24/01/2009

19.22.23

37.816

15.092

-1.6

Ml:2.6

 

Etna

2205464650

1

24/01/2009

9.06.07

42.36.00

13.369

9.07

Ml:2.4

1

Aquilano

2205456110

1

23/01/2009

18.51.56

42.36.00

13.353

8.01

Ml:2

1

Aquilano

2205435840

1

22/01/2009

9.04.29

43.41.00

12.937

36.03.00

Ml:2.8

 

Appennino_maceratese

2205395120

1

19/01/2009

13.12.26

46.07.00

7.532

8

Ml:3.3

 

Switzerland

8205389350

1

19/01/2009

3.35.19

-22.6

170.88

10.00

Mw:6.8

 

Southeast of Loyalty Islands

2205381480

1

18/01/2009

14.11.46

-30.046

-177.95

10

Mb:6.7

 

Kermadec Islands, New Zealand

2205377730

1

18/01/2009

8.13.43

42.349

13.358

8.07

Ml:2.1

1

Aquilano

2205364520

1

17/01/2009

10.12.17

41.232

10.345

10

Ml:3.3

 

Tirreno_centrale

2205357670

1

16/01/2009

22.47.23

42.363

13.361

10.06

Ml:2.4

1

Aquilano

2205351330

1

16/01/2009

12.13.41

38.255

14.866

132.03.00

Ml:2.7

 

Golfi_di_Patti_e_di_Milazzo

2205340400

1

15/01/2009

17.49.39

46.888

155.167

35

Mw:7.3

 

East of Kuril Islands, Russia

2205338200

1

15/01/2009

14.20.49

38.805

14.184

21.02

Ml:3.3

 

Tirreno_meridionale_B

2205336280

1

15/01/2009

11.08.13

44.561

10.399

24.09.00

Ml:3.1

 

Frignano

2205334260

1

15/01/2009

7.27.26

-22.4

170.06.00

60

Mw:6.8

 

Southeast of Loyalty Islands

2205331530

1

15/01/2009

3.13.24

44.53.00

10.427

23.09

Ml:2.6

 

Frignano

2205257520

1

09/01/2009

23.52.11

44.553

10.364

25.09.00

Ml:2.7

 

Frignano

2205255260

1

09/01/2009

20.06.13

37.672

14.971

12.21

Ml:2.5

 

Etna

8205240410

1

08/01/2009

19.21.40

10.213

-84.248

35

Mb:6.1

 

Costa Rica

2205238280

1

08/01/2009

15.48.10

37.664

14.963

15.02

Ml:2.6

 

Etna

2205238220

1

08/01/2009

15.42.46

37.657

0,65208333

5.08

Ml:3.1

 

Etna

2205236040

1

08/01/2009

12.04.05

41.08.00

20.09

2

Ml:5

 

Albania

2205214070

1

06/01/2009

23.27.30

44.865

9.022

9

Ml:2.6

 

Appennino_ligure

2205209690

1

06/01/2009

16.09.06

44.565

10.212

8.05

Ml:3.1

 

Frignano

2205201780

1

06/01/2009

2.58.38

44.524

10.246

23.09

Ml:2.8

 

Frignano

2205182960

1

04/01/2009

19.36.19

38.543

16.042

10.04

Ml:2.8

 

Capo_Vaticano

2205180500

1

04/01/2009

15.30.30

47.35.00

9.39

10

Ml:4.4

 

Germany

2205175820

1

04/01/2009

7.42.32

43.018

12.841

5

Ml:3.2

 

Colfiorito-Nocera_Umbra

2205170510

1

03/01/2009

22.33.43

-0.714

133.245

45

Mw:7.5

 

Irian Jaya, Indonesia, region

8205169630

1

03/01/2009

20.23.20

36.53.00

70.78

188

Mb:6.2

 

Hindu Kush, Afghanistan, region

8205168630

1

03/01/2009

19.43.55

-0.51

132.783

35

Mw:7.6

 

Irian Jaya, Indonesia, region

2205162210

1

03/01/2009

9.01.23

46.116

13.729

10.01

Ml:2.6

 

Alpi_Giulie

2205156140

1

02/01/2009

22.54.05

42.654

12.952

9.08

Ml:2.7

 

Monti_Reatini

2205149760

1

02/01/2009

12.16.23

37.564

15.037

7.03

Ml:2.3

 

Piana_di_Catania

2205128970

1

01/01/2009

1.37.39

43.99

12.19

46.07.00

Ml:2.4

 

Montefeltro

43

7

16,28

%

165

59

35,15

%

 

http://www.ct.ingv.it/

Il Personale INGV dichiara lo stato di agitazione contro la proposta di cancellazione definitiva del processo di stabilizzazione e conseguente licenziamento di un gran numero di lavoratori precari.

 

Dal sito internet

http://meteolive.leonardo.it/terremoti.php

Aquilano

Event-ID 2206497640

Magnitude(Ml) 3.2

Date-Time 2009/04/06 at 02:44:32 (UTC)

Location 42.302°N, 13.354°E

Depth 10 km

Dal sito della PROTEZIONE CIVILE

http://www.protezionecivile.it/

Susseguirsi delle scosse nell'ultimo periodo nell'Aquilano

03-04-2009

Sciame sismico nell'aquilano, nuova scossa

Comunicato n. 2, evento ore 8,43, magnitudo 2.6

Nell’ambito dello sciame sismico in corso in provincia dell’Aquila una nuova replica, è stata avvertita questa mattina dalla popolazione. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, Villagrande, L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 8,43 con magnitudo 2.6.

03-04-2009

Sciame sismico nell'Aquilano, nuova scossa

Comunicato n.1 ore 6,44

Nell’ambito dello sciame sismico in corso in provincia dell’Aquila una nuova replica, è stata avvertita dalla popolazione. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, Villagrande, L’Aquila, Scoppito e Fossa

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 6,44 con magnitudo 3.0.

02-04-2009

Sciame sismico nell'Aquilano, nuova scossa

Comunicato n.1, ore 13,11

Nell’ambito dello sciame sismico in corso in provincia dell’Aquila una nuova replica, è stata avvertita dalla popolazione. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, Villagrande e L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 13.11 con magnitudo 2.4.

 

01-04-2009

Evento sismico in provincia di Livorno

Un scossa sismica è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Livorno. Località prossime all'epicentro: Collesalvetti. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della protezione civile non risultano al momento danni a paersone o cose.

Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico si è verificato alle ore 21.05 con una magnitudo di 1.8.

Roma, 01 aprile 2009

 

01-04-2009

Sciame sismico nell'aquilano, nuova scossa

Comunicato n.4 ore 20,33

Nell’ambito dello sciame sismico in corso in provincia dell’Aquila una nuova replica, è stata avvertita dalla popolazione. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, Villagrande, Torrimparte e L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 20.33 con magnitudo 2.0.

01-04-2009

Sciame sismico nell'aquilano nuova scossa

Comunicato n. 3 ore 17,15

Nell’ambito dello sciame sismico in corso in provincia dell’Aquila una nuova replica è stata avvertita dalla popolazione. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, Villagrande e L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 17.15 con magnitudo 2.2.

01-04-2009

Sciame sismico nell'aquilano: nuova scossa

Comunicato n. 2, ore 12.23

Nell’ambito dello sciame sismico in corso in provincia dell’Aquila una nuova replica è stata avvertita dalla popolazione. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, Villagrande e L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 12.23 con magnitudo 2.5.

01-04-2009

Evento sismico in provincia de L'Aquila

Una scossa sismica è stata avvertita dalla popolazione nella provincia dell’Aquila. Località prossime all’epicentro sono L’Aquila, Collimento e Villagrande.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile al momento non risultano danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 03.44 con magnitudo 1.8.

31-03-2009

Sciame sismico nell'aquilano, nuova scossa

Comunicato n. 2, ore 13. 14

Nell’ambito dello sciame sismico in corso in provincia dell’Aquila una nuova replica è stata avvertita dalla popolazione. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, Villagrande e L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 13.14 con magnitudo 2.8.

30-03-2009

Terremoti Abruzzo: domani riunione esperti Commissione Grandi Rischi

Su richiesta del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, con l’obiettivo di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane è stata convocata domani, 31 marzo, all’Aquila, alle ore 18,30 presso la sede della Regione Abruzzo, una riunione degli esperti della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi.

All’incontro, finalizzato all’analisi della frequente attività sismica registrata nella provincia dell’Aquila dall’inizio del 2009, parteciperanno, tra gli altri, il prof. Franco Barberi, presidente vicario della Commissione, il prof. Enzo Boschi, presidente dell’INGV, il prof. Gian Michele Calvi, il prof. Claudio Eva e il Vice Capo Dipartimento, prof. Bernardo De Bernardinis.

È utile precisare che non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio e di attenzione.

Secondo l’Ingv, ente preposto alla sorveglianza della sismicità del territorio nazionale, le scosse avvertite dalla popolazione in data odierna fanno parte di una tipica sequenza di terremoti, del tutto normale in aree sismiche come quella dell’aquilano che, negli ultimi mesi, ha registrato quasi 200 eventi, la maggior parte dei quali non avvertiti dalla popolazione.

 

30-03-2009

Prosegue sciame sismico in provincia di L'Aquila

Prosegue lo sciame sismico in corso in provincia dell’Aquila. Due ulteriori lievi scosse di terremoto sono state avvertite dalla popolazione. I comuni prossimi all’epicentro sono Collimento, Villagrande e L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile al momento non risultano danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia i due eventi sismici sono stati registrati alle 18.57 ed alle 19.11 con magnitudo rispettive di 2.3 e 2.7.

24-03-2009

Lieve evento sismico in provincia dell'Aquila

Un evento sismico è stato lievemente avvertito dalla popolazione nella mattinata di oggi in provincia dell’Aquila.

Le località prossime all’epicentro risultano essere i Comuni di Collimento, Villagrande e L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 9.27 con magnitudo 1.8.

18-03-2009

Lieve evento sismico in provincia de L'Aquila

Un evento sismico è stato lievemente avvertito dalla popolazione nella mattinata di oggi in provincia dell’Aquila.

Le località prossime all’epicentro risultano essere i Comuni di Collimento, Villagrande e L’Aquila.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

Secondo i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 10,23 con magnitudo 2.2.

TESTO DEL DL39/2009 28 Aprile 2009 DECRETO LEGGE TERREMOTO

L'Aquila, ecco la lista dei crolli annunciati Uno studio del 2006: 137 palazzi a rischio

Dal Sito Internet IL CENTRO: http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/laquila-ecco-la-lista-dei-crolli-annunciati-uno-studio-del-2006:-137-palazzi-a-rischio/1625527?edizione=EdRegionale

"Il Centro" recupera l'elenco dei palazzi con "criticità strutturali", molti dei quali sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E' l'elenco del rischio previsto già da uno studio del 2006. La Casa dello studente ad esempio aveva criticità strutturali del cemento. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l'inchiesta sull'allarme prima ignorato e poi insabbiato

di Lorenzo Colantonio

L'AQUILA. Ecco la lista dei crolli annunciati, ecco l'elenco dei 137 palazzi pubblici dell'Aquila con "criticità strutturali", molti dei quali erano fragili come cartapesta e sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E' l'elenco del rischio previsto già dal 2006. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l'inchiesta sull'allarme prima ignorato e poi insabbiato.

E' all'ultimo posto della lista la Casa dello studente: 8 morti e cuore dell'inchiesta del procuratore Rossini e del sostituto Picuti.

LA MAPPA Gli edifici a rischio sisma e i danni subiti

ECCO LA PROVA. Nell'elenco "oscurato" si legge chiaramente che l'immobile di via XX Settembre presentava: "Criticità strutturali del cemento armato".

In un altro file, ripescato nel sito della Regione, compare anche una cifra: un milione e 470 mila euro. Era l'ingente somma consigliata per adeguare l'immobile: per farlo diventare a prova di sisma.

SI SAPEVA DA TRE ANNI. La fragilità del palazzo era nota già tre anni fa quando la società Abruzzo Engineering, ex Collabora Engineering, riconsegna alla Regione un vasto e costoso studio, richiesto dalla Protezione civile Abruzzo, sul "Sistema informatico per la gestione degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche", cioè su immobili pubblici frequentati da moltitudini di cittadini.

Erano palazzi da tenere sotto controllo, da tutelare, come la Casa dello studente che, nel sito, compare com'era prima del crollo, con i suoi 4 piani rasi al suolo dal terremoto delle 3.32.

ANCHE DUE FOTO. Era una bella giornata di sole quando il tecnico della società Abruzzo Engineering, all'epoca presieduta da Lamberto Quarta, ex segretario dell'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, scatta le due fotografie che pubblichiamo nella tabella di questa pagina e che la procura acquisirà insieme con le altre centinaia di informazioni contenute nel sito dei crolli annunciati, e tornate alla luce grazie all'indagine del Centro.

Informazioni come il file su palazzo Carli, di piazza Rivera, anch'esso ridotto a un cumulo di macerie. Anch'esso catalogato con gravi "criticità strutturali".

I LAVORI CONSIGLIATI. Abruzzo-Collabora Engineering suggerisce, nel caso di palazzo Carli, di eseguire interventi di consolidamento per 5 milioni e 280 mila euro. Oppure l'ospedale San Salvatore che, nella tabella, riassumiamo per motivi di spazio in una sola riga, ma che nel documento di oltre 400 pagine ripescato da un server, che fino a tre giorni fa era inaccessibile, viene passata ai raggi X. Reparto per reparto, ciascuno dei quali ha lo stesso verdetto: criticità strutturali del cemento armato.

LA CIFRA RECORD. Sommando, sempre reparto per reparto, i costi dei lavori consigliati per l'ospedale si arriva alla cifra record di 50 milioni di euro. Con accanto una postilla che non è di poco conto, perché lo studio quantifica anche l'importo finanziabile per l'adeguamento della struttura, un importo pari a oltre la metà della somma che si sarebbe dovuto spendere. Ma a vederlo ora l'ospedale, con l'insegna precipitata, le crepe a forma di croce di Sant'Andrea su tutte le facciate e quelle 13 colonne tirate su con cemento depotenziato, ci si chiede perché il costoso studio sia rimasto un file oscurato.

Lo stesso discorso vale per tutte le sedi di facoltà universitarie, come l'edificio di via Assergi raso al suolo; la facoltà di Economia, crollata per metà; Ingegneria e Scienze della Formazione oppure Lettere, che aveva sede nel palazzo Camponeschi, sparita tra le macerie. Anche se in questi ultimi tre casi si scopre che lo studio commissionato alla società mista, pubblico e privato, che in Abruzzo si occupa di ambiente e territorio, ha il volto di una Cassandra distratta perché accanto alla frase "criticità del cemento armato" non c'è scritto "sì", anche se poi vengono consigliati lavori per 15 milioni di euro.

LE ALTRE GAFFE. Identica è la contraddizione che riguarda altre due strutture pubbliche ferite, spazzate via dal sisma: il palazzo del Governo e la Provincia. Il terremoto non ha dato scampo a entrambi, la prefettura è diventata l'immagine simbolo della devastazione. Ma se vai a leggere tra le righe della lista dei crolli annuciati scopri che in nessuno dei due casi venivano evidenziate "criticità strutturali".

E' una sorta di giallo nel giallo, anzi nella catastrofe. Così come viene totalmente ignorato dalla studio di Abruzzo Engineering il palazzo di giustizia, il primo a essere stato sequestrato dalla procura dell'Aquila.

IL CAPITOLO DE AMICIS. E' la scuola della strage evitata, leggendo la relazione scritta nel 2006 che la riguarda diventa anche la scuola del miracolo, della tragedia scampata per chissà quanti anni.

Sotto il titolo "Edilizia scolastica e rischi territoriali" infatti si legge: "Al momento del sopralluogo sulla struttura portante si è rilevato una fessura estesa per il 30 per cento del complesso scolastico e un livello massimo del danno valutato di grave entità (...) Si consiglia pertanto di tenere la scuola De Amicis sotto attento e costante controllo per evidenziare le evoluzioni delle lesioni". Sì, è stato proprio un miracolo.

(29 aprile 2009)

Il dossier ignorato

Edifici rasi al suolo

Facoltà di Lettere Palazzo Camponeschi

Edificio via Assergi CUN

Casa dello Studente

Edifici che hanno subito gravi danni

Sala operativa Protezione civile Prefettura

Municipio

Comunità montana Amiternina

Sede Provincia

Autoparco Provincia

Presidio ospedaliero San Salvatore

Palazzo Carli

Facoltà Scienze Formazione

Dipartimento di Ingegneria

Edifici che hanno subito danni

Palazzetto Dei Nobili

Teatro Stabile

Campo sportivo Tribuna

Farmacia comunale Santanza

Piscina comunale

Asilo Nido via del Rio

Ex Inam sede centrale

Mensa Universitaria

Facoltà di Scienze motorie

Edifici che hanno subito lesioni

Palazzo Cobit

Palazzo dell’Emiciclo

Dipartimento di Medicina

Facoltà di Economia e Commercio

Facoltà di Scienze a Coppito

Facoltà di Medicina

Edifici che non hanno subito danni o sono sottoposti a verifica

Terminal Arpa

Asilo nido viale Duca degli Abruzzi

Farmacia comunale Torrione

Uffici municipali sede Vigili urbani

Palazzo Del Tosto

Asilo nido Casetta Fantasia

Farmacia comunale Strinella

Strutture aeroporto Preturo

Casa di cura Villa Letizia

Casa di cura privata Sanatrix

 

Da il SOLE 24 ORE

per l'articolo completo vai al sito Internet

http://www.ilsole24ore.com

2009-05-01

CORRIERE della SERA

per l'articolo completo vai al sito Internet

http://www.corriere.it

2009-05-02

Conferenza stampa a Palazzo Chigi

"Contro di me fischiatori organizzati"

Berlusconi: Franceschini sappia che io dormo tranquillo. Poi l'annuncio: all'Aquila ospedale riaperto entro maggio

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Visita del premier a Washington a metà giugno (2 maggio 2009)

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (Fotogramma)

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (Fotogramma)

ROMA - "Siamo soddisfatti e continuiamo a lavorare nonostante impazzino "spallatori" di professione e picchetti di fischiatori organizzati" ovunque vi sia la certezza del passaggio "della mia persona". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine della riunione sul terremoto in Abruzzo. Berlusconi ha voluto replicare alle critiche delle opposizioni e ha rivendicato il lavoro sin qui svolto, nonostante "impazzi il teatrino della politica. Franceschini dice che io non posso dormire se non ho un punto di vantaggio nei sondaggi e io invece dormo benissimo. Quindi se non fosse così, come potrei affrontare quell' attacco alla democrazia che sto conducendo secondo Di Pietro e arrivare a essere un imperatore degli italiani e dell'Italia come dice Casini".

L'OSPEDALE DELL'AQUILA - "Vi dò una buona notizia - ha poi detto il presidente del Consiglio ai giornalisti -: abbiamo verificato che potremo riaprire entro fine maggio l'ospedale dell'Aquila". L'ospedale, ha aggiunto, potrà funzionare tra il 60 e il 70%. Berlusconi ha poi spiegato che "non ci sarà alcuno scippo" e che gli apparecchi per la Tac resteranno nella provincia, saranno solo trasferiti a pochi chilometri dall'Aquila. "Ma si rimedierà con la riapertura dell'ospedale". Ancora, il premier ha reso noto che "l'ospedale del G8 sarà spostato all'Aquila dalla Maddalena", dove originariamente il vertice doveva avere luogo. E quanto al G8, il vertice si svolgerà interamente nella cittadella della scuola della Guardia di Finanza di Copitto e quanto ai malumori espressi dai sardi per lo spostamento del summit, il Cavaliere ha fatto sapere che quella regione avrà modo di essere ricompensata.

"CASE PER 13MILA IN SEI MESI" - Parlando dell'emergenza terremoto e della sua gestione da parte del governo, Berlusocni ha spiegato che "abbiamo raccolto una sfida che qualcuno ha definito 'mission impossible": alloggiare in case vere e arredate le 12-13mila persone che hanno avuto le case distrutte" entro sei mesi. "Abbiamo individuato 14 aree, non si tratta di nessuna new town - aggiunge il premier - Sotto questi edifici saranno realizzate delle piattaforme anti-sismische in cemento armato sopra le quali sarà possibile costruire. Abbiamo lanciato una sfida alle varie associazioni di costruttori per avere delle case in meno di sei mesi". "Il 10 settembre inizieremo a consegnare le case, cercheremo di abbreviare i tempi ma mettiamo in conto possibili ritardi - ha poi assicurato - Le tende sono comunque già dotate di sistema di riscaldamento". Il leader del Pdl ha poi citato Marcello D'Orta, per spiegare come il governo stia lottando contro il tempo per dare un alloggio agli sfollati entro l'inverno: "Qualcuno ha scritto un libro: "Io speriamo che me la cavo". E che Dio ci aiuti".

GLI EDIFICI GIA' ABITABILI - Quanto alle abitazioni rimaste in piedi o solo parzialmente danneggiate, il capo del governo ha precisato che "160 squadre di volontari fanno oltre 1000 sopralluoghi al giorno che vengono sottoscritti e registrati in schede. Abbiamo già effettuato 22.700 sopralluoghi: il 53,7 % delle abitazioni sono già abitabili, il 15,8% entro 30 giorni con pochi interventi ma le popolazioni non entrano perchè le scosse continuano. Abbiamo bisogno di una settimana senza scosse continue".

02 maggio 2009

 

I tremori sono stati monitorati dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Ancora scosse in Abruzzo, ma sono lievi

Quattro eventi registrati tra l'alba e il tramonto: quella di maggiore intensità ha avuto magnitudo 3.2

L'AQUILA - La terra non smette di tremare in Abruzzo. Nel giorno in cui il governo annuncia che in sei mesi saranno pronte le abitazioni per accogliere gli sfollati prima dell'arrivo dell'inverno, quattro nuove scosse sono state registrati dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

DALL'ALBA AL TRAMONTO - Non si è trattato però di scosse particolarmente forti, ma hanno segnato di fatto l'inizio e la fine della giornata, a ricordare che la situazione non è ancora del tutto stabilizzata. Quella di intensità maggiore è stata avvertita prima dell'alba, alle 4.21, con magnitudo 3.2, nel distretto sismico Gran Sasso, a sud del Lago di Campotosto, seguita, alle 4.23, da una di magnitudo 2.4 nella Valle dell'Aterno, nei pressi di Ocre. Una scossa di magnitudo 2.7 è stata avvertita alle 7.21 nel distretto Aquilano, poco distante dalla frazione Roio. Alle 17.43, infine, è stata registrata una scossa 2.6 nel territorio del Comune di Poggio Picenze, distretto sismico Valle dell'Aterno.

02 maggio 2009

 

 

 

II dettagli della visita sono ancora allo studio degli staff dei due presidenti

Berlusconi a giugno in visita da Obama

Faccia a faccia alla Casa Bianca in vista del G8 che si svolgerà a luglio a L'Aquila

Obama e Berlusconi al G20 di Londra, del mese scorso (Reuters)

Obama e Berlusconi al G20 di Londra, del mese scorso (Reuters)

MILANO - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, potrebbe recarsi in visita ufficiale a Washington il prossimo giugno per il primo incontro bilaterale con Barack Obama. Il faccia a faccia servirebbe anche per mettere a punto l'ordine del giorno del G8 che si terrà a L'Aquila tra l'8 e il 10 luglio.

GLI STAFF AL LAVORO - La data non è ancora stata decisa, ma da quanto si apprende la visita potrebbe essere programmata per la metà di giugno. I dettagli non sono stati ancora resi noti, in quanto gli staff di Palazzo Chigi e della Casa Bianca stanno mettendo a punto le agende. Nel frattempo, è atteso a Washington il prossimo 7 maggio il ministro degli Esteri Franco Frattini, che parteciperá ad un incontro del National Jewish Committee.

02 maggio 2009

 

 

2009-05-01

 

 

 

 

 

 

 

2009-04-29

AI SUPERSTITI: "vorrei abbracciarvi con affetto uno a uno"

Il Papa visita la tendopoli di Onna:

"Ora case solide, lo dobbiamo ai morti"

"Questa terra deve risorgere". A L'Aquila tappa alla basilica di Collemaggio e davanti alla Casa dello studente

L'AQUILA - Gli abruzzesi, anche in nome delle persone morte sotto le macerie, "attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare a ornarsi di case e di chiese, belle e solide". È un discorso non convenzionale quello di Benedetto XVI, in visita nella tendopoli di Onna, il paese raso al suolo dal terremoto del 6 aprile. Ha espresso la sua "cordiale vicinanza" agli sfollati, che ha voluto idealmente "abbracciare con affetto uno ad uno", elogiando la forza d'animo che stanno dimostrando: "Ora, come in passato, non vi siete arresi, non vi siete persi d'animo. C'è in voi una forza d'animo che suscita speranza". Sfollati che stanno facendo duramente i conti con il maltempo e con lo sciame sismico che non dà tregua (anche durante la visita del Papa, alle 10.10, c'è stata una scossa di magnitudo 2.7 con epicentro vicino a L'Aquila).

"QUESTA TERRA RISORGA" - Durante la visita, di mezz'ora, il Papa ha salutato e stretto le mani a molti terremotati e soccorritori e ha accarezzato alcuni bambini. "Sono venuto di persona in questa vostra terra splendida e ferita, che sta vivendo giorni di grande dolore e precarietà - ha detto -, vi sono stato accanto fin dal primo momento, ho seguito con apprensione le notizie condividendo il vostro sgomento e le vostre lacrime, vorrei abbracciarvi con affetto uno a uno". Poi ha parlato della solidarietà, del "grido preoccupato di tante famiglie che hanno perso tutto: case, risparmi, lavoro e a volte anche vite umane". Una risposta concreta, ha detto, "passa attraverso la nostra solidarietà che non può limitarsi all'emergenza iniziale, ma deve diventare un progetto stabile e concreto nel tempo". Per questo ha incoraggiato "istituzioni e imprese, affinché questa città e questa terra risorgano". Il Papa ha incontrato brevemente il vice caporedattore del quotidiano Il Centro, Giustino Parisse, che sotto il terremoto, proprio a Onna, ha perso il padre e due figli.

A COLLEMAGGIO - Prima delle 11 Benedetto XVI, accompagnato dall'arcivescovo de L'Aquila Giuseppe Molinari, da Guido Bertolaso e da Gianni Letta, ha lasciato Onna diretto a L'Aquila in auto. Ha raggiunto la basilica trecentesca di Collemaggio, gravemente danneggiata dal sisma, dove per l'occasione sono state esposte nell'ingresso le spoglie di Celestino V. Entrato dalla Porta Santa, che era stata chiusa dopo il terremoto, il Papa ha deposto il suo pallio sull'urna con le reliquie donandolo quindi alla basilica. Si tratta di un a stola di lana bianca che Benedetto XVI ha indossato il giorno dell'inizio del suo pontificato, quattro anni fa: simboleggia il legame tra il successore di Pietro e la Chiesa universale. Davanti alla basilica il Papa si è rivolto ai vigili del fuoco: "Grazie per il lavoro che avete fatto" ha detto al direttore centrale per l'emergenza Sergio Basti e al comandante dei pompieri dell'Aquila Roberto Lupica.

CASA DELLO STUDENTE - Dopo una decina di minuti è uscito per raggiungere la Casa dello studente, dove ha incontrato dodici giovani, stringendo loro a lungo le mani. Gli studenti hanno consegnato al Pontefice una lettera. "Ho voluto ringraziare il Santo Padre dicendogli che la fede ci sta aiutando a superare questo drammatico momento - spiega una ragazza -; abbiamo perso molti amici che siamo sicuri siano già risorti". Ha detto di non aver chiesto nulla al Papa, ma di aver sottolineato che la sua visita è stata un grande dono e una grande gioia. Assente Carmela Tomassetti, la studentessa di fede protestante che per prima aveva denunciato la presenza di crepe ai responsabili della struttura.

"SOLUZIONI EFFICACI PER SFOLLATI" - Tappa finale, la scuola della Guardia di finanza di Coppito, dove Benedetto XVI ha salutato diverse autorità istituzionali e religiose. Ad attenderlo c'erano il sindaco Massimo Cialente, il presidente della Regione Gianni Chiodi, amministratori degli altri comuni terremotati, militari e soccorritori. "A ciascuno vorrei far giungere una speciale parola di apprezzamento - ha detto il Papa -. Grazie di ciò che avete fatto e soprattutto dell'amore con cui l'avete fatto. Andate avanti uniti e ben coordinati, così che si possano attuare quanto prima soluzioni efficaci per chi oggi vive nelle tendopoli. Lo auguro di cuore e prego per questo". Una frase a lungo applaudita. Benedetto XVI, che ha detto di avere nel cuore tutte le vittime della catastrofe, ha definito "assai toccante pregare davanti alla Casa dello studente, dove non poche giovani vite sono state stroncate dalla violenza del sisma". E sulla visita a Collemaggio: "Venerare le spoglie del santo papa Celestino V mi ha dato modo di toccare con mano il cuore ferito di questa città".

ESAME DI COSCIENZA - Dopo quanto accaduto in Abruzzo, ha concluso, la comunità civile deve fare "un serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità mai venga meno. A questa condizione L'Aquila, anche se ferita, potrà tornare a volare". Un caloroso applauso ha accolto queste parole. Terminata la visita, Benedetto XVI torna in Vaticano in auto. Non è stato possibile utilizzare l'elicottero a causa del maltempo. Per la stessa ragione il Papa non ha potuto sorvolare le zone terremotate, come avrebbe desiderato.

28 aprile 2009(ultima modifica: 29 aprile 2009)

 

 

 

BENEDETTO xvi NEL PIAZZALE DELLA TENDOPOLI

Carezze ai bambini e strette di mano

Il Papa a Onna rompe il protocollo

Il "dietro le quinte" della visita del Pontefice nel paese simbolo del terremoto del 6 aprile in Abruzzo

dal nostro inviato Dino Martirano

Il Papa davanti a una chiesa di Onna danneggiata da sisma e ora 'puntellata' (Reuters)

Il Papa davanti a una chiesa di Onna danneggiata da sisma e ora "puntellata" (Reuters)

L'AQUILA - Quando è sceso dalla Mercedes nera targata "SCV 1" lo ha accolto un grande silenzio ma il Papa, una volta messo piede sulla ghiaia della tendopoli di Onna, ha subito rotto il protocollo. Ha percorso a piedi i pochi metri che lo separavano dalla "ludoteca", davanti alla quale era stata piazzata una piccola pedana, e ha intravisto tre bambini tenuti in braccio dai genitori. Più di una carezza a ciascuno di loro: così Azzurra (20 mesi), Serena (21) e il piccolissimo Simone - l'ultimo nato in paese - un giorno potranno raccontare di essere stati baciati dal Pontefice prima di tutti gli altri nel paese più martoriato dal terremoto del 6 aprile (250 abitanti, 41 morti). Tutti insieme attendevano da giorni questa visita come in tempi normali si aspetta il Natale. E alla fine, infatti, Benedetto XVI ha lasciato Onna, salutato da un lungo applauso scandito da grida come "Viva il Papa", "Viva il Papa".

È andata così la visita privata del Pontefice nel paese simbolo della tragedia abruzzese: avrebbe dovuto essere un Papa "dietro le quinte", almeno qui ad Onna, invece alla fine la Protezione Civile ha deciso di spostare l'incontro: dal tendone del ministero dell'Interno al piazzale della tendopoli, perché tra le nuove cariche di pioggia era uscito un timido raggio di sole.

Il Papa ha subito reso la sua visita informale. Le postazioni stabilite dal protocollo vaticano per le autorità presenti - il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, l'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, e il numero uno della Protezione Civile, Guido Bertolaso - sono saltate, consentendo al Pontefice di trovare subito il contatto fisico con gli abitanti di Onna. Tra la piccola folla, Benedetto XVI ha poi riconosciuto un volto noto: "Io la vedo sempre in televisione, anche lei è qui...", ha detto al giornalista Bruno Vespa che attendeva insieme agli altri davanti alle tende. Vespa ha risposto semplicemente che anche lui è un abruzzese e ha quindi baciato la mano al Pontefice..

Il parroco di Onna, don Cesare Cardozo, ha fatto da guida al Papa presentandogli, prima delle altre, le famiglie che in paese hanno avuto un lutto a causa del terremoto. Il giornalista del "Centro" Giustino Parisse, che ha perso due figli e il padre, suo fratello Renzo e altri famigliari si sono soffermati a lungo con il Pontefice. Poi è toccato ad altri: Umberto Popoli, Anna Maria e la nipote Pina, tre suorine dell'ordine della Presentazione di Maria Santissima (Maria Lilia, Enrica e Igina), Anita Castelli e Rodolfo Foresta, e, via via, mezzo paese: "Ho rotto ogni indugio e l'ho abbracciato e baciato", racconta Renzo Parisse.

Ma c'è anche chi non ce l'ha fatta raggiungere il piazzale per stringere le mani del Papa: "La signora Anna Maria è rimasta in tenda a causa del brutto tempo", hanno detto le suore che fino al 6 aprile gestivano una scuola dell’infanzia ad Onna. E tra gli abitanti del paese non tutti si sono dimostrati entusiasti della visita papale: "Anche lui è venuto e se ne è andato" ha detto Fernando Bonanni. Che ha aggiunto: "Questa è la vita".

Il Papa ha letto un testo scritto dal quale ha dovuto cancellare una frase – "venendo qui ho sorvolato questa valle in elicottero…" perché a causa della cattive condizioni meteo il suo trasferimento da Roma all’Aquila è avvenuto in automobile. Ma quel che più conta è stato il tono dell’intervento del Pontefice: "Ora sono qui tra voi, vorrei abbracciarvi con affetto uno ad uno. La Chiesa è tutta qui con me, accanto alle vostre sofferenze, partecipe del vostro dolore, per la perdita di familiari ed amici, desiderosa di aiutarvi nel ricostruire, case, chiese, aziende crollate o gravemente danneggiate dal sisma". Poi, fuori dal testo ufficiale, è arrivata la frase che più ha fatto piacere ai cittadini di Onna: "Attendiamo di vedere rinascere questa vostra terra che deve tornare ad ornarsi di case e di chiese belle e solide".

Finita la visita – quando Benedetto XVI è salito a bordo di un Suv della Protezione civile condotto da Guido Bertolaso che lo ha portato fin davanti la chiesta puntellata del paese, la signora Grazia Bonomo si è commossa: "Il Papa è sceso in strada con noi". E di seguito, Carmela De Felice: "È stata la visita più gradita che abbiamo avuto qui ad Onna. Perché senza le telecamere e i giornalisti che spingevano siamo riusciti a scambiare qualche parola con il Pontefice. E lui ci ha dato quel calore umano, quell’attenzione, quell’affetto di cui abbiamo ancora bisogno. Oggi è stata proprio una bella giornata….". A nome di tutti i paesani, don Cesare Cardozo ha voluto aggiungere: "È stato un incontro spontaneo, non formale…Con le sue parole il Papa ci ha incoraggiati nella fede e quindi nella vita. Si davvero calato nella realtà del terremoto e più che le sue parole mi hanno colpito i suoi gesti, il suo contatto fisico con queste persone che soffrono".

Un ringraziamento, infine, è andato anche ai volontari della Protezione civile del Lazio che tra mille difficoltà stanno cercando di alleviare i disagi di chi è costretto a vivere sotto le tende. A molti di loro, e in particolare al capo campo Franco Albanesi, ha stretto la mano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Anche lui abruzzese.

28 aprile 2009

 

 

aveva segnalato la presenza di crepe ai responsabili della struttura

Studentessa-testimone non vede il Papa

"Perché sono di religione protestante?"

Carmela Tomassetti non era presente davanti alla Casa dello studente. Ha denunciato la mancanza di sicurezza

L'AQUILA - "Se mi avesse chiamato sarei andata con piacere a ricevere il Papa davanti alla Casa dello studente. A prescindere dalla fede religiosa, questa è una tragedia che va a toccare tutti". Parla Carmela Tomassetti, la giovane universitaria che abitava alla Casa dello studente e che per prima, dopo il sisma, ha denunciato la carenza delle misure di sicurezza nella struttura dove sono morte otto persone. Carmela non era tra i dodici studenti che hanno salutato il Papa.

RELIGIONE PROTESTANTE - "Non voglio fare alcuna polemica, però mi è venuto un sospetto - spiega Tomassetti - dopo che tutti, anche i giornalisti, mi hanno chiamata per chiedermi se fossi stata invitata. È stato allora che si è insinuato in me il dubbio che non sono sarei invitata perché di religione protestante e forse in Vaticano si sono accertati prima di chiamare i giovani". È stata ascoltata a lungo dalla Procura dell'Aquila come testimone delle presunte carenze strutturali nella Casa dello studente. La sera del crollo aveva già lasciato l'edificio, dopo che alcuni giorni prima aveva denunciato la presenza di crepe ai responsabili.

28 aprile 2009

 

 

l'elenco pubblicato sul sito del comune

A L'Aquila 307 abitazioni sono agibili

Avviso del sindaco Cialente: "I cittadini interessati possono tornare nelle loro case, ma non c'è obbligo"

Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente con il Papa (Ansa)

Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente con il Papa (Ansa)

L'AQUILA - Sono 307 gli edifici agibili a L'Aquila. Il sindaco Massimo Cialente ha emanato un avviso con l'elenco delle strutture in cui è possibile rientrare. Per queste abitazioni, dunque, non vale più l'ordinanza dell'8 aprile con cui il sindaco aveva disposto l'inagibilità di tutto il patrimonio edilizio dell'intero territorio comunale. Nell'avviso Cialente specifica che "il rientro nelle abitazioni non è obbligatorio, ma è lasciato alle decisioni che ciascun cittadino vorrà assumere".

NON C'È OBBLIGO - L'elenco è stato compilato al termine dei rilievi effettuati dalle squadre di tecnici coordinate dalla Protezione civile. Nei prossimi giorni saranno pubblicati, di volta in volta, gli elenchi degli altri edifici dichiarati agibili. "I cittadini interessati possono fare immediato rientro nelle proprie abitazioni - spiega Cialente -. L'elenco costituisce atto di formale comunicazione dei risultati dei sopralluoghi delle agibilità, non riveste il carattere di ordinanza e pertanto non rappresenta un obbligo immediato di rientro nelle abitazioni". Sia l'elenco completo degli edifici che i contenuti del provvedimento del sindaco sono pubblicati sul sito del Comune.

28 aprile 2009

 

 

2009-04-28

Il pontefice ha chiesto di sorvolare in elicottero le zone più colpite dal sisma

Il papa tra gli sfollati di Onna e dell'Aquila

Farà sosta anche alla Basilica di Collemaggio e davanti alle rovine della Casa dello studente

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NOTIZIE CORRELATE

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Video: "Appena possibile verrò a trovarvi" (8 apr. 2009)

Benedetto XVI (Emblema)

Benedetto XVI (Emblema)

CITTÀ DEL VATICANO - Un messaggio di speranza per i vivi, preghiere per i morti: Benedetto XVI sarà oggi tra i terremotati dell'Abruzzo, in una visita di poche ore che toccherà i luoghi del dolore, da Onna alla Casa dello studente dell'Aquila. Il programma prevedeva la partenza dal Vaticano alle 9 in elicottero alla volta di Onna, la piccola frazione dell'Aquila distrutta dal terremoto ma a causa del maltempo il papa ha dovuto lasciato il Vaticano in macchina Benedetto XVI non ha potuto prendere l'elicottero a causa del maltempo.

IL PROGRAMMA - Qui il papa si rivolgerà agli sfollati e soprattutto ai più colpiti, a coloro che hanno perso figli, fratelli, genitori: 40 i morti in una comunità di 300 persone. Quindi, raggiungerà in auto il capoluogo, facendo sosta alla Basilica trecentesca di Collemaggio, anch'essa gravemente danneggiata dal sisma. Poco dopo si soffermerà davanti alle rovine della Casa dello studente e incontrerà una rappresentanza dei sopravvissuti. Dopo arriverà al piazzale della Guardia di Finanza di Coppito, dove vedrà i sindaci e i parroci dei Comuni devastati dal sisma, e infine pronuncerà un discorso ai fedeli e alle persone impegnate nei soccorsi. La partenza inizialmente prevista alle 12 subirà sicuramente un ritardo visto il cambio del programma. Prima di fa rotta verso il Vaticano, il papa aveva chiesto di sorvolare le zone più colpite dal sisma ma bisognerà vedere se le condizioni del tempo lo permetteranno.

28 aprile 2009

 

 

 

 

 

IL TERREMOTO IN ABRUZZO

Psicosi terremoto, fabbriche evacuate

Sul web una previsione di Giuliani: "Rischio di una nuova scossa". Ma il ricercatore è pronto a presentare una denuncia contro chi ha diffuso l'allarme

Il video di Giuliani su YouTube

Il video di Giuliani su YouTube

L'AQUILA - Il tam-tam è iniziato nel pomeriggio quando una "voce" incontrollata è iniziata a rimbalzare in tutta l'Aquila e provincia: "Nelle prossime ore ci sarà un'altra scossa di terremoto molto forte...".

NEGOZI E CASE - E ci è voluto poco a trasformare un allarme vago, senza riscontri come ovvio da parte delle fonti ufficiali, in vera psicosi. Ancora scossi per lo sciame sismico che non dà tregua da settimane, molti aquilani hanno abbandonato il posto di lavoro e la casa, almeno chi ce l'ha ancora agibile. Al centro commerciale "l'Aquilone" il nervosimo è montato rapidamente: chiusi alcuni negozi con i clienti invitati ad uscire. I giornalisti dialcune troupe televisive sono stati fatti uscire in fretta e in furia dal ristorante in cui stavano mangiando in zona Coppito. Ma col passare dei minuti l'allarme ha assunto dimensioni preoccupanti soprattutto nei luoghi in cui si trovava molta gente riunita: al bar Battiselli, sulla statale che porta ad Antrodoco, gli avventori chiedevano alla cassiera da chi fosse partita la "voce" ma la risposta era sempre la stessa. "Non si sa, si dice in giro...". A Est dell'Aquila, lungo la statale che porta a Popoli, è stato interrotto il ciclo produttivo della Edimo (400 dipendentii, due stabilimenti) che produce pannelli precompressi per costruzioni prefabbricate: "Alle 15 - racconta l'amministratore unico, Carlo Taddei, raggiunto da Corriere.it - la mia segretaria ha ricevuto una telefonata dai carabinieri di Barisciano che riferivano questa voce di una scossa imminente. E io successivamente ho anche verificato...". Il risultato è stato che lo stabilimento di Poggio Picense è stato evacuato per ordine della direzione e a nulla sono servite le rassicurazioni che una pattuglia dei carabineri inviata da San Demetrio ha dato alle maestranze: "A quel punto - aggiunge Taddei - erano tutti molto agitati e la giornata di lavoro si è conclusa lì".

EFFETTO VALANGA - Polizia, carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile hanno comunque lavorato per frenare un "effetto valanga" che rischiava di creare vero e proprio panico anche perché la voce è anche rimbalzata sulla costa dove tra gli sfollati si è diffusa la notizia di un imminente cedimento dell diga di Campostosto. Tutto irrazionale, tutto per sentito dire: eppure tra una popolazione che ha ancora i nervi a fior di pelle (l'ultima scossa registrata alle 16.35, magnitudo 2,5, epicentro area di Fossa) basta un cerino per accendere un incendio.

GIULIANI - Poi nel tardo pomeriggio si è scoperto che il tam-tam dell'allarme era probabilmente partito intorno alle 13 dalle rete Internet e da alcuni siti che riportavano generiche dichiarazioni di Giampaolo Giuliani, il ricercartore aquilano che ha già fatto parlare di sé prima della tragica scossa del 6 aprile. Sul sito www.Byoblu.com diretto da Claudio Messora era stata infatti inserita la seguente dichiarazione di Giuliani:"I livelli di Radon misurati con le mie strumentazioni sono preoccupanti. Si attende uno o più eventi sismici nelle prossime ore, nell'Aquilano". È bastato questo, nonostante sia noto che Giuliani non abbia più strumentazioni diffuse sul territorio su cui contare, per far dire a qualcuno che "la scossa sarebbe arrivata entro 20 minuti". La moglie di Giuliani, Nadia, in serata ha spiegato che il marito si è recato presso le tende che ospitano gli uffici della questura dell'Aquila dove ha presentato una denuncia contro ignoti per la diffusione dell'allarme (anche su Youtube) usando il suo nome e alcune sue vecchie frasi senza autorizzazione.

CONTROLLI - E tutto questo è successo il giorno in cui il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, sta ultimando gli ultimi controlli per consentire il rientro (non obbligatorio, ovviamente) di 300 famiglie in altrettante abitazioni dichiarate agibili dopo le prime verifiche eseguite nei giorni scorsi. All'Aquila ora molti dicono che gli allarmi incontrollati vengono propagati con più facilità, in particolar quando l'amministrazione della città deve prendere decisioni importanti.

 

Dino Martirano

27 aprile 2009(ultima modifica: 28 aprile 2009)

 

 

 

2009-04-26

Su 15mila stabili controllati, OLTRE 3MILA sono stati dichiarati totalmente inagibili

Terremoto, agibili soltanto la metà

degli edifici. Oltre 65 mila gli sfollati

Prima notte senza scosse dal 6 aprile, ma nella mattina di domenica lo sciame sismico si è fatto di nuovo sentire

L'AQUILA - Quella tra sabato e domenica è stata la prima notte senza scosse sismiche in Abruzzo: per la prima volta dal tragico 6 aprile scorso, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia non ha rilevato significativi movimenti legati allo sciame sismico. Nella giornata di sabato, tuttavia, ci sono state sei repliche, tra cui una di magnitudo 3.1 e tre di magnitudo 3.0. E di nuovo domenica mattina tre scosse nel giro di un’ora hanno creato allarme tra le popolazioni: la prima, alle 11.09, di 1.5 gradi della scala Richter con epicentro a Valnerina, la seconda alle 11.37, di magnitudo 2.1 nell’Aquilano e la terza dello stesso grado alle 12.35 con epicentro nel Velino-Silente. In tutto, dall 6 aprile sono state più di 3.500 le scosse sotto i 3 gradi della scala Ricther e quasi 150 le repliche superiori ai 3 gradi.

CONTROLLI SUGLI EDIFICI - Proseguono intanto le verifiche dei danni e di agibilità sugli edifici del Comune e delle frazioni de L'Aquila. La Protezione Civile comunica che, su 15.006 sopralluoghi effettuati finora, gli edifici agibili sono pari al 54,8%. Gli edifici totalmente inagibili sono oltre tremila, il 21,3% del totale. Il 16,1% degli edifici sono al momento inagibili, ma possono diventare agibili con provvedimenti di pronto intervento; e ancora il 3,4% sono parzialmente inagibili, l'1,6% temporaneamente inagibili "da rivedere con approfondimento", 2,8% inagibili "per rischio esterno". I controlli svolti finora riguardano 13.190 edifici privati, 468 pubblici, 36 ospedali, 403 scuole, 101 caserme e 807 attività produttive.

OLTRE 65 MILA SFOLLATI - Gli sfollati assistiti nelle tendopoli e negli alberghi lungo la costa sono 65.458. Di essi, 35.852 vivono nei 178 campi allestiti nell'Aquilano, per un totale di 5.789 tende. Altre 29.606 persone sono invece ospitate negli hotel e nelle strutture private sulla costa adriatica.

26 aprile 2009

 

 

 

 

2009-04-25

Incidente sul lavoro a San Giovanni di Cagnano: un morto

Grasso: "Vigiliamo sulla ricostruzione"

Il procuratore Antimafia a L'Aquila: "Puntiamo sull'orgoglio della popolazione". Ancora scosse

ROMA - La terra d'Abruzzo continua a tremare. Notte di paura a Goriano Sicoli per sei scosse tra i 2.5 e i 4.0 gradi della scala Richter, con epicentro Valle dell'Aterno e Sirente Velino. Il sindaco Sandro Ciacchi, dopo la mezzanotte e su richiesta di 40 cittadini, ha ordinato il montaggio di altre tende, oltre alle 46 già installate. Le scosse hanno causato il distacco di pietrame da alcune case già danneggiate, ma è impossibile accedere al centro storico per la conta dei danni poiché l'accesso è interdetto proprio a causa del rischio crolli. E le piogge degli ultimi giorni nelle zone terremotate non facilitano le cose alla popolazione (anche se il maltempo sembra aver concesso una tregua).

VITTIMA - Intanto un operaio di 43 anni di Barete, a pochi chilometri da L'Aquila, è morto in un incidente mentre demoliva un fabbricato a San Giovanni di Cagnano: il lavoro era in programma da tempo. Tullio Di Giacomo, 43 anni, travolto dalla parete in blocchi di cemento, è deceduto sul colpo.

AMIANTO - Sospesa nel frattempo la triturazione degli inerti, il materiale recuperato dagli edifici crollati. In piazza d'Armi, non distante dalla tendopoli e dalla caserma della Guardia di Finanza, dove sono stati trasportati i calcinacci, sarebbero stati scoperti materiali pericolosi (tra questi anche l'amianto.)

GRASSO - A L'Aquila è arrivato anche il procuratore Antimafia, Piero Grasso. "Puntiamo sugli abruzzesi, sul loro orgoglio - ha detto dopo l'incontro con il procuratore Alfredo Rossini - . Puntiamo su di loro perché l'Abruzzo non diventi un Far West come abbiamo visto in altri posti". "In Abruzzo - ha spiegato - eventuali infiltrazioni saranno più visibili e il nostro compito in qualche modo è più facile. In materia di terremoto abbiamo delle tristi esperienze, come quella dell'Irpinia dove mi dicono ci sono ancora dei processi da fare. Tutto questo vorremmo evitare che si ripeta".

ATTIVITA' - A meno di due settimane dal violento sisma del 6 aprile sono riprese le attività istituzionali del Consiglio regionale, presso l'Aula storica di Palazzo dell'Emiciclo. Il monumentale soffitto ligneo dell'Aula, opera dell'artista Mario Ceroli, ha retto e ammortizzato perfettamente le scosse che, al contrario, hanno compromesso l'agibilità della nuova struttura consiliare inaugurata solo alcuni mesi fa del Palazzo ex Balilla. Infine si va delineando meglio il programma della visita che il Papa compirà nelle zone terremotate. "Al momento non è ancora chiaro se metterà piede nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, capolavoro dell'arte abruzzese, o rimarrà alle soglie della Porta Santa. Molto dipenderà dai sopralluoghi dei vigili del fuoco attesi per i prossimi giorni". Lo scrive il Servizio informazione religiosa (Sir).

24 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

IL PROGETTO

Verde e piste ciclabili

I terremotati in 15 "campus"

Prefabbricati per 13 mila. "In futuro ospiteranno studenti"

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

L'AQUILA — Case per 13 mila persone. Abitazioni antisismiche, sostenibili ed eco-compatibili. Il ministero dell'Economia ha stanziato 700 milioni ma il governo pensa di poterle realizzare con 500 e in soli cinque o sei mesi. "È una gara dissennata. Dettata da una visionaria, lungimirante follia", dice il premier. Ma per lui quello che si consuma durante la conferenza stampa all'Aquila ha soprattutto il sapore di un ritorno al futuro. Silvio Berlusconi immagina la ricostruzione delle aree terremotate e quando la descrive rimette i panni dell'uomo che un giorno creò Milano 2. "Io come urbanista sono destinato a usare la stessa formula: case che attorno abbiano tutto e sistemi di costruzione avanzati".

Come saranno i villaggi

Come saranno i villaggi

L'idea è quella di abitazioni circondate dal verde, da strade per pedoni, auto e ciclisti, e da negozi. Non si parla più di new town. Quelli annunciati sono piuttosto interventi a macchia di leopardo in corrispondenza di singole zone colpite e distrutte dal sisma, dove verranno realizzate grandi piastre di cemento armato antisismiche che, non appoggiando direttamente sul terreno, dovrebbero essere in grado di sopportare eventuali scosse di terremoto. Del centro storico aquilano, per adesso, non si sa che cosa sarà: lì sopra i vigili del fuoco stanno ancora spostando macerie, ripulendo il territorio, puntellando. Le nuove case, invece, dovrebbero sorgere in frazioni come Onna e Paganica, oppure nei quartieri più moderni dell'Aquila, fuori dalle mura. I tempi li detta un consulente della Protezione civile che collabora alle verifiche sui terreni: "Fra una o due settimane si iniziano a fare le piattaforme, intanto si costruiscono le parti prefabbricate. Poi, in due mesi e mezzo, si assembla". Le piattaforme poggeranno su pilastri dotati di isolatori sismici e lì sopra nasceranno palazzine a tre piani con appartamenti grandi in media 50 metri quadri. Il nuovo progetto chiude le polemiche: "Abbiamo lavorato sull'ipotesi della new town — dice Berlusconi — attirandoci nei giorni scorsi le critiche degli specialisti nella produzione di mostri urbanistici. Ora abbiamo individuato 15 aree e costruiremo strutture che potranno sopportare qualsiasi scossa di terremoto".

Il governo immagina case a basso consumo, equipaggiate con pannelli fotovoltaici o per il riscaldamento dell'acqua, e magari con sistemi di bio-energia. Perché pare ci sia anche una piccola svolta verde, in questo piano. Oltre che una risposta a uno dei bisogni più avvertiti all'Aquila: edilizia per studenti. Qui tutti dicono che senza università non riparte la città. E le case descritte ieri, quando le famiglie torneranno in abitazioni in muratura, sono destinate a formare campus universitari. L'annuncio arriva mentre il direttore generale della Cassa di risparmio della provincia dell'Aquila, Rinaldo Tordera, presenta un progetto da 40 milioni di euro per la costruzione di strutture accademiche. Lo finanzia Carispaq, che ha messo a disposizione un suo terreno a Coppito, vicino all'ospedale San Salvatore, sede della facoltà di Medicina, e al palazzo che prima del sisma ospitava Scienze, Matematica e Fisica: 3.000 studenti e 140 docenti. La scommessa è ridargli uno spazio dove lavorare in 24 mesi: 6 per il progetto e 18 per la realizzazione. Filippo Del Vecchio, direttore generale dell'ateneo, mostra il disegno di tre grandi blocchi destinati alla didattica e alla ricerca. Il futuro passa di lì.

Mario Porqueddu

24 aprile 2009

 

 

 

Più cauto Cappellacci: "E' un evento che ci sta a cuore, ma c'è anche la solidarietà"

G8, la Sardegna insorge: "È una follia"

Il sindaco della Maddalena: la macchina non si può fermare, ci sono già migliaia di persone mobilitate

Uno scorcio de La Maddalena (Ap)

Uno scorcio de La Maddalena (Ap)

MILANO - Va bene la solidarietà, ma spostare il vertice del G8 con la complessa opera di organizzazione che un evento del genere richiede non sarà facile. Di più: "E' pura fantascienza". E' fredda e scettica la reazione della Sardegna alla proposta annunciata da Silvio Berlusconi al termine del consiglio dei ministri di spostare dalla Maddalena a L'Aquila il summit dei leader del mondo, in programma per luglio.

"UN EVENTO CHE CI STA A CUORE" - "L’evento del G8 per la Sardegna rappresenta un’occasione importante per lo sviluppo del territorio e quindi è una cosa che ci sta molto a cuore - ha detto il presidente della giunta regionale, Ugo Cappellacci -. Comunque prevale il sentimento di solidarietà e di vicinanza e affetto per i fratelli italiani che stanno vivendo una tragedia immane". Tuttavia proprio Cappellacci a caldo aveva sottolineato come il trasferimento del vertice in Abruzzo comporti "altri problemi di natura tecnica e organizzativa che non possono consentire lo spostamento del summit in termini operativi". "Se vi saranno poi soluzioni intermedie per raggiungere l'uno e l'altro obiettivo - aveva però detto Cappellacci - saremo tutti orgogliosi di poter contribuire al risultato finale". Poi, a distanza di un paio d'ore, è arrivata dai microfoni di SkyTg24 una puntualizzazione dello stesso Cappellacci apparsa più accondiscendente nei confronti della scelta del governo: "È una sfida importante che credo valga la pena giocare nell’interesse dell’Abruzzo. La macchina organizzativa era a tutti gli effetti già partita e lo sforzo è stato enorme. I problemi tecnici che vedevo erano di duplice profilo: uno relativo a quello che è stato già fatto qua, l’altro è uno sforzo straordinario trasferire tutto per essere operativi in Abruzzo". "Peraltro - ha detto ancora il governatore - confido nella possibilità, come mi ha preannunciato Berlusconi, di poter rimediare, rispetto a quelli che sono stati gli investimenti già realizzati, in occasione del G8 sull’ambiente che si dovrebbe tenere in autunno".

"PURA FANTASCIENZA" - Il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, eletto nella lista civica "Isole d'Europa", ostenta invece sicurezza e non crede che alla fine lo spostamento si farà: "Tutto procede normalmente - ha detto in un intervista a R101 -. Trasferire il G8 a L'Aquila è pura fantascienza. L'ipotesi mi sembra talmente inverosimile che non la prendo neppure in considerazione". "La macchina non si può fermare - ha precisato il sindaco - perchè quando si spendono soldi e risorse pubbliche si risponde ad organismi che non scherzano, come la magistratura e la Corte dei Conti". Non solo, "abbiamo già ricevuto le delegazioni di tutti i Paesi partecipanti- spiega Comiti- che hanno già fatto sopralluoghi e stabilito questioni che riguardano la sicurezza. Sono già state realizzate strutture importanti". E ancora: "Ci sono centinaia di operai che stanno continuando a lavorare con un investimento di risorse pubbliche spaventoso. Non credo che siano questioni che possono essere decise con un battito di ciglia. Il G8 non è una festa di compleanno tra compagni di scuola. È un meccanismo importante che comporta la mobilitazione di migliaia di persone".

"E' UNA FOLLIA" - Dura anche la reazione di Alessandra Giudici, presidente della provincia di Sassari: "Avendo visto di persona la situazione dell'Aquila - ha detto al termine dell'incontro tra i presidenti delle Province che si è tenuto oggi a l'Aquila per pianificare gli interventi a sostegno della ricostruzione - dico che l'idea di spostare qui il G8 previsto alla Maddalena è una follia. Mi pare una sparata demagogica e mediatica che mi preoccupa molto. Spero che resti tale, ma situazioni del genere richiedono maggiore senso della realtà".

"UNA BEFFA PER I SARDI" - Netta anche la bocciatura del senatore del Pd, Francesco Sanna: "La decisione imposta dal presidente Berlusconi, ad un giustamente riluttante Consiglio dei Ministri, di spostare il vertice G8 da La Maddalena all'epicentro del terremoto abruzzese è una beffa per i sardi ed un imbroglio per le popolazioni colpite dal sisma". Sanna accusa il premier Berlusconi "di impiegare finanze pubbliche per la ricostruzione e realizzare una complicata passerella che non aiuterà nè accelererà la sistemazione delle aree colpite dal terremoto". "Nel frattempo - ha aggiunto - le risorse per lo sviluppo della Sardegna utilizzate per la preparazione del G8, già scippate dei fondi delle strutture viarie per il nord Sardegna, spero possano mantenere la loro destinazione a favore del risanamento ambientale e dello sviluppo turistico de La Maddalena"..

 

23 aprile 2009

 

 

 

 

 

L'Eliseo: "Con summit in Abruzzo delegazioni più ristrette"

G8 all'Aquila, i dubbi di D'Alema

"Servono tende e aiuti non vertici"

"La solidarietà va organizzata in modo che crei più benefici che problemi". Di Pietro: "È spot elettorale".

ROMA - "Non so se il G8 all'Aquila sarà più un problema o un aiuto per l'Abruzzo". Massimo d'Alema esprime più di una perplessità sulla decisione del governo di spostare nel capoluogo colpito dal sisma il summit di luglio. "Ho l'impressione - ha spiegato l'ex ministro a margine della presentazione del nuovo palinsesto di Red Tv - che in Abruzzo servano più stufette nelle tende che il G8, ma questo sarà valutato da chi ha il compito di valutare la compatibilità dell'evento". "Non so - ha sottolineato poi - se porterà più benefici o problemi vista la complessità degli spostamenti, il tipo di ospiti e la presenza delle forze dell'ordine. È certo un gesto innegabile di solidarietà ma bisogna valutare la compatibilità". "Si tratta - ha poi aggiunto - di vedere la praticabilità di questa che per ora è un'idea brillante, senza dubbio".

CASINI E DI PIETRO - Anche per il presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il G8 in Abruzzo può essere un "segnale di speranza", ma il leader centrista, a margine di un convegno a Vicenza, ha invitato tutti a non "ridurre l'appuntamento a uno show". Più critico il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, secondo il quale spostare il summit in Abruzzo "è un'ennesima presa in giro" uno "spot elettorale". Di Pietro ne ha parlato a Mestre, a margine di un incontro elettorale. "Sarebbe una cosa bellissima - ha detto l'ex pm spostare il G8 in Abruzzo se non fosse un'ennesima presa in giro" perché ci sono "300 milioni di euro già spesi in Sardegna e 200 milioni da spendere in Abruzzo per opere che il giorno dopo dovranno essere smontate". Il tutto a fronte del fatto che, secondo Di Pietro "tutto il lavoro in realtà sarà fatto a Roma mentre in Abruzzo vanno solo a fare la passerella, proprio là dove c'è bisogno di interventi urgenti".

L'ELISEO: "RIDURRE LE DELEGAZIONI" - Nel frattempo, dopo le aperture di Gran Bretagna e Stati Uniti, e le parole del commissario europeo alla relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner (trasferire il G8 di luglio dalla Maddalena all'Aquila è un "passo positivo"), l'Eliseo fa sapere che se il vertice del G8 si svolgerà all'Aquila, come proposto dal premier Berlusconi, bisognerà "ridurre la dimensione delle delegazioni" per motivi "logistici". La presidente francese ha aggiunto di non aver "ancora ricevuto telefonate" da Roma sull'argomento. "In termini logistici - spiegano fonti della presidenza francese - è una sfida da raccogliere, poiché un vertice come quello significa 25.000 persone da mobilitare. Solo la delegazione americana è attorno al migliaio di persone". "Bisognerà senza dubbio ridurre la dimensione delle delegazioni in tutti i settori" affinchè il G8 possa svolgersi nella regione terremotata, ha concluso l'Eliseo.

MONDIALI DI PATTINAGGIO - Intanto, Sabatino Aracu, presidente della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio e deputato Pdl, ha annunciato che anche i mondiali 2012 di pattinaggio sono stati assegnati alla città dell’Aquila. "Siamo stati la prima federazione ad assegnare un campionato del mondo. Il primo che avevamo in Italia era nel 2012, i campionati italiani di corsa, e abbiamo deciso di assegnarlo all’Aquila".

24 aprile 2009

 

 

 

 

 

Decreto per l’Abruzzo

Farmaci generici, prezzi tagliati del 7%

Dagli sconti risparmi tra 350 e 400 milioni, che saranno utilizzati per le zone terremotate

ROMA – Anche i generici contribuiranno agli aiuti per l’Abruzzo. Nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri c’è infatti un articolo dedicato interamente alla "farmaceutica territoriale". Il prezzo dei prodotti a base di principi attivi scaduti di brevetto (l’esempio più comune è il Nimesulide, molecola dell’Aulin) vengono tagliati del 7%. Non basta. Le farmacie "a titolo di recupero del valore degli extra sconti praticati dalle aziende farmaceutiche nel 2008", si vedranno trattenere dal Servizio Sanitario nazionale l'1,4% "delle eventuali quote di partecipazione alla spesa a carico dell’assistito e delle trattenute convenzionali e di legge".

RISPARMI - Da questa norma, che include altre forme di intervento su aziende farmaceutiche e farmacie, il governo calcola di risparmiare tra 350 milioni e 400 milioni di euro che nel 2009 verranno utilizzati in favore delle zone colpite dal terremoto. Pesanti sanzioni per aziende e titolari di farmacie che non rispettano il blocco dell’extra sconto, quel meccanismo per cui i generici venivano venduti dalle industrie a grossisti e farmacisti con sconti anche del 60-80% rispetto al prezzo sulla confezione. Il cittadino e il servizio sanitario però non godevano della stessa agevolazione. Un esempio: se il prodotto veniva pagato dal cittadino 10 euro, al farmacista costava 2,5 euro circa, dunque aveva ampi margini di guadagno ed era incentivato a proporre il generico al posto del farmaco di marca (cioè con il principio attivo originale). Il primo a muoversi contro questo sistema è stato l’assessore della Regione Toscana alla sanità, Enrico Rossi, con un esposto all’antitrust e una denuncia alla Procura della Repubblica. Rossi aveva segnalato che "a fronte di sconti offerti alle farmacie sull’acquisto dei farmaci offpatent dalle aziende e dai distributori, che in certi casi arrivano a superare l’80%, il servizio sanitario è chiamato a rimborsare alla farmacia il prezzo al pubblico. Tale pratica tra l’altro rende nullo l’effetto della legge del 2001 dove è previsto che il prezzo di rimborso da parte dell’ssn deve essere pari al prezzo al pubblico più basso fra i prodotti in commercio".

SPESA - Nel 2008 il mercato dei generici ha determinato una spesa sanitaria di circa 4 miliardi di euro. La stima è che questi comportamenti abbiano sottratto al Sistema sanitario nazionale qualcosa come un miliardo. Una prima iniziativa per il blocco degli extra sconti è del 15 ottobre 2008. Il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio aveva siglato un accordo con regioni e categorie di farmacisti e industrie che anticipava la norma del decreto varato ieri. Tra le altre misure, la modifica del tetto della spesa farmaceutica rimborsata alle Regioni: dal 14% si scende per il 2009 al 13,8%. "E’ solo il primo passo per favorire il mercato dei generici che in Italia non funziona come dovrebbe – commenta Fazio -. Il secondo intervento sarà con i medici. Troveremo il sistema di incentivarli alla prescrizione di prodotto non di marca. Dobbiamo parlare con le categorie". In Italia i farmaci a base di principio attivi non più sotto protezione di brevetto non è mai decollato. Recentemente l’Ue ha accusato l’industria farmaceutica di interferire col processo di affermazione degli unbranded con l’ostruzionismo. Come se non bastasse da noi i prezzi sono superiori nella media rispetto a quelli di Francia e Germania.

Margherita De Bac

24 aprile 2009

 

 

 

 

 

La presidente della Provincia: "Sarebbe una grande occasione per la ricostruzione"

"Il G8 di luglio lo terremo a L'Aquila"

Via libera da Usa e Gran Bretagna

Berlusconi al Consiglio dei ministri in Abruzzo: così risparmiamo 220 milioni. Otto miliardi per ricostruzione

Ricostruzione, 5 per mille bis. Sì a lotteria e "gratta e vinci" (23 aprile 2009)

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Terremoto, esonero di Ici e Irpef per tutti gli immobili inagibili (22 apriel 2009)

Berlusconi a L'Aquila (Ansa)

Berlusconi a L'Aquila (Ansa)

L'AQUILA - La prossima riunione del G8, programmata a luglio nell'isola sarda della Maddalena, sarà spostata a L'Aquila. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri che si è svolto in via eccezionale nel capoluogo abruzzese. Il premier Berlusconi ha motivato questa decisione con il fatto che in questo modo si risparmierebbero denaro e risorse che potrebbero essere utilizzati per la ricostruzione. Inoltre, ha aggiunto Berlusconi, si porterebbe l'Abruzzo al centro dell'attenzione mondiale. Il governo italiano contatta ora gli altri Paesi partecipanti per valutare la loro disponibilità. Usa e Gran Bretagna hanno già fatto sapere di essere d'accordo.

WASHINGTON E LONDRA - "So che il presidente Obama si è sentito con il presidente Berlusconi - ha detto Lisa Jackson, responsabile dell'Agenzia di protezione ambientale americana rispondendo a Siracusa, dove è in corso il G8 ambiente, a una domanda sul trasferimento del vertice internazionale dalla Sardegna all'Abruzzo -. Se dovesse essere così, ci vorranno degli aggiustamenti". E Lynn Eccles, portavoce di Downing Street: "Abbiamo profonda solidarietà per il popolo italiano a seguito dei tragici eventi dell'Aquila e siamo ovviamente pronti ad aiutare l'Italia in ogni modo possibile. Le decisioni sulla sede del summit del G8 spettano al governo italiano".

"QUI I NO GLOBAL NON VERRANNO" - L'utilizzo del complesso monumentale della Maddalena avrebbe comportato un costo di 220 milioni di euro, ha detto il premier: soldi che potranno essere risparmiati utilizzando per il vertice la scuola della Guardia di finanza di Coppito. "Chiedo scusa al presidente della regione Sardegna, che non abbiamo avuto modo di avvisare - ha detto Berlusconi -, ma posso già dire che l'isola potrà ospitare in autunno un summit sull'ambiente per cui sto avendo contatti con il presidente americano Obama. Del resto la Maddalena e il contesto più lussuoso in cui la riunione si sarebbe svolta sarebbe stato meno consono con il periodo di crisi che l'economia mondiale sta vivendo". Quanto alla sicurezza dei leader, il presidente del Consiglio ha spiegato che ci sono tutte le condizioni per garantirla e che probabilmente "non credo che i no global avranno la faccia di venire in questi luoghi a organizzare manifestazioni dure come quelle a cui siamo stati abituati in passato". Il presidente sardo Ugo Cappellacci ha detto che la Sardegna è pronta a fare al sua parte , ma cita "problemi di natura tecnica e organizzativa che non possono consentire lo spostamento del summit in termini operativi". "Se vi saranno poi soluzioni intermedie per raggiungere l'uno e l'altro obiettivo - ha detto Cappellacci - saremo tutti orgogliosi di poter contribuire al risultato finale".

STANZIAMENTI E RICOSTRUZIONE - Il Consiglio dei ministri, durato due ore, ha dato via libera al decreto legge per stanziare le risorse in favore delle zone terremotate. Il provvedimento mette a disposizione un totale di otto miliardi di euro, di cui 1,5 per fronteggiare l'emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione. "Sono state individuate 15 aree dove intervenire con piastre di cemento armato capaci di sopportare scosse sismiche: su queste piastre saranno edificate case sicure, con verde e alberi" ha detto Berlusconi. Le donazioni da parte di imprese e privati a favore degli interventi post-terremoto saranno deducibili dalle tasse, ma solo se fatte "per il tramite della Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento Protezione civile ovvero da altri enti appositamente individuati". Gli studenti universitari saranno esonerati dal pagamento delle tasse per il periodo 2009-2010. "Per la prima volta si affronta un evento del genere senza aumentare la pressione fiscale - ha detto il premier -. Gli otto miliardi saranno recuperati con spostamenti di spese, riduzione di sprechi e rimodulazione degli stanziamenti". Berlusconi ha poi annunciato di avere stilato una lista di 44 tra chiese e beni artistici e architettonici che saranno ricostruiti e restaurati con l'aiuto dei Paesi esteri che hanno dato la propria disponibilità ad aiutare l'Italia nella ricostruzione.

I CONTRIBUTI AI PRIVATI - Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha poi spiegato che il decreto prevede lo stanziamento di 150mila euro per chi vorrà ricostruirsi da sé la casa distrutta e 80mila euro per chi invece ha la casa danneggiata. "Prevediamo - ha detto - 500 milioni di euro, e la domanda è per 700, per interventi per le abitazioni private. Ci sarà un conto corrente gratuito per 150mila euro disponibili per ciascuno per la ricostruzione della casa". Nella gestione di questi fondi ci saranno Fintecna, Cassa Depositi e Prestiti e banche. "Puoi farti la casa come vuoi e può essere la ricostruzione della casa colpita o una casa nuova da un'altra parte" ha aggiunto Berlusconi. Tremonti ha poi spiegato che non verrà utilizzata la leva del 5 per mille per reperire le risorse: "Quando ho fatto l'ipotesi del 5 per mille - ha spiegato - non era per togliere al volontariato ma per aggiungere qualcosa per l'Abruzzo. La scelta successiva è stata quella di rinunciare a questa misura perché la vena polemica radicalizza tutto". Tremonti ha annunciato che è stata avanzata a Bruxelles la richiesta di fare dell'area terremotata una "zona franca urbana" esente da tributi.

PERPLESSITÀ NEL GOVERNO - L'idea di tenere il G8 all'Aquila era stata avanzata da Berlusconi già nei giorni scorsi. L'idea però avrebbe sollevato diverse perplessità nello stesso governo in quanto ci sarebbero da risolvere una serie di problemi di tipo logistico ma anche di sicurezza. Già in passato il premier aveva ventilato la possibilità di cambiare la sede della riunione degli otto grandi: fu quando, con Napoli sommersa dai rifiuti, annunciò che sarebbe stata una buona idea - una volta usciti dall'emergenza - tenere almeno una delle riunioni nel capoluogo partenopeo, facendo arrivare gli otto leader con una nave. Questa volta lo spostamento sembra più probabile. Resta solo da attendere il parere dei Paesi ospiti, che tuttavia difficilmente opporranno un veto.

"SAREBBE UN'OCCASIONE" - L'ipotesi di organizzare il G8 nella regione colpita dal sisma incontra il favore della Provincia de l'Aquila, la cui presidente, Stefania Pezzopane, ha così commentato: "Sarebbe sicuramente una grandissima occasione per L'Aquila che vive una situazione difficile. Certo dal punto di vista organizzativo ci sarebbero tantissimi problemi da affrontare ma sarebbe un gesto di generosità per la nostra città martoriata". "Se ne parla da 5-6 giorni - ha ammesso il sindaco del capoluogo Massimo Cialente -. La città potrebbe essere pronta per quanto possibile dopo un terremoto come quello che abbiamo subito: ci piacerebbe essere vestiti a festa, ma ci troveranno con la tuta da lavoro".

"NON SI OSTACOLI RICOSTRUZIONE" - Dal Pd non ci sono barricate alla decisione di spostare il vertice del G8. "Capisco che la scelta è molto simbolica, e capisco anche che contribuirebbe a tenere accesa l'attenzione sull'Abruzzo - ha detto il segretario Dario Franceschini -. Tuttavia spero che il governo tenga conto che questa decisione non deve intralciare l’esigenza primaria della ricostruzione". E Antonio Di Pietro: "Se i fondi messi a disposizione dal governo per la ricostruzione sono soldi veri e non carta elettorale, sono benvenuti. Finora, ogni volta che il governo ha promesso lo stanziamento di fondi, si trattato sempre di una mera partita di giro, di un gioco delle tre carte, di soldi presi da una parte e messi da un'altra". Totale chiusura da Sinistra e Libertà: "Spostare il G8 in Abruzzo è irresponsabile - dice Paolo Cento -. Non va fatto né alla Maddalena né nelle terre martoriate dal terremoto: piuttosto il governo pensi a investire i 400 milioni di euro che servono per il summit (Cento e Berlusconi citano due cifre differenti, ndr) nella ricostruzione delle città colpite dal sisma".

23 aprile 2009(ultima modifica: 24 aprile 2009)

 

 

 

Ordinanza del presidente del Consiglio

Niente Ici e Irpef per gli immobili inagibili

La norma in Gazzetta Ufficiale. Stabilita la creazione di una commissione internazionale per la prevenzione

Le macerie di un immobile crollato a L'Aquila (Ansa)

Le macerie di un immobile crollato a L'Aquila (Ansa)

ROMA - "I redditi dei fabbricati distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, perchè inagibili totalmente o parzialmente per effetto degli eventi sismici, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpeg, Irpef e Ici fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati medesimi". È quanto prevede una ordinanza firmata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, resa disponibile on line. L'esonero da Ici e Irpef, ovviamente, riguarda le seconde case: le prime sono già esenti dalle due imposte.

PREVISIONE E PREVENZIONE - L'esenzione dalle imposte non è però il solo intervento annunciato tra le disposizioni urgenti legate agli eventi sismici. L'articolo 6 della stessa ordinanza annuncia che l'Italia tenterà di approfondire gli studi per prevedere e prevenire i terremoti e lo farà con una commissione internazionale che elabori le future linee guida in materia. Per avere una più "compiuta valutazione delle conoscenze attuali sulla previsione dei terremoti" e per una "elaborazione di linee guida per il futuro nell'ambito delle attività di previsione e prevenzione, il Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede, con apposito provvedimento, a costituire una Commissione internazionale composta da esperti di comprovata ed elevata professionalità in materia. I relativi oneri di funzionamento sono a carico del Fondo della Protezione civile".

OBBLIGO TRASPARENZA -L'articolo uno dell'ordinanza, contrassegnata con il numero 3757, prevede poi assoluta trasparenza di ogni fase dell'emergenza e della ricostruzione. In particolare, è prevista la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, a conclusione dell'emergenza, di un elenco dei fornitori che sono intervenuti, comprensivo dell'oggetto della fornitura e dell'importo. Ben più rigide le procedure per la ricostruzione, con un monitoraggio da parte delle forze dell'ordine delle imprese impegnate: "A tale scopo - recita l'ordinanza - è fatto carico a ogni stazione appaltante di comunicare la ragione sociale dell'impresa affidataria, i nominativi dei relativi titolari e degli amministratori, l'eventuale utilizzo di imprese sub-contraenti, con specificazione degli stessi elementi informativi, nonchè le generalità complete di tutto il personale impegnato nella realizzazione delle opere e degli interventi commissionati".

 

22 aprile 2009

 

 

 

 

Oggi il decreto donazioni dei privati interamente deducibili dalla dichiarazione dei redditi

Ricostruzione, arriva il 5 per mille bis

Tra le misure lotteria e "gratta e vinci"

L’idea di un gioco con la spesa ai supermercati. Confermato che non ci saranno nuove tasse. Escluso anche l’aumento delle accise su sigarette e benzina

ROMA — Sale a quasi 9 mi­liardi il valore del decreto che sarà varato oggi a L’Aquila dal Consiglio dei ministri per fron­teggiare l’emergenza terremo­to e avviare la ricostruzione in Abruzzo. Gli interventi sono stati messi a punto e quasi tut­ti hanno ormai una loro quan­tificazione (anche se nel decre­to non sarà specificata), ma quasi nessuno di questi pese­rà sul deficit pubblico. E, co­me sottolineano da Palazzo Chigi e dal ministero dell’Eco­nomia, non comporteranno nuove tasse: anche l’aumento delle accise su benzina e siga­rette è stato accantonato. Per finanziare le spese più immediate (1,5 miliardi) e gli investimenti per ricostruire (almeno 7 miliardi) si farà ri­corso ai giochi, ai fondi già esi­stenti, che saranno riprogram­mati, a quelli dell’Unione euro­pea, ma anche alle erogazioni libere dei cittadini.

I versamen­ti dei privati per l’Abruzzo, tan­to per cominciare, dovrebbero essere resi interamente deduci­bili dal reddito nella dichiara­zione 2010, mentre prende quota l’ipotesi di un cinque per mille, sempre sulle dichia­razioni dei redditi, ma del 2009, tutto nuovo. Affianche­rebbe quello riservato al volon­tariato, a cui non sarebbero quindi sottratti fondi.

Il settore dei giochi contri­buirà in modo cospicuo, con misure più incisive per com­battere quelli illegali, ma an­che con nuovi gratta e vinci e lotterie dedicate. Meno verosi­mili le lotterie nei supermerca­ti: un’idea di cui si parla, ma che non viene dai Monopoli, un po’ complessa e non di im­mediata realizzazione perché comporta la messa in rete dei registratori di cassa. Per ricostruire si attingerà, invece, "essenzialmente a ri­sorse già esistenti nel bilancio pubblico" spiegano all’Econo­mia. Quindi al Fondo anti-cri­si accantonato a Palazzo Chigi, dove ci sono 8 miliardi, al Fon­do imprevisti e a quello per le infrastrutture. Poi ci sono i sol­di della Ue, 500 milioni di euro (la Bei si è offerta di emettere anche delle obbligazioni), e so­prattutto quelli degli enti pre­videnziali (2 miliardi circa), della Cassa Depositi (1 miliar­do per i mutui dei privati) e di Fintecna.

La copertura sarà ga­rantita, per 350 milioni nel 2009, anche dalla manovra sui farmaci generici, con un taglio dei prezzi del 7%. I conti della ricostruzione sono ancora parziali. Il villag­gio prefabbricato costerà 700 milioni, almeno 110 ne servi­ranno per le scuole e 120 per gli immobili pubblici. Gli edifi­ci inagibili nell’area del sisma sono circa il 40% e le persone assistite quasi 64 mila. Il decre­to conferma il contributo di 800 euro mensili ad artigiani e commercianti che hanno fer­mato l’attività, l’estensione di sei mesi dell’indennità di di­soccupazione e gli indennizzi ai precari, poi la sospensione del Patto di Stabilità per gli en­ti locali e la creazione di zone franche. Ci sono anche misure giudiziarie (ieri il Procuratore capo è stato ricevuto al Csm): lo sciacallaggio sarà un’aggra­vante di reato, ed è prevista l’istituzione di un pool inter­forze per dare massima traspa­renza alla ricostruzione ed evi­tare infiltrazioni mafiose.

Mario Sensini

23 aprile 2009

 

 

2009-04-22

Terremoto, pronto il decreto:

4,2 miliardi per la ricostruzione

Le risorse da Ue, giochi e enti previdenziali. No allo scudo fiscale

ROMA — Un miliardo e duecento milioni di euro per far fronte all'emergenza del dopo terremoto, più altri tre miliardi, per ora, destinati alla ricostruzione. Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia hanno messo a punto il decreto legge che sarà varato domani dal Consiglio dei ministri a L'Aquila.

Per finanziare la spesa prevista, che già supera i quattro miliardi di euro ma non è affatto definitiva, non saranno varate nuove tasse, né si farà ricorso allo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall'estero. Le risorse arriveranno dai giochi, dall'Unione europea, dagli enti previdenziali, dalla Cassa Depositi e Prestiti, e dai fondi già disponibili a Palazzo Chigi. Il piano del governo prevede che lo Stato si faccia carico per un certo periodo delle rate di ammortamento e degli interessi sui mutui accesi dai privati, poi la costruzione di un mega villaggio prefabbricato nei dintorni dell'Aquila per ospitare in tempi brevi gli sfollati che alloggiano nelle tendopoli e quelli trasferiti negli alberghi della costa abruzzese. In più, nel decreto, c'è una lunghissima serie di interventi per riattivare il circuito economico della regione. Ci sarà un aumento del fondo di garanzia sui prestiti per le piccole e medie imprese, che dovrebbe essere esteso anche alle attività professionali, l'accelerazione degli investimenti dell'Anas e delle Ferrovie dello Stato, il trasferimento gratuito dal Demanio alla regione di immobili e terreni. Probabilmente ci saranno misure a favore degli agricoltori e non è escluso che arrivi anche una garanzia speciale sul credito al consumo per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Nel piano, invece, non è prevista l'esenzione dall'Iva per gli interventi di ricostruzione. Alcune misure non riguarderanno solo l'Abruzzo. Si ipotizzano ad esempio agevolazioni fiscali consistenti per chi costruisce rispettando i criteri antisismici, ma non scatterà la polizza assicurativa obbligatoria per far fronte alle calamità naturali, che a Berlusconi e Tremonti suona come una tassa impropria. I due grandi capitoli di spesa contemplati dal decreto, quella corrente per l'emergenza, che oggi costa allo Stato circa 3 milioni di euro al giorno, e quella in conto capitale per la ricostruzione, avranno fonti di finanziamento distinte. Per gli interventi più immediati, che saranno comunque varati anche in futuro con lo strumento dell'Ordinanza e non del decreto (evitando incidenti parlamentari che potrebbero distrarre parte dei fondi) si ricorrerà ai proventi dei giochi, quindi gratta e vinci e lotterie (e non è escluso un prelievo sui videopoker e i giochi online), al Fondo imprevisti e al Fondo accantonato a Palazzo Chigi per la crisi economica e che ha disponibilità per circa 8 miliardi. In più saranno utilizzati i residui stanziati per il bonus famiglie dall'ultima finanziaria e alcuni risparmi della spesa farmaceutica. Per la ricostruzione, per la quale non c'è ancora una stima definitiva dei costi, il decreto affronta solo la prima fase, comunque impegnativa. L'Unione europea (che attiverà anche la Banca per gli investimenti) finanzierà con 500 milioni buona parte della città prefabbricata. Un miliardo arriverà dagli enti previdenziali, obbligati a investire in immobili parte dei premi assicurativi e dei contributi raccolti. La Cassa Depositi metterà un miliardo facendosi carico dei mutui dei privati. Prevista, infine, una riprogrammazione delle spese destinate al piano per le infrastrutture.

Mario Sensini

22 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

2009-04-20

L'annuncio del Procuratore Antimafia

Grasso: "Costituito un pool per monitorare gli appalti post-terremoto"

Quattro magistrati lavoreranno con il Viminale con l'obiettivo di evitare infiltrazioni mafiose

Piero Grasso (LaPresse)

Piero Grasso (LaPresse)

ROMA - Un pool di quattro magistrati che lavorerà in stretto contatto con il Viminale e avrà l'obiettivo di effettuare analisi preventive e accertamenti per evitare infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione del terremoto che ha colpito l'Abruzzo. L'organismo, ha annunciato il Procuratore Antimafia Piero Grasso è stato costituito questa mattina e diverrà immediatamente operativo. "Non c'è ancora un allarme ma una legittima attenzione - ha detto Grasso - perchè vogliamo evitare che gli sciacalli delle case si trasformino in sciacalli delle casse dello Stato. Vogliamo che i soldi della ricostruzione vadano a chi ha diritto". Il pool di magistrati della Procura nazionale anti mafia è composto dai pm Gianfranco Donadio, Vincenzo Macrì, Alberto Cisterna e Olga Capasso.

"AGIRE PRIMA PER EVITARE I PROCESSI" - I magistrati del pool saranno a disposizione del procuratore e del prefetto dell'Aquila e, ha aggiunto il procuratore Grasso, prenderanno contatti con il ministro dell'Interno "per mettere a disposizione banche dati, esperienza e informazioni". L'obiettivo è quello di agire a monte per evitare di arrivare a dei processi che si trascinino per anni e anni come è avvenuto per il terremoto dell'Irpinia. "Dobbiamo agire prima - conferma Grasso - ed evitare di fare i processi". Il compito primario dei magistrati sarà innanzitutto quello di individuare possibili prestanome per le organizzazioni criminali. "Il certificato antimafia è aggirabile, basta creare una società con dei prestanome - spiega infatti il procuratore antimafia - e dunque dobbiamo vedere se nel campo delle relazioni dei criminali ci siano probabili prestanome. Un'indagine che, conclude Grasso, "può essere fatta solo con le intercettazioni e i collaboratori di giustizia". Il procuratore, infine, ha ribadito la disponibilità della Procura nazionale antimafia di sollevare dalle indagini già in corso i colleghi impegnati all'Aquila in modo che si possano concentrare sulle indagini per accertare le eventuali responsabilità nei crolli". Siamo disposti a fare da pronto soccorso giudiziario - dice Grasso - e mandare all'Aquila i magistrati di questo ufficio".

20 aprile 2009

 

 

 

 

 

Per ora l’elenco comprende 49 Comuni. Bertolaso: sarà moderatamente ampliato

La corsa dei sindaci alla lista terremotati

Alleanze tra rivali politici per i risarcimenti. E c’è chi evoca i "palazzi stressati"

L’AQUILA — Ci sono sindaci che minacciano le dimissioni, al­tri si accusano a vicenda di specu­lare sull'emergenza, dicono che "il terremoto si è fermato qui. Do­po di noi, lo giuro, non ha fatto danni". E intanto, praticamente tutti, bussano alle casse dello Sta­to. Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, di domenica po­meriggio riceve gli arrabbiatissi­mi amministratori della zona di Sulmona, li rassicura, li saluta cordialmente e poi ai giornalisti confida: "La prossima settimana adotteremo un parziale, mode­sto, limitato ampliamento della li­sta dei Comuni da aiutare". Nico­la Tarantini, alla guida di Pizzofer­rato, dovrebbe avere poche possi­bilità: "I nostri edifici non sono inagibili, sono stressati". Lui è a 120 chilometri dall'epicentro, dall'Aquila si fa prima ad andare a Roma.

La prospettiva di non ricevere soldi per la ricostruzione e mag­giori poteri d'intervento ha dato vita a nuove alleanze, trasversali e bipartisan. Fabio Federico, pri­mo cittadino di Sulmona, centro­destra, e Antonio De Crescentiis, sindaco di Pratola Peligna, centro­sinistra, hanno di colpo messo da parte la rivalità politica. Ora sono alla guida di 17 comuni della Val­le Peligna: "Sappiamo che altro­ve il terremoto ha provocato tra­gedie e lutti, non vogliamo specu­lare. Chiediamo solo che venga­no riconosciuti anche i danni su­biti da noi, se meritiamo un risar­cimento dell'1% ci diano quello. Ma zero no, sarebbe ingiusto".

E però a sentire il loro collega di Molina Aterno, Luigi Fasciani, la geografia di questo terremoto è un'altra: "Il mio paese, come Se­cinaro e Fontecchio, è all'interno del cratere del sisma. Invece altri comuni come Sulmona e quelli Peligni sono fuori. Eppure, secon­do la Protezione civile, il terremo­to ha fatto il canguro: ci ha salta­to ". Lucia Pandolfi, primo cittadi­no di Montereale, minaccia gesti plateali. È appena uscita dalla riu­nione con i colleghi di Cagnano Amiterno e di Capitignano: "Se entro domani non ci daranno ga­ranzie sul nostro ingresso nella li­sta dei comuni danneggiati, ri­metteremo le fasce tricolori nelle mani del prefetto". Come Enio Mastrangioli, che da 12 anni am­ministra Raiano: "Sono in scaden­za di mandato. Se mi prorogano per gestire l'emergenza senza far­mi entrare nell'elenco, allora ven­ga un commissario prefettizio a spiegare alla popolazione come mai siamo esclusi".

I comuni da aiutare, per ora, so­no 49. Selezionati in base a un cri­terio scientifico: stanno dentro quelli che hanno risentito di un' intensità uguale o superiore al 6˚ grado della scala macrosismica Mcs (Mercalli, Cancani, Sieberg), fuori tutti gli altri. "Ma per dire chi è terremotato serve una verifica sul territorio — attacca Giuseppe D'Alonzo, sindaco di Crognaleto e vigile del fuoco — perché ci sono cose che i sismografi non possono misura­re. Non chiediamo risorse a piog­gia, ma esiste anche un terremo­to di periferia. Io devo abbattere un palazzo, minaccia di cadere sulla casa di una famiglia: la pro­cedura normale prevede l'ordi­nanza e un'attesa di 70 giorni. Se mi dessero i poteri previsti dal de­creto potrei intervenire subito. Perciò voglio essere dentro la li­sta ". Lo dicono in tanti: e per spie­gare che il loro non è un assalto alla diligenza, raccontano di loca­li chiusi, disdette, mercati fermi, aziende in sofferenza perché da L'Aquila non arrivano più com­messe.

Luciano Lapenna, sindaco di Vasto, se si guarda attorno di dan­ni materiali ne vede pochi: "Ma ci sono quelli collaterali. Io devo aiutare gli sfollati aquilani, prov­vedere alla scuola per 98 bambini che si sono trasferiti da noi. Per ora ho stanziato 37 mila euro. Non dico di inserirmi nella lista, ma almeno il governo mi consen­ta di non rispettare il patto di sta­bilità ". Attilio Forgione, di Frez­za, è al lavoro da giorni: "Abbia­mo certificato ogni danno". Ma certificato da chi? "Dai nostri tec­nici ". A volte i risultati non sono proprio impressionanti: "Dobbia­mo fare verifiche più approfondi­te — ammette Giuseppe Giam­marco, di Introdacqua — per ora ho firmato un'unica ordinanza di sgombero". Ma non si scoraggia: "Nei prossimi giorni ne faremo altre".

Alessandro Capponi

Mario Porqueddu

20 aprile 2009

 

 

 

Era stato giudicato lo stabile più "vulnerabile" del centro storico

L'Aquila, "miracolo" di Palazzo Quinzi

Ha resistito grazie a dei mini-restauri

La notte tra il 5 e il 6 aprile il Palazzo ha riportato lesioni definite "marginali". Presto sarà dichiarato agibile

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

Palazzo Quinzi a L'Aquila (Benvegnù-Guaitoli)

Palazzo Quinzi a L'Aquila (Benvegnù-Guaitoli)

L'AQUILA - Palazzo Quinzi è la prova. La sua sopravvivenza, il suo rimanere in piedi nonostante la ve­nerabile età e una diagnosi che più infausta non si poteva, dimostrano che era possibile fare qualcosa. La distruzione del centro storico del­l’Aquila, quasi completamente raso al suolo, non era un evento inelutta­bile come ora sostengono in molti, soprattutto amministratori locali. L’antico edificio, finito di costru­ire nel 1715, attribuito a Francesco di Accumuli, allievo del Carlo Fon­tana cui si deve la sistemazione di San Pietro in Vincoli e della chiesa dei SS. Apostoli a Roma, era il pri­mo della lista in qualunque censi­mento di vulnerabilità sismica sti­lato in Abruzzo, dal 1970 ad oggi. "Stato della struttura estremamen­te precario, vulnerabilità alta". La scheda dello studio sul ri­schio sismico voluto nel 1999 dal­l’allora sottosegretario alla Prote­zione civile Franco Barberi è l’uni­ca nella quale viene speso un avver­bio per rafforzare il concetto di ri­schio. Nel dossier del 2005 prepara­to dai tecnici della Protezione civi­le abruzzese, il grado di vulnerabili­tà di Palazzo Quinzi è il più alto tra gli edifici pubblici, e il grado di re­sistenza assegnato nell’ipotesi di si­sma "severo" è di gran lunga il più basso. L’edificio nelle peggiori con­dizioni, il giudizio è unanime per tutte e due le mappature. Predesti­nato al crollo.

È ancora lì, al suo posto. Dan­neggiato, certo. Ma ancora in pie­di, prossimamente agibile. La Pre­fettura, seconda classificata nella graduatoria degli immobili più a ri­schio, si è sbriciolata come una me­ringa. Il malato terminale Palazzo Quinzi è invece sopravvissuto. Non c’è mistero, e neppure miraco­lo. Semplicemente, è stato salvato dalla sua storica destinazione d’uso. Da oltre un secolo, è una sede scolastica. L’edificio, di proprietà della Provincia, ha ospitato un Isti­tuto tecnico, un Liceo Scientifico, e attualmente un Classico. Nel 1989 una serie di crolli del solaio posero una seria questione di inagibilità. Gli alunni di una intera classe ven­nero evacuati dopo che dal soffit­to, a lezione in corso, erano comin­ciati a piovere calcinacci. L’esem­pio di "monumentale solidità e in­solita robustezza per la particolare contraffortatura alle parti estreme dell’edificio" citato dallo storico dell’ar­chitettura aquilana Mario Moretti era or­mai diventato un ru­dere pericolante. Su pressione dei genitori, la Provin­cia promosse una istruttoria privata sulle condizioni del palazzo. "Murature da consolidare con urgenza, soffitte ina­gibili e ad elevato grado di permeabilità, l’intera struttura è da ritenersi completa­mente instabile". Un disastro.

Naturalmente i lavori di restau­ro hanno avuto tempi biblici e un cammino tortuoso. Lo studio risa­le addirittura al 1991, ma il proget­to esecutivo venne approvato nel 1998 e divenne cantierabile nel 2002. I fondi vennero trovati sol­tanto l’anno seguente e i lavori pre­sero il via nel 2005, poco dopo la visita dei tecnici della Protezione civile abruzzese, che uscirono da palazzo Quinzi con i capelli dritti. "Ma in realtà - afferma l’ingegne­re Francesco Bonanni, capo del Ge­nio civile provinciale - l’immobi­le venne sottoposto ad un normale intervento di consolidamento". Nessuna terapia d’urto o d’emer­genza, quindi. In quegli anni Palaz­zo Quinzi divenne l’oggetto di un duello rusticano tra enti pubblici. I lavori della metropolitana di super­ficie, una incompiuta costata 60 mi­lioni di euro, stavano per lambire l’edificio. La Provincia, paventan­do "manifestazioni di dissesto sta­tico e danneggiamento" chiese al Comune il blocco delle attività per preservare l’opera di restauro, co­stata alla fine 400 mila euro di eu­ro. Il ministero dei Beni culturali accolse la richiesta e fece sospende­re gli scavi, chiedendo ulteriori ve­rifiche "sulla stabilità dell’area".

Il rapporto finale sul restauro racconta di reti metalliche poste sui solai, iniezioni di cemento nei piloni e nelle parti dell’edificio rite­nute più a rischio, inserimento di catene nelle murature e consolida­mento delle murature verticali me­diante reti elettrosaldate. "Una ro­busta opera di messa in sicurezza" dice l’ingegnere. Nulla di più. "Se ogni edificio storico fosse stato sot­toposto allo stesso trattamento, avremmo avuto l’80 dei danni in meno" dice l’ingegner Bonanni. "E qualche vita umana sarebbe stata salvata" aggiunge amaro. La pecora nera del centro storico è l’unica ad essersi salvata. La not­te tra il 5 e il 6 aprile, palazzo Quin­zi ha riportato lesioni che ora ven­gono definite "marginali". Ha ce­duto qualche muratura. Si sono cre­ate delle crepe interne ed esterne, dovute anche all’intervento di con­solidamento, che ha irrigidito la struttura, rendendola meno elasti­ca. L’ineluttabile non esiste, neppu­re nei terremoti.

Marco Imarisio

20 aprile 2009

 

 

2009-04-19

Fini: "Sul terremoto giusto chiedere

l'accertamento delle responsabilità"

Il presidente della Camera: "Non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole"

Gianfranco Fini (Lapresse)

Gianfranco Fini (Lapresse)

GROSSETO - Dopo le dure parole di Napolitano ("Bilancio del sisma aggravato dallo sprezzo delle regole") e le dichiarazioni di Berlusconi da L'Aquila ("Ben vengano le inchieste, ma non perdiamo tempo"), Gianfranco Fini torna sulle responsabilità della strage causata dal terremoto in Abruzzo e definisce "giusto il sentimento che si accertino eventuali responsabilità" dei danni provocati dal sisma. "La vicenda abruzzese - spiega il presidente della Camera intervenendo alla festa nazionale dei piccoli comuni - deve massimamente indurre gli amministratori, chi governa e i parlamentari a non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole. Se ciò non avviene, le conseguenze le vediamo tutti. Sono angoscianti e provocano il giusto sentimento di chiedere l'accertamento di eventuali responsabilità".

APPLICARE LE REGOLE - "Ognuno ha la responsabilità di rispettare e di fare davvero rispettare le regole che il Parlamento dà alla comunità nazionale, magari dopo un grande dibattito e un aspro confronto - ha aggiunto Fini -. Le vicende come quella dell'Abruzzo, anche se tragiche, devono insegnare qualcosa. Le regole date dal Parlamento perché le costruzioni vengano realizzate nel rispetto dell'ambiente ma soprattutto in modo da limitare riducendolo quasi allo zero i rischi presenti in un paese con un assetto idrogeologico come l'Italia vanno applicate".

"LA VERITÀ SUI CROLLI" - Come Fini, anche numerosi altri esponenti politici e altre autorità sono tornate sull'importanza delle indagini in Abruzzo, all'indomani delle parole del premier Berlusconi e del presidente Napolitano. Secondo il governatore della Puglia Nichi Vendola, l'inchiesta della magistratura per stabilire chi è responsabile del crollo di edifici dell'Aquila come l'ospedale e la Casa dello Studente sono "indispensabili". "Che si debba appurare la verità su chi ha messo la sabbia nei pilastri, nelle costruzioni e che vada in galera chi lo ha fatto, mi pare indispensabile" ha sottolineato l'esponente di Sinistra e libertà a Monza per la presentazione della lista per le Provinciali che sostiene il candidato del Pd Gigi Ponti.

"PASSERELLE IN ABRUZZO, NON È SERIO" - Intanto, non si placa la polemica sulle visite in Abruzzo del presidente del Consiglio. Ad attaccare è Pier Ferdinando Casini: "Subito dopo il terremoto, il premier aveva invitato i politici a non recarsi nelle zone colpite per non intralciare i soccorsi ma da allora abbiamo assistito solo a passerelle - è l'affondo del leader dell'Udc - e questo non credo sia serio". "Noi abbiamo rispettato - ha aggiunto Casini, in occasione dell'apertura, al Palazzo dei Congressi all'Eur, della campagna elettorale per le europee - la richiesta del presidente del Consiglio, e questa è una prova che nonostante non concediamo sconti quando non si fanno gli interessi degli italiani, non contrastiamo ideologicamente il governo. Ora chi ha di più deve contribuire alla solidarietà per l'Abruzzo in modo che la nostra società si basi sul principio della sussidiarietà".

19 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

al momento non sono stati segnalati danni

Terremoto nel Cuneese, paura a Torino

Una scossa di magnitudo 3.9 registrata domenica pomeriggio. L'epicentro a Bra, tra Asti e il capoluogo

La mappa della scossa nelle Langhe (da haisentitoilterremoto.it)

La mappa della scossa nelle Langhe (da haisentitoilterremoto.it)

TORINO - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9, "nettamente" avvertita dalla popolazione nel Torinese, è stata registrata alle 14,39 di domenica pomeriggio. I comuni coinvolti sono Bra, Sanfrè e Pocapaglia, tutti in provincia di Cuneo. Secondo le rilevazioni dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la scossa in Piemonte ha avuto il suo epicentro a tre chilometri da Bra, in provincia di Cuneo, e si è verificata ad una profondità di 40,2 chilometri. Numerose, comunque, sono le telefonate giunte ai centralini dei vigili del fuoco da parte di cittadini allarmati dall'accaduto. Solo due richieste di verifica statica di edificio sono giunte al comando dei Vigili del Fuoco di Torino: una proveniente da Carmagnola, cittadina a pochi chilometri dal punto in cui è stato localizzato l'epicentro. Una seconda da Lanzo (Torino), un centro che però si trova nelle montagne verso la parte nord-occidentale della provincia.

Audio - Barba dell'Invg: "Scossa a quaranta chilometri di profondità"

PERSONE IN STRADA - La scossa di terremoto è stata avvertita in diversi punti di Torino. Verso la periferia meridionale della città alcune persone sono scese in strada. "Stavo seduta sulla sedia - racconta un'impiegata della centralissima stazione ferroviaria di Porta Nuova - quando, all'improvviso, mi sono sentita come scrollare". Una donna, nella zona del lungo Po, ha spiegato di aver sentito "vibrare violentemente le tapparelle" e di avere udito "un rumore, come se qualcuno stesse cercando di entrare in casa". La scossa è stata avvertita anche ad Asti e ad Alba (Cuneo), dove un residente racconta: "Stavo lavorando al computer seduto a uno sgabello. All'improvviso mi sono sentito spingere in avanti, verso la scrivania. È durata un paio di secondi".

PAURA TRA I DETENUTI DI FOSSANO - Durante la scossa, momenti di paura sono stati vissuti tra i detenuti del carcere di Fossano: tutti i reclusi del terzo piano hanno abbandonato le celle, che erano aperte, e si sono precipitati nel corridoio.

BOSCHI - Il Piemonte è una zona a "bassa pericolosità sismica, ma è molto probabile che alla scossa avvertita nella zone di Bra alle 14.39 seguiranno nelle prossime ore altre scosse di intensità pari o minore" ha spiegato il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Enzo Boschi, il quale ha anche esortato ad "evitare la psicosi". Il Piemonte, ha spiegato Boschi, "è una delle zone a più bassa pericolosità sismica in Italia e la scossa di magnitudo 3.9 registrata oggi è mille volte più piccola rispetto a quella verificatasi in Abruzzo lo scorso 6 aprile".

19 aprile 2009

 

 

 

 

 

2009-04-18

le dichiarazioni nell'incontro con le famiglie francescane

Napolitano: "Bilancio del terremoto aggravato dallo sprezzo delle regole"

E sulla crisi economica il capo dello Stato ha detto: "Provocata da sete di potere e mancanza di valori"

Napolitano saluta Fr. Aldo Broccato, Presidente della Conferenza Italiana dei frati Minori Cappuccini e Fr. José Rodriguez Carballo, Ministro generale dell'Ordine dei Frati Minori (Ansa)

Napolitano saluta Fr. Aldo Broccato, Presidente della Conferenza Italiana dei frati Minori Cappuccini e Fr. José Rodriguez Carballo, Ministro generale dell'Ordine dei Frati Minori (Ansa)

ROMA - "Quando oggi pensiamo e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto in Abruzzo non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore umano comportamenti di disprezzo delle regole, disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo nella Tenuta di Castelporziano una delegazione delle famiglie francescane.

LA CRISI - Il capo dello Stato, rivolgendosi ai Francescani, si è chiesto: "Non sono stati forse questi fenomeni e questi comportamenti" legati "a un indubbio e allarmante decadimento di valori spirituali, umani e morali" a rappresentare "una delle cause della crisi che oggi affligge le nostre economie e le nostre società?". "Parlo di comportamenti dettati da avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo dell'interesse generale e dall'ignoranza di valori elementari di giustizia e di solidarietà ".

LE REAZIONI -  La capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro attacca Silvio Berlusconi e loda Giorgio Napolitano per le loro differenti dichiarazioni sul terremoto. "Sono stupefacenti le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulle inchieste che la magistratura sta compiendo per verificare ed accertare se esistano responsabilità nella tragedia del terremoto. Proprio oggi, mentre il Presidente della Repubblica lancia un accorato monito per condannare chi, infischiandosene della vita dei cittadini e preoccupandosi solo del proprio lucro, ha costruito senza tener conto delle regole".

I FRANCESCANI - I francescani d'Italia, per la prima volta ricevuti da un presidente della Repubblica in occasione degli 800 anni dell'Ordine, assicurano a Giorgio Napolitano un impegno forte, spirituale e materiale, a sostegno dei terremotati d'Abruzzo e la loro vicinanza a tutti gli italiani, nel segno dei valori del santo patrono della nazione che "sono anche alla base della carta costituzionale". "Per San Francesco - ha detto il ministro generale dell'ordine dei frati minori, Josè Rodroguez Carballo, ricevuto con una delegazione di 26 francescani - è fondamentale la continua ricerca del dialogo con tutti e l'impegno ad accogliere la diversità come una ricchezza che l'altro ci offre". Il presidente della conferenza italiana dei frati minori cappuccini, frate Aldo Broccato, da parte sua, si è soffermato sulle iniziative per il terremoto. "Confermiamo il nostro impegno - ha poi aggiunto - soprattutto nell'animazione e formazione dei giovani affinchè promuovano il valore alto della fraternità universale perchè i 'lebbrosi' della nostra epoca - ha concluso - possano sentire l'abbraccio della misericordia, della solidarietà e della accoglienza e perchè l'Italia come popolo e territorio sia riflesso dell'amore e della bellezza del creatore".

18 aprile 2009

 

 

 

 

 

due ragazze confermano: "c'erano crepe nella casa dello studente"

Il premier: sì inchieste ma costruiamo

Il procuratore: non siamo di ostacolo

Settima visita del premier in Abruzzo. Il Papa tra i terremotati il 28 aprile. Prime nozze tra due sfollati

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Terremoto, primi interrogatori. 800 euro al mese agli autonomi (17 aprile 2009)

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La lista dei comuni colpiti (17 aprile 2009)

Berlusconi visita la tendopoli di Pianola (Ap)

Berlusconi visita la tendopoli di Pianola (Ap)

L'AQUILA - Prima di tutto la ricostruzione. A dodici giorni da sisma che ha sconvolto l'Abruzzo, è proprio "ricostruzione" la parola d'ordine del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla sua settima visita all'Aquila. "Ben vengano le inchieste - sostiene il premier, in conferenza stampa con Bertolaso dopo aver visitato il campo di Pianola -, ma per favore - è l'invito del Cavaliere - non perdiamo tempo, impieghiamo il nostro tempo nella ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono successe. Se qualcuno è colpevole pagherà. Ma per favore non riempiano le pagine dei giornali di inchieste". "Un costruttore che realizza una casa in una zona sismica e risparmia su ferro e cemento può essere solo un pazzo o un delinquente - aggiunge Berlusconi, parlando dei possibili responsabili. Mio padre diceva una cosa: se uno nasce col piacere di fare del male ha tre scelte: può fare il delinquente, il pm o il dentista. I dentisti si sono emancipati e adesso esiste l'anestesia".

LA REPLICA - Alle dichiarazioni del premier risponde il procuratore della Repubblica presso il tribunale dell'Aquila, Alfredo Rossini: l'inchiesta condotta dalla procura sui crolli, spiega il pm, "non è una perdita di tempo" né è di intralcio alla ricostruzione: "Non vedo - afferma Rossini - che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle eventuali responsabilità penali". Il presidente del Consiglio, aggiunge Rossini, "forse è stato frainteso, perché ci ha sempre dichiarato stima. Noi facciamo solo il nostro lavoro".

L'ANM E L'OPPOSIZIONE - Le dichiarazioni del premier però hanno scatenano la dura reazione dell'Anm e dell'opposizione: "Sono inaccettabili gli insulti e le denigrazioni, soprattutto se provengono da chi riveste una delle massime cariche istituzionali" ha detto il presidente del sindagato delle toghe Luca Palamara. E di "insulto" parla anche il leader del Pd dario Franceschini: per il leader del Pd è offensivo "dire che sono un intralcio all'emergenza e alla ricostruzione quelle inchieste che sono invece dovute in base alla legge e che cercano di accertare le responsabilità di abusi e violazioni di norme nelle costruzione di edifici che, con il loro crollo, hanno causato la morte di tante persone". "Berlusconi - ha sottolineato il segretario dei democratici - la smetta anche di giocare a scaricabarile, tentando di coinvolgere l'attuale gestione degli enti locali in responsabilità che, se accertate, vanno indietro negli anni e coinvolgono molti livelli dello Stato". E contesta le frasi del presidente del Consiglio anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro: "Per Berlusconi - è l'attacco dell'ex pm - sono criminali coloro che indagano su chi commette i reati e non chi li commette".

"TRE CASE SU 4 AGIBILI IN 30 GIORNI" Quanto alla ricostruzione, Berlusconi promette che "lo Stato ricostruirà il 100% delle case che sono state distrutte o lesionate dal terremoto". "Tre case su quattro saranno agibili in 30 giorni". "Se qualche cittadino poi volesse costruire per se stesso la casa altrove - ha aggiunto - lo Stato ricostruirà ovunque la sua casa distrutta ma farà anche di più: darà a quel cittadino un contributo tra il 33 e il 50% e la possibilità di coprire la restante parte con un mutuo trentennale". Berlusconi ha inoltre detto che non ci sarà una tassa per la ricostruzione delle aree terremotate e nei comuni colpiti le elezioni amministrative saranno rinviate. La situazione delle case danneggiate in Abruzzo è "più favorevole, più positiva di quello che avevamo immaginato" ha detto il premier, spiegando che sono stati fatti 4.659 sopralluoghi e che il 57% delle abitazioni è agibile, mentre il 19% lo potrà essere in un periodo "da qualche giorno a un mese". "Quindi - ha concluso Berlusconi - abbiamo la bella sorpresa che il 76% delle case sono agibili entro 30 giorni. Il restante 30% è inagibile".

NESSUNA TASSA - "I finanziamenti li abbiamo - ha assicurato il premier -. C'è la sicurezza che i soldi necessari ci sono e che non si trasformeranno in nuove tasse per i cittadini. Ho voluto io decidere, visto che la filosofia del governo è diminuire e non aumentare la tassazione". Il Consiglio dei Ministri si terrà a L'Aquila venerdì 24 aprile. I cittadini, continua il premier, potranno fare donazioni e "ci sarà un'attenzione spasmodica alla contabilizzazione di tutte queste cifre e a un rendiconto di come saranno spese". Saranno adottati, ha detto, "interventi che saranno in sintonia con l'ambiente". "Costruiremo delle case tecnologicamente molto avanzate, essere pronte in 5 o 6 mesi. Quando le lasceranno non ci ritroveremo delle mostruosità o delle baraccopoli che poi costerebbe ancor di più smantellare, ma delle case sismicamente sicure che potranno essere trasformate in campus universitari".

"ORGANIZZAZIONE EFFICACE" - "Andiamo avanti bene - ha detto ancora il premier -. L'organizzazione è molto efficace, naturalmente non si può essere perfetti al cento per cento. Abbiamo 60mila persone fuori dalle proprie case. Sono i numeri più elevati riguardo a cose di questo genere per quanto riguarda l'occidente". Abbiamo 20mila persone allocate in alberghi e case private, 40mila persone sistemate nelle tende, i campi sono 120, tutti hanno riscaldamento, luce, assistenza sanitaria". Per le famiglie sfollate, ha detto anche il premier, "abbiamo reperito 1.500 appartamenti liberi per locazioni o acquisti e stiamo trattando con i proprietari per acquisirli". Al momento sono distribuiti in una "città diffusa", formata da 161 campi e 373 hotel.

TELEGRAMMA DEL SINDACO - Commentando la notizia di un telegramma inviato alla Protezione civile, al prefetto e al governo dal Comune de L’Aquila alcuni giorni prima del sisma e in cui si chiedeva lo stato di emergenza per le aree sottoposte da mesi a movimenti tellurici, ha detto: "Ho letto anch’io questa cosa, ne ho parlato con Bertolaso e mi ha fatto vedere che la Protezione civile riceve ogni giorno decine di telegrammi di tanti Comuni che chiedono l’emergenza per una cosa o un’altra. Ma l’emergenza si dichiara solo dopo l’accadimento". Alla domanda se il clima di unità nazionale seguito al sisma in Abruzzo possa rappresentare un modello per i futuri rapporti con l’opposizione, Berlusconi ha risposto "speriamo".

LA LISTA DEI COMUNI - La visita del premier avviene all'indomani di importanti decisioni: la prima presa dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi circa l'indenntità di disoccupazione anche per i lavoratori autonomi e la disponibilità di 55 milioni per gli ammortizzatori sociali, la seconda è il decreto firmato dal sottosegretario Guido Bertolaso che contiene l'elenco dei 49 comuni che hanno avuto maggiori danni dal sisma. Un elenco che ha suscitato le proteste delle città rimaste fuori, come Sulmona. Ma Berlusconi e la stessa Protezione civile hanno fatto sapere che saranno compiuti ulteriori approfondimenti per integrare eventualmente la lista.

VISITA DEL PAPA IL 28 - Il Vaticano, nel frattempo, ha stabilito la data della visita di Benedetto XVI nelle zone terremotate: il 28 aprile andrà a L'Aquila e a Onna, la cittadina rasa al suolo diventata uno dei simboli del sisma. "Benedetto XVI si recherà in Abruzzo per incontrare le popolazioni vittime del terremoto, secondo il proposito da lui da tempo manifestato" ha spiegato il direttore della sala stampa vaticana Federico Lombardi.

AMICHE DELLA STUDENTESSA - Alla Procura de L'Aquila proseguono gli accertamenti per individuare eventuali responsabilità. La versione fornita agli investigatori da Carmela Tomassetti sulle crepe all'interno della Casa dello studente - profonde fessure segnalate ai responsabili della struttura, ma rispetto alle quali non sarebbero stati presi provvedimenti - è stata confermata da altre due studentesse, sentite sabato dai carabinieri. Le due giovani - i cui nomi erano stati indicati dalla stessa Tomassetti, ascoltata a lungo dagli inquirenti - hanno in primo luogo confermato l'esistenza di una crepa su un pilastro della sala mensa, con relativa infiltrazione d'acqua; poi hanno detto che effettivamente nelle loro camere c'erano vistose fessure, ma che non sono stati fatti sopralluoghi per stabilirne l'eventuale pericolosità. Sentito anche un uomo che viveva in uno stabile accanto alla Casa dello studente.

ALTRE SCOSSE - E non si ferma lo sciame sismico: c'è stata una scossa di magnitudo 3,8 alle 11.05 con epicentro tra Pizzoli, Barete e L'Aquila, dopo quella delle 24.51 di venerdì di magnitudo 2,5 e altre due scosse all'alba. Una nuova scossa è stata avvertita a L'Aquila alle 13.07, con magnitudo di 3,2 ed epicentro nella Valle dell'Aterno. Dopo quella delle 11.05 sono state registrate altre due scosse di magnitudo inferiore: alle 11.23 del 2,9 e alle 12.24 del 2,6.

PRIMO MATRIMONIO - Intanto a L'Aquila gli sfollati continuano il difficile percorso verso il ritorno a una, seppur precaria, normalità. Sabato sono state celebrate le prime nozze del dopo-sisma: Massimo Marinelli e Maria Chiara Aio si sono sposati con rito civile nel cortile della scuola Collodi di via Aldo Moro trasformata per l'occasione in centro operativo del Comune (Guarda le foto). Hanno definito il loro matrimonio un segno di rinascita di una città che non si arrende.

18 aprile 2009

 

 

 

 

due ragazze confermano: "c'erano crepe nella casa dello studente"

Berlusconi: "Nessuna tassa per sisma

Tre case su quattro agibili in 30 giorni"

Settima visita del premier. Il Papa all'Aquila e Onna il 28 aprile. Prime nozze tra due sfollati: "Segno di rinascita"

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Berlusconi visita la tendopoli di Pianola (Ap)

Berlusconi visita la tendopoli di Pianola (Ap)

L'AQUILA - "Tre case su quattro saranno agibili in 30 giorni". Il presidente del Consiglio Berlusconi, alla sua settima visita in Abruzzo, fa il punto della situazione in conferenza stampa con il sottosegretario alla Protezione civile Bertolaso dopo aver visitato il campo di Pianola. E promette che "lo Stato ricostruirà il 100% delle case che sono state distrutte o lesionate dal terremoto". "Se qualche cittadino poi volesse costruire per se stesso la casa altrove - ha aggiunto - lo Stato ricostruirà ovunque la sua casa distrutta ma farà anche di più: darà a quel cittadino un contributo tra il 33 e il 50% e la possibilità di coprire la restante parte con un mutuo trentennale". Berlusconi ha inoltre detto che non ci sarà una tassa per la ricostruzione delle aree terremotate e nei comuni colpiti le elezioni amministrative saranno rinviate. La situazione delle case danneggiate in Abruzzo è "più favorevole, più positiva di quello che avevamo immaginato" ha detto Berlusconi, annunciando che sono stati fatti 4.659 sopralluoghi. A quanto riferisce il premier, il 57% delle abitazioni è agibile, mentre il 19% lo potrà essere in un periodo "da qualche giorno a un mese". Insomma, dai sopralluoghi è emersa "una buona sorpresa, quella di avere il 76% di case o immediatamente agibili o agibili nel massimo in 20 giorni".

NESSUNA TASSA - "I finanziamenti li abbiamo - ha detto il premier -. C'è la sicurezza che i soldi necessari ci sono e che non si trasformeranno in nuove tasse per i cittadini. Ho voluto io decidere, visto che la filosofia del governo è diminuire e non aumentare la tassazione". Il Consiglio dei Ministri si terrà a L'Aquila venerdì 24 aprile. I cittadini, continua il premier, potranno fare donazioni e "ci sarà un'attenzione spasmodica alla contabilizzazione di tutte queste cifre e a un rendiconto di come saranno spese". Saranno adottati, ha detto, "interventi che saranno in sintonia con l'ambiente". "Costruiremo delle case tecnologicamente molto avanzate, essere pronte in 5 o 6 mesi. Quando le lasceranno non ci ritroveremo delle mostruosità o delle baraccopoli che poi costerebbe ancor di più smantellare, ma delle case sismicamente sicure che potranno essere trasformate in campus universitari".

"ORGANIZZAZIONE EFFICACE" - "Andiamo avanti bene - ha detto ancora il premier -. L'organizzazione è molto efficace, naturalmente non si può essere perfetti al cento per cento. Abbiamo 60mila persone fuori dalle proprie case. Sono i numeri più elevati riguardo a cose di questo genere per quanto riguarda l'occidente". Abbiamo 20mila persone allocate in alberghi e case private, 40mila persone sistemate nelle tende, i campi sono 120, tutti hanno riscaldamento, luce, assistenza sanitaria. Naturalmente vengono distribuiti cibi caldi e ci sono psicologici a disposizione per consigli e discorsi. Ci rendiamo conto che è una situazione da risolvere al più presto possibile e stiamo lavorando in questa direzione". Per le famiglie sfollate, ha detto, "abbiamo reperito 1.500 appartamenti liberi per locazioni o acquisti e stiamo trattando con i proprietari per acquisirli". Al momento sono distribuiti in una "città diffusa", formata da 161 campi e 373 hotel.

"NON PERDIAMO TEMPO" - Parlando delle indagini, Berlusconi ha invitato a "non perdere tempo": "Ben vengano le inchieste, ma per favore non perdiamo tempo, impieghiamo il nostro tempo nella ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono successe. Se qualcuno è colpevole pagherà. Ma per favore non riempiano le pagine dei giornali di inchieste". E sui possibili responsabili: "Un costruttore che realizza una casa in una zona sismica e risparmia su ferro e cemento può essere solo un pazzo o un delinquente. Mio padre diceva una cosa: se uno nasce col piacere di fare del male ha tre scelte: può fare il delinquente, il pm o il dentista. I dentisti si sono emancipati e adesso esiste l'anestesia".

TELEGRAMMA DEL SINDACO - Commentando la notizia di un telegramma inviato alla Protezione civile, al prefetto e al governo dal Comune dell’Aquila alcuni giorni prima del sisma e in cui si chiedeva lo stato di emergenza per le aree sottoposte da mesi a movimenti tellurici, ha detto: "Ho letto anch’io questa cosa, ne ho parlato con Bertolaso e mi ha fatto vedere che la Protezione civile riceve ogni giorno decine di telegrammi di tanti Comuni che chiedono l’emergenza per una cosa o un’altra. Ma l’emergenza si dichiara solo dopo l’accadimento". Alla domanda se il clima di unità nazionale seguito al sisma in Abruzzo possa rappresentare un modello per i futuri rapporti con l’opposizione, Berlusconi ha risposto "speriamo": "Nelle grandi democrazie, come gli Stati Uniti, c’è un contrasto politico ma sui grandi temi ci si unisce e questo mi piacerebbe potesse avvenire in Italia, ne sarei arcicontento".

LA LISTA DEI COMUNI - La visita del premier avviene all'indomani di importanti decisioni: la prima presa dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi circa l'indenntità di disoccupazione anche per i lavoratori autonomi e la disponibilità di 55 milioni per gli ammortizzatori sociali, la seconda è il decreto firmato dal sottosegretario Guido Bertolaso che contiene l'elenco dei 49 comuni che hanno avuto maggiori danni dal sisma. Un elenco che ha suscitato le proteste delle città rimaste fuori, come Sulmona. Ma la stessa Protezione civile ha fatto sapere che saranno compiuti ulteriori approfondimenti per integrare eventualmente la lista. "Potremmo introdurre anche altri comuni, ma solo dopo aver inventariato i danni" ha confermato il premier Berlusconi.

VISITA DEL PAPA IL 28 - Il Vaticano ha stabilito la data della visita di Benedetto XVI nelle zone terremotate: il 28 aprile andrà a L'Aquila e a Onna, la cittadina rasa al suolo diventata uno dei simboli del sisma. "Benedetto XVI si recherà in Abruzzo per incontrare le popolazioni vittime del terremoto, secondo il proposito da lui da tempo manifestato. Raggiungerà la tendopoli di Onna verso le 9.30, successivamente passerà a L'Aquila, dove sosterà presso la Casa dello Studente e la Basilica di Collemaggio" spiega il direttore della sala stampa vaticana Federico Lombardi. Alla caserma della Guardia di finanza Benedetto XVI si incontrerà con "rappresentanze della popolazione e delle persone impegnate nelle operazioni di soccorso". Durante gli spostamenti in elicottero, il Papa sorvolerà alcune delle località più colpite dal sisma. La partenza è prevista intorno alle 12.30. La visita del Papa "donerà a tutta la nostra chiesa, conforto e speranza per il futuro che ci attende" ha detto monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo dell’Aquila.

AMICHE DELLA STUDENTESSA - Alla Procura dell'Aquila proseguono gli accertamenti per individuare eventuali responsabilità. La versione fornita agli investigatori da Carmela Tomassetti sulle crepe all'interno della Casa dello studente - profonde fessure segnalate ai reponsabili della struttura, ma rispetto alle quali non sarebbero stati presi provvedimenti - è stata confermata da altre due studentesse, sentite sabato dai carabinieri. Le due giovani - i cui nomi erano stati indicati dalla stessa Tomassetti, ascoltata a lungo dagli inquirenti - hanno in primo luogo confermato l'esistenza di una crepa su un pilastro della sala mensa, con relativa infiltrazione d'acqua; poi hanno detto che effettivamente nelle loro camere c'erano vistose fessure, ma che non sono stati fatti sopralluoghi per stabilirne l'eventuale pericolosità. Sentito anche un uomo che viveva in uno stabile accanto alla Casa dello studente.

ALTRE SCOSSE - Non si ferma lo sciame sismico: c'è stata una scossa di magnitudo 3,8 alle 11.05 con epicentro tra Pizzoli, Barete e L'Aquila, dopo quella delle 24.51 di venerdì di magnitudo 2,5 e altre due scosse all'alba. Una nuova scossa è stata avvertita a L'Aquila alle 13.07, con magnitudo di 3,2 ed epicentro nella Valle dell'Aterno. Dopo quella delle 11.05 sono state registrate altre due scosse di magnitudo inferiore: alle 11.23 del 2,9 e alle 12.24 del 2,6. Proseguono le rilevazioni dei tecnici della Protezione civile sull'agibilità degli edifici dell’Aquila e dei paesi limitrofi: finora hanno effettuato e informatizzato 4.300 sopralluoghi. Secondo gli aggiornamenti di venerdì il 57% degli edifici è agibile; il 20% temporaneamente inagibile (tutto o in parte), ma agibile con provvedimenti di pronto intervento; il 3% è parzialmente inagibile; il 2% temporaneamente inagibile (da rivedere con approfondimento); il 17% è inagibile.

PRIMO MATRIMONIO - Intanto a L'Aquila gli sfollati continuano il difficile percorso verso il ritorno a una, seppur precaria, normalità. Sabato sono state celebrate le prime nozze del dopo-sisma: Massimo Marinelli e Maria Chiara Aio si sono sposati con rito civile nel cortile della scuola Collodi di via Aldo Moro trasformata per l'occasione in centro operativo del Comune. Hanno definito il loro matrimonio un segno di rinascita di una città che non si arrende. Lo sposo, poco prima della cerimonia, si è arrabbiato quando ha visto la consorte presa d'assalto dai fotografi. Ha quindi chiesto e ottenuto che la cerimonia avvenisse rigorosamente alla presenza soltanto dei parenti e degli amici.

 

18 aprile 2009

 

 

 

 

l'annuncio del ministro Sacconi. Dall'Europa in arrivo 500 milioni di euro

Terremoto, primi interrogatori

800 euro al mese agli autonomi

Nel decreto Bertolaso sono "49 i comuni danneggiati" che usufruiranno dei benefici urgenti

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La lista dei comuni colpiti (17 apr. 2009)

L'AQUILA - Gli investigatori, su delega della Procura della Repubblica de L'Aquila che conduce l'inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati causati dal terremoto del 6 aprile scorso, hanno cominciato ad ascoltare i testimoni che nei mesi scorsi avevano manifestato, anche con esposti, dubbi sulla stabilità degli edifici nei quali risiedevano. A quanto si apprende, sarebbero stati ascoltati 5-6 testimoni tra cui la giovane Carmela Tomassetti, la studentessa di Celano, che 4 giorni prima del crollo aveva denunciato "pericolose crepe" alla Casa dello studente di via XX Settembre, crollato con il terremoto, causando numerose vittime.

LE PRIME MISURE ECONOMICHE - Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, venerdì in visita a L'Aquila, ha annunciato un'indennità straordinaria di 800 euro mensili per i lavoratori autonomi che hanno perso il lavoro per effetto del terremoto. In arrivo, ha aggiunto il ministro, 55 milioni di euro di stanziamento in deroga relativi agli ammortizzatori sociali: venticinque milioni di euro sono destinati all'intero territorio regionale, mentre trenta milioni sono destinati alle aree del terremoto.

DALL'EUROPA - Ma ingenti fondi arriveranno anche dall'Europa: dalla Commissione Europea invierà in Abruzzo 500 milioni di euro tra il Fondo di solidarietà previste per le calamità naturali e la riallocazione dei fondi strutturali 2007-2013. Lo ha annunciato il commissario europeo Antonio Tajani, spiegando che il sindaco de L'Aquila e la Confindustria hanno chiesto di reinserire la provincia de L'Aquila nell'ex obiettivo 1 dei fondi strutturali europei.

Guido Bertolaso (Fotogramma)

Guido Bertolaso (Fotogramma)

I COMUNI COLPITI - Le misure di sostegno varate dal governo con l'ordinanza del 9 aprile andranno ai comuni maggiormente colpiti, che sono 49, secondo la lista ufficiale firmata dal responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso e resa pubblica venerdì: 37 in provincia de L'Aquila, 5 in quella di Teramo e 7 di Pescara. Intanto proseguono le indagini: "Dobbiamo vedere se qualche manina, per motivi dolosi o colposi, ha contribuito a cagionare queste morti. Se uno ha sbagliato allora il reato è colposo, ma se uno ha rubato e non ha messo il ferro giusto nel pilastro, allora è doloso". Così il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, confermando che le perizie sono in corso e che si stanno raccogliendo prove documentali e materiali per passare poi alla seconda fase dell'inchiesta, quella degli interrogatori. "Abbiamo sequestrato 13 edifici - ha detto ancora Rossini - pensiamo che ce ne se saranno altri da sequestrare. I costruttori, intanto, stanno in attesa di vedere se li convocheremo o no. Ma ancora non abbiamo chiamato nessuno". Finita l'emergenza, per Dario Franceschini "serve un'operazione verità, non bisogna dire solo le cose che funzionano". Il leader del Pd, in ogni caso, elogia Bertolaso: "È un uomo che lavora sodo". Mentre continuano le stime dei danni ai beni artistici. Il ministro Bondi ha parlato di "danni gravissimi": "Il lavoro che ci aspetta è un lavoro molto lungo, impegnativo e faticoso, che ci impegnerà nei prossimi anni". Un aiuto viene dalla Spagna, che si è offerta di riportare al suo originario splendore proprio il Forte spagnolo, vero e proprio gioiello dell'architettura militare del Rinascimento.

ANCORA UN MORTO - E salgono a 295 le vittime del terremoto. È morto due giorni dopo il sisma per le ferite riportate: Vincenzo Colaiuda di Torninparte (L'Aquila) aveva 77 anni ed è deceduto all'ospedale di Colleferro. Ne dà comunicazione la Questura dell'Aquila. È proprio la stessa questura che ha trasmesso alla procura nei giorni scorsi l'elenco ufficiale delle vittime che comprendeva 293 nomi, ai quali si è aggiunto giovedì quello di Tonino Colonna, 19 anni, morto all'ospedale Forlanini di Roma e, venerdì, il nome di Colaiuda.

 

17 aprile 2009(ultima modifica: 18 aprile 2009)

 

 

 

 

L'elenco ufficiale dei comuni colpiti

Provincia dell'Aquila: Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle, Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequeo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata D'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio nè Vestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi.

Provincia di Teramo: Arsita, Castelli, Montorio al Vomano, Pitracamela e Tossicia.

Provincia di Pescara: Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli e Torre dè Passeri.

 

 

 

 

 

 

2009-04-17

La Procura dell'Aquila acquisisce il carteggio tra Regione ed enti locali.

"Intervenite o crolla tutto": ai pm il dossier segreto che annunciava il disastro

La Protezione civile censì gli edifici nel 2005. "Ecco chi poteva salvare scuole e ospedali"

L’AQUILA — Avevano compilato le schede di valutazione, individuato le "criticità", elencato gli interventi da effettuare e persino l’entità dei fondi da stanziare. Ma quelle indicazioni fornite nel 2005 dai tecnici della Protezione civile dell’Abruzzo guidati dall’ingegner Pierluigi Caputi sono rimaste sulla carta. E le decine di edifici inseriti nella lista di rischio sono venuti giù con la scossa della notte del 6 aprile, provocando in alcuni casi anche morti e feriti. La procura dell’Aquila acquisisce il carteggio finora segreto tra Regione ed enti locali, e apre il capitolo delle responsabilità dei pubblici amministratori. Perché quelle schede consentono di individuare chi doveva intervenire e invece non ha dato seguito alle segnalazioni. Basta scorrere la lista per capire quanto dettagliate fossero state le ispezioni. E basta guardare quel che resta dei palazzi del centro storico della città per capire che cosa non abbia funzionato.

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L’esempio più eclatante è quello della scuola elementare De Amicis di San Bernardino. Il grado di vulnerabilità assegnato dagli esperti era 36, il più alto. Nella tabella sui livelli di pericolo erano previste tre opzioni: danno lieve, danno severo, collasso. E così il grado di resistenza assegnato nell’ipotesi di sisma più grave era 0,099, cioè nullo. Al di là dei numeri e dei calcoli matematici la conclusione era chiara: così come era costruito, il palazzo non avrebbe potuto resistere a un terremoto di forte intensità. Esattamente quello che è avvenuto, il tetto è crollato e le mura sono pericolanti. Stesso discorso per la casa dello Studente, per la prefettura, per l’ospedale San Salvatore. Perché anche in questi casi la "vulnerabilità" era stata ben evidenziata dai tecnici, ma gli enti gestori non hanno provveduto a sanare le carenze.

Nella relazione preliminare che dovrà essere esaminata dal procuratore Alfredo Rossini e dal suo sostituto Fabio Picuti è ricostruita la storia di un disastro purtroppo annunciato. Una devastazione della quale si chiederà conto nei prossimi giorni alle imprese edili che hanno costruito i palazzi senza rispettare la normativa e a chi avrebbe dovuto vigilare perché questo fosse evitato. "Nell’anno 2001 — è scritto nel documento — il Dipartimento della Protezione civile diffondeva a tutti gli enti pubblici i risultati di una sua campagna di indagine, svolta negli anni 1997-1999 relativa a valutazioni di vulnerabilità sismica su edifici pubblici, strategici e speciali ricadenti nell’Italia Centro-meridionale ". Ed ecco il passaggio chiave: "L’analisi era posta a disposizione dei soggetti pubblici proprietari di immobili per le eventuali attività di prevenzione". È proprio a questi "soggetti" che i magistrati chiederanno conto. Ma non solo. Nel documento si rintracciano gli indizi per individuare la catena di responsabilità. Perché si specifica che "gli obblighi di messa a norma degli edifici e infrastrutture destinati ai diversi usi resta, in termini generali, in carico ai singoli soggetti proprietari, così come peraltro ribadito dall’Ordinanza della presidenza del Consiglio 3274/2003 che avviava il programma generale di messa in sicurezza in relazione alla emanazione della nuova normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica".

Ma la relazione fornisce anche altre informazioni utili all’indagine: "Nell’anno 2004 si avviava altresì una analoga indagine finalizzata alla migliore allocazione delle risorse finanziarie che man mano si sarebbero rese disponibili per la messa in sicurezza sismica degli edifici e delle infrastrutture di carattere strategico e rilevante. Anche tale attività vedeva il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti proprietari di immobili, in una prima fase per l’individuazione e la caratterizzazione di massima degli edifici, e in una fase successiva per il reperimento della documentazione tecnica disponibile e per il supporto tecnico-logistico durante l’esecuzione dei sopralluoghi. Sulla base dei risultati di detta attività e delle priorità discendenti, negli anni 2005-2007 sono stati definiti (con fondi sia regionali che attribuiti dalle Ordinanze della presidenza del Consiglio dei ministri 3602/2004 e 3505/2005) due distinti programmi di verifica sismica delle strutture censite, attribuendo ai soggetti proprietari risorse per le verifiche di adeguatezza sismica rispetto alla nuova normativa". L’obiettivo è specificato: verifiche nel territorio regionale su circa 280 edifici e su circa 100 ponti e viadotti. Palazzi e infrastrutture che in molti casi non hanno retto al terremoto di dieci giorni fa.

Fiorenza Sarzanini

17 aprile 2009

 

 

 

 

IL SISMA IN ABRUZZO

Dal 5 per mille alla benzina,

i conti del governo

I fondi per la ricostruzione e le ipotesi allo studio

ROMA — Quello che manca è il punto di partenza. Perché una stima esatta dei soldi che serviranno per la ricostruzione dell’Abruzzo non c’è. E chissà mai quando ci sarà: in ogni ca­so non domani. Ma questo non signi­fica che non esistano un paio di cer­tezze di fondo. La prima è che il mini­stro dell’Economia Giulio Tremonti non accetterà di allentare la tenuta dei conti pubblici per trovare i miliar­di di euro necessari per la ricostruzio­ne. La seconda è che difficilmente il premier Silvio Berlusconi, dopo aver vinto le elezioni politiche con la pro­messa di ridurre la pressione fiscale, potrà aumentare le tasse. Almeno in modo strutturale, visto che in questo caso il problema è reperire un flusso di risorse costante per un certo nume­ro di anni.

Secondo le assicurazioni che Tre­monti avrebbe fornito a Berlusconi, e che il premier oggi ha tradotto in una pubblica dichiarazione di "serenità" sull’argomento, il problema dei soldi non è tuttavia considerato impellen­te. Né per l’emergenza, né per l’even­tuale avvio della ricostruzione. Il Fon­do imprevisti della presidenza del Consiglio è stato già utilizzato per 100 milioni di euro, ma è ancora abbastan­za capiente (ci sono altri 150 milioni pronta cassa) per fronteggiare l’emer­genza. Per gli interventi di ricostruzio­ne si potrebbe poi attingere in una pri­ma fase al cosiddetto Fondo infrastrut­ture recentemente istituito (16 miliar­di) e probabilmente anche a quello strategico (9 miliardi) presso la presi­denza del Consiglio.

Certamente i prelievi andrebbero poi reintegrati da altre risorse per non compromettere investimenti già pro­grammati. E qui il ventaglio delle pro­poste (quasi tutte in alto mare, va su­bito precisato) è ampio come non mai. Per esempio, il possibile rincaro della benzina. Una nuova tassa di sco­po che si andrebbe ad aggiungere a quelle introdotte negli anni per le cala­mità naturali e poi rese permanenti. Sui carburanti paghiamo ancora 9 cen­tesimi per il terremoto del 1968 nel Be­lice, 41 per quello del Friuli nel 1976 e 17 per il sisma dell’Irpinia del 1980. Una nuova tassa di 5 centesimi sulla benzina per il terremoto dell’Abruzzo darebbe un gettito fino a 500 milioni l’anno. Somma analoga a quella che potrebbe essere garantita, sempre teo­ricamente, da un aumento di 10-12 centesimi del prezzo delle sigarette.

C’è poi il capitolo spinoso del 5 per mille dell’Irpef. Spinoso, perché la sua ipotetica destinazione all’Abruzzo è contestata da molte associazioni del volontariato che vivono di quel contri­buto. In ogni caso, difficilmente quei 300-400 milioni di euro l’anno potreb­bero considerarsi risolutivi. Ancora meno decisiva sarebbe la destinazio­ne della quota dell’8 per mille di com­petenza dello Stato, pari a circa 140 mi­lioni l’anno. Ma fra le varie ipotesi, il ricorso a questi capitoli di entrate pa­re la meno improbabile.

Rimossa l’idea di una "tassa sui ric­chi", che interesserebbe un numero ri­dicolo di contribuenti (gli italiani che dichiarano oltre 120 mila euro lordi l’anno sono 226.838, pari allo 0,56% del totale, di cui appena 54.662 lavora­tori autonomi, un numero inferiore persino a quello dei pensionati), non si possono invece escludere interven­ti una tantum. Qualcuno ha avanzato l’idea di un contributo di solidarietà a valere sull’Irpef, magari proporziona­ta alle addizionali comunali: 2,5 mi­liardi di euro. Ma anche questo è un puro esercizio di stile.

Per quanto riguarda invece una nuova edizione dello scudo fiscale, an­che se questa ipotesi si concretizzerà (non mancano problemi in sede euro­pea) difficilmente potrà essere messa in relazione diretta con la ricostruzio­ne dell’Abruzzo. E comunque non po­trebbe avvenire alle stesse condizioni del 2002-2003. Allora il rientro di cir­ca 80 miliardi di euro illecitamente esportati (rientro parziale, perché mol­ti soldi vennero regolarizzati restando all’estero) al prezzo di una tassa del 2,5% garantì un gettito di 2 miliardi di euro. L’aliquota dovrebbe però essere ora ben superiore a quella, e soprattut­to i soldi dovrebbero stavolta tornare davvero in Italia. Ebbene, se soltanto rientrasse il 10% dei denari italiani che si presume siano in Svizzera (200 miliardi di euro) con una tassa del 10%, il Fisco incasserebbe la stessa ci­fra intascata sei anni fa. Si tratterebbe di una somma enormemente superio­re a quella ricavabile da altre iniziati­ve estemporanee, come una lotteria o un gratta e vinci per l’Abruzzo. Gettito previsto: poche decine di milioni.

Sergio Rizzo

17 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

2009-04-16

Il ministro attaccato da un contestatore. morto un ragazzo a roma: è la vittima n. 295

L'Aquila, prime lezioni sotto le tende

Il premier: sostegno a chi ricostruisce casa

La Gelmini inaugura 3 classi. Berlusconi: dopo l'estate alloggio per tutti. Papa in Abruzzo forse il primo maggio

Una tendopoli all'Aquila (Ap)

Una tendopoli all'Aquila (Ap)

L'AQUILA - Prime lezioni sotto le tende i bambini dell'Aquila. Tende, ha promesso Silvio Berlusconi, che resteranno vuote entro la fine dell'estate. "Il governo - ha assicurato il presidente del Consiglio conversando con i giornalisti a margine dell'inaugurazione di una scuola nella tendopoli a Poggio Picenze - non farà baraccopoli né tendopoli a lunga permanenza. Entro la fine dell'estate la maggior parte delle persone colpite dal terremoto saranno sistemate nelle case". Il premier ha tracciato un quadro molto positivo dell'attività dei soccorritori in Abruzzo e ha voluto sottolineare che "in confronto all'entità del sisma le vittime sono state poche, potevano essere molte di più. Nel male c'è stata comunque una parte di fortuna". "Prima dell'autunno chiuderemo tutte le tendopoli - ha aggiunto - e procederemo nella ricostruzione in tempi molti stretti. Chi vuole ricostruire la propria casa, là dove era, nelle vicinanze, o da un altra parte avrà il sostegno dello stato". "L'aiuto dello Stato potrà arrivare ad una cifra del 33%, in più vi sarà concesso un mutuo al tasso del 4% e possibilmente fino al 50% del valore dell'immobile".

"SERENI PER I FONDI" - "Stiamo lavorando - ha poi precisato il Cavaliere - con esiti che lasciano ben sperare. Praticamente ieri abbiamo individuato la possibilità di fondi e siamo sereni al riguardo". Proprio in riferimento alle varie ipotesi per il reperimento dei fondi, il premier ha poi precisato che anche "l'ipotesi del 5 x mille non deve togliere agli altri, come ad esempio le Onlus".

A questo proposito va segnalato che dal ministero dell'Economia trapelano alcune nuove ipotesi allo studio per reperire i fondi necessari alla ricostruzione: si pensa ad un utilizzo dell'8 per mille e all'aumento delle accise sui carburanti.

INAUGURATE TRE TENDE-SCUOLA - A Poggio Picenze Berlusconi ha raggiunto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha inaugurato tre tende che ospitano due classi elementari miste e una materna per una trentina di alunni. "Nessuno perderà l'anno scolastico", ha assicurato il ministro. "Da lunedì riaprono le scuole riconosciute agibili nei territori non direttamente colpiti dal terremoto", ha riferito il ministro Gelmini. "Più che insegnare, credo che in questo momento la scuola servirà per aiutare i bambini a superare il trauma.

CONTESTAZIONE - Prima dell'arrivo del premier c'è stata una contestazione solitaria per il ministro Gelmini, la seconda sui luoghi del terremoto dopo quella di sabato scorso al presidente del Senato Renato Schifani. "Vergognatevi, ci dovete dare i 440 milioni che regalate alla Lega", ha gridato un uomo che ha poi spiegato di vivere a Roma, ma di aver perso una casa a causa del terremoto. "Venite qui a fare promesse e parate. Oggi il campo è bloccato e ci sono decine di poliziotti e forze dell'ordine sprecate per l'arrivo di Berlusconi: immaginate le cose molto più utili che avrebbero potuto fare in tutto questo tempo". All'inaugurazione, prevista alle 10,30, avrebbe dovuto presenziare anche Berlusconi, ma è stata fatta solo dal ministro Gelmini e dal sindaco del paese, in quanto il premier è giunto intorno alle 13. Il governo sta studiando un contributo sui redditi superiori a 130-140 mila euro per reperire una parte dei fondi per la ricostruzione (stimati in 12 miliardi di euro), ma è contrario all'accorpamento dei referendum alle Europee che farebbe risparmiare circa 400 milioni di euro.

SCUOLE - Mentre a Poggio Picenze le lezioni scolastiche riprendono sotto le tende, a Isernia il sindaco ha chiuso le scuole in seguito alle proteste dei genitori che che non si fidano della sicurezza degli edifici scolastici. Il governo terrà all'Aquila la prossima settimana un Consiglio dei ministri, idea che ha fatto dichiarare al segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, che sarebbe meglio se il "governo evitasse passerelle mediatiche".

IL PAPA IN ABRUZZO FORSE IL PRIMO MAGGIO - In Vaticano, nel frattempo, prosegue l'organizzazione della visita di papa Benedetto XVI tra i terremotati di Abruzzo: la data sui cui si lavora è quella del primo maggio, che rimane, però, "al momento un'ipotesi da confermare", come ha indicato la sala stampa della Santa Sede.

INCHIESTA - Proseguono intanto le verifiche di agibilità delle case lesionate dal terremoto. Secondo le previsioni del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, quando saranno terminate, circa 20 mila persone non potranno far ritorno nelle loro abitazioni in quanto saranno dichiarate inagibili. L'inchiesta della procura aquilana su eventuali responsabilità nei crolli, potrebbe arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto mercoledì un appello ai cittadini perché consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all'accertamento della verità e i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. È stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L'inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, sta pensando a una squadra specializzata di magistrati ed esperti per evitare le infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate.

MUORE UN FERITO A ROMA - Intanto è morto all'ospedale Forlanini di Roma in seguito alle lesioni riportate in occasione del sisma del 6 aprile, Tonino Colonna, di 19 anni. E' la vittima numero 295 del sisma che ha colpito l'Abruzzo.

16 aprile 2009

 

 

 

 

 

2009-04-16

Il terremoto Il dossier

Barberi e il dossier dimenticato:

c’erano tutti i palazzi crollati

La mappa del rischio redatta nel ’99: "Va ridotta la vulnerabilità"

Un uomo davanti al computer nell'università de L'Aquila indossa una t-shirt con la scritta "Io non crollo" (Ap)

L’AQUILA — "La parte più onerosa del lavoro, la raccolta dei dati, è ormai compiuta. Sarebbe un vero peccato che non si realizzasse l’ultimo passo". Il professor Vincenzo Petrini, nel 1999 direttore dell’Istituto di Ricerca sul rischio sismico, era un uomo ottimista. Illustrando l’opera voluta e coordinata da Franco Barberi, all’epoca sottosegretario alla Protezione civile, sperava che venisse presto completata con una serie di accorgimenti, tra i quali al primo posto c’era "la stima dell’ordine di grandezza dei costi che è necessario sopportare per la riduzione del rischio". Come non detto. Agli atti rimane soltanto questo gigantesco lavoro di mappatura del pericolo terremoto nel Sud d’Italia. Lettera morta, anche se dentro c’era tutto quel che occorreva sapere.

Il titolo è "Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia". Un anno e tre mesi circa di studio per formulare le graduatorie di 42.106 edifici pubblici nelle regioni citate. I paesi e le città dell’Abruzzo vengono censiti tenendo conto della zona sismica nella quale sono inseriti. Avezzano, il comune più grande tra quelli in fascia A, ovvero ad alto rischio sismico, ha le carte in regola. Gli 87 immobili esaminati presentano tutti una vulnerabilità sismica "bassa" o "medio- bassa". A quel tempo L’Aquila è invece un comune "arancione ", ovvero di fascia B. E in quel settore è l’unica città ad avere i conti in disordine. Solo a guardare gli edifici in muratura, i più antichi, se ne trovano dieci a rischio "alto" o "medio-alto". Ci sono tutti quelli crollati dieci giorni fa, all’appello non manca nessuno.

Il Conservatorio, la Prefettura, le due sedi universitarie, la Biblioteca provinciale, l’ex Accademia, e altri ancora. Tutti giudicati "ad alta vulnerabilità " nel caso si verifichi un terremoto, con dieci anni buoni di anticipo. Quel che dicono le tabelle in realtà è molto semplice. Il rating di rischio sismico dell’Aquila era sbagliato, eccessivamente al ribasso. Nel rapporto ci sono frasi che rilette oggi hanno un sapore profetico. "È evidente che la messa a punto di una strategia ottimale di mitigazione del rischio richiede altri ingredienti, taluni di natura tecnica, altri di natura squisitamente politica. Ad esempio l’assegnazione di maggiore ominore priorità alla salvaguardia di vite umane in edifici soggetti ad affollamento come scuole e chiese, rispetto alla salvaguardia di edifici strategici fondamentali nelle condizioni di emergenza post-sisma come caserme di pompieri e municipi".

Già allora, l’intero Abruzzo non era messo bene. La Regione presenta un "deficit strutturale" che viene individuato e spiegato con chiarezza. Mancano le strutture costruite in acciaio, ne sono campionate appena 23. I complessi in muratura sono il doppio di quelli in cemento armato, appena il 31 per cento degli edifici sottoposti a valutazione. I complessi pubblici, poi, sono costituiti da "vecchi immobili" e solo raramente "le funzioni pubbliche sono state trasferite in nuovi edifici in calcestruzzo armato". Ci sono 171 palazzi in cemento armato destinati all’istruzione che si trovano in fascia alta di vulnerabilità, e altri 314 in quella medio- alta. La Sanità non se la passa meglio: 55 immobili ad altissimo rischio, e sessanta appena un gradino più in basso. Torniamo a L’Aquila.

Il censimento evidenzia 209 edifici in muratura "di cattiva qualità" con solai in legno e putrelle, e altri 346 sempre "di cattiva qualità" con solai in laterizi e calcestruzzo. "Prefettura. Tipologia: muratura. Età di costruzione precedente al 1919. Utilizzazione: totale. Volume 32.028 metri cubi. Vulnerabilità sismica: medio- alta". "Università, via Assergi. Muratura precedente al 1919. Utilizzo totale. 8.660 metri cubi. Vulnerabilità medio alta". "Ospedale S. Salvatore via Nizza. Muratura precedente al 1919. Sopraelevazione: 5.740 metri cubi. Vulnerabilità media". Le schede degli edifici simbolo del disastro di oggi sono impietose. Almeno altre 120 strutture cittadine vengono giudicate "in precario stato". Quasi un terzo delle abitazioni private, poi, è ritenuto a rischio sismico alto. E le più recenti, costruite dopo il 1970, sono state realizzate usando "telai di calcestruzzo armato non tamponati o inconsistenti ".

Il panorama era così desolante che il capo della Protezione civile abruzzese, l’ingegner Pierluigi Caputi, ritenne di dover compilare un ulteriore censimento degli edifici a rischio, allo scopo di ottenere i finanziamenti per metterli in sicurezza. È la famosa lista che la Procura dell’Aquila vuole esaminare in questi giorni. Scrive Barberi concludendo la sua presentazione dell’opera: "Appare indispensabile che questo patrimonio di dati costituisca linea di indirizzo costante per l’avviamento a soluzione dei complessi problemi legati alla sicurezza del territorio interessato dal rischio sismico, in una corale accettazione di responsabilità da parte di tutti gli organismi interessati". L’ultimo passo, che non è mai stato fatto.

Marco Imarisio

Fiorenza Sarzanini

16 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

Il ministro attaccato da un contestatore. morto un ragazzo a roma: è la vittima n. 295

L'Aquila, prime lezioni sotto le tende

Il premier: sostegno a chi ricostruisce casa

La Gelmini inaugura 3 classi. Berlusconi: dopo l'estate alloggio per tutti. Papa in Abruzzo forse il primo maggio

Una tendopoli all'Aquila (Ap)

Una tendopoli all'Aquila (Ap)

L'AQUILA - Prime lezioni sotto le tende i bambini dell'Aquila. Tende, ha promesso Silvio Berlusconi, che resteranno vuote entro la fine dell'estate. "Il governo - ha assicurato il presidente del Consiglio conversando con i giornalisti a margine dell'inaugurazione di una scuola nella tendopoli a Poggio Picenze - non farà baraccopoli né tendopoli a lunga permanenza. Entro la fine dell'estate la maggior parte delle persone colpite dal terremoto saranno sistemate nelle case". Il premier ha tracciato un quadro molto positivo dell'attività dei soccorritori in Abruzzo e ha voluto sottolineare che "in confronto all'entità del sisma le vittime sono state poche, potevano essere molte di più. Nel male c'è stata comunque una parte di fortuna". "Prima dell'autunno chiuderemo tutte le tendopoli - ha aggiunto - e procederemo nella ricostruzione in tempi molti stretti. Chi vuole ricostruire la propria casa, là dove era, nelle vicinanze, o da un altra parte avrà il sostegno dello stato". "L'aiuto dello Stato potrà arrivare ad una cifra del 33%, in più vi sarà concesso un mutuo al tasso del 4% e possibilmente fino al 50% del valore dell'immobile".

"SERENI PER I FONDI" - "Stiamo lavorando - ha poi precisato il Cavaliere - con esiti che lasciano ben sperare. Praticamente ieri abbiamo individuato la possibilità di fondi e siamo sereni al riguardo". Proprio in riferimento alle varie ipotesi per il reperimento dei fondi, il premier ha poi precisato che anche "l'ipotesi del 5 x mille non deve togliere agli altri, come ad esempio le Onlus".

INAUGURATE TRE TENDE-SCUOLA - A Poggio Picenze Berlusconi ha raggiunto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha inaugurato tre tende che ospitano due classi elementari miste e una materna per una trentina di alunni. "Nessuno perderà l'anno scolastico", ha assicurato il ministro. "Da lunedì riaprono le scuole riconosciute agibili nei territori non direttamente colpiti dal terremoto", ha riferito il ministro Gelmini. "Più che insegnare, credo che in questo momento la scuola servirà per aiutare i bambini a superare il trauma.

CONTESTAZIONE - Prima dell'arrivo del premier c'è stata una contestazione solitaria per il ministro Gelmini, la seconda sui luoghi del terremoto dopo quella di sabato scorso al presidente del Senato Renato Schifani. "Vergognatevi, ci dovete dare i 440 milioni che regalate alla Lega", ha gridato un uomo che ha poi spiegato di vivere a Roma, ma di aver perso una casa a causa del terremoto. "Venite qui a fare promesse e parate. Oggi il campo è bloccato e ci sono decine di poliziotti e forze dell'ordine sprecate per l'arrivo di Berlusconi: immaginate le cose molto più utili che avrebbero potuto fare in tutto questo tempo". All'inaugurazione, prevista alle 10,30, avrebbe dovuto presenziare anche Berlusconi, ma è stata fatta solo dal ministro Gelmini e dal sindaco del paese, in quanto il premier è giunto intorno alle 13. Il governo sta studiando un contributo sui redditi superiori a 130-140 mila euro per reperire una parte dei fondi per la ricostruzione (stimati in 12 miliardi di euro), ma è contrario all'accorpamento dei referendum alle Europee che farebbe risparmiare circa 400 milioni di euro.

SCUOLE - Mentre a Poggio Picenze le lezioni scolastiche riprendono sotto le tende, a Isernia il sindaco ha chiuso le scuole in seguito alle proteste dei genitori che che non si fidano della sicurezza degli edifici scolastici. Il governo terrà all'Aquila la prossima settimana un Consiglio dei ministri, idea che ha fatto dichiarare al segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, che sarebbe meglio se il "governo evitasse passerelle mediatiche".

IL PAPA IN ABRUZZO FORSE IL PRIMO MAGGIO - In Vaticano, nel frattempo, prosegue l'organizzazione della visita di papa Benedetto XVI tra i terremotati di Abruzzo: la data sui cui si lavora è quella del primo maggio, che rimane, però, "al momento un'ipotesi da confermare", come ha indicato la sala stampa della Santa Sede.

INCHIESTA - Proseguono intanto le verifiche di agibilità delle case lesionate dal terremoto. Secondo le previsioni del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, quando saranno terminate, circa 20 mila persone non potranno far ritorno nelle loro abitazioni in quanto saranno dichiarate inagibili. L'inchiesta della procura aquilana su eventuali responsabilità nei crolli, potrebbe arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto mercoledì un appello ai cittadini perché consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all'accertamento della verità e i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. È stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L'inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, sta pensando a una squadra specializzata di magistrati ed esperti per evitare le infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate.

MUORE UN FERITO A ROMA - Intanto è morto all'ospedale Forlanini di Roma in seguito alle lesioni riportate in occasione del sisma del 6 aprile, Tonino Colonna, di 19 anni. E' la vittima numero 295 del sisma che ha colpito l'Abruzzo.

16 aprile 2009

 

 

 

2009-04-14

Scossa al 4,9, nuova notte di paura

La terra trema ancora. Il card. Bagnasco ai pompieri: "Siete sempre i primi ad arrivare"

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L'Aquila, nuova forte scossa in serata Verifiche: 30% degli edifici è inagibile (13 aprile 2009)

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Il ritorno della vita: nasce un bimbo nella tendopoli (13 aprile 2009)

MILANO - All'Aquila la terra continua a tremare con diverse scosse, la più intensa delle quali, lunedì sera alle 23,14, ha raggiunto magnitudo 4.9. Secondo le rilevazioni dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si è trattato della scossa più forte dopo quella distruttiva della notte del 6 aprile, di magnitudo 5.8, e quelle del 7 e del 9 aprile, rispettivamente di magnitudo 5.3 e 5.1. Nell'ambito dello sciame sismico in corso, una nuova replica è stata poi avvertita dalla popolazione nella mattinata di martedì. Le località prossime all'epicentro sono Rocca di Cambio, Villa S. Angelo e San Panfilo D'Ocre. Secondo i rilievi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle 11.08 con magnitudo 3.2.

L'ARRIVO DI BAGNASCO - Nel frattempo è arrivato in Abruzzo il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, che ha una fitta agenda di incontri con autorità, organizzazioni di volontariato e sfollati. La prima tappa per il capo dei vescovi italiani è stata all'ospedale da campo dell'Aquila, dove il porporato ha scambiato alcune parole con i vigili del fuoco: "Complimenti a voi - ha detto Bagnasco -: siete sempre i primi nelle situazioni peggiori per cercare di renderle migliori". Il presidente della Cei ha vissuto "in diretta" l'attività dell'ospedale, mentre visitava il reparto di pronto soccorso. È infatti arrivata un'emergenza che ha costretto il cardinale ad accelerare l'uscita dal reparto per consentire l'ingresso di un malato urgente, trasportato in autoambulanza. Quindi, il presidente della Cei ha incontrato i malati in uno dei reparti-tenda allestiti dinanzi al "San Salvatore". Bagnasco visiterà anche il centro storico del capoluogo, pranzerà con i volontari della Protezione civile e visiterà la sede Caritas a Pettino. Poi alle 15 incontrerà Bertolaso presso la Guardia di Finanza e alle 16, sempre accompagnato dall'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, celebrerà una messa nella grande tendopoli di Piazza d'Armi.

"DAREMO ALTRI 2 MILIONI" - Bagnasco ha annunciato anche un nuovo contributo economico da parte della Chiesa italiana. "Dopo i 3 milioni di euro gia destinati, abbiamo deciso di destinare altri 2 milioni, oltre alla colletta nazionale di domenica prossima" ha annunciato. "La mia presenza - ha poi aggiunto - era doverosa a nome di tutti i vescovi". "Questa nostra gente aquilana - ha poi commentato - mostra una grande voglia di resistere e di superare questo evento drammatico all’insegna di una energia e di una grande ispirazione di fede, di religiosità che sprigiona dalle loro parole e dai loro volti".

L'INCHIESTA - Intanto l'inchiesta, aperta dalla Procura per accertare eventuali responsabilità penali nei crolli avvenuti con la scossa di una settimana fa, ha mosso i primi passi: un pool di esperti è stato incaricato di effettuare perizie su palazzi pubblici e privati. I primi dati resi noti dai tecnici incaricati degli accertamenti ha permesso di stabilire che circa il 50% degli edifici sin qui esaminati avrebbe condizioni di agibilità, mentre il 30% degli stessi risulterebbe irreparabilmente danneggiato. Un tecnico della provincia di Milano che partecipa ai rilievi, ai microfoni di Radio Popolare, ha però spiegato che anche laddove vi sarebbe l'agibilità teorica degli immobili sarà necessario attendere la fine dell'attività sismica: "E' difficile restare in un'abitazione che si muove anche se questa può resistere alle scosse. E' stato problematico anche per noi che queste scosse le abbiamo sentite durante i rilievi". Nel pomeriggio è previsto l'arrivo all'Aquila anche del direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, che illustrerà le misure adottate dalle banche per aiutare le famiglie colpite dal terremoto.

TIMORI A SULMONA - Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso sarà invece in mattinata a Sulmona, dove la gente è preoccupata per quanto dichiarato dai geologi, che ipotizzano un sisma devastante nella Valle Peligna entro i prossimi dieci anni. "Ho detto e parlato solo di prevenzione futura, non di rischio sismico immediato a Sulmona" ha però tenuto a chiarire il geologo Enrico Miccadei, spiegando che "la Valle Peligna sorge su depositi lacustri, fluviali e di versante e per questo meritano ulteriore attenzione nel pianificare sul territorio. Queste sono le stesse condizioni geologiche di Onna - ha aggiunto - Da studioso della Valle Peligna chiedo solo di fare prevenzione per le società e gli uomini futuri. Bisogna educare la gente al fatto che esistono studi geologici precisi e che servono per la prevenzione del rischio sismico, idrogeologico e vulcanico. Credo anche che i geologi in questo debbano esser ascoltati di più".

"VIA ENTRO L'INVERNO" - Intanto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha spiegato che l'obiettivo prioritario deve essere quello è di "portare via dalle tende e dagli alberghi le persone che vi sono rifugiate". "È un intervento - ha spiegato Chiodi a Canale 5 - che deve essere assolutamente compiuto prima dell'inizio dell'inverno, che qui è molto rigido". Il "governatore" abruzzese ha anche annunciato che la Regione è pronta a costituirsi parte civile al processo contro eventuali responsabili dei crolli per il terremoto.

14 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

Bagnasco: "Risorse aggiuntive dalla cei". I radicali: "utilizzare i Soldi dell'8 per mille"

Il volontariato: "Il 5 per mille all'Abruzzo?

Tremonti lancia una guerra tra poveri"

Le associazioni: "Così si tolgono soldi al non profit". Il Pd: "Indecente". No anche dell'Udc

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Il cinque per mille all'Abruzzo (11 aprile 2009)

MILANO - "È una guerra tra poveri". L'ipotesi lanciata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, di destinare il 5 per mille alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto non piace alle associazioni del volontariato. Marco Granelli, presidente del Csvnet (Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato) spiega che un provvedimento del genere penalizzerebbe le organizzazioni non profit che, tra l'altro, stanno partecipando ai soccorsi nelle zone colpite dal sisma. "Lo Stato ha fissato un tetto al cinque per mille di 380 milioni di euro - afferma. - Se questo tetto si conferma, vuol dire che Tremonti non allarga gli interventi ma toglie i soldi ad attività di assistenza svolte dal non profit. Si tratta di fabbisogni che comunque continuano a essere presenti, mi riferisco ai disabili, ai tossicodipendenti, all'assistenza domiciliare per gli anziani e così via". Diverso sarebbe, a suo avviso, se invece il ministro intendesse ampliare il tetto e di conseguenza gli interventi. "Ci teniamo agli abruzzesi, al dramma che li ha colpiti, e lo dimostra la nostra partecipazione nei soccorsi - tiene a dire Granelli - ma se vogliamo fare di più per loro, vanno destinate risorse aggiuntive, non pescare nel fondo già destinato per altre emergenze sociali. Su questo - conclude - ossia sull' ampliamento degli interventi, c'è la nostra totale disponibilità a ragionare".

REAZIONI - La proposta di Tremonti non piace neanche al Pd. "È una proposta indecente e anche un po' schizofrenica - afferma il senatore Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente - speriamo che venga abbandonata come altre idee balzane proposte dal questo governo". Insorge anche l'Udc: "Destinare il 5 per mille o l'8 per mille alle popolazione colpite dal terremoto in Abruzzo è un errore - spiegano Lorenzo Cesa e Pier Ferdinando Casini - si finirebbe per penalizzare quel volontariato che si è immediatamente attivato per fronteggiare l'emergenza ed è stato fin dall'inizio presente sul territorio". E l'ipotesi provoca qualche malumore anche all'Interno del Pdl. Attraverso un intervento pubblicato su "Libero", il deputato Giancarlo Lehner chiede che all'Abruzzo siano dati i fondi della Chiesa: "Sarebbe più logico concentrarsi sul pozzo di San Patrizio dell'otto per mille". Anche i radicali sottolineano che l'otto per mille ammonta a "un miliardo circa di euro". La senatrice Donatella Poretti spiega "che il 60% degli italiani non mette alcuna preferenza nella denuncia dei redditi, circa 37% scrive Chiesa Cattolica, che finisce con il prendersi così il 90% dell'ammontare complessivo". Soldi "che potrebbero essere facilmente utilizzati per la ricostruzione dell'Abruzzo, basterebbe - sottolinea Poretti - che il governo si prendesse tale impegno pubblicamente e chiedesse agli italiani di fargli fiducia nella denuncia dei redditi con una firma".

RISORSE DALLA CEI - Ma la Cei ci tiene a precisare che "anche dal prossimo otto per mille sarà possibile ricavare ulteriori fondi per l'emergenza sisma". Lo ha annunciato il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, a margine dell'incontro avuto con il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, presso la scuola della Guardia di Finanza a Coppito. Bagnasco ha sottolineato che esiste già da tempo "un capitolo specifico relativo alle calamità naturali in Italia, e dunque è evidente e prevedibile che ci saranno altri sostegni derivanti dall'8 per mille destinati all'Abruzzo".

14 aprile 2009

 

 

 

 

LE INDAGINI

Scuole, edifici pubblici e case

Inagibile un palazzo su due

Verifiche a L'Aquila, in provincia sono il 30%. Il procuratore: la madre di tutte le inchieste

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

L'AQUILA — È molto peggio di quanto si pensava. Perché le prime mille verifiche avviate dalla Protezione civile sugli edifici rimasti in piedi mostrano che uno su due è inagibile. E ciò basta a confermare che nel centro storico de L'Aquila e nei paesi epicentro del sisma, la situazione rischia di essere catastrofica. Per questo l'indagine avviata dalla Procura si concentra sulle tre strade dove maggiore è stato il numero delle vittime — via XX settembre, via Luigi Sturzo, via generale Francesco Rossi — e sugli edifici pubblici che sono crollati o hanno avuto gravi danni, nonostante risulti che erano stati costruiti seguendo i criteri antisismici.

Il sospetto è che siano stati utilizzati materiali non idonei oppure che siano rimaste senza seguito le segnalazioni di chi aveva rilevato seri problemi e dunque ne aveva sollecitato lo sgombero o la ristrutturazione. La scelta della Protezione civile di far partire i controlli dalle aree meno colpite ha come obiettivo quello di far uscire dalle tendopoli chi ha abbandonato la propria casa per paura, e adesso non rischia nulla a farvi rientro. I magistrati procedono invece al contrario e quindi danno priorità agli stabili crollati dove ci sono state vittime e poi esamineranno quelli meno lesionati. Per entrambe le esigenze le prime cifre non appaiono confortanti. Su 162 "edifici residenziali privati" ispezionati a L'Aquila, 81 — vale a dire esattamente la metà — non sono abitabili. Non va meglio in provincia con 643 verifiche e 248 esiti negativi. Anche i primi risultati che riguardano le strutture pubbliche non lasciano ben sperare: su 78 controlli effettuati nel capoluogo, in 45 casi non è stato possibile concedere il nulla osta. Una media che si riscontra anche per quanto riguarda le scuole: su 25 istituti de l'Aquila, 14 non sono agibili, mentre in provincia ne sono stati controllati 6 e la metà non è utilizzabile. È soltanto l'inizio.

Del resto le stime della Protezione civile dicono che sono almeno 22.000 gli stabili irregolari e anche questo numero sembra destinato a crescere. La quantificazione del danno richiederà mesi, però anche i tempi dell'indagine penale non potranno essere brevi. "La madre di tutte le inchieste" l'ha definita il procuratore Alfredo Rossini. Il suo sostituto Fabio Picuti ha presieduto ieri la riunione con la squadra di periti e investigatori incaricati di svolgere gli accertamenti nei palazzi. Ma entrambi i magistrati sanno che per individuare eventuali responsabilità potrebbero trascorrere settimane, perché bisogna attendere la relazione degli ingegneri e l'esame chimico sui materiali prima di poter contestare reati specifici che — in questo caso — vanno dal disastro colposo all'omicidio colposo. E, soprattutto, bisogna recuperare la documentazione relativa agli stabili crollati o gravemente lesionati che si trova nelle sedi delle amministrazioni locali, a loro volta dichiarate inagibili. Un lavoro affidato ai poliziotti della squadra mobile coordinati da Salvatore Gava.

I primi accertamenti effettuati alla casa dello Studente e all'ospedale San Salvatore hanno dimostrato che i piloni di cemento armato sarebbero stati costruiti senza seguire la normativa, dunque utilizzando una quantità di ferro inferiore a quella prevista, e adesso bisogna verificare la composizione del calcestruzzo. Alcuni volontari del soccorso alpino speleologico - che per la prima volta hanno utilizzato microcariche esplosive per lo sgombero delle macerie - hanno raccontato di aver riscontrato "la friabilità delle strutture, tanto che il telaio veniva via con le mani".

Fiorenza Sarzanini

14 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TERREMOTO

Code, noia e l’incubo dei bagni

I giorni senza fine nella tendopoli

Aperto un parrucchiere, 45 minuti d’attesa per riuscire a cenare

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

L'AQUILA - Al campo le giornate non pas­sano mai. C’è gente che gira in tondo, sem­bra che vada da qualche parte e invece non ha nulla da fare. Perché la verità è che non c’è niente da fare. Alessandra, 16 anni, sta se­duta sulle ginocchia del fidanzato Francesco con un giornale di enigmistica in mano. Si sono innamorati tre settimane prima che L’Aquila crollasse. Ora lui è sfollato dalle par­ti di Pescara, ma il terremoto non è riuscito ad allontanarli. Francesco ha 19 anni e guida la macchina: appena può viene in Piazza d’Armi per vederla. Baci a parte, però, anche loro si annoiano. "Prima studiavo, uscivo con le amiche" dice lei. "Prima andavo al­l’università, in palestra, a giocare a calcio" dice lui. Ora la felicità è quella signora genti­le che ti procura un romanzo da leggere in tenda. Ottavo giorno dopo il terremoto.

Il nuovo centro dell’Aquila è questa cittadella di rifu­giati in Piazza d’Armi: 1.387 persone sparse in 227 tende si dividono 120 bagni chimici, 24 gabinetti con l’acqua corrente e 4 "modu­li doccia" da 6 posti ciascuno. In questo po­sto si impara a non dare nulla per scontato. "Io sono un terremotato, perché non ho più casa - ragiona Francesco Sarcina, ingegne­re, 45 anni -. Ma ho ancora forza e intelli­genza, sono integro: vorrei dare una mano, magari pulire i bagni. A mia moglie piacereb­be aiutare in cucina. Ci hanno detto che non possiamo per problemi di assicurazione". Che cosa le manca di più? "L’igiene". Ieri c’era l’acqua calda, ed è stata una bella novità. Ma l’aria fuori era frizzante, forse troppo. "La doccia me la farò domani" si ras­segna Ramon, 32 anni. "Questa è una toilet­te da gatta" dice una signora con i capelli bianchi, un lavabo più in là. Ed è vero: con un filo d’acqua si bagna una mano e poi la strofina su e giù per il viso, fino al collo, co­me si puliscono i mici dopo essersi leccati la zampa. Vicino a lei altre donne fanno il buca­to, almeno della biancheria intima. Intanto, nella tendopoli ha aperto un par­rucchiere. Tonino, barbiere di Taranto, e Marcello, un suo collega abruzzese, hanno avuto la stessa idea e si sono presentati qui con forbici, rasoi, lozioni, asciugamani. Per ora hanno occupato una tenda destinata al centro di neuropsichiatria infantile. C’è una discreta coda di clienti, anche chi ha capelli corti si fa dare un’aggiustata; è un modo per recuperare un po’ di normalità. Una signora si guarda allo specchio, è soddisfatta: che co­sa devo? "Soltanto un sorriso". La corrente elettrica funziona dalle 8 di se­ra alle 7 del mattino, ma in qualche tenda ancora non c’è e si usano le candele. Senza elettricità, però, non vanno nemmeno le stu­fe e di notte qui la temperatura scende parec­chio.

La coda per il pranzo di Pasqua (Eidon)

La coda per il pranzo di Pasqua (Eidon)

La coda per avere la cena, il giorno di Pasqua, era di 45 minuti. Menu: pasta in bianco e frittata. "A pranzo non ci hanno da­to l’abbacchio: hamburger di tacchino, altro che tradizione abruzzese" si lamenta Tullio D’Ascenzio, pensionato. Ha la barba di una settimana: "Ho deciso, me la faccio crescere finché non rientro a casa". Ramon sorride: "Beh, sei fortunato, non ti sta male. Il prossi­mo dicembre puoi vestirti da Babbo Natale". I pasti li porta un servizio catering di Avezza­no, perché la cucina da campo per ora garan­tisce solo colazioni e cibo per bambini picco­li e celiaci. "Ma ieri è arrivata una seconda cucina" spiega Annarita Pasqualini, funzio­nario della Protezione civile, una delle re­sponsabili di questa tendopoli. "Stiamo fa­cendo molto, miglioreremo ancora" assicu­ra. In realtà, del cibo non si lamenta quasi nessuno. Le preoccupazioni sono il lavoro, il futuro dei figli, i soldi per rifare casa. Forse oggi Paolo Dionisio riprende a lavo­rare. "In officina mi hanno detto di affacciar­mi, vediamo se c’è qualcosa da fare subito". Speriamo di sì, perché ha moglie e due figli.

Elettrauto dell’Iveco, punta tutto sui mezzi pesanti che circolano qui in questi giorni. Dora, sua madre, offre il caffè e spazza l’in­gresso. Saba, la moglie eritrea, lava i bambi­ni in una tinozza nel centro della tenda: "Non li mando a letto sporchi. Ma così è complicato: non possono mettere bagni per i piccoli?". Nel campo non si parla d’altro. Alla tenda numero 91 dorme Luca Grottini. È un ragazzino. Fa il volontario con la Croce rossa. "I bagni sono sporchi - dice -, per­ché gli immigrati non sanno usarli, buttano la carta a terra, intasano tutto". La signora Iolanda Andreassi si lava a una fontanella in mezzo all’erba, ma la pensa diversamente: "Gli zozzoni sono gli italiani che non hanno perso la casa: sanno che qui ci devono resta­re poco e allora non usano i cestini, sporca­no, sprecano l’acqua". A lei cosa manca? "I miei genitori, morti sotto le macerie". È lunedì santo. Si celebra la messa. Se Dio esiste deve essere qui da qualche parte, nella chiesa improvvisata in un tendone che a mezzogiorno è sala da pranzo, e poi diventa karaoke, angolo tv, bar per giocare a carte, riparo dalla pioggia. "Oggi L’Aquila è la Gali­lea: è quaggiù che cercano il risorto - an­nuncia padre Luciano Antonelli, frate mino­re cappuccino -. E noi ricostruiremo le no­stre chiese e le nostre case; noi risorgere­mo".

Mario Porqueddu

14 aprile 2009

 

 

 

 

2009-04-13

diecimila scosse in una settimana. E INTANTO È EMERGENZA MALTEMPO

Al via le verifiche: il 30% dei primi

mille edifici esaminati è inagibile

Ma non sono stati ancora analizzati i centri storici: la stima è destinata a crescere

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Via all'inchiesta sui materiali edilizi (10 aprile)

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La lista delle vittime

(Ansa)

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L'AQUILA - Proseguono senza sosta i rilievi agli edifici colpiti dal sisma in Abruzzo. I tecnici sono al lavoro per verificare i danni e controllare l'agibilità sismica di strutture pubbliche e case private a L'Aquila e nei paesi limitrofi colpiti dal terremoto, per poter far rientrare il prima possibile alcuni sfollati nelle loro case, ma anche nelle imprese per avviare al più presto le attività produttive. La dichiarazione di agibilità sismica - spiega la Protezione civile - è infatti condizione necessaria per consentire al cittadino di rientrare nella sua casa dopo un provvedimento di evacuazione da parte del sindaco.

SU MILLE VERIFICHE, 30% EDIFICI INAGIBILI - Il 30% degli edifici finora sottoposti a verifica da parte dei tecnici dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile sarebbe risultato inagibile, praticamente irrecuperabile. Sono finora poco più di un migliaio le verifiche già effettuate, e il 50% degli edifici è risultato agibile, e questo viene definito dalla Protezione Civile un "dato molto confortante". Il restante 20% è fatto di edifici o abitazioni recuperabili "con provvedimento", cioè con piccoli interventi, e anche questo è un dato ritenuto altrettanto confortante anche se va interpretato. Si tratta però solo di un migliaio di verifiche, manca l'esame nei centri storici. Le verifiche infatti hanno riguardato finora le aree perifiche o semiperiferiche de L'Aquila e degli altri centri abitati interessati dal terremoto. Si ha la convinzione che il quadro cambierà radicalmente nel momento in cui si entrerà nei centri storici, dove i danni provocati dal sisma sono stati sicuramente più devastanti e tali da rendere pressoché irrecuperabili abitazioni ed edifici, e la percentuale quindi dovrebbe variare. La priorità nelle verifiche ha riguardato finora case e scuole, perché si vuole in primo luogo riportare la gente nella propria abitazione e gli studenti in classe, laddove sarà possibile da subito. Verifiche anche negli edifici cosiddetti strategici, legati cioè alle attività istituzionali. Per quanto riguarda i centri storici sarà un'operazione lunga l'accertamento dei danni e quindi si procederà a perimetrare quelle aree dove c'è difatto certezza di danno notevole ed irrecuperabile.

IN ARRIVO I TECNICI UE - Otre ai tecnici italiani già sul posto e a quelli in arrivo dalla prossima settimana giungeranno in Abruzzo 8 esperti messi a disposizione dall'Unione europea per prendere parte alle operazioni. Germania, Grecia, Olanda, Polonia, Slovenia, Svezia, Spagna, Portogallo, Francia e Austria, aggiunge la Protezione civile, hanno già fornito un elenco di nominativi di professionisti che presto potranno contribuire alle verifiche.

EMERGENZA MALTEMPO - Dopo una Pasqua relativamente tranquilla dal punto di vista meteorologico, è invece il maltempo ad aumentare l'emergenza nelle tendopoli nelle quali sono rifugiati i terremotati all'Aquila e nel suo circondario. Da lunedì mattina un forte vento, con pioggia a tratti, sta interessando gran parte dell'area disastrata. Coperte e stufe sono in distribuzione in tutte le tendopoli allestite per ospitare i terremotati. La pioggia forte nei paesi a ridosso del capoluogo abruzzese, sommata al vento e anche a una temperatura più rigida, costringe la protezione civile ad un supplemento di interventi a favore dei terremotati. La preoccupazione è rappresentata dal freddo nei paesini di montagna e dalla pioggia in quelli a valle. Le previsioni per lunedì, e per almeno la mattinata di martedì, parlano di pioggia e anche di temporali, con temperatura minima intorno ai 5 gradi nelle ore notturne. Per la protezione civile è fondamentale l'aspetto meteorologico, perchP ad esso è legata poi tutta una serie di interventi, a cominciare dalle verifiche sulla stabilità e agibilità degli edifici sgomberati. In tutte le tendopoli si sta provvedendo inoltre a stendere per terra ghiaia o stabilizzante, in maniera tale da impedire che con la pioggia si crei fango e renda tutto ancor più precario.

SCIACALLAGGIO E SANITÀ- Continuano anche le attività antisciacallaggio, di presidio e di sostegno alla popolazione da parte del Corpo forestale, che ha messo in campo 196 uomini. Sul versante sanitario, invece, sono oltre 600 le persone visitate nell'ospedale da campo gestito dall'Ares all'Aquila dal 6 all'11 aprile. Nel complesso hanno ricevuto assistenza più di 24. mila persone nei vari punti medici avanzati. L'ufficio Volontariato e relazioni istituzionali della Protezione civile, infine, sta curando con l'Anci il ripristino delle attività del Comune dell'Aquila.

CINQUE SCOSSE DOMENICA - Sul fronte dell'attività sismica cinque scosse sono state registrate in Abruzzo nella giornata di domenica. Le scosse si sono verificate alle 11.48, con magnitudo 3.2, in località prossime all'epicentro ; alle 15.40, con magnitudo 2.8 ; alle 16.41, con magnitudo 2.9, alle 18.35, con magnitudo 3.2, infine, alle 20.05 e alle 20.09, con magnitudo rispettivamente 3.4 e 3. Il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi, ha riferito che sono state registrate nella zona diecimila scosse in una settimana, di cui un migliaio avvertite.

GLI ULTIMI DUE FUNERALI - Intanto si sono svolti i funerali delle ultime due vittime recuperate dai soccorritori tra le macerie delle abitazioni de L'Aquila. I corpi erano stati trovati venerdì e sabato. La cerimonia funebre è slittata a questa mattina, ancora una volta presso la Scuola per soprintendenti e ispettori della Guardia di Finanza a Coppito.

13 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fini ai volontari: "Grazie"

Pasqua tra gli sfollati e le macerie

Berlusconi: "Presto fuori dalle tende"

Non si scava più: i morti salgono a 294. Il premier: "Mai come ora orgoglioso di essere italiano. Faremo qui il primo consiglio dei ministri sul terremoto"

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In preghiera nelle tendopoli (Reuters)

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L'AQUILA - Dopo una notte tranquilla, per quanto può esserla per i terremotati dell'Abruzzo, gli sfollati vivono il giorno di Pasqua nelle tendopoli o negli alberghi sul litorale Adriatico nei quali sono alloggiati. Ma la terra continua a tremare: secondo la Protezione civile si è registrata una scossa alle 5.29 del mattino, di magnitudo 3.1 sulla scala Richter. Poi un altro evento sismico alle 11.48, con magnitudo 3.2: le località prossime all'epicentro sono L'Aquila, Pizzoli e Collimento.

STOP ALLE RICERCHE - Intanto le ruspe hanno iniziato a portare via le macerie e i detriti dalla zone terremotate, mentre andranno avanti le rilevazioni dei tecnici sui danni e l'agibilità degli edifici. Sabato, infatti, sono terminati gli scavi per cercare eventuali corpi: non ci sono ulteriori dispersi, hanno fatto sapere i soccorritori. Il bilancio delle vittime è però salito a 294 morti, dopo che nell'ospedale di Teramo è deceduto per le ferite riportate nel sisma Tommaso Iovinitti. Aveva 59 anni.

BERLUSCONI - Nelle zone colpite dal sisma è tornato anche Silvio Berlusconi: il premier ha partecipato alla messa celebrata presso la scuola della Guardia di Finanza a Coppito. "Li tireremo fuori dalle tende" ha dichiarato il presidente del Consiglio. "Mai come in questi giorni, in questi 15 anni - ha proseguito - mi sono sentito orgoglioso di essere italiano". E dall'altare allestito nel cortile, il vescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, si è rivolto direttamente a lui: "Noi sappiamo che lei manterrà le promesse. Mi auguro che si ricordi questo amore e che non ci siano polemiche sterili". Più tardi lo stesso capo del governo ha assicurato: ""Non vogliamo ricadere negli errori dei precedenti casi. Adesso, finita l'emergenza, toglieremo le persone dalle tende e dovremo assicurare loro condizioni di vivibilità. E poi ripartiremo con la ricostruzione, affidando i cantieri alle singole province". Il premier ha poi fatto il punto della situazione in conferenza stampa: "La decrescita delle scosse fa ben sperare - ha detto - dal 6 aprile abbiamo registrato un numero rilevante di scosse che però negli ultimi giorni è diminuito e, pur se le previsioni sono impossibili da fare su base scientifica, anche gli esperti dicono che questa diminuzione fa ben sperare". Secondo Berlusconi, "forse siamo già fuori dall'emergenza". "Al momento sono state allestite 106 tendopoli - ha proseguito. - In queste ci sono tutti i servizi garantiti: riscaldamento, pasti caldi, assistenza sanitaria, televisioni. Certo, se si spigola su alcuni centri più piccoli è possibile trovarne qualcuno in cui tutte le opere non sono ancora lì, ma sono in corso accelerato di completamento. Soltanto tra due mesi avremo tutti i certificati di abitabilità: potremo però sapere quanto sono le persone che possono rientrare nelle proprie case e quante quelle che hanno bisogno di un'altra abitazione". "A questo punto, la prima missione del governo - ha concluso - è la ricostruzione. Il primo Cdm sul decreto Abruzzo lo faremo qui".

 

 

FINI - Anche Gianfranco Fini è arrivato in visita in Abruzzo: il presidente della Camera è giunto nell'ospedale da campo allestito a L'Aquila. "Grazie per tutto quello che state facendo - ha detto ai volontari impegnati a preparare il pranzo di Pasqua. - L'Italia è orgogliosa di voi". Poi, parlando con gli sfollati, ha aggiunto: "Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche, noi prendiamo l’impegno di non dimenticarvi". Sui tempi di ricostruzione, ha aggiunto: "È difficile da prevedere, dalle tende passeremo ai prefabbricati. I tempi sono medio-lunghi - ha affermato - ma l'impegno è di fare tutto nell'arco di qualche anno. Per il centro storico dell’Aquila il tempo sarà più lungo e difficile".

SOLIDARIETA' - I vigili del fuoco sabato sera hanno regalato un momento di serenità ai bambini che si trovano nel campo degli sfollati di Bazzano: hanno anticipato di un giorno la festa portando ai bambini un uovo alto quattro metri che è stato poi rotto con i martelli. Da molte parti d'Italia c'è poi stata una gara di solidarietà per far arrivare nei campi, soprattutto ai bambini, uova di Pasqua e colombe. Il Papa ha mandato alla diocesi un'offerta in denaro, 500 uova per i bambini, calici e paramenti per la celebrazione delle Messe. Mille uova di Pasqua per i bambini dei campi sono stati regalati dalla Polizia.

 

12 aprile 2009

 

 

 

2009-04-12

Fini ai volontari: "Grazie"

Pasqua tra gli sfollati e le macerie

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STOP ALLE RICERCHE - Intanto le ruspe hanno iniziato a portare via le macerie e i detriti dalla zone terremotate, mentre andranno avanti le rilevazioni dei tecnici sui danni e l'agibilità degli edifici. Sabato, infatti, sono terminati gli scavi per cercare eventuali corpi: non ci sono ulteriori dispersi, hanno fatto sapere i soccorritori. Il bilancio delle vittime è però salito a 294 morti, dopo che nell'ospedale di Teramo è deceduto per le ferite riportate nel sisma Tommaso Iovinitti. Aveva 59 anni.

BERLUSCONI - Nelle zone colpite dal sisma è tornato anche Silvio Berlusconi: il premier ha partecipato alla messa celebrata presso la scuola della Guardia di Finanza a Coppito. "Li tireremo fuori dalle tende" ha dichiarato il presidente del Consiglio. "Mai come in questi giorni, in questi 15 anni - ha proseguito - mi sono sentito orgoglioso di essere italiano". E dall'altare allestito nel cortile, il vescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, si è rivolto direttamente a lui: "Noi sappiamo che lei manterrà le promesse. Mi auguro che si ricordi questo amore e che non ci siano polemiche sterili". Più tardi lo stesso capo del governo ha assicurato: ""Non vogliamo ricadere negli errori dei precedenti casi. Adesso, finita l'emergenza, toglieremo le persone dalle tende e dovremo assicurare loro condizioni di vivibilità. E poi ripartiremo con la ricostruzione, affidando i cantieri alle singole province". Il premier ha poi fatto il punto della situazione in conferenza stampa: "La decrescita delle scosse fa ben sperare - ha detto - dal 6 aprile abbiamo registrato un numero rilevante di scosse che però negli ultimi giorni è diminuito e, pur se le previsioni sono impossibili da fare su base scientifica, anche gli esperti dicono che questa diminuzione fa ben sperare". Secondo Berlusconi, "forse siamo già fuori dall'emergenza". "Al momento sono state allestite 106 tendopoli - ha proseguito. - In queste ci sono tutti i servizi garantiti: riscaldamento, pasti caldi, assistenza sanitaria, televisioni. Certo, se si spigola su alcuni centri più piccoli è possibile trovarne qualcuno in cui tutte le opere non sono ancora lì, ma sono in corso accelerato di completamento. Soltanto tra due mesi avremo tutti i certificati di abitabilità: potremo però sapere quanto sono le persone che possono rientrare nelle proprie case e quante quelle che hanno bisogno di un'altra abitazione". "A questo punto, la prima missione del governo - ha concluso - è la ricostruzione. Il primo Cdm sul decreto Abruzzo lo faremo qui".

 

 

FINI - Anche Gianfranco Fini è arrivato in visita in Abruzzo: il presidente della Camera è giunto nell'ospedale da campo allestito a L'Aquila. "Grazie per tutto quello che state facendo - ha detto ai volontari impegnati a preparare il pranzo di Pasqua. - L'Italia è orgogliosa di voi". Poi, parlando con gli sfollati, ha aggiunto: "Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche, noi prendiamo l’impegno di non dimenticarvi". Sui tempi di ricostruzione, ha aggiunto: "È difficile da prevedere, dalle tende passeremo ai prefabbricati. I tempi sono medio-lunghi - ha affermato - ma l'impegno è di fare tutto nell'arco di qualche anno. Per il centro storico dell’Aquila il tempo sarà più lungo e difficile".

SOLIDARIETA' - I vigili del fuoco sabato sera hanno regalato un momento di serenità ai bambini che si trovano nel campo degli sfollati di Bazzano: hanno anticipato di un giorno la festa portando ai bambini un uovo alto quattro metri che è stato poi rotto con i martelli. Da molte parti d'Italia c'è poi stata una gara di solidarietà per far arrivare nei campi, soprattutto ai bambini, uova di Pasqua e colombe. Il Papa ha mandato alla diocesi un'offerta in denaro, 500 uova per i bambini, calici e paramenti per la celebrazione delle Messe. Mille uova di Pasqua per i bambini dei campi sono stati regalati dalla Polizia.

 

12 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

cento mila fedeli presenti in piazza San Pietro per la messa di Pasqua

Il Papa: "Ricostruiamo il futuro"

Gli inviti di Benedetto XVI: solidarietà agli sfollati, giustizia in Africa e pace in Israele

(Ansa)

(Ansa)

ROMA - Solidarietà agli sfollati. E un invito: ricostruiamo il futuro con coraggio. I primi auguri di Pasqua del Papa sono stati, come sempre, in italiano. E quest'anno "in particolare per quanti soffrono a causa del terremoto. Il Cristo risuscitato - ha detto - guidi tutti su sentieri di giustizia, di solidarietà e di pace e ispiri a ciascuno la saggezza e il coraggio necessari per proseguire uniti nella costruzione di un futuro aperto alla speranza". Le parole del Papa sono state accolte da un grande applauso.

MORTE E RESURREZIONE - "Apriamo l'animo a Cristo morto e risuscitato perché ci rinnovi, perché elimini dal nostro cuore il veleno del peccato e della morte e vi infonda la linfa vitale dello Spirito Santo: la vita divina ed eterna". Lo ha chiesto il Papa alla grande folla dei fedeli presenti in piazza San Pietro per la messa di Pasqua: all'inizio del rito circa 100 mila persone. Decine di migliaia di fedeli dalle prime ore del mattino si erano infatti radunate in piazza San Pietro. Come è tradizione dal 1985 la piazza più nota della cristianità è adornata dagli addobbi dei fioristi olandesi. Il giallo domina. Molte composizioni consistono in fioriture, piante da bulbo e fiori bianchi.

RESURREZIONE - "Sappiamo - ha ricordato Ratzinger - che Cristo è veramente risorto dai morti. Sì, proprio questo il nucleo fondamentale della nostra professione di fede; è questo il grido di vittoria che tutti oggi ci unisce. E se Gesù è risorto, e dunque è vivo, chi mai potrà separarci da lui? Chi mai potrà privarci del suo amore che ha vinto l'odio e ha sconfitto la morte?". "L'annuncio della Pasqua - ha continuato il Papa - si espanda nel mondo con il gioioso canto dell'Alleluia. Cantiamolo con le labbra, cantiamolo soprattutto con il cuore e con la vita, con uno stile di vita 'azzimò, cioè semplice, umile, e fecondo di azioni buone. Il Risorto ci precede e ci accompagna per le strade del mondo. Lui la nostra speranza, è Lui la pace vera del mondo".

GIUSTIZIA - "Giustizia" per l'Africa, e basta "conflitti", "povertà", "malattia" e fame nel grande continente ha poi chiesto il Papa nel messaggio "Urbi et orbi" al termine della messa di Pasqua, ricordando il suo recente viaggio in Camerun e Angola. Sempre sulla scena internazionale, il Pontefice ha ricordato che tra israeliani e palestinesi la "riconciliazione" è "difficile", ma "indispensabile", ed è "premessa per un futuro di sicurezza comune e di pacifica convivenza". Per questo il Papa esorta a "sforzi rinnovati, perseveranti e sinceri, per la composizione del conflitto israelo-palestinese". "Materialismo e nichilismo" diffondono un "senso del nulla che tende ad intossicare l'umanità". Ma il nulla non è "il definitivo approdo dell'esistenza umana" ha aggiunto il Papa.

OMELIA - Nella messa pasquale il papa ha introdotto una innovazione: ha pronunciato l'omelia, che invece solitamente i papi non tenevano in questa particolare messa, dopo la lunga veglia della notte. "Eliminare ciò che è vecchio per fare spazio al nuovo" è questo, ha spiegato tra l'altro il papa - il significato degli "azzimi", il pane senza lievito che ricorda la fuga degli ebrei dall'Egitto. Prima della messa Benedetto XVI ha rispettato l'antica tradizione del Resurrexit, invocando la risurrezione di Cristo davanti all'icona del volto del Signore conservata nel Santuario della Scala Santa a Roma. Una immagine "acherotipa", cioè non dipinta da mano umana.

 

12 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

Prima notte tranquilla per gli sfollati: solo una scossa

Pasqua in mezzo alle tende

Mentre si celebra la messa, con le visite di Berlusconi e Fini, è iniziato lo sgombero dei detriti

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L'AQUILA - Dopo una notte tranquilla, per quanto può esserla per i terremotati dell'Abruzzo, gli sfollati vivono il giorno di Pasqua nelle tendopoli o negli alberghi sul litorale Adriatico nei quali sono alloggiati. Secondo la Protezione civile si è registrata solamente una scossa alle 5.29 del mattino, di magnitudo 3.1 sulla scala Richter. Alle 11 si celebrerà presso la scuola della Guardia di Finanza a Coppito la messa di Pasqua presieduta dall’arcivescovo Monsignor Giuseppe Molinari; sarà presente anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In visita nelle tendopoli, per fare insieme agli ospiti il pranzo nei campi, ci sarà anche il presidente della Camera Gianfranco Fini.

STOP ALLE RICERCHE, VIA ALLO SGOMBERO DEI DETRITI - Le ruspe hanno iniziato a portare via le macerie e i detriti dalla zone terremotate dell’Abruzzo, mentre andranno avanti le rilevazioni dei tecnici sui danni e l’agibilità degli edifici. Sabato, infatti, sono terminati gli scavi per cercare eventuali corpi: il bilancio delle vittime si è fermato a 293 morti e non ci sono ulteriori dispersi, hanno fatto sapere i soccorritori.

SOLIDARIETA' - I vigili del fuoco già sabato sera avevano regalato un momento di serenità ai bambini che si trovano nel campo degli sfollati di Bazzano: hanno anticipato di un giorno la festa portando ai bambini un uovo alto quattro metri che è stato poi rotto con i martelli. Da molte parti d'Italia c'è poi stata una gara di solidarietà per far arrivare nei campi, soprattutto ai bambini, uova di Pasqua e colombe. Il Papa ha mandato alla diocesi un'offerta in denaro, 500 uova per i bambini, calici e paramenti per la celebrazione delle Messe. Mille uova di Pasqua per i bambini dei campi sono stati regalati dalla Polizia.

12 aprile 2009

 

 

 

IL TERREMOTO IN ABRUZZO

L'inchiesta: 22 mila edifici irregolari

Il procuratore e i crolli: "Nessun indagato, per i responsabili subito l'arresto"

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

L'AQUILA — C'erano anomalie gravi nella struttura della Casa dello Studente e dell'ospedale San Salvatore. Le verifiche effettuate ieri dai periti nominati dai magistrati fanno scoprire che le colonne portanti erano fabbricate con una quantità di ferro inferiore alla normativa. E dunque non hanno retto alla scossa che la notte di domenica scorsa ha devastato l'Abruzzo. I sospetti dei primi giorni trovano dunque un'inquietante e clamorosa conferma. Anche perché analoghe carenze riguardano moltissimi altri edifici. La polizia sta verificando una segnalazione del Genio Civile sulla prefettura che risale ad alcuni anni fa: gli esperti avrebbero dichiarato l'edificio pericolante, ma nonostante questo non sarebbe stato pianificato alcun intervento per metterlo in sicurezza.

I sopralluoghi per stabilire se l'effetto del sisma sia stato aggravato dalla fragilità dei palazzi, sono stati avviati. E avvalorano l'ipotesi che, se le regole antisismiche fossero state rispettate, il bilancio dei crolli — ma soprattutto quello delle vittime — avrebbe potuto essere inferiore. L'indagine coordinata dal procuratore Alfredo Rossini e dal pm Antonio Picuti si concentra sui progetti e sui materiali utilizzati per individuare le responsabilità dei costruttori, ma anche quelle degli amministratori pubblici che hanno concesso licenze e affidato gli appalti. Saranno due ingegneri dell'Università dell'Aquila a dover consegnare una relazione che "stabilisca le cause dei crolli avvenuti in città e nei comuni del circondario e accerti se sono collegate a violazioni della normativa", proprio per trovare i colpevoli perché, come sottolinea Rossini, "se ci saranno illegalità chi le ha commesse non sarà indagato ma subito arrestato". Lavoreranno insieme alla squadra di poliziotti e carabinieri che, oltre ad effettuare le ispezioni, sta acquisendo i documenti relativi a tutti gli stabili. La lista delle priorità è stata stabilita: si comincia dagli edifici pubblici dove ci sono stati morti e feriti, si prosegue con quelli dove il crollo non ha causato alcun problema alle persone. Poi si passa — nello stesso ordine — agli stabili privati. Questura, Comando dei carabinieri, Procura della Repubblica, Comune: è lungo l'elenco degli edifici dichiarati inagibili che comprende anche le scuole, il catasto, numerosi comandi delle forze dell'ordine, il teatro, le sedi delle soprintendenze e l'archivio di Stato.

Tra gli atti acquisiti dai magistrati c'è la "scheda di valutazione del danno" della Protezione Civile che attraverso un sofisticato sistema informatico consente di stabilire le conseguenze di un terremoto. Secondo questa relazione il sisma aveva un'intensità tale da far crollare o rendere inagibili 38.000 edifici. Se la cifra reale si rivelerà più alta, come del resto dicono le prime stime effettuate che parlano di almeno 60.000, vuol dire che i palazzi avevano gravi carenze strutturali. Ed è proprio questo il dato inquietante che emerge dai primi controlli. Tanto da far ipotizzare che pure la documentazione depositata presso gli uffici pubblici e relativa alla costruzione e alla ristrutturazione degli stabili — in particolare quelli occupati da organismi statali — possa essere stata alterata. Secondo la normativa, la gabbia di ferro che costituisce l'ossatura delle colonne di cemento armato deve essere composta da almeno sedici tubi. Durante la costruzione della Casa dello studente e dell'ospedale questo criterio non sarebbe stato rispettato. Nel palazzo di via XX settembre c'erano 40 persone. Sono morti otto ragazzi oltre a un signora che si trovava di fronte ed è stata travolta dalle macerie.

Quando la scossa ha devastato la città e decine di paesini della provincia, nel nosocomio si sono stati diversi crolli tanto da rendere necessaria l'evacuazione. Nonostante questo provvedimento i medici hanno continuato ad operare e a soccorrere i primi feriti con un rischio altissimo. E soprattutto non riuscendo a credere che la struttura, costruita prima che l'Abruzzo fosse dichiarata area a rischio sismico, ma poi sottoposta a numerosi interventi di ammodernamento, non avesse retto. Gli accertamenti che vengono svolti in questi giorni riguardano anche la composizione dei materiali utilizzati per ottenere il calcestruzzo, con l'esame chimico che sarà affidato alla polizia scientifica per stabilire se sia stato ottenuto mescolando la giusta dose di sabbia, ghiaia, pietrisco, acqua e cemento. Se uno di questi elementi prevale in maniera anomala sugli altri, la sostanza finale non regge infatti a sollecitazioni forti come può essere un terremoto di magnitudo 5.8.

Fiorenza Sarzanini

12 aprile 2009

 

 

 

 

<< IL SISTEMA é MARCIO"

E ora i costruttori fanno autocritica: avventurieri tra di noi

"Un terzo degli impresari qui ha lavorato senza scrupoli, attratti dalla febbre del mattone"

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

L'AQUILA - È stato l'appello del presidente della Repubblica, l'altro giorno, a fargli cambiare idea, a convincerlo a parlare. Il costruttore Giovanni Frattale, 60 anni, occhi chiari e Mercedes nera, ha deciso che è il momento di alzare il sipario sul sacco di L'Aquila e i barbari del mattone: "Napolitano ha ragione. I costruttori aquilani dovrebbero mettersi tutti una mano sulla coscienza. E parlo anche per me". Finora lui ha taciuto — spiega — ma finora non c'erano stati 293 morti e quarantamila sfollati. La categoria, insomma, per anni ha chiuso gli occhi. Invece di denunciare pubblicamente le gravi anomalie, ha preferito tirare avanti in nome del profitto e del quieto vivere. "Dopo il disastro — racconta Frattale — ho fatto un giro della città: Pettino, Torrione, Porta Napoli, XX Settembre, Campo di Fossa. Gli edifici crollati sono la prova regina che il sistema è marcio". Che vuol dire? "Il 90% delle case private di L'Aquila — continua — è stato costruito da "palazzinari". Niente di strano, accade dappertutto. Ma, qui da noi, almeno un terzo è gente senza scrupoli, io li chiamo avventurieri, pirati dell'edilizia. Attratti solo dalla bolla speculativa, dalla febbre del mattone, ex macellai, falegnami, agricoltori, si sono improvvisati costruttori pagando 10 mila euro alla Camera di Commercio e poi con una Srl qualunque si son messi a tirar su palazzi, affidandosi però a semplici cottimisti, muratori e carpentieri dai capelli bianchi che in nome di una non meglio precisata competenza hanno realizzato le opere. Ma le case non si costruiscono con i capelli bianchi... Andate a Pettino, andate a vedere, davanti alla macerie trovate i cartelli "Vendesi"...".

Ora tutti, a L'Aquila, si riempiono la bocca parlando di calcestruzzo armato, analisi geologiche, nodi strutturali, curve granulometriche degli impasti. Ma la Casa dello Studente... "La Casa dello Studente, dove sono morti tutti quei ragazzi — dice Frattale — è un'altra storia strana". La costruì Antonio Miconi che oggi è morto (progettisti Botta e Portelli) e l'affittò alla Farmaceutica Angelini, che poi comprò la struttura per trasformarla in residenza convenzionata con la Regione. Insomma, un discreto affare. "Un deposito di medicinali che diventa albergo? — si chiede ora perplesso il costruttore —. Saranno state fatte le giuste prove di carico sui solai? Spesso i collaudi qui avvengono sulla carta, non serve la bustarella, basta un perito amico...". Frattale è un nome che conta, nell'edilizia locale. Suo padre costruì il primo condominio di L'Aquila del Dopoguerra, nel '46: sorge in via Campo di Fossa, dove un altro palazzo lunedì è crollato, facendo 26 vittime. Quello di suo padre, invece, è ancora là. "Perché negli anni '80 arrivarono i pirati — aggiunge —. E per armare i calcestruzzi importavano gli acciai stellari dalla Grecia al posto di quelli ad aderenza migliorata che costavano il doppio ma erano sicuri. Per questo tanti pilastri hanno ceduto. Non c'entra la sabbia del mare. La sabbia dei pilastri viene tutta dalle cave qua intorno. Ne siamo pieni". Anche Aldo Irti, che oggi ha 80 anni, figlio del cavaliere Iniseo che ricostruì l'Abruzzo dopo il terremoto-monstre del 1915, punta l'indice sui nuovi improvvisatori. È dello stesso parere il geometra Giuseppe Barattelli, ottantenne anche lui, che a L'Aquila nella sua lunga carriera di appaltatore costruì parecchio, dalla Banca d'Italia alla caserma dei carabinieri (lesionata oggi dalla faglia). Suo figlio Ettore, 42 anni, vicepresidente dell'Ance provinciale, l'associazione dei costruttori, conclude amaro: "Ha ragione il presidente Napolitano e ha ragione anche Frattale. Ma l'esame di coscienza sono molti a doverlo fare. È tutta la filiera. Dove stavano il Genio Civile, gli ispettorati, la Asl, quando venivano su queste case di burro? Perché la verità è che se non ci sono i controlli, ecco poi che succede: comprare la casa è sempre stato il sogno di tante persone. Ma la gente comune bada al colore delle piastrelle, sceglie le porte, gl'infissi. Non si preoccupa di cosa c'è sotto terra. Non lo dovrebbe fare".

Fabrizio Caccia

12 aprile 2009

 

2009-04-11

L'INCHIESTA SUL TERREMOTO

"Arresteremo responsabili dei crolli"

Via ai primi rilievi. Nel mirino i materiali degli edifici. Il procuratore: "Si cerchi la verità"

Macerie in Abruzzo (Ap)

Macerie in Abruzzo (Ap)

L'AQUILA - Il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Adriano Rossini, che ha aperto un'inchiesta sui crolli e le morti del terremoto, assicura: "Molto probabilmente non ci saranno indagati, perché gli indagati saranno anche arrestati". E conferma che s'indaga anche sull'ipotesi che sia stata usata in qualche caso sabbia marina mescolata al cemento: "se dovesse risultare - afferma - avremmo già avuto un risultato quasi definitivo, perché è notorio che la sabbia marina corrode il cemento che non regge per niente". Dopo l'apertura formale dei fascicoli, sabato è stato dato il via alle verifiche condotte dai carabinieri. L'inchiesta del procuratore Rossini e dei suoi sostituti muove i primi passi sulle macerie provocate dal sisma: pezzi di intonaco, sassi, mattoni, che verranno sequestrati perché potrebbero contribuire all'accertamento delle eventuali responsabilità dell'accaduto. Il procuratore dell'Aquila spiega di voler "indagare fino in fondo, procedendo con tutto il rigore che questa insostenibile situazione comporta".

Oggetto dell'inchiesta, spiega Rossini, è "accertare i motivi per cui sono crollati questi palazzi, per cui di conseguenza sono morte tutte queste persone. E vedere naturalmente se questo dipende solamente dal terremoto oppure dipende dalle manine degli uomini che hanno costruito male, hanno usato cattivi materiali, hanno fatto cattive progettazioni e magari hanno anche speculato sul cemento, mettendoci del cemento che non avrebbe mai potuto reggere". Il procuratore ha intanto affidato ai carabinieri la delega per compiere, insieme ad alcuni tecnici, le prime acquisizioni di documenti e le prime verifiche su alcuni edifici. Tra questi vi sarebbero la casa dello studente, l'ospedale e la Prefettura, diventati luoghi simbolo del sisma, ma anche lo stabile dello stesso tribunale.

La priorità dovrebbe essere data agli edifici pubblici, poi si passerà agli stabili privati, a cominciare da quelli completamente crollati e in cui si sono avuti più morti, come alcuni palazzi di via XX Settembre. Gli accertamenti, secondo quanto è stato possibile apprendere, riguarderanno tutto l'iter della costruzione: dall'assegnazione degli appalti alla progettazione, dall'edificazione dell'immobile ai controlli successivi, con particolare riguardo alla verifica della rispondenza alle leggi antisismiche. Particolare attenzione sarà riservata ai materiali utilizzati, come cemento, sabbia, materiale edilizio.

L'indagine si annuncia, dunque, come particolarmente complessa, anche perché in gran parte basata sul materiale documentario - come progetti e autorizzazioni - di immobili che, come nel caso della casa dello studente, sono stati costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta. Più recente, anche se è durata molti anni, la realizzazione dell'ospedale San Salvatore che è stato gravemente lesionato ed è inagibile. Oltre all'acquisizione di tutti i verbali dei sopralluoghi, potrebbero anche essere sequestrati campioni delle macerie dei palazzi; e non è escluso che presto si proceda al sequestro di aree o di fabbricati per verificare quali sono stati i materiali usati per la costruzione dei fabbricati crollati. Il fascicolo aperto dalla procura è contro ignoti, cioè senza iscrizioni, finora, nel registro degli indagati. Tra i reati ipotizzati dagli inquirenti quello di disastro colposo.

(Ansa)

11 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

 

Appello del Prefetto: "Non venite all'Aquila". In arrivo i tecnici ue

Notte di tregua, poi la terra trema ancora

Trovati i corpi di altre due vittime

Nuove scosse in mattinata. Rinvenuto il cadavere di una donna: i morti salgono a 293, ma si scava ancora

Una delle tendopoli allestite nell'Aquilano (LaPresse)

Una delle tendopoli allestite nell'Aquilano (LaPresse)

L'AQUILA - "Non venite all'Aquila, è teatro di operazioni. Lasciate le strade libere". È l'appello lanciato da Franco Gabrielli, prefetto del capoluogo abruzzese, rivolto alle persone che magari a Pasqua hanno intenzione di andare nell'Aquilano ""per turismo solidale o perché vogliono vedere di persona i luoghi del sisma". "Il tempo ci sta favorendo", ha proseguito il prefetto, "ma non è ora di gite fuori porta. Preghiamo queste persone di non venire all'Aquila, perché qui il lavoro non è finito. Tutte le forze impegnate nel soccorso hanno bisogno di spazio e anche i mezzi non devono avere intralci sul sistema viario".

 

 

LE SCOSSE - Intanto, dopo una prima notte trascorsa tranquilla, intorno alle 7,39 il terremoto è tornato a farsi sentire in Abruzzo. Il nuovo sisma è stato nettamente avvertito dalla popolazione. La nuova scossa, secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stata di magnitudo 3,3, seguita alle 8,57 e alle 9,04 da altre due scosse di 3,2. Il Dipartimento della Protezione civile fa sapere che le località prossime all'epicentro sono L'Aquila, Pizzoli e Fossa.

 

 

BILANCIO - E purtroppo sale ancora il numero delle vittime: ora sono 293 (qui la lista provvisoria). All'Aquila sono stati ritrovati i cadaveri di due donne e di un ragazzo di 17 anni. Sono stati recuperati in un edificio in via XX Settembre, di fronte alla Casa dello studente. Si è scavato per tutta la notte anche tra le macerie di via Gabriele D'Annunzio, dove un ticchettio rilevato dai geomicrofoni ha fatto credere alla possibilità di trovare qualcuno ancora in vita. Ma il lavoro da fare è ancora molto, fanno notare i vigili del fuoco, che confessano anche di non farsi troppe illusioni. Sono trascorsi ormai cinque giorni dal primo devastante terremoto e le speranze di poter trovare persone ancora in vita si riducono sempre più, tenuto conto sia delle ulteriori scosse che si sono susseguite sia del freddo, ancora intenso nelle ore notturne.

VERSO LA PASQUA - Archiviato il giorno del dolore, quello dei funerali solenni, i circa 18mila sfollati dell'Aquila e provincia (guarda il video) tornano a fare i conti con la quotidianità. E nelle 32 tendopoli sono iniziati i preparativi per la celebrazione dei riti religiosi legati alla Pasqua. Sotto il coordinamento della Curia arcivescovile dell'Aquila e con l'aiuto degli uomini e dei volontari della Protezione Civile, si stanno allestendo piccoli altari di fortuna per consentire le celebrazioni delle messe. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarà di nuovo nell'Abruzzo straziato dal sisma. È previsto che domenica in mattinata il premier assista ai riti pasquali assieme ai terremotati all'Aquila.

TECNICI UE - Intanto l'Unione europea ha risposto prontamente alle richieste dell'Italia per l'invio di tecnici esperti nella valutazione della stabilità degli edifici danneggiati dal terremoto. Entro poche ore, dopo aver diramato la richiesta attraverso il Meccanismo europeo della protezione civile, Grecia, Germania, Francia, Spagna e Svezia, hanno offerto dieci esperti specializzati nella valutazione dei danni subiti dagli edifici dopo i terremoti. Gli esperti, ha reso noto la Commissione europea, sono attesi a Roma all'inizio della prossima settimana. "Siamo alle prese con un grande disastro umano. L'Europa - ha detto il commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas - manifesta la sua solidarietà e risponderà rapidamente alla richiesta di assistenza dell'Italia. Desidero ringraziare gli Stati membri che faranno fronte all'assistenza tecnica supportando così le autorità italiane e in particolare il dipartimento della protezione civile sotto la guida di Guido Bertolaso".

11 aprile 2009

 

 

 

 

Lo show di santoro sul terremoto

Zizzania in tv

Ancora una volta Santoro ha fatto il Santoro. Dietro il paravento della libertà d’informazione, di cui è rappresentante unico per l’Italia, isole comprese, ha allestito una trasmissione all’insegna del più frusto slogan politico "piove, governo ladro". Non di pioggia si trattava, ma di un terremoto che finora ha fatto 290 vittime e quarantamila sfollati, raso al suolo paesi, buttato giù case, seminato distruzione.

Ma i morti non lo fermano, la commozione non lo trattiene. Se ha in mente una tesi, che tesi sia. La tesi era che bisognava comunque attaccare la Protezione civile, specialmente Guido Bertolaso, i Vigili del Fuoco, la comunità scientifica che non ha dato ascolto agli avvertimenti di Giampaolo Giuliani, gli amministratori locali, il ponte sullo Stretto, Berlusconi, il governo. A dargli manforte in studio ha chiamato l’ex magistrato Luigi De Magistris, candidato alle Europee con l’Italia dei Valori (che acquisto per la politica!) e l’esponente di Sinistra e Libertà Claudio Fava. Contro aveva, e hanno fatto un figurone, Guido Crosetto del Pdl e Mario Giordano.

Il giornalismo di Santoro funziona così: con l’aiuto delle poderose inchieste di Sandro Ruotolo e Greta Mauro ha intervistato una signora che si lamentava di un ritardo di un paio d’ore dei soccorsi, un signore che diceva di aver freddo, di un altro ancora che cercava riparo in tende non ancora montate, una studentessa che preoccupata aveva lasciato l’Abruzzo per tempo, un medico che denunciava la mancanza di bottigliette d’acqua nel suo reparto. Ne è uscito così un quadro di devastazione organizzativa da aggiungersi alla devastazione reale. Da un punto di vista simbolico, se un dottore chiede aiuto per la mancanza di qualcosa significa il fallimento dei soccorsi, l’impreparazione della Protezione civile, lo sfascio.

Di fronte a una simile tragedia, ma soprattutto di fronte al meraviglioso e commovente impegno dei Vigili del fuoco, dei volontari, della Protezione civile, dei militari, di tutte le organizzazioni che hanno passato notti insonni per salvare il salvabile, Santoro si è sentito in dovere di metterci in guardia dalla speculazione incombente, di seminare zizzania con i morti ancora sotto le macerie, di descrivere l’Italia come il solito Paese di furbi, incapaci di rispettare ogni legge scritta e morale. Santoro la chiama libertà d’informazione. Esistono gli abusi edilizi, ma forse anche gli abusi di libertà.

Aldo Grasso

11 aprile 2009

 

 

 

IL PROCURATORE: "le indagini proseguono nonostante i disagi"

Inchiesta sul sisma, via alle perizie

Nel mirino i materiali degli edifici crollati

L'AQUILA - La Procura ha effettuato le prime perizie sul crollo di una serie di edifici in seguito al sisma che nella notte tra domenica e lunedì ha provocato 293 morti. Lo ha affermato il procuratore capo dell'Aquila Alfredo Rossini. "Abbiamo aperto un'indagine appena dopo gli eventi. Quindi abbiamo chiesto degli elementi di conoscenza su questo genere di fenomeni. Sono già state effettuate le perizie e le indagini proseguono tutt'ora nonostante i disagi", ha detto Rossini. Tra le varie iniziatiive ci potrebbe essere anche quella del il prelievo di campioni delle macerie dei palazzi, ma non è escluso che si proceda al sequestro di aree o di fabbricati. Tra quelli più sotto l'attenzione vi sarebbero la casa dello studente e l'ospedale, diventati luoghi simbolo del sisma.

L'INCHIESTA AL VIA - "Garantisco che porteremo a conclusione questa grande inchiesta per accertare, qualora ci fossero, i responsabili dei crolli degli edifici. E' evidente che indagheremo su tutte quelle strutture crollate che evidenziano la necessità di ulteriori approfondimenti conoscitivi", ha detto il procuratore capo dell'Aquila. Visto che gli uffici della Procura sono distrutti, i magistrati dell'Aquila si stanno organizzando in alcune stanze messe a disposizione dalla Guardia di Finanza, e il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha riservato loro l'utilizzo di un palazzetto della Procura dei minori, che è accessibile. "I soccorritori presto entreranno (nella Procura) con attrezzature speciali per salvare la memoria delle nostre indagini", ha precisato Rossini, e ha aggiunto che nonostante le difficoltà del momento è comunque garantito "il minimo della funzionalità dell'attività giudiziaria con tutte le garanzie anche rispetto ai fatti in corso in questi giorni". Venerdì è stato infatti celebrato il processo a quattro romeni accusati di atti di sciacallaggio: "Abbiamo dato dimostrazione di un'attività giudiziaria funzionante garantendo i legali agli imputati e chiamando i testimoni. La sentenza non ha risentito del clima particolare che caratterizza lo stato attuale, e in maniera imparziale ha condannato a sei mesi solo uno degli accusati, poiché è stato accertato che gli altri non avevano responsabilità, erano andati ad accompagnare una badante a prelevare degli oggetti personali".

11 aprile 2009

 

 

 

Magistrati al lavoro anche per prevenire le infiltrazioni malavitose nella ricostruzione

Ora la procura indaga sui materiali edilizi

Sotto esame il cemento, i mattoni e le procedure utilizzate per la costruzione degli edifici danneggiati dal sisma

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Abitazioni distrutte dal sisma a Onna (Eidon)

Abitazioni distrutte dal sisma a Onna (Eidon)

L'AQUILA - Materiali usati per la costruzione, cemento, sabbia, mattoni, ma anche le procedure seguite nella realizzazione degli edifici lesionati dal terremoto: si occuperà di tutto questo l'inchiesta aperta dalla procura dell'Aquila dopo il sisma che ha sconvolto l'intera città.

LE INDAGINI - Il fascicolo c'è e per ora non ci sono nomi. Ed il procuratore della repubblica del'Aquila non ha voluto precisare le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti, ma quella di disastro colposo sembra scontata. Di certo c'è che la procura dovrà acquisire gran parte del materiale contenuto negli archivi. "Per ora non ci è stato chiesto niente - ha detto all'Ansa il sindaco Massimo Cialente - ma tutti i documenti sono ovviamente a disposizione". Uno degli aspetti su cui si potrebbe soffermare l'attenzione degli inquirenti è anche il motivo per cui lesioni e crolli si sono verificati nelle stesse zone in cui altri edifici sono rimasti - almeno apparentemente - integri, anche se saranno le verifiche tecniche ad accertare il grado di agibilità di questi ultimi.

INFILTRAZIONI MALAVITOSE - Ma la procura aquilana è impegnata anche su un altro fronte che non guarda solo al passato, al costruito, ma anche a ciò che dovrà essere nuovamente realizzato. I magistrati della città abruzzese si occuperanno infatti anche del rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle operazioni di ricostruzione. "Siamo in contatto con la procura nazionale antimafia - ha detto il procuratore distrettuale della repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini - poiché la ricostruzione potrebbe attirare gli appetiti mafiosi che vedono nella ricostruzione la possibilità di sviluppare i propri affari". Intanto le stesse strutture della amministrazione della giustizia devono fare i conti con il terremoto: le sedi giudiziarie sono danneggiate. "Ho parlato con il ministro della giustizia Angelino Alfano che è stato molto cortese - dice Rossini - Per ora ci è stata messa a disposizione una struttura del tribunale per i minori, ma pensiamo di utilizzare soprattutto la scuola della guardia di finanza che è l'unica struttura agibile e che ospita anche il coordinamento dei soccorsi". E già oggi, con il processo a quattro presunti sciacalli (poi assolti), la grande caserma nel cui piazzale sono stati celebrati i funerali delle vittime del sisma ha assunto anche questa sua nuova funzione.

10 aprile 2009

 

 

 

 

Le vittime

Elenco provvisorio identificazione vittime

(Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2009, ore 21)

n./cognome/nome/data di nascita/sesso

 

1 Abdija Nurije 1968 F

2 Airulai Alena 07/02/1998 F

3 Alessandri Carmine 55/65 anni M

4 Alloggia Silvana 09/11/1942 F

5 Alviani Marco 11/08/1967 M

6 Andreassi Irma 27/09/1936 F

7 Andreassi Maria Antonella 03/11/1958 F

8 Andreassi Loreto 22/04/1931 M

9 Antonacci Giuseppa 31/01/1924 F

10 Antonini Giusy 09/07/1984 F

11 Antonini Maurizio 02/03/1971 M

12 Antonini Genny 17/11/1986 F

13 Antonini Stefano 11/08/1999 M

14 Antonucci Maria Assunta 16/09/1947 F

15 Bafile Vittorio 22/02/1928 M

16 Balassone Silvana 17/07/1936 F

17 Basile Anna 24/11/1960 F

18 Bassi Agata 06/12/1940 F

19 Battista Ines 31/01/1933 F

20 Battista Martina Benedetta 14/08/1987 F

21 Belfatto Angela 02/10/1919 F

22 Berardi Achille F

23 Bernardi Maria 16/06/1949 F

24 Bernardi Gaetano 26/10/1928 M

25 Bernardini Giovanna 28/09/1978 F

26 Berti Valentina 11/02/1975 F

27 Bianchi Nicola 08/08/1986 M

28 Biasini Giovanni 1946 M

29 Biondi Elisabetta 19/07/1936 F

30 Bobu Darinca Mirandoli 29/09/1973 F

31 Bonanni Anna Bernardina 16/11/1936 F

32 Bortoletti Daniela 09/01/1987 F

33 Bronico Sara 06/07/1997 F

34 Brunelli Giulio 10/01/1937 M

35 Bruno Filippo Maria 10/11/1992 F

36 Bruno Berardino 23/04/1982 M

37 Brusco Luisa 28/02/1913 F

38 Calvi Bolognese Angela 04/05/1976 F

39 Calvisi Maria 31/05/1926 F

40 Calvitti Massimo 08/06/1959 M

41 Canu Antonika 27/01/1931 F

42 Capasso Iolanda 15/02/1963 F

43 Capuano Luciana Pia 25/07/1989 F

44 Carletto Lidia 30/01/1933 F

45Carli Anna Maria 18/01/1944 F

46 Carli Augusto 03/01/1931 M

47 Carnevale Giulia 10/07/1986 F

48 Carosi Claudia 25/05/1979 F

49 Carpente Giovannino 01/01/1953 M

50 Cellini Luigi 17/11/1993 M

51 Centi Ludovica 28/09/2008 F

52 Centi Antonio 21/06/1947 M

53 Centi Pizzutilli Rocco M

54 Centofanti Davide 12/09/1989 M

55 Cepparulo Teresa 08/05/1948 F

56 Cervo Francesca 06/08/1945 F

57 Chernova Marija 07/01/2001 F

58 Chiarelli Achille 17/07/1934 M

59 Cialone Katia 09/06/1975 F

60 Ciancarella Elvezia 13/12/1958 F

61 Cicchetti Adalgisa 08/05/1932 F

62 Cimini Anna 27/04/1928 F

63 Cimorroni Concetta 28/11/1945 F

64 Cinì Lorenzo 01/06/1986 M

65 Cinque Matteo 05/08/1999 M

66 Cinque Davide 22/10/1997 M

67 Ciocca Elena 03/10/1919 F

68 Ciolfi Loris M

69 Ciolli Danilo 25/10/1983 M

70 Cirella Chiarina 16/04/1921 F

71 Ciuffini Dario 16/04/1983 M

72 Ciuffini Nadia 21/09/1952 F

73 Ciuffoletti Fernanda 09/03/1919 F

74 Cocco Anna 15/08/1928 F

75 Colaianni Ada Emma 11/12/1926 F

76 Colaianni Antonina 30/09/1926 F

77 Colaianni Daniele 1933 M

78 Colaianni Elisa 10/10/1933 F

79 Compagni Giovanni 11/03/1982 M

80 Cora Alessandra 08/01/1986 F

81 Corridore Rocco 05/04/1946 M

82 Cosenza Giovanni 20/12/1926 M

83 Costantini Luigia 07/01/1932 F

84 Cristiani Armando 24 anni M

85 Cruciano Angela Antonia 13/06/1987 F

86 Cupillari Andrea 11/01/1978 M

87 Dal Brollo Alice 24/12/1988 F

88 Damiani Giovanna 04/04/1923 F

89 D'amore Osvaldo 22/05/1951 M

90 D'Andrea Vinicio 14/06/1926 M

91 D'Antonio Giannina 60/70 anni F

92 De Angelis Lisa 03/02/1939 F

93 De Angelis Jenny 18/03/1983 F

94 De Felice Fabio 09/08/1987 M

95 De Felice Antonio 14/01/1966 M

96 De Felice Alexandro 30/01/2005 M

97 De Felice Lorenzo 14/01/2006 M

98 De Iulis Luigi 05/02/1927 M

99 De La Cruz Cursina Roberta 04/02/1952 F

100 De Nuntiis Maria Giuseppa 01/01/1925 F

101 De Paolis Anna Maria 17/04/1949 F

102 De Santis Angelina 20/04/1927 F

103 De Vecchis Panfilo 25/10/1922 M

104 De Vecchis Sara 01/02/1987 F

105 De Vecchis Pasquale 12/12/1938 M

106 Del Beato Maria Laura 08/03/1933 F

107 Del Beato Marisa 04/07/1935 F

108 Deli Serafina 18/11/1925 F

109 Della Loggia Lorenzo 02/12/1983 M

110 D'Ercole Alfredo 17/05/1942 M

111 D'Ercole Simona 23/05/1979 F

112 Di Battista Giuliana 04/03/1932 F

113 Di Cesare Luca 50 anni M

114 Di Filippo Rosina 26/02/1924 F

115 Di Giacobbe Maria 01/11/1947 F

116 Di Marco Stefania 12/02/1952 F

117 Di Marco Paolo 30/03/1987 M

118 Di Pasquale Alessio 14/10/1988 M

119 Di Pasquale Alessia 10/08/1986 F

120 Di Silvestre Gabriele 10/08/1989 M

121 Di Simone Alessio 13/09/1984 M

122 Di Stefano Domenica 23/01/1943 F

123 Di Stefano Odolinda 05/07/1937 F

124 Di Vincenzo Caterina 55/65 anni F

125 D'Ignazio Assunta 11/11/1937 F

126 Dottore Corrado 03/04/1963 M

127 El Sajet Boshti 09/12/2005 M

128 Elleboro Liliana 17/02/1933 F

129 Enesoiu Adriana 11/05/1961 F

130 Esposito Andrea 12/04/2006 M

131 Esposito Francesco Maria 16/02/1985 M

132 Fabi Domenica 12/02/1934 F

133 Ferella Delia Solidea 05/05/1928 F

134 Ferrauto Filippo 19/04/1932 M

135 Fioravanti Claudio 28/03/1943 M

136 Fiorentini Liliana 12/07/1931 F

137 Fiorenza Elpidio 26/10/1983 M

138 Franco Rosalba F

139 Fratì Mauran 13/01/1997 F

140 Gasperini Wilma 29/08/1926 F

141 Germinelli Giuseppina 2002 F

142 Germinelli Chiara 1998 F

143 Germinelli Micaela 16/08/1995 F

144 Germinelli Rosa 29/03/1992 F

145 Ghiroceanu Laurentiu Costant 19/12/1968 M

146 Ghiroceanu Antonio Ioavan 12/11/2008 M

147 Giallonardo Aurelio 16/06/1930 M

148 Giannangeli Salvatore 25/09/1934 M

149 Giannangeli Vincenzo 09/10/1973 M

150 Giannangeli Riccardo 13/05/1977 M

151 Gioia Piervincenzo 07/06/1963 M

152 Giugno Luigi 01/08/1974 M

153 Giugno Francesco 20/09/2007 M

154 Giustiniani Armando 30/04/1916 M

155 Grec Kristina o Marina 3-5 anni F

156 Guercioni Alberto 16/08/1973 M

157 Hasani Demal 15/12/1967 M

158 Hasani Refik 01/05/1965 M

159 Husein Hamade 28/07/1987 M

160 Ianni Franca 17/03/1948 F

161 Iavagnilio Michele 20/09/1983 M

162 Iberis Maria Incoronata 02/04/1927 F

163 Innocenzi Pierina 03/09/1952 F

164 Iovine Carmelina 15/12/1986 F

165 Italia Giuseppe 02/08/1963 M

166 Koufolias Vassilis 08/09/1981 M

167 Lannutti Ivana 03/07/1986 F

168 Leonetti Maria 21/03/1928 F

169 Liberati Vezio 12/06/1946 M

170 Liberati Vincenzo 06/11/1941 M

171 Lippi Giovanna 01/01/1955 F

172 Lippi Giuseppe 03/12/1918 M

173 Lisi Pasqualina 03/03/1950 F

174 Longhi Laura 10/05/1935 F

175 Lopardi Lidia 18/03/1917 F

176 Lunari Luca 15/03/1989 M

177 Magno Ada 05/10/1916 F

178 Marchione Francesca 08/08/1984 F

179 Marcotullio Elide 11/02/1939 F

180 Marcotullio Maria 06/11/1939 F

181 Marcotullio Bruno 13/05/1942 M

182 Marotta Carmine 13/01/1962 M

183 Marrone Maria Gilda 24/07/1920 F

184 Marrone Lina Loreta 15/04/1927 F

185 Marrone Maria Fina 29/10/1923 F

186 Marzolo Giuseppe 11/04/1976 M

187 Massimino Patrizia 19/08/1954 F

188 Mastracci Luana 05/12/1961 F

189 Mastropietro Luisa 16/01/1935 F

190 Mazzarella Anna 06/09/1929 F

191 Mazzeschi Valeria 23/09/1924 F

192 Miconi Giuseppe 19/03/1920

193 Migliarini Roberto 06/12/1966 M

194 Mignano Maria Civita 20/08/1984 F

195 Milani Francesca 10/01/2000 F

196 Monti Vicentini Erminia 11/11/1945 F

197 Moscardelli Federica 19/04/1984 F

198 Muntean Silviu Daniel 22/11/2002 M

199 Muzi Liberio 26/04/1920 M

200 Muzi Lucilla 13/12/1961 F

201 Nardis Cesira Pietrina 03/04/1934 F

202 Natale Maurizio 07/12/1987 M

203 Negrini Vincenza 25/02/1929 F

204 Nouzovsky Ondrey 25/05/1991 M

205 Olivieri Francesca 03/08/1986 F

206 Olivieri Francesco 19/02/1951 M

207 Orlandi Argenis Valentina 01/01/1986 F

208 Osmani Valbona 13/04/1996 F

209 Pacini Arianna 30/07/1982 F

210 Palumbo Anna 09/06/1947 F

211 Paolucci Maria Gabriella 03/03/1959 F

212 Papola Arturo 09/05/1942 M

213 Papola Elena 24/02/1935 F

214 Parisse Maria Paola 10/05/1993 F

215 Parisse Domenico jr 07/08/1991 M

216 Parisse Domenico sr 31/10/1934 M

217 Parobok Anna 25/07/1990 F

218 Passamonti Fabiana Andrea 06/07/1970 F

219 Pastorelli Sonia 18/07/1964 F

220 Pastorelli Aleandro 19/07/1921 M

221 Persichetti Sara 02/01/1986 F

222 Pezzopane Tommaso 05/02/1928 M

223 Pezzopane Iole 13/06/1918 F

224 Pezzopane Susanna M. Celes 04/10/1983 F

225 Pezzopane Benedetta 16/08/1982 F

226 Placentino Ilaria 10/11/1989 F

227 Puglisi Paola 18/12/1940 F

228 Puliti Andrea 30-40 anni M

229 Rambaldi Ilaria 24/01/1984 F

230 Ranalletta Rossella 22/10/1984 F

231 Ranieri Oreste 24/04/1932 M

232 Romano Carmen 24/05/1988 F

233 Romano Giustino 06/09/1984 M

234 Romano Elvio 31/08/1984 M

235 Romualdo Maurizio Rocco 06/10/1920 M

236 Rosa Antonina 07/12/1925 F

237 Rossi Michela 27/04/1971 F

238 Rossi Valentina 22/04/1975 F

239 Rotellini Silvana 11/19/1933 F

240 Russo Annamaria 24/01/1970 F

241 Sabatini Serenella 07/09/1960 F

242 Salcuni Martina 31/03/1988 F

243 Salvatore Antonio 10/02/1931 M

244 Santilli Anna 09/07/1934 F

245 Santosuosso Marco 05/09/1988 M

246 Sbroglia Edvige 45/50 anni F

247 Scimia Maria Santa 12/01/1935 F

248 Scipione Serena 05/05/1984 F

249 Sebastiani Lorenzo 28/09/1988 M

250 Semperlotti Maria Grazia 17/09/1965 F

251 Sferra Ernesto 26/10/1925 M

252 Sidoni Emidio 08/01/1922 M

253 Sidoni Emanuele 10/06/1948 M

254 Silvestrone Vittoria 20/11/1917 F

255 Smargiassi Francesco 26/02/1944 M

256 Spagnoli Flavia 04/04/1989 F

257 Spagnoli Sandro 25/12/1957 M

258 Spagnoli Assunta 04/02/1949 F

259 Spaziani Claudia 1963 F

260 Sponta Aurora 25/02/1936 F

261 Strazzella Michele 22/01/1981 M

262 Suor Lucia Ricci Rosina 03/11/1926 F

263 Tagliente Vittorio 11/07/1983 M

264 Tamburro Marino 18/12/1930 M

265 Tamburro Giuliana 09/01/1963 F

266 Terzini Enza 02/02/1988 F

267 Testa Ivana 06/10/1930 F

268 Testa Evandro 07/06/1913 M

269 Tiberio Noemi 02/02/1975 F

270 Tomei Paola 28/05/1960 F

271 Troiani Raffaele 19/01/1975 M

272 Turco Giuliana 55-65 anni F

273 Urbano Maria 23/03/1989 F

274 Valente Mario 26/03/1926 M

275 Vannucci Matteo 21/06/1986 M

276 Vasarelli Vittoria 01/01/1924 F

277 Vasarelli Giuseppina 02/09/1929 F

278 Verzilli Paolo 11/04/1982 M

279 Visione Daniela 20/03/1966 F

280 Vittorini Fabrizia F

281 Zaccagno Armedio 07/09/1923 M

282 Zaninotto Sergio 04/09/1940 M

283 Zavarella Roberta 23/12/1983 F

284 Zelena Marta 15/07/1992 F

285 Zingari Guido 17/01/1949 M

286 Zugaro Giuseppina 17/06/1956 F

3 Non identificate

TOTALE VITTIME 287

10 aprile 2009

 

 

2009-04-09

Recuperati i corpi di altri studenti, i morti salgono a 278. Oggi arriva Napolitano

Nuove scosse, sale il bilancio delle vittime

All'Aquila arriva anche Napolitano

Nuova notte di paura, la terra torna a tremare. I sismografi fanno registrare i 5.2 di magnitudo

MILANO - È stato recuperato poco dopo le 6 di questa mattina, dai vigili del fuoco, l'ultimo corpo di uno studente universitario che con altri cinque ragazzi - tutti ritrovati morti - alloggiava nella Casa dello studente al momento del terremoto. L'edificio è stato completamente distrutto dal sisma che ha colpito l'Abruzzo nella notte tra domenica e lunedì. . Anche il corpo di quest'ultimo studente è stato portato alla scuola della Guardia di finanza per il riconoscimento. Il numero aggiornato delle vittime è salito prima a 275 e poi, secondo un aggiornamento diffuso dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, a 278.

NUOVE SCOSSE - Quella appena trascorsa è stata un'altra notte di forte paura a L'Aquila e negli altri centri già devastati dal terremoto. Altre forti scosse sono state registrate in diversi orari. Tre in particolare: le prime due si sono infatti verificate alle 0,55 e alle 2,52, e hanno avuto magnitudo rispettivamente di 4.3, e 5.2, con epicentro L'Aquila, Pizzoli e Barete. Poi una terza replica, della stessa intensità circa della prima, si è avuta alle 5.14. Il movimento tellurico è stato avvertito anche nella Marche, in particolare ad Ascoli Piceno, al confine con l'Abruzzo, e nella zona di Roma. Secondo le prime informazioni, nuovi crolli sono avvenuti nelle zone già colpire del centro dell'Aquila e zone limitrofe. Verifiche sono in corso a Pizzoli e Barete, che fino a oggi erano stati interessati solo marginalmente dal terremoto. Il fronte del terremoto si sta quindi spostando più a nord ed i geologi stanno ora cercando di interpretare questo fenomeno e di capirne la portata.

LA VISITA DI NAPOLITANO - Nel frattempo all'Aquila è arrivato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che domani mattina parteciperà anche ai funerali di Stato per le vittime sin qui recuperate. La cerimonia si svolgerà nel piazzale della caserma della Scuola della Guardia di Finanza all'Aquila. Oggi il capo dello Stato incontrerà le autorità e la popolazione per rendersi conto personalmente dell'entità del disastro.

09 aprile 2009

 

 

 

 

"Non ci spostiamo, ci sono i nostri gatti"

Le ultime due donne della città distrutta

Elvira e Caterina, madre e figlia, due delle irriducibili che non vogliono andarsene: la nostra vita è qui

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NOTIZIE CORRELATE

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Nuove scosse nella notte, sale il bilancio delle vittime (9 aprile 2009)

Da uno dei nostri inviati MARCO IMARISIO

Madre e figlia guardano la tv nel gazebo di un bar che i gestori hanno lasciato a loro disposizione (Sestini)

Madre e figlia guardano la tv nel gazebo di un bar che i gestori hanno lasciato a loro disposizione (Sestini)

L’AQUILA—"Chi, io? Ma non è vero. Cioè, insomma. Diciamo che sono salita solo per dare da mangiare ai gatti, prendere le medicine di mamma, la mozzarella e la Simmenthal dal frigo, lo zucchero dal ripiano, qualche vestito dall’armadio, innaffiare le piante, già che c’ero mi sono lavata, poi sono scesa qui sotto. Tutto di fretta, si capisce". Il finanziere con il casco da minatore scuote la testa, sconsolato. Allarga le braccia e torna sui suoi passi. Davanti alla faccia da monella di Caterina l’unica cosa da fare è arrendersi.

Ogni mattina le chiedono di andare in tenda, lei e sua madre Elvira. La risposta non cambia, non cambierà. "Grazie, ma non vogliamo allontanarci. Se esci non rientri, lo dice anche un proverbio abruzzese. E poi senza sistemazione per Leone, Coccolino, Fuffetto, Miciotto e Tarchiatello, i nostri gatti, non possiamo muoverci. Gradisce un caffè?". Sono rimaste. Gli unici due esseri umani che ancora vivono nel centro di L’Aquila, due chilometri quadrati di macerie e rovine, che loro guardano dall’alto di piazza San Bernardino, il punto più alto della città vecchia. Tutti gli altri sono stati sfollati. Elvira e Caterina Marzoli non ne hanno neppure parlato. Non è stata una decisione, ma un gesto naturale e necessario, come respirare. Rimaniamo qui. La casa che si affaccia sulla scalinata di San Bernardino, l’appartamento al piano terra, le cornici con le foto di Piero, marito e papà amatissimo, le finestre affacciate sulla basilica, i loro gatti, il cane Chicco, trovato sette anni fa nella piazza su cui da 45 anni si dipana la loro esistenza. Le loro radici, i loro oggetti. Quello per cui sentono valga la pena di vivere.

Madre e figlia si guardano con tenerezza, quasi a confessare una marachella. Tecnicamente sono inattaccabili. La casa è diventata una dépendance dalla quale si entra e si esce, loro "abitano " il gazebo di legno del bar di fronte alla basilica a dieci metri dal portone. Il proprietario ha lasciato le chiavi del bagno e al mattino passa per fare il caffè. Dormono nella Panda grigia parcheggiata sotto casa, a distanza di sicurezza. Quando ce n’è bisogno, Caterina sale in casa. Non hanno bisogno di altro, di nessuno. Si fanno compagnia, si bastano. Elvira si muove con fatica, due ernie all’anca non operabili, ha 82 anni e uno sguardo pieno di tenerezza. Ancora si commuove nel ricordare il suo Piero, che faceva il portiere di notte al Gran Panorama, un albergo che non c’è più. Se n’è andato nel 1992, tradito da un male incurabile. Riesce a mettersi in piedi reggendosi su un bastone, poi lo solleva per disegnare un cerchio intorno alla piazza.

"Mio padre era il barbiere di via Roma, abitavamo sopra al negozio. In quella strada ho conosciuto mio marito. Ci siamo sposati nella chiesa di San Pietro, a metà della via, dove sono stata battezzata, comunicata e cresimata, e poi ho battezzato e cresimato Caterina. Quarantacinque anni fa ci siamo trasferiti in questa casa, a cento metri da quella dove vivevo prima. Ho sempre fatto la sarta per la gente del quartiere. Non mi sono mai allontanata. Dove vuole che vada, adesso, alla mia età?".

Gli abruzzesi hanno un rapporto forte con le loro case, con la "roba" che ci sta dentro, considerata il riassunto di una vita. "Volontà ferma, persistenza e resistenza", incarnate nell’amore per la propria abitazione. Benedetto Croce considerava questo attaccamento come una conseguenza dell’emigrazione, di una vita stentata che rendeva ancora più necessario e idealizzato il sogno di un nido a cui ritornare. È un tratto distintivo antico e bellissimo, ma oggi è soprattutto un problema, uno strazio ulteriore. Secondo la Croce rossa, nei piccoli paesi intorno a L’Aquila ci sono almeno un migliaio di persone, in prevalenza anziani, che non vogliono abbandonare la loro dimora. Alcuni si sono accampati davanti alle macerie, per vegliarle.

A San Pio delle Camere, Enrichetta, 86 anni, ha preso a bastonate i volontari della Protezione civile. Cercavano di farla uscire da una casa con una parete crollata per metà. "Se ne occupi la forza pubblica", hanno detto siglando la resa. Ce ne sono tante di storie come queste, piccole ribellioni che sembrano incoscienza ma rappresentano anche un tentativo di sopravvivenza. Quassù in piazza San Bernardino, la famiglia Marzoli si prepara per la notte. Nel gazebo adibito a salotto c’è anche la televisione. Elvira lo ha visto al tg, che via Roma e la chiesa di San Pietro sono state cancellate, solo detriti e calcinacci. Ma non è vero che il suo mondo è stato cancellato, il suo mondo vive negli oggetti che stipano questo appartamento, anche nelle sue mura umide. Una parete è crepata, l’armadio con i vestiti ha attraversato la stanza da letto per schiantarsi sulla parete opposta. Caterina è nata nel giugno del 1958, durante l’ennesimo terremoto che ha colpito L’Aquila. "Abbiamo paura, certo. Martedì si sono spaventati anche i gatti, non hanno toccato le ciotole. Adesso gli do il latte. Ma faccio presto, prometto". Dopo cinque minuti, esce dal portone tenendo in mano un libro di Forattini e i ferri da uncinetto per la copertina che sta facendo per la figlia di una sua amica. "Così faccio passare il tempo". E il suo sorriso non sembra un segno di incoscienza, ma di speranza.

Marco Imarisio

09 aprile 2009

 

 

 

2009-04-08

Berlusconi: All'inizio pensavamo ci fossero mille vittime. maroni: scaveremo fino a pasqua

Abruzzo in ginocchio, i morti sono 260 Ancora scosse. Venerdì i funerali di Stato

Napolitano atteso giovedì nelle zone colpite dal sisma.

Il Papa agli abruzzesi: "Appena possibile verrò da voi"

L'AQUILA - Il terremoto fa ancora paura in Abruzzo, mentre si aggrava il bilancio del violento sisma che lunedì scorso ha colpito L'Aquila e i comuni limitrofi. I morti sono 260, di cui sedici bambini, ma all'inizio, come ha confessato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "pensavamo che le vittime potessero essere mille". I feriti sono 1.179, secondo le cifre fornite dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Incerto il numero dei dispersi: undici secondo Vito, 20-30 secondo il capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco Antonio Gambardella. Nove le salme non ancora identificate, allineate nello stabilimento ex Cristal Carni, nel capoluogo abruzzese.

BERLUSCONI: "SFORZO STRAORDINARIO" - In una conferenza stampa dalla caserma della Guardia di finanza di Coppito all'Aquila, Berlusconi ha definito i soccorsi "soddisfacenti". Sono al lavoro 8.500 persone, organizzate in cinque centri operativi. A breve, ha detto il premier, ne sarà aggiunto un sesto per operare anche fuori dalla zona di 600 km quadrati dove finora si sono concentrate le operazioni. La scossa di martedì sera ha prodotto infatti ulteriori danni. Berlusconi ha detto che si è fatto uno "sforzo straordinario" per le tendopoli: 2.962 tende hanno accolto 17.772 persone. Le attrezzature, ha aggiunto, sono sufficienti. Le tendopoli sono 31, le cucine da campo 24 e gli ambulatori operativi 14. "Abbiamo completato l'opera richiesta" ha detto il premier, aggiungendo che sono iniziate le verifiche per l'agibilità degli edifici e giovedì i tecnici al lavoro saranno mille. "Il problema più grande sono i 28mila senza casa - ha aggiunto -. Dovremo farci carico dei costi delle attrezzature alberghiere per portare le famiglie con anziani e bambini". Per la ricostruzione della Casa dello studente sono pronti 16 milioni di euro.

"MANDATE SOLDI, NON MERCI" - "C'è stata una straordinaria gara di generosità - ha detto Berlusconi -, si rischia anzi di essere congestionati dall'arrivo di merce. La richiesta è di trasformare le offerte in soldi, magari vendendo i beni che si intendeva inviare". Il premier ha fornito il numero di conto corrente postale aperto dalla regione Abruzzo: numero 10400000, causale "pro terremotati". Comunque per una valutazione definitiva della spesa necessaria a coprire i danni serviranno 1-2 mesi. Parlando dello sciacallaggio Berlusconi ha detto che è stato messo a punto in questo senso un nuovo reato da parte del ministro della Giustizia Alfano e che le pene saranno "molto severe". Per quanto riguarda i carcerati: "Abbiamo trasferito con 70 mezzi, di cui 40 blindati, 140 detenuti di cui 81 in regime di 41 bis. Li abbiamo trasferiti a Rebibbia, Spoleto e Pescara per non farli sentire come topi in gabbia". Infine Berlusconi ha confermato che i "funerali solenni" delle vittime del sisma si terranno venerdì alle 11.

NAPOLITANO E IL PAPA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà in Abruzzo giovedì mattina alle 9,30: probabilmente parteciperà ai funerali di Stato, fissati appunto per venerdì nella Scuola ispettori della Guardia di finanza (per quel giorno è stato proclamato il lutto nazionale). Anche il Papa, nel corso dell'udienza a San Pietro, ha manifestato l'intenzione di recarsi in Abruzzo, probabilmente all'inizio della prossima settimana. "Carissimi - ha detto Ratzinger rivolgendosi alle comunità colpite dal sisma, - appena possibile spero di venire a trovarvi".

TELEFONATA AL VESCOVO - Benedetto XVI ha annunciato la sua visita durante una telefonata al vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, per "esprimere ancora una volta e personalmente la propria partecipazione al dolore e chiedendo informazioni sullo svolgimento degli eventi", ha riferito il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. "Il Papa - ha aggiunto - ha anche espresso direttamente la sua intenzione di recarsi al più presto". Sulla data della visita del Pontefice ai terremotati, padre Lombardi ha ribadito che "sicuramente non andrà prima di Pasqua, e nei prossimi giorni si verificherà la disponibilità anche in accordo con le autorità italiane e la Protezione civile". "Il Papa potrebbe arrivare già nella prima metà della settimana prossima, fra lunedì e mercoledì, tuttavia bisogna vedere come sarà la situazione, la preoccupazione è quella di non creare intralcio" ha detto don Claudio Tracanna, portavoce dell'arcidiocesi dell'Aquila. È probabile che fra i fattori che hanno indotto a una maggiore prudenza ci sia il succedersi nel corso della notte di altre scosse di intensità medio-alta e la situazione ancora complessa dei soccorsi.

NUOVE SCOSSE - Come è accaduto per tutta la giornata di martedì (una violenta scossa di magnitudo 5,3 è stata registrata alle 19,42), nuove scosse si sono registrate nella notte tra martedì e mercoledì. Una, di magnitudo 3,8 è stata avvertita intorno alle 23,30 e un'altra, di pari intensità, è stata registrata alle 6,27 nella zona dell'Aquilano. Dopo la mezzanotte si erano verificate altre scosse più lievi, tra le quali - ha reso noto la Protezione civile - una alle 5 con magnitudo 3,5. Attimi di paura per i 25 mila sfollati del capoluogo abruzzese, costretti sotto le tende all'ennesima notte di angoscia. E di freddo: la temperatura è calata fino a 4-5 gradi. Dall'inizio del sisma sono oltre 350 le scosse, comprese quelle impercettibili, rilevate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: circa 60 hanno avuto una magnitudo superiore a 3.

"SCAVEREMO FINO A PASQUA" - Intanto si scava ancora tra le macerie: nella notte sono stati estratti i corpi di due donne che abitavano in una palazzina crollata in via Sturzo. Il ministro dell'Interno Maroni ha assicurato che "fino al giorno di Pasqua continuerà incessante l'azione di ricerca di superstiti sotto le macerie, poi si procederà alla messa in sicurezza degli edifici e inizierà il lavoro di ricostruzione che non sarà né facile né breve".

EVACUATO IL CARCERE - Nella notte è cominciata l'evacuazione del carcere dell'Aquila, con circa 140 detenuti di cui un'ottantina in regime di 41 bis (il cosiddetto carcere duro). Dopo l'ultima violenta scossa di terremoto di martedì sera, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha preferito trasferire i detenuti. Tra questi, Salvatore Madonia, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Libero Grassi, e Nadia Desdemona Lioce (la brigatista sarebbe già a Roma). I detenuti comuni saranno trasferiti in altre carceri della regione mentre quelli in 41 bis in strutture ad hoc.

FRANCESCHINI E DI PIETRO - A sorpresa prima di Berlusconi nelle zone colpite dal sisma sono giunti separatamente anche Dario Franceschini e Antonio Di Pietro. Il segretario del Pd ha fatto sapere che il Partito democratico è pronto a collaborare in Parlamento quando il governo presenterà provvedimenti legislativi e finanziari per affrontare l'emergenza terremoto in Abruzzo. "Non dobbiamo perdere un minuto nel recriminare su ciò che si deve fare e che non si è fatto", ha detto il leader di Italia dei valori.

RICOSTRUZIONE - Nel frattempo, parlando a RaiNews24, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ha inquadrato la situazione in Abruzzo. "Prima bisogna terminare gli scavi tra le macerie, completare l'opera di soccorso, subito dopo si ragionerà sugli interventi per la ricostruzione e sugli aiuti" ha detto Bonaiuti, sottolineando che "non è il momento delle polemiche", ma "dell'azione". "Ogni regione - ha spiegato poi - prenderà in affidamento un Comune. Ad esempio, l'Umbria avrà in carico il Comune di Paganica" ha aggiunto Bonaiuti, facendo riferimento all'esito della riunione di martedì tra governo e Regioni, a Palazzo Chigi. Nella conferenza stampa all'Aquila, Berlusconi ha invece parlato di "cento progetti per le ricostruzioni affidati a ognuna delle province italiane". Da parte sua, il ministro della Difesa La Russa ha fatto sapere che i militari impegnati in questo momento in Abruzzo sono 1.500, ai quali si sono aggiunti 2 mila carabinieri, quasi tutti impegnati nella zona del sisma. I soldati, ha sottolineato il ministro, saranno in campo nella regione anche nella fase della ricostruzione dopo-sisma. Complessivamente il contributo Ue potrebbe arrivare a 400-500 milioni. La stima è del vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani.

08 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

L'indagine dei pm:

verso il disastro colposo

Accertamenti sui palazzi più nuovi. Il procuratore: raccogliamo carte per valutare il reato

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

L'AQUILA — Era stato costruito ufficialmente con criteri antisismici, ma non ha retto alla scossa di domenica notte ed è stato dichiarato inagibile. Anche la Casa dello studente era un edificio moderno, avrebbe dovuto rispettare le norme di sicurezza relative ai terremoti. E invece è venuto giù seppellendo i ragazzi che ci abitavano. Si concentra soprattutto sugli stabili progettati negli ultimi anni l'inchiesta avviata dalla procura dell'Aquila sul disastro di tre giorni fa. "Non c'è ancora alcun reato ipotizzato — chiarisce il capo dell'ufficio Alfredo Rossini —, stiamo raccogliendo la documentazione dalla Protezione civile e dagli altri enti che hanno una mappatura dei crolli. Solo quando avremo un quadro chiaro potremo valutare eventuali ipotesi di disastro colposo".

L'obiettivo dei magistrati è verificare se ci siano stati illeciti nella concessione dei permessi per la ristrutturazione dei palazzi e dunque accertare possibili omissioni o abusi da parte di amministratori e funzionari pubblici. Pure lo stabile dove si trovano gli uffici giudiziari è pericolante: il procuratore e l'altro magistrato in servizio in questi giorni si sono visti nella sede della Guardia di Finanza che ospita la sala operativa allestita dopo la scossa di domenica. Rossini ne ha parlato con Guido Bertolaso perché nella valutazione dei pm rientrerà certamente il parere dei tecnici chiamati a stabilire se i metodi utilizzati per l'allestimento e la costruzione degli appartamenti, così come dei locali destinati all'assistenza sanitaria dei cittadini, siano conformi alla legge. L'indagine riguarda non solo L'Aquila, ma anche le frazioni dove il terremoto ha fatto crollare la maggior parte delle case e quelle rimaste in piedi sono ormai inagibili.

Esistono molte norme, anche regionali, che impongono il rispetto di criteri particolari nelle zone sismiche e l'Abruzzo lo è certamente. Tanto che in alcuni piccoli paesi, qualche vecchia dimora era stata abbandonata e le famiglie si erano trasferite in case tirate su in cemento armato e con una "protezione" particolare che mette al riparo dalle scosse. Sono comunque poche e anche questo ha contribuito a rendere pesantissimo il bilancio della tragedia. Tutte le frazioni del capoluogo, da Paganica a Onna, da San Gregorio a Tempera, arrivando a Fossa e a Poggio Picente, dovranno essere censite per stabilire l'entità dei danni e degli eventuali illeciti compiuti. Capitolo a parte riguarda invece gli allarmi lanciati nei giorni precedenti il sisma di domenica e quelli che arrivano in continuazione nelle ultime ore provocando panico nei cittadini che anche ieri si sono riversati in strada dopo aver ricevuto sms che annunciavano l'arrivo di nuove forti scosse. "Sciacalli", secondo la Protezione civile, nonostante in serata la scossa forte sia arrivata davvero.

F.Sar.

08 aprile 2009

 

 

Berlusconi: All'inizio pensavamo ci fossero mille vittime. maroni: scaveremo fino a pasqua

Abruzzo in ginocchio, i morti sono 260 Ancora scosse. Venerdì i funerali di Stato

Napolitano atteso giovedì nelle zone colpite dal sisma.

Il Papa agli abruzzesi: "Appena possibile verrò da voi"

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(Ap)

(Ap)

L'AQUILA - Il terremoto fa ancora paura in Abruzzo, mentre si aggrava il bilancio del violento sisma che lunedì scorso ha colpito L'Aquila e i comuni limitrofi. I morti sono 260, di cui sedici bambini, ma all'inizio, come ha confessato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "pensavamo che le vittime potessero essere mille". I feriti sono 1.179, secondo le cifre fornite dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Incerto il numero dei dispersi: undici secondo Vito, 20-30 secondo il capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco Antonio Gambardella. Nove le salme non ancora identificate, allineate nello stabilimento ex Cristal Carni, nel capoluogo abruzzese.

BERLUSCONI: "SFORZO STRAORDINARIO" - In una conferenza stampa dalla caserma della Guardia di finanza di Coppito all'Aquila, Berlusconi ha definito i soccorsi "soddisfacenti". Sono al lavoro 8.500 persone, organizzate in cinque centri operativi. A breve, ha detto il premier, ne sarà aggiunto un sesto per operare anche fuori dalla zona di 600 km quadrati dove finora si sono concentrate le operazioni. La scossa di martedì sera ha prodotto infatti ulteriori danni. Berlusconi ha detto che si è fatto uno "sforzo straordinario" per le tendopoli: 2.962 tende hanno accolto 17.772 persone. Le attrezzature, ha aggiunto, sono sufficienti. Le tendopoli sono 31, le cucine da campo 24 e gli ambulatori operativi 14. "Abbiamo completato l'opera richiesta" ha detto il premier, aggiungendo che sono iniziate le verifiche per l'agibilità degli edifici e giovedì i tecnici al lavoro saranno mille. "Il problema più grande sono i 28mila senza casa - ha aggiunto -. Dovremo farci carico dei costi delle attrezzature alberghiere per portare le famiglie con anziani e bambini". Per la ricostruzione della Casa dello studente sono pronti 16 milioni di euro.

"MANDATE SOLDI, NON MERCI" - "C'è stata una straordinaria gara di generosità - ha detto Berlusconi -, si rischia anzi di essere congestionati dall'arrivo di merce. La richiesta è di trasformare le offerte in soldi, magari vendendo i beni che si intendeva inviare". Il premier ha fornito il numero di conto corrente postale aperto dalla regione Abruzzo: numero 10400000, causale "pro terremotati". Comunque per una valutazione definitiva della spesa necessaria a coprire i danni serviranno 1-2 mesi. Parlando dello sciacallaggio Berlusconi ha detto che è stato messo a punto in questo senso un nuovo reato da parte del ministro della Giustizia Alfano e che le pene saranno "molto severe". Per quanto riguarda i carcerati: "Abbiamo trasferito con 70 mezzi, di cui 40 blindati, 140 detenuti di cui 81 in regime di 41 bis. Li abbiamo trasferiti a Rebibbia, Spoleto e Pescara per non farli sentire come topi in gabbia". Infine Berlusconi ha confermato che i "funerali solenni" delle vittime del sisma si terranno venerdì alle 11.

NAPOLITANO E IL PAPA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà in Abruzzo giovedì mattina alle 9,30: probabilmente parteciperà ai funerali di Stato, fissati appunto per venerdì nella Scuola ispettori della Guardia di finanza (per quel giorno è stato proclamato il lutto nazionale). Anche il Papa, nel corso dell'udienza a San Pietro, ha manifestato l'intenzione di recarsi in Abruzzo, probabilmente all'inizio della prossima settimana. "Carissimi - ha detto Ratzinger rivolgendosi alle comunità colpite dal sisma, - appena possibile spero di venire a trovarvi".

TELEFONATA AL VESCOVO - Benedetto XVI ha annunciato la sua visita durante una telefonata al vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, per "esprimere ancora una volta e personalmente la propria partecipazione al dolore e chiedendo informazioni sullo svolgimento degli eventi", ha riferito il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. "Il Papa - ha aggiunto - ha anche espresso direttamente la sua intenzione di recarsi al più presto". Sulla data della visita del Pontefice ai terremotati, padre Lombardi ha ribadito che "sicuramente non andrà prima di Pasqua, e nei prossimi giorni si verificherà la disponibilità anche in accordo con le autorità italiane e la Protezione civile". "Il Papa potrebbe arrivare già nella prima metà della settimana prossima, fra lunedì e mercoledì, tuttavia bisogna vedere come sarà la situazione, la preoccupazione è quella di non creare intralcio" ha detto don Claudio Tracanna, portavoce dell'arcidiocesi dell'Aquila. È probabile che fra i fattori che hanno indotto a una maggiore prudenza ci sia il succedersi nel corso della notte di altre scosse di intensità medio-alta e la situazione ancora complessa dei soccorsi.

NUOVE SCOSSE - Come è accaduto per tutta la giornata di martedì (una violenta scossa di magnitudo 5,3 è stata registrata alle 19,42), nuove scosse si sono registrate nella notte tra martedì e mercoledì. Una, di magnitudo 3,8 è stata avvertita intorno alle 23,30 e un'altra, di pari intensità, è stata registrata alle 6,27 nella zona dell'Aquilano. Dopo la mezzanotte si erano verificate altre scosse più lievi, tra le quali - ha reso noto la Protezione civile - una alle 5 con magnitudo 3,5. Attimi di paura per i 25 mila sfollati del capoluogo abruzzese, costretti sotto le tende all'ennesima notte di angoscia. E di freddo: la temperatura è calata fino a 4-5 gradi. Dall'inizio del sisma sono oltre 350 le scosse, comprese quelle impercettibili, rilevate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: circa 60 hanno avuto una magnitudo superiore a 3.

"SCAVEREMO FINO A PASQUA" - Intanto si scava ancora tra le macerie: nella notte sono stati estratti i corpi di due donne che abitavano in una palazzina crollata in via Sturzo. Il ministro dell'Interno Maroni ha assicurato che "fino al giorno di Pasqua continuerà incessante l'azione di ricerca di superstiti sotto le macerie, poi si procederà alla messa in sicurezza degli edifici e inizierà il lavoro di ricostruzione che non sarà né facile né breve".

EVACUATO IL CARCERE - Nella notte è cominciata l'evacuazione del carcere dell'Aquila, con circa 140 detenuti di cui un'ottantina in regime di 41 bis (il cosiddetto carcere duro). Dopo l'ultima violenta scossa di terremoto di martedì sera, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha preferito trasferire i detenuti. Tra questi, Salvatore Madonia, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Libero Grassi, e Nadia Desdemona Lioce (la brigatista sarebbe già a Roma). I detenuti comuni saranno trasferiti in altre carceri della regione mentre quelli in 41 bis in strutture ad hoc.

FRANCESCHINI E DI PIETRO - A sorpresa prima di Berlusconi nelle zone colpite dal sisma sono giunti separatamente anche Dario Franceschini e Antonio Di Pietro. Il segretario del Pd ha fatto sapere che il Partito democratico è pronto a collaborare in Parlamento quando il governo presenterà provvedimenti legislativi e finanziari per affrontare l'emergenza terremoto in Abruzzo. "Non dobbiamo perdere un minuto nel recriminare su ciò che si deve fare e che non si è fatto", ha detto il leader di Italia dei valori.

RICOSTRUZIONE - Nel frattempo, parlando a RaiNews24, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ha inquadrato la situazione in Abruzzo. "Prima bisogna terminare gli scavi tra le macerie, completare l'opera di soccorso, subito dopo si ragionerà sugli interventi per la ricostruzione e sugli aiuti" ha detto Bonaiuti, sottolineando che "non è il momento delle polemiche", ma "dell'azione". "Ogni regione - ha spiegato poi - prenderà in affidamento un Comune. Ad esempio, l'Umbria avrà in carico il Comune di Paganica" ha aggiunto Bonaiuti, facendo riferimento all'esito della riunione di martedì tra governo e Regioni, a Palazzo Chigi. Nella conferenza stampa all'Aquila, Berlusconi ha invece parlato di "cento progetti per le ricostruzioni affidati a ognuna delle province italiane". Da parte sua, il ministro della Difesa La Russa ha fatto sapere che i militari impegnati in questo momento in Abruzzo sono 1.500, ai quali si sono aggiunti 2 mila carabinieri, quasi tutti impegnati nella zona del sisma. I soldati, ha sottolineato il ministro, saranno in campo nella regione anche nella fase della ricostruzione dopo-sisma. Complessivamente il contributo Ue potrebbe arrivare a 400-500 milioni. La stima è del vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani.

 

08 aprile 2009

 

 

 

Il caso Il dossier del Parlamento: materiali scadenti e struttura irrazionale

I ventisette anni di sprechi

per l'ospedale che crolla

Costò 9 volte più del previsto. Il progettista: colpa dell'incuria

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

L'AQUILA — C'è tutto scritto, nero su bianco, in un libro che è agli atti del Senato. Sono le conclusioni della Commissione d'inchiesta parlamentare "sugli ospedali incompiuti", pubblicato nel 2000. Stronca senza pietà il San Salvatore dell'Aquila, l'ospedale evacuato e dichiarato inagibile dopo il disastro. Ospedale anti-sismico? I pilastri di Farmacia sono stati tagliati dalle scosse e il cemento si è sgretolato come creta. Il vicepresidente di quella commissione d'inchiesta, Ferdinando Di Orio, 60 anni, ex senatore Ds e oggi magnifico rettore dell'università aquilana, è chiaro: "Il San Salvatore è stato uno scandalo di questo Paese".

Il libro è una condanna: "Spazi di degenza angusti", "irrazionalità e obsolescenza dell'impianto costruttivo", "scarsa qualità dei materiali impiegati". Ma l'ex senatore Di Orio aggiunge: "La Guardia di Finanza ha calcolato che l'ospedale è costato nove volte di più del necessario". Basta leggere il testo del 2000: la costruzione iniziò nel 1972, spesa prevista 11.395 milioni di lire, per 1.100 posti letto (oggi sono 350, cioè un terzo). Passarono vent'anni da allora, prima che l'ospedale, nel 1992, incominciasse a funzionare con i poliambulatori. Ma a colpire di più sono i finanziamenti: quasi 200 miliardi di lire, stanziati in 20 anni da Cassa del Mezzogiorno, Regione Abruzzo, ministero dei Lavori pubblici, ministero dell'Università e Ricerca.

Così oggi Mauro Tursini, ingegnere civile e direttore dell'Ufficio tecnico della Asl, dice: "L'ospedale è stato per anni il Pozzo di San Patrizio dove buttare i soldi". Appalti dopo appalti, imprese che ottenevano i fondi e subito dopo fallivano, lasciando fermi i cantieri, in quegli anni di giunte democristiane. "Un direttore dei lavori diventò direttore generale in Comune", chiosa il sindaco oggi in carica Massimo Cialente, del centrosinistra. "Fino almeno al '93 — incalza Di Orio — l'ospedale rimase un rustico, con i pilastri abbandonati. Sarebbero bastati tre-quattro anni per completarlo e invece...". Un'avanzata a singhiozzo, a piccoli lotti, da un taglio di nastro all'altro, prima il laboratorio d'analisi, poi la Farmacia, infine le sale operatorie nel '98 e l'inaugurazione finale nell'agosto '99. Ma l'avventura iniziò nel 1967 quando l'architetto Marcello Vittorini, oggi ottantaduenne, presentò il progetto definitivo. Ora dalla sua casa romana racconta: "Ho visto che l'ospedale in alcuni punti era inagibile, ma in altri no. Non capisco cosa possa essere successo. Non so se l'incuria possa aver compromesso i pilastri. Quando con l'ingegner Gaspare Squadrilli presentammo il progetto, L'Aquila era classificata dal ministero dei Lavori pubblici come zona sismica di seconda categoria. E noi superammo tutti i collaudi".

Ma nel frattempo la classificazione è cambiata. Da almeno due anni — dice l'ingegner Tursini — L'Aquila è diventata "zona sismica di prima categoria". E infatti si fanno spesso le prove di evacuazione. Ma i controlli di stabilità? "Questo però non è giusto dirlo perché il coefficiente di sicurezza di un ospedale resta inalterato. Il San Salvatore l'altra notte non è crollato come hanno scritto i giornali. Sono venuti giù solo i pannelli, le tamponature, parlerei perciò d'imperizia...". Eppure l'ospedale continua a tremare a ogni scossa e le pareti a sbriciolarsi. Ieri sono venuti il premier Berlusconi e il ministro del Welfare Sacconi. Hanno dato un'occhiata alle strutture, hanno preso tempo: "Aspettiamo quel che ci diranno i tecnici della Commissione Grandi Rischi, già al lavoro", ha detto Sacconi. Intanto, due giorni fa, un medico oncologo dell'ospedale, Gianpiero Porzio, ricordava la battuta sinistra che gli fece l'ex ministro della Sanità, De Lorenzo, alludendo a chissà quali affari roteanti intorno al San Salvatore. "De Lorenzo?", s'indigna l'architetto Vittorini. "Se sapeva davvero qualcosa, perché non fu lui il primo ad intervenire?".

Fabrizio Caccia

08 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

2009-04-07

ALTRe forti scosse nella notte e in mattinata: la gente ha ancora paura

Terremoto in Abruzzo: 207 morti

e 15 dispersi. Il dramma degli sfollati

Almeno 17 vittime non ancora identificate. Si scava sotto le macerie per tentare di salvare i superstiti

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MULTIMEDIA: Foto, audio, video della tragedia in Abruzzo

L'AQUILA - Il bilancio si aggrava. Sono 207 i morti accertati nel terremoto che ha devastato l'Abruzzo la notte tra domenica e lunedì. Almeno 17 delle vittime non sono state ancora identificate. I dispersi sono 15 e circa 1.000 i feriti, di cui 100 gravi. Gli sfollati sono complessivamente 17.000, di cui 10.000 a L'Aquila e 7.120 nella provincia. Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi.

NUOVE SCOSSE - E la terra non sembra dare requie a vittime e soccorritori: una nuova forte scossa di terremoto di magnitudo 4.4 della scala di Richter è stata registrata intorno alle 11.28 a L'Aquila. Dagli edifici già lesionati si sono staccati calcinacci provocando ulteriore panico nella popolazione. Molti si sono allontanati dalle vicinanze dei palazzi velocemente temendo crolli che potessero investirli. La scossa è stata sentita anche a Roma.

E proprio quest'ultima scossa avrebbe provocato il crollo di due edifici a Pettino, nei pressi della scuola della Guardia di finanza che è la sede del centro di coordinamento soccorsi per l’emergenza terremoto. Da quanto riferiscono fonti dei vigili del fuoco non risulta che vi fossero persone nelle due palazzine crollate.

CORSA CONTRO IL TEMPO - Per gli uomini dei soccorsi, è ancora una volta una corsa contro il tempo: con il passare delle ore si affievolisce infatti la speranza di trovare qualcuno ancora in vita sotto le macerie. Fino ad ora oltre 150 persone sono state estratte vive dalle macerie. Così si è scavato per tutta la notte sia all'Aquila che nei comuni limitrofi; operazioni mai interrotte nonostante le decine di scosse che si sono succedute nel corso della notte, la più violenta della quali alle 1.15 con una magnitudo di 4.8 della scala Richter. All'Aquila, alle 2, dopo 23 ore dal sisma è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. La giovane, estratta dagli speleologi del soccorso alpino deve la propria vita a un colpo di fortuna: era a letto quando il palazzo di quattro piani dove viveva si è sbriciolato e le travi di cemento armato che sono cadute le si sono fermate a pochi centimetri dal corpo.

Il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, dopo un sopralluogo tra le rovine della Casa dello Studente, in via XX Settembre, ha detto che sotto le macerie potrebbero ancora esserci cinque persone. Intanto stato trovato morto lo studente greco - di cui si conosce solo il nome, Vassili - che risultava disperso da lunedì. Lo hanno annunciato le autorità greche, citate dai media ellenici. Altri tre studenti greci (tra cui la sorella di Vassili) sono rimasti feriti leggermente, uno dei quali estratto dalle macerie dai soccorritori da ciò che restava della casa.

ONNA - Si è scavato anche a Onna, il "paese che non c'è più". Due corpi sono stati estratti dai vigili del fuoco, nelle prime ore della mattina, dalle macerie di Onna, paesino alle porte dell'Aquila, uno dei più colpiti dal terremoto. Salgono così a 39 le vittime nel paese che conta circa 250 abitanti. Il bilancio dovrebbe fermarsi qua. Altre due persone che ieri sera risultavano disperse, avevano infatti lasciato il paese senza che gli altri abitanti lo sapessero. In mattinata i vigili del fuoco faranno una nuova ricerca, seguendo anche i consigli della gente del luogo, per cercare di capire se ci sono altre persone sotto le macerie, ma l'ipotesi pare poco probabile. Una volta terminata questa fase ci sarà da capire l'entità dei danni alle strutture. Secondo le prime stime sommarie praticamente la totalità delle case è inagibile: il 60-70% sono completamente crollate. Le altre hanno comunque profonde lesioni.

LA NOTTE DEGLI SFOLLATI - Nella tendopoli, intanto, la notte è trascorsa al freddo e in molti hanno preferito dormire in auto, mentre sono proseguiti i trasferimenti verso gli alberghi della costa. Molte delle persone che hanno perso la casa hanno trovato ricovero chi in auto, chi sotto l'unica tensostruttura montata, creandosi un giaciglio con guanciali e coperte fra le panche e i tavolini. Sono stati 250, invece, i posti in tenda messi a disposizione nel campo sportivo di Paganica. Non sufficienti tuttavia per ospitare tutti gli sfollati di un paese dove metà degli abitanti hanno perso la casa. Per la prima notte è stata data la preferenza ai bambini e agli anziani, mentre gli altri sono rimasti a dormire in macchina o sui pullman dell'Azienda regionale dei trasporti. Nella notte sono poi arrivati altri tir con tende fornite dalla Protezione civile che andranno ad aumentare la disponibilità di questo e altri campi. Con la collaborazione dell'Associazione nazionale Alpini, ieri fra le 20 e mezzanotte, sono stati serviti anche 1.400 pasti.

Per oggi "sono in arrivo altre 3.000 tende" per gli sfollati di L’Aquila e "c’è sempre la possibilità di trasferirsi lungo la costa, dove sono stati requisiti 5.000 posti letto" in alcuni hotel del luogo ha confermato il sindaco del capoluogo abruzzese, manifestando la speranza che si possa "assicurare ai cittadini una notte migliore di quella appena trascorsa. Molti cittadini hanno dormito in automobile e solo in parte nelle tende già allestite", ha infatti precisato Cialente che anche lui ha dormito questa notte in macchina.

IN 5.100 AL LAVORO - Attualmente, fanno sapere invece dal quartier generale della Protezione civile, sono 5.100 le persone impegnate nell'ambito del sistema nazionale di soccorso e assistenza alla popolazione nazionale (oltre al personale del dipartimento e ai volontari arrivati da numerose regioni, vigili del fuoco, croce rossa, soccorso alpino e forze dell'ordine). Si aggiungono oltre 1.300 militari (300 dei quali di supporto non sul campo, come a esempio quelli addetti alle rilevazioni meteo).

E, purtroppo, proprio tra i soccorrittori va segnalata una vittima. Si tratta di un vigile del fuoco che è morto nella notte a L’Aquila durante le operazioni di soccorso per un infarto o un aneurisma cerebrale: è in corso l’autopsia.

07 aprile 2009

 

 

 

Barberi: danni irragionevoli. Gli architetti: serve un piano urgente

"Cadute anche le case nuove"

Il bluff dei palazzi anti-sismici

Il presidente della Commissione grandi rischi: "Si pone il problema della qualità delle costruzioni"

L'AQUILA - Le parole che fanno più male: "Un terremo­to così in California non avrebbe provocato nemmeno un morto". Le pronuncia Franco Barberi, presidente della Commissione grandi ri­schi. Poco prima il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialen­te, ha lanciato il suo allarme: "Qui sono cadute anche le ca­se nuove". E allora Barberi passa all’attacco: "Se è vero che anche edifici che avrebbe­ro dovuto essere costruiti in base alle normative antisismi­che hanno subito danni irra­gionevoli — spiega —, allora si pone il problema del con­trollo della qualità delle co­struzioni. In particolare per le strutture pubbliche e strategi­che: ospedali, scuole, edifici del governo". E invece: l’ospe­dale, un presidio che non do­vrebbe solo restare in piedi ma anche funzionare in emer­genza, è stato evacuato e di­chiarato inagibile. La Casa del­lo Studente, costruita a metà degli anni Sessanta è crollata. Come l’hotel "Duca degli Abruzzi", che non era in un palazzo di pietra antica ed è collassato, si è accartocciato su se stesso. O la chiesa di Tempera, a sette chilometri dall’Aquila, che era un edifi­cio moderno. E i tanti palazzi dei quartieri periferici, case da edilizia popolare, non abi­tazioni vecchie di secoli: con i muri crepati, gli androni in marmo sventrati.

Insomma, a L’Aquila non sono crollate sol­tanto le vecchie case in pietra del centro storico: il terremo­to ha distrutto o danneggiato in modo tale da renderli inabi­tabili anche palazzi moderni. Non è solo un problema del­l’Aquila né dell’Abruzzo, che pure è zona ad elevato rischio sismico. Secondo le ultime stime, in Italia ci sarebbero al­meno 75-80 mila edifici pub­blici da consolidare: 22 mila edifici scolastici sono in zone sismiche, 16 mila in zone ad alto rischio. Circa 9 mila non sono costruiti con criteri anti­sismici moderni. Gian Miche­le Calvi, ordinario di Costru­zione in zona sismica dell’Uni­versità di Pavia e presidente del Centro europeo di ricerca e formazione in ingegneria si­smica: "Se non investiamo nella messa in sicurezza degli edifici, continueremo ad ave­re morti. È scandaloso". Il Consiglio nazionale degli architetti invoca un piano ur­gente di messa in sicurezza di ampie parti delle nostre cit­tà. Il presidente degli inge­gneri, Paolo Stefanelli, spiega che "tutti gli edifici costruiti negli anni 50-60, a causa del tipo di cemento armato usa­to, sono a rischio sismico in un tempo che va dai 5 ai 30 anni. Lo abbiamo detto tante volte, inascoltati. A oggi man­ca ancora una norma che ren­da obbligatorio il monitorag­gio sul tempo di vita delle co­struzioni ".

Però manca dav­vero solo quella, perché di norme sull’edilizia antisismi­ca l’Italia ne ha quattro, tutte contemporaneamente in vi­gore. Il decreto ministeriale 16 gennaio 1996, intitolato "Norme tecniche per le co­struzioni in zona sismica" e seguito, dopo il terremoto del 2003 in Molise, dall’ordi­nanza della Protezione civile numero 3274, che ha rimap­pato e riqualificato il territo­rio nazionale, aggiungendo zone sismiche o elevandone la classe. E poi da altri due de­creti, uno del 2005, l’ultimo del 2008, che si chiama "Nuo­ve norme tecniche per le co­struzioni in zona sismica". Leggi tecniche, moderne. Poi ci sono le costruzioni. I progetti, i materiali usati, le strutture. Nelle case in cemen­to armato degli anni Sessanta si usavano i tondini a barra li­scia, oggi esistono quelli con barre ad aderenza migliorata, che legano meglio con il cal­cestruzzo. Chissà com’erano quelli della casa di via XX Set­tembre, nel centro dell’Aqui­la, che adesso è un mucchio di rovine alto due metri e mezzo.

Mario Porqueddu

07 aprile 2009

 

 

 

DEVASTATO DAL FORTISSIMO SISMA NELLA NOTTE

Caos all'ospedale de L'Aquila

"Ma solo un reparto è stato chiuso"

Non è stato evacuato: "Le richieste di soccorso e ricovero sono elevatissime". Funzionario Asl: "Inagibile al 90%"

L'AQUILA - L'ospedale dell'Aquila è inagibile al 90%. A dirlo è un funzionario dell'Asl locale. La struttura è stata evacuata solo parzialmente. "Solo un reparto è stato chiuso, ma il resto della struttura è attiva - dice il portavoce della Protezione civile Luca Spoletini -. Ovviamente il numero delle richieste di soccorso e ricovero è elevatissimo e stiamo cercando di far fronte a questa situazione con le strutture nelle vicinanze".

INAGIBILE - "Mentre all'interno medici e personale continuano a lavorare, la terra trema sotto i loro piedi. Il bilancio è pesante, davvero pesante" spiega il manager dell'Asl de L'Aquila Roberto Marzetti, sottolineando appunto che il nosocomio "è quasi completamente inagibile". "I pazienti vengono curati nel cortile tra i due edifici che compongono l'ospedale e nel piazzale antistante - riferisce -. Ci sono lettini e barelle, mentre abbiamo problemi anche col servizio di mensa e ora stiamo attendendo che i pasti arrivino da fuori. È una situazione davvero drammatica. Ci vorrà qualche giorno per quantificare con precisione i danni per l'ospedale".

ELICOTTERI - Al Pronto soccorso è il caos. Personale medico e uomini della Protezione civile lavorano senza sosta per soccorrere i feriti e cercare di salvare le vittime del fortissimo sisma che ha colpito nella notte l'Aquila e i dintorni. Due elicotteri hanno portato in altre città della regione e anche del Lazio i feriti più gravi perché alcune sale operatorie sono inagibili. Centinaia di persone arrivano davanti all'ospedale in attesa di soccorsi.

06 aprie 2009

 

 

2009-04-06

Suituazione caotica all'ospedale dell'Aquila, una sola sala operatoria agibile

Terremoto in Abruzzo: 27 morti accertati, migliaia di sfollati e centinaia di feriti

Crollati molti edifici: 45-50 mila sfollati. Il sisma, di 5,8 gradi Richter, avvertito alle 3,32 in tutto il Centro Italia

Una via dell'Aquila sommersa dalle macerie (Ansa)

Una via dell'Aquila sommersa dalle macerie (Ansa)

L'AQUILA - Un terremoto di 5,8 gradi della scala Richter è avvenuto alle 3,32 con epicentro in Abruzzo, a circa 1o km dall'Aquila. La scossa è stata nettamente avvertita in tutto il centro Italia dalla Romagna a Napoli. Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, ha dichiarato che un sisma di 5,8 gradi è considerato "moderato, con un'intensità 30 volte inferiore a quella che nel 1980 devastò l'Irpinia". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato lo stato d'emergenza nazionale (mobilitando anche l'Esercito) affidando la gestione a Guido Bertolaso e ha deciso di recarsi subito all'Aquila per accertarsi di persona della situazione, così come il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Il capo della Protezione Civile, che è giunto all'Aquila, ha parlato di una "situazione drammatica, la peggiore tragedia di questo inizio millenio".

DATI SISMA - Il terremoto di 5,8 gradi Richter è avvenuto alle 3,32 a una profondita di 8,8 km. Lo afferma in un comunicato l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. "Le coordinate epicentrali risultano: 42,33 gradi di latitudine Nord e 13,33 gradi di longitudine Est. Il terremoto è caratterizzato da un meccanismo di tipo estensionale, con piani di faglia orientati NW-SE e direzione di estensione NE-SW (anti-appenninica)". Secondo Selvaggi "il fenomeno sismico è ancora in atto. Dalla prima scossa si sono verificate decine di repliche".

BILANCIO - Drammatico il bilancio, peraltro provvisorio e certamente destinato ad aumentare: 27 morti accertati, centinaia di feriti e migliaia di sfollati. Tra le vittime ci sono almeno cinque bambini. Centinaia gli edifici crollati completamente o in parte, migliaia quelli lesionati e inagibili. Gli sfollati potrebbero essere 45-50 mila. I soccorsi sono resi difficili dalle continue scosse di assestamento che rischiano di far crollare gli edifici lesionati.

PAESI VICINI - Ma è dai paesi vicini all'Aquila, raggiunti solo nelle prime ore della mattina, che stanno iniziando ad arrivare notizie di danni ingenti. Una delle situazioni più drammatiche è a Onna, dove il 50% delle case è crollato, e a Paganica. Una situazione "bruttissima" la definiscono i soccorritori giunti sul posto, che ricorda quella del terremoto dell'Umbria. Diversi edifici lesionati anche a Sulmona.

SOCCORSI - Già alle prime luci dell'alba la situazione nel capoluogo si è presentata drammatica. Sono state date indicazioni agli sfollati di raggiungere la zona dello stadio dove sarà allestito un campo di accoglienza ma molte persone sono in strada e stanno però ostacolando la gestione organizzata dei soccorsi. La Protezione civile ha invitato la popolazione a lasciare libere le strade per consentire ai soccorsi di operare al meglio. All'ospedale (rimasto senza acqua potabile) si sono effettuati i primi interventi anche in pericolo di inagibilità, tanto che numerosi medici medicano i feriti all'aperto di fronte alla entrata principale del pronto soccorso. C'è un'unica sala operatoria in funzione e che quindi è necessario il montaggio di un ospedale da campo che, stando a fonti ospedaliere, sta arrivando dalle Marche. Una parte dei feriti più gravi che non possono essere trattati in ospedale, vengono trasferiti in elicottero in altri centri abruzzesi e a Rieti. Tutto intorno regna il caos e mentre continuano ad arrivate feriti sia con ambulanze che con auto private e di tanto in tanto sfilano barelle con i morti che vengono accompagnati al vicino obitorio.

EDIFICI CROLLATI E INAGIBILI - Secondo una prima stima della Protezione civile, gli edifici inagibili potrebbero essere 10-15 mila. Quattro palazzi sono interamente crollati: la casa dello Studente, uno in via Sant'Andrea e due in via XX Settembre. E anche nelle altre zone della città vi sono diversi edifici danneggiati e porzioni crollate. L'hotel Duca degli Abruzzi è completamente crollato. Poco di fronte alla Casa dello studente si cerca di raggiungere una famiglia di quattro persone intrappolata in una piccola abitazione crollata. Una donna di circa 50 anni è stata estratta viva dalle macerie di un edificio di tre piani presso piazza della Repubblica, proprio accanto a quella che era la prefettura che è andata completamente distrutta. Un ragazzo è stato estratto dalla Casa dello studente ma altri sette sono ancora sotto: i soccorritori stanno scavando con le mani perché il posto è inaccessibile ai mezzi meccanici. In piazza Duomo sono crollate parti della facciata e dell'abside della chiesa di Santa Maria del Suffragio.

ALTRI DANNI - Crolli di cornicioni e lesioni vengono segnalati anche in provincia di Pescara, ma non si evidenziano casi più gravi. Una palazzina con gravi lesioni è stata evacuata a Sora, in provincia di Frosinone. Danni anche in alcuni centri della provincia di Rieti.

COLLEGAMENTI - La rete della telefonia mobile e fissa nelle zone colpite dal terremoto è stata rimessa in funzione. L'80% delle 15 mila utenze di energia elettrica saltate è stata ripristinata già entro le 9. Le linee ferroviarie principali sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali. In corso verifiche sui tratti autostradali. In corso lavori di riparazione sugli acquedotti nel Teramano e a Pescara.

AIUTI - Oltre che da tutte le regioni italiane, offerte di aiuto stanno arrivando da molti Paesi e dalla Commissione europea. "In questo momento possiamo dire che la macchina italiana è perfettamente in grado di far fronte alle esigenze", ha detto Agostino Miozzo, dirigente della Protezione civile. "Se nel corso delle operazioni dovessimo avere problemi, i nostri amici sarebbero pronti a intervenire". Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha lanciato un appello urgente a tutti i cittadini per donare sangue.

06 aprile 2009

 

 

 

 

 

Duramente ripreso dal capo della Protezione civile Bertolaso

L'esperto denunciato per il suo allarme

"Confermo: lo si poteva prevedere"

Giampaolo Giuliani aveva detto: "Ci sarà un sisma disastroso". Ora ribadisce: "Loro sapevano"

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"Prevedo un terremoto". E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona (1° aprile 2009)

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Intervista a Giampaolo Giuliani (da Donnedemocratiche.it)

MILANO - Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, inviperito martedì 31 marzo si era scagliato contro "quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false", chiedendo una punizione. Tra gli "imbecilli" c'era Giampaolo Giuliani, ricercatore presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso che, in seguito allo sciame sismico che sta interessando l'Abruzzo da più di un mese, aveva lanciato l'allarme: la regione sarà colpita domenica 29 marzo da un terremoto "disastroso". Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. E Bertolaso ha ripetuto che "lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere". Invece Giuliani ora dopo il dramma conferma: "Non è vero, noi l'avevamo previsto"

Audio - Giuliani: "Loro sapevano, si poteva prevedere"

LA DENUNCIA: "SI POTEVA CAPIRE" - Oggi, dopo la tragedia, Giuliani parla con amarezza: "C'è il rischio che domani mi mettano in galera - dice - ma confermo: non è vero, è falso, che i terremoti non si possono preveder. Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi. Da tre giorni - continua- vedevamo un forte aumento di radon, al di fuori della soglia di sicurezza. E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti. Questa notte il mio sismografo denunciava una forte scossa di terremoto e ce l'avevamo online. Tutti potevano osservarlo e tanti l'hanno osservato. Poteva essere visto ce ci fosse stato qualcuno a lavorare o si fosse preoccupato. Abbiamo vissuto la notte più terribile della nostra vita, sono sfollato anche io... Questi scienziati canonici, loro lo sapevano che i terremoti possono essere previSti"

ALLARME - Nella notte del 29 marzo c'era infatti stato a Sulmona un terremoto di 4 gradi della scala Richter. Questo e la "profezia" aveva fatto scattare il panico tra i cittadini di Sulmona e dintorni. L'analisi di Giuliani era basata sull'analisi di un gas radioattivo, il radon, che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengono attivate il gas trova una via di fuga giungendo in superficie. Giuliani aveva dato anche un'indicazione precisa dell'allarme: da lì a poche ore. Il sisma però non era avvenuto. Ma la terra si è scatenata circa una settimana dopo. E ora le polemiche divampano. Anche se, per onestà, occorre dire che un conto è dire "ci sarà un terremoto", un altro è dire con precisione in quale zona colpirà e soprattutto quando. Per evitare di far evacuare migliaia di persone per settimane intere prima che succeda effettivamente qualcosa.

06 aprile 2009

 

 

 

 

 

aveva previsto un evento "disastroso"

"Prevedo un terremoto". E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona

La profezia di Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori del Gran Sasso provoca il panico

 

Il grafico di un sismografo (Ap)

Il grafico di un sismografo (Ap)

L’AQUILA — Non bastasse lo sciame sismico che da metà febbraio ha trasformato questo angolo d’Abruzzo in una pista di rock and roll, con oltre 30 scosse di magnitudo superiori ai 2 gradi, scuole chiuse, malori, tetti pericolanti e gente sull’orlo di una crisi di nervi, a fare danni ci si è messo anche "il terremoto che non c’è": o meglio, che sarebbe dovuto arrivare e per fortuna non c’è stato.

Annunciata con toni quasi profetici da Gioacchino, Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso e che da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l’arrivo degli eventi sismici, la notizia del terremoto, che nelle previsioni di Giuliani avrebbe dovuto essere "disastroso", ha scatenato tra domenica e lunedì una psicosi collettiva, che ha mandato in tilt Sulmona e dintorni. Tale il vespaio, da costringere ieri la commissione Grandi Rischi della Protezione civile a riunirsi in fretta e furia "per rassicurare la popolazione che non c’è alcun pericolo in corso", che "la situazione è monitorata ora per ora" e che "non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un sisma". Con un diavolo per capello, il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, si è scagliato contro "quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false", chiedendo una punizione esemplare.

E così è stato: Giuliani, che basa le sue previsioni sull’analisi di un gas (il Radon) sprigionato dalla crosta terrestre e che ha costruito enormi cubi in piombo per monitorare il suolo, ora si ritrova addosso una denuncia per procurato allarme. "È stato terribile". Il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, ancora non si è ripreso. Domenica era a Roma, al congresso del Pdl. In mattinata, una scossa di magnitudo 4 aveva squassato il suo paese. "I vigili urbani— ha raccontato—mi hanno messo telefonicamente in contatto con questo signore (Giuliani, ndr.), che mi ha annunciato l’arrivo, da lì a poche ore, di un sisma devastante. Non sapevo che fare: far scattare il piano d’evacuazione o fare finta di niente?". A Sulmona intanto tutti già sapevano. Ed è stato il panico: gente in strada con i materassi, parroci che hanno svuotato le chiese, famiglie radunate nelle palestre. Poi è passata la domenica. E pure il lunedì. La terra ha tremato ancora. Ma piccole scosse. Niente al confronto del "terremoto che non c’è".

Francesco Alberti

01 aprile 2009

 

 

 

firmato lo stato di emergenza nazionale. il premier va all'aquila

Bertolaso: "Era impossibile prevederlo"

Berlusconi firma lo stato d'emergenza

"Non avremmo mai immaginato di dover evacuare una intera regione senza sapere quello che sarebbe accaduto"

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Terremoto in Abruzzo: decine di morti, migliaia di sfollati e centinaia di feriti (6 aprile 2009)

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MULTIMEDIA: video, audio, foto

Guido Bertolaso (Fotogramma)

Guido Bertolaso (Fotogramma)

L'AQUILA - Una scossa di questa intensità "era impossibile da prevedere". Lo dice il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, rispondendo alle polemiche per l'allarme lanciato giorni fa da un ricercatore dei laboratori del Gran Sasso.

STATO D'EMERGENZA - Silvio Berlusconi ha firmato un decreto per lo stato d'emergenza nazionale. Bertolaso è nominato automaticamente commissario straordinario del governo per la gestione della situazione in Abruzzo. È subito andato a L'Aquila dove sta sorvolando in elicottero le zone devastate. Il premier ha annullato un viaggio in Russia previsto per oggi e anche lui è partito per l'Abruzzo. "La situazione non ha precedenti in questo duemila - ha detto Berlusconi -. Ci sono questi due o tre edifici e anche abitazioni importanti che sono crollati e lì temiamo veramente che ci siano altri morti in aggiunta a quelli che conosciamo. Il nostro Paese è sottoposto a queste scosse". Il ministro delle Infrastrutture Matteoli ha convocato un vertice operativo per mettere a punto i provvedimenti più urgenti.

PREVISIONI IMPOSSIBILI - Bertolaso ha spiegato così l'impossibilità di prevedere il sisma: "La commissione grandi rischi presieduta da Franco Barberi si è riunita a L’Aquila con tutti i tecnici locali, con il prefetto vicario e l’assessore regionale della Protezione civile, c’erano tutti i più importanti sismologi compreso Enzo Boschi dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Li ho mandati lì proprio perché a seguito di queste continue scosse nella zona avevo bisogno di avere elementi. E le conclusioni della commissione nazionale, massimo organo tecnico-scientifico d’Italia, erano che non si poteva assolutamente prevedere che cosa sarebbe accaduto nei giorni successivi. Mi aspetto che di ovviamente questo se ne parlerà a lungo. È ben evidente che non avremmo mai immaginato di dover evacuare una intera regione come l’Abruzzo senza sapere quello che sarebbe accaduto successivamente. Purtroppo, aldilà di tenere tutta la struttura allertata e dopo cinque minuti eravamo già in sala operativa a lavorare, non potevamo fare altro".

COLLABORAZIONE DI TUTTI - "È la peggiore tragedia dall'inizio di questo millennio - ha aggiunto Bertolaso -. Siamo ai primi numeri, abbiamo delle segnalazioni molto serie sul centro storico dell’Aquila e il numero delle zone colpite, soprattutto i piccoli centri, sta crescendo. Molte zone risultano interessate da questa drammatica vicenda". Mobilitate colonne mobili dei vigili del fuoco di tutta Italia e le protezioni civili di tutta Italia stanno convergendo a L’Aquila. "Chiediamo la collaborazione degli italiani - ha aggiunto - per stare vicini a questa tragedia ed evitare di intasare le strade".

06 aprile 2009

 

 

REPUBBLICA

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2009-05-02

Il premier fa il punto sulla situazione del post-terremoto: "E' stata una mission impossible"

Entro maggio riapre l'ospedale. Poi ironizza: "Io speriamo che me la cavo"

Berlusconi: "Entro settembre

le prime case agli sfollati"

dall'inviato PAOLO G. BRERA

Berlusconi: "Entro settembre le prime case agli sfollati"

Silvio Berlusconi mostra il piano case per gli sfollati in Abruzzo

ROMA - "Io speriamo che me la cavo", dice il premier Silvio Berlusconi usando le parole dei bambini di Arzano, quelli delle case "sgarrupate"; ma lo dice con postilla: "E che Dio ci aiuti!". Se il Padreterno non lesinerà una mano, a fine maggio l'ospedale San Salvatore devastato dalla frustata notturna del sisma riaprirà gran parte dei suoi reparti. E dal dieci settembre arriveranno le prime case hi-tech per resistere all'inverno.

Sono alcune delle "buone notizie" che il presidente del Consiglio - parlando al termine di un vertice a palazzo Chigi con il capo della protezione civile, Guido Bertolaso - assicura si stiano per realizzare tra le tende diacce dell'Aquilano. Il San Salvatore, che s'è sgarrupato per davvero pur essendo un edificio strategico per eccellenza, del terremoto che ha sconvolto il capoluogo abruzzese è uno dei simboli: "Vi do una buona notizia - dice Berlusconi - abbiamo verificato che lo potremo riaprire entro fine maggio". L'ospedale potrà funzionare tra il 60 e il 70 per cento.

"Stiamo lavorando, l'organizzazione procede bene", sostiene il premier ricordando i numeri giganteschi dell'emergenza: "Stiamo gestendo una comunità di oltre 66mila persone più i soccorritori, fornendo tutti i giorni pasti caldi e dando alloggio in alberghi e case private. Abbiamo 169 campi con tende, cento centri sanitari, duecento moduli di servizi igienici da tre bagni ciascuno, sterilizzati quattro volte al giorno. In più, tremila bagni chimici, 31 centri medici avanzati e cento cucine da campo".

Ma la vera sfida, quella per cui più occorre l'aiutino dall'alto, sono i quattordici quartieri nuovi in cui tredicimila persone dovrebbero riuscire a trovare un tetto sicuro e caldo prima che il freddo costate delle notti dell'Aquila si trasformi in gelo. "Entro duecento giorni - dice Berlusconi - consegneremo a 13mila persone appartamenti completamente funzionanti e arredati: è questo l'obiettivo del progetto Case del governo. Secondo il nostro piano cominceremo a consegnarle il 10 settembre. Cerchiamo di abbreviare i tempi, quindi, ma mettiamo in conto anche possibili ritardi".

Le cinquantamila persone che oggi non possono o non vogliono rientrare nelle loro case, secondo Berlusconi cominceranno a farlo - ristrutturandole, se occorre - quando il terremoto darà una tregua di almeno una settimana. Per ora non c'è giorno in cui la terra non ti tremi sotto i piedi, e nessuno si fida più di un tetto in muratura. "Stiamo facendo i sopralluoghi con 160 squadre di volontari. Riescono a farne mille al giorno - spiega il premier - e ne abbiamo già effettuati 22.700: il 53,7 per cento delle abitazioni sono già abitabili, il 15,8 per cento lo sarebbero entro 30 giorni con pochi interventi, ma le popolazioni non entrano perché le scosse continuano". E ci sono anche 300 chiese inagibili.

Intanto, dopo una giornata di proteste nere di rabbia dei trentamila pendolari aquilani alloggiati sulla costa e infuriati per il ritorno a sorpresa dei pedaggi sulla A24 e sulla A25, premier e protezione civile sono dovuti intervenire con la società Strada dei Parchi imponendo un dietro front, con tante scuse e restituzione dei pedaggi versati. Domani Bertolaso sarà all'Aquila, a chiarire definitivamente come vada interpretato l'ennesimo decreto un po' troppo sibillino.

(2 maggio 2009) Tutti gli articoli di cronaca

 

 

 

 

 

2009-05-01

Primo maggio frenetico per Berlusconi, che nel pomeriggio torna nelle zone terremotate

"Nessuna new town, case nuove da ottobre. Bene che vengano i Grandi del mondo"

Il premier da Napoli all'Aquila

"Preoccupato, oggi un'altra scossa"

dal nostro invito GIANLUCA LUZI

L'AQUILA - "Siamo preoccupati, perché anche oggi c'è stata una forte scossa del grado 3,8 della scala Richter. E le famiglie, anche quelle che hanno una casa agibile cioè il 57 per cento delle case, non se la sente di rientrare ed è comprensibile. Dobbiamo sperare che le scosse smettano. Anche il tempo inclemente non ci ha dato una mano. Ora stiamo mettendo le tv nelle tende, ma certo, quando piove non è bello stare in una tendopoli".

Primo maggio frenetico per il premier: la mattina a Napoli per il concerto dei Berliner diretti da Muti al San Carlo, poi pranzo in prefettura, quindi in elicottero a L'Aquila per la decima visita. Prima la tendopoli della Croce rossa, poi la piazza del Duomo con la bellissima chiesa barocca dalla cupola distrutta. La città è spettrale, in giro soltanto uomini e donne dei soccorsi, mezzi militari, camion dei pompieri e mezzi della Protezione civile. Cani orfani dei padroni che si aggirano tra le macerie. Berlusconi si ferma vicino ai camion dei vigili del fuoco.

Le case per i terremotati. "Quando torno a Roma firmo l'ordinanza per nominare i sindaci dei 49 comuni colpiti dal sisma soggetti attuatori delle direttive del Commissario. Loro dovranno individuare le famiglie da mettere negli appartamenti già esistenti e sfitti che pagheremo noi e le famiglie da mettere nei nuovi appartamenti che siamo determinati a costruire prima dell'inverno, con lavori accelerati su tre turni, entro ottobre".

Il G8. "Sarà un bene che i protagonisti più importanti del mondo potranno vedere da vicino cosa è successo e sicuramente saranno più motivati a lasciare un segno della propria solidarietà contribuendo al restauro dei monumenti. Già abbiamo fatto i primi sopralluoghi nella cittadella della Guardia di Finanza dove saranno ospitati i Grandi della terra e dove si svolgerà il summit. Architetti e mobilieri faranno in modo da rendere meno spartana la cittadella che ha tutti gli spazi per ospitare il vertice".

Le new town. "All'inizio avevo parlato del progetto delle new town ma riferendomi a qualcosa di valido in tutti i capoluoghi per andare incontro alle esigenze dei giovani che vogliono farsi una famiglia e non trovano case alla loro portata. Ma qui non ci sarà nessuna new town. Abbiamo individuato 14 aree dove costruiremo case di due o tre piani che non altereranno il profilo architettonico della città. Per le case distrutte intendiamo ricostruirle e infatti è stata varata una misura nel decreto per il terremoto che destina 150 mila euro a chi intende riscostruire completamente la propria casa. Per le case lesionate ma non distrutte il contributo è di 80 mila euro".

Nuovi ministri? "La prossima settimana incontrerò il presidente Napolitano, ma le nomine non sposteranno il numero dei ministri che rimane di 60 perché sono nomine di sottosegretari che diventano viceministri. Del resto a volte si trovano male nelle riunioni internazionali perché da sottosegretari devono trattare con ministri di altri Paesi. Comunque ripeto non sarà aumentato il numero delle persone del governo che resta di 60".

Fiat-Chrysler. "Ho avuto assicurazioni dall'azienda che non sarà chiuso nessuno stabilimento in Italia. Penso che l'accordo sia una cosa positiva sia per la Fiat che per tutti noi, di buon auspicio per il miglioramento della situazione di cui ci sono tanti segnali. Per esempio sono stato al Salone del mobile e ci sono più ordinativi anche internazionali dell'anno scorso. Adesso non c'è più nessuno che parla di crollo, a parte qualcuno che conosciamo bene".

La crisi è soprattutto psicologica. "Abbiamo commissionato un'indagine tra i dipendenti pubblici che hanno più soldi dell'anno scorso e non rischiano il posto di lavoro. Volevamo sapere quanti avevano intenzione di cambiare la macchina e il 76 per cento ha detto che non comprerà una auto nuova, senza una motivazione economica ma solo per la paura di una crisi economica che non li toccherà per niente".

Gradimento del governo. "Il governo è apprezzato perché sa fare cose concrete e non solo parole come è capitato con governi che ci hanno preceduto.

Anche oggi che mi hanno chiesto di dire i numeri della mia popolarità, io l'ho detto ridendo. Poi certo i numeri sono questi e la mia popolarità è al 75,1 per cento. Poi non è che io abbia una fiducia illimitata nei numeri dei sondaggi. Dipende da chi li fa e comunque l'ho detto ridendo e con assoluta ironia. Come mia zia Marina che diceva a se stessa come sei bella come sei bella e noi le chiedevamo, ma perché lo dici. E lei rispondeva:

perché non me lo dice nessuno".

(1 maggio 2009)

 

 

 

 

 

2009-04-29

TESTO DEL DL39/2009 DECRETO LEGGE TERREMOTO

 

Benedetto XVI visita l'Aquila e Onna sotto la pioggia: "Vorrei abbracciarvi uno ad uno"

"Serve un serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità mai venga meno"

Il Papa all'Aquila: "Ora case solide"

Tornano agibili oltre 300 edifici

Un miliardo e 100 entro dicembre. Il resto dei finanziamenti spalmato nei prossimi 20 anni

Il Papa all'Aquila: "Ora case solide" Tornano agibili oltre 300 edifici

Benedetto XVI a Onna

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Multimedia

* LE INMMAGINI

* IL VIDEO

L'AQUILA - "Gli abruzzesi, anche a nome delle persone morte sotto le macerie, attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare ad ornarsi di case e di chiese, belle e solide. Dopo quanto accaduto in Abruzzo, la comunità civile deve fare un serio esame di coscienza, affinchè il livello delle responsabilità, in ogni momento, mai venga meno". Lo ha detto Benedetto XVI durante la visita alle zone colpite dal sisma. Giunto in auto e non in elicottero a causa del maltempo, accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta e dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso, il Papa ha stretto le mani di tanti cittadini, ha accarezzato i bambini e ha visitato l'area che accoglie migliaia di sfollati.

"Vorrei abbracciarvi uno a uno". "Sono finalmente con voi, in questa terra splendida e ferita - ha detto il Pontefice - che sta vivendo giorni di grande dolore e precarietà. Vi sono stato accanto fin dal primo momento, ho seguito con apprensione le notizie condividendo il vostro sgomento e le vostre lacrime... Vorrei abbracciarvi con affetto ad uno ad uno". Parole non convenzionali dunque quelle del Papa. Che ha poi continuato: "La Chiesa tutta è accanto alle vostre sofferenze, desiderosa di aiutarvi nel ricostruire case, chiese, aziende crollate o danneggiate dal sisma. Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova. Ora, come in passato, non vi siete arresi; non vi siete persi d'animo. C'è in voi una forza d'animo che suscita speranza".

Autorizzato il rientro in 300 edifici. Un segno di ritorno alla normalità è giunto dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che proprio oggi, poco dopo la visita del Papa, ha emanato un avviso con cui rende noti i primi 307 edifici della città dichiarati agibili. "Non è obbligatorio rientrare nelle case - ha spiegato il sindaco sapendo bene che gran parte della popolazione ancora non è riuscita a cancellare la paura di altri crolli - ma la scelta è lasciato alle decisioni di ciascun cittadino". L'elenco delle case agibili è stato compilato sulla scorta dei rilievi effettuati dalle squadre di tecnici, coordinate dal dipartimento della Protezione civile. Nei prossimi giorni verranno pubblicati gli elenchi degli altri edifici in cui è possibile ritornare a vivere.

Un miliardo e 100 entro dicembre. L'opera di ricostruzione, è scritto nel decreto legge varato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri, sarà sostenuta con un finanziamento entro l'anno di 1,152 miliardi di euro. Il resto dei finanziamenti sarà spalmato fino al 2032, mentre a decorrere dal 2033 si prevedono provvedimenti economici per altri 2,9 milioni di euro.

In preghiera davanti alla Casa dello studente. Continuando la visita, Papa Ratzinger ha visitato anche l'Aquila dove ha pregato nella basilica di Collemaggio davanti all'urna di Celestino V sulla quale ha lasciato in dono il pallio, la stola indossata il giorno della sua proclamazione a pontefice. E davanti alle macerie della Casa dello studente, Benedetto XVI ha tenuto a lungo la mano ad un gruppo di ragazzi scampati alla tragedia in cui hanno perso la vita otto universitari. Il Pontefice si è intrattenuto anche coi vigili del fuoco, ringraziandoli per il lavoro svolto, e si è poi congedato dall'Aquila non prima però di incontrare per un'ultima volta i terremotati nella caserma della guardia di Finanza.

(28 aprile 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2009-04-28

La visita in un martedì di maltempo. Il trasferimento dal Vaticano

previsto in elicottero, ma a causa di nebbia e pioggia è avvenuto in auto

Il papa alla tendopoli di Onna

"Ora si costruiscano case solide"

Il papa alla tendopoli di Onna "Ora si costruiscano case solide"

L'AQUILA - Gli abruzzesi, anche in nome delle persone morte sotto le macerie, "attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare ad ornarsi di case e di chiese, belle e solide". Lo Benedetto XVI nel suo discorso alla tendopoli di Onna (L'Aquila), prima tappa della sua visita alle zone colpite dal sisma. Il Papa ha stretto le mani di tanti cittadini, ha accarezzato i bambini e ha visitato la tendopoli, che accoglie centinaia di sfollati; dopo un breve saluto, è stato il momento della preghiera per tutti i defunti.

"Sono finalmente con voi, in questa terra splendida e ferita - ha detto - che sta vivendo giorni di grande dolore e precarietà. Vi sono stato accanto fin dal primo momento", "ho seguito con apprensione le notizie condividendo il vostro sgomento e le vostre lacrime...", "vorrei abbracciarvi con affetto ad uno ad uno". Parole non convenzionali dunque quelle del Papa. Che ha poi continuato: "La Chiesa tutta è qui con me, accanto alle vostre sofferenze, partecipe del vostro dolore per la perdita di familiari ed amici, desiderosa di aiutarvi nel ricostruire case, chiese, aziende crollate o gravemente danneggiate dal sisma. Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova. Ora, come in passato, non vi siete arresi; non vi siete persi d'animo. C'è in voi una forza d'animo che suscita speranza".

Le strade intorno all'Aquile sono state tutte bloccate per la visita di Benedetto XVI, e nelle zone del suo passaggio è dispiegato un grande numero di militari e uomini della protezione civile. Alcune aree sono state transennate.

Il Pontefice ha lasciato intorno alle 9 il Vaticano. Il trasferimento doveva avvenire in elicottero, ma poi non è stato possibile per il maltempo e la nebbia: e così il viaggio è stato compiuto via auto. Al suo fianco, il sottosegretario Gianni Letta.

Dalle prime luci dell'alba, tutta l'area dell'Aquila e dintorni è invasa da una forte nebbia. La zona rossa interdetta ai cittadini dove sono avvenuti i maggiori crolli è sotto la vigilanza delle forze dell'ordine. All'interno della scuola sottufficiali della guardia di finanza sono in corso di distribuzione i pasti per le centinaia di giornalisti che sono al seguito della visita di Benedetto XVI. Nelle zone di Onna, Paganica e Bazzano la nebbia fitta ha creato problemi anche alla normale transitabilità delle auto. E da ieri piove ininterrottamente, con smottamenti alle periferie dell'Aquila e di Teramo.

(28 aprile 2009)

 

 

 

2009-04-26

Dopo una notte tranquilla, ancora movimenti dello sciame sismico e paura

Ritardo per la firma del sindaco: "Un lavoro complesso, incrociamo dati delicati"

L'Aquila, stasera l'ordinanza per i rientri

agibile il 54,8% degli edifici verificati

L'Aquila, stasera l'ordinanza per i rientri agibile il 54,8% degli edifici verificati

La tendopoli di Onna

L'AQUILA - Per la prima volta, da quella tragica notte del 6 aprile, gli abitanti delle aree colpite dal sisma hanno dormito senza sentire scosse. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, infatti, non ha rilevato nella notte significativi movimenti legati allo sciame sismico nella zona terremotata. Il terremoto, tuttavia, è tornato a farsi sentire in mattinata fra Teramo e l'Aquila.

Tre le scosse che nel giro di un'ora hanno creato allarme tra le popolazioni. La prima, pochi minuti dopo le 11, di gradi 1.5 Richter con epicentro Valnerina, la seconda alle 11.37, di gradi 2.1 Richter nell'aquilano, la terza dello stesso grado alle 12.35, con epicentro Velino-Silente. Quest'ultima è stata sentita anche a Montorio, comune a ridosso del Gran Sasso dove, dal 6 aprile, circa 700 persone vivono in tende di fortuna o all'interno delle auto.

Intanto, è attesa per questa sera la firma dell'ordinanza del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che consetirà a migliaia di cittadini aquilani il rientro nelle case dichiarate agibili. La firma era prevista per ieri ma il ritardo, spiegano dal gabinetto del sindaaco, è dovuto alla complessità del lavoro di incrocio dei dati della Protezione civile e dell'anagrafe comunale. " Se si sbaglia un solo numero civico - dicono dagli uffici comunali - si rischia di far rientrare i cittadini in abitazioni che agibili non sono".

Dopo 15.006 verifiche effettuate dalla Protezione civile sugli edifici pubblici e privati, ne è risultato agibile - al 25 aprile - il 54,8%; agibile con piccole modifiche il 16,1%; temporanenamente inagibile il 3,4%; inagibile il 21,3%; con rischio esterno il 2,8%. Ispezionati 13.190 edifici privati (abitazioni), 468 pubblici, 36 ospedali, 1001 caserme e 403 scuole.

L'ordinanza del sindaco dovrà stabilire, fra l'altro, le modalità per contattare gli sfollati. E prima di rientrare, i residenti dovranno comunque far controllare gli impianti del gas per riattivare gli allacci. Si tratterà quindi di un ritorno graduale, non in massa. Questo, per l'immediato. Quanto al futuro, Cialente intende chiedere al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di riflettere su quanto previsto nel decreto Abruzzo in merito alla somma da destinare alla ricostruzione delle singole abitazioni nel centro storico: "Non vogliamo niente di più del dovuto, ma dobbiamo capire che con somme insufficienti rischiamo lo spopolamento dei centri storici, non solo in città, ma anche nei borghi".

Ha assunto infatti le proporzioni di una diaspora lo spostamento degli aquilani, dopo il sisma che ha cambiato la prospettiva di vita di intere famiglie, ora inserite nell'elenco dei 64.768 sfollati: in 29.136 alloggiano in hotel e case private della costa, gli altri sono sparsi fra le 173 tendopoli allestite in prossimità delle aree devastate dal sisma e presso parenti o amici fuori regione.

Intanto a Onna sono in corso i preparativi per la visita di Papa Benedetto XVI, in programma mercoledì 28. Ratzinger visiterà alcuni campi dove sono ospitati i terremotati e poi si recherà nella scuola della Guardia di finanza.

(26 aprile 2009)

 

 

 

 

2009-04-25

Il responsabile della protezione civile spiega i motivi

che hanno convinto il governo a traslocare il meeting

"Sarà un vertice più sobrio e sicuro

e risparmieremo oltre 200 milioni"

Bertolaso: in Sardegna solo la sicurezza ne sarebbe costata 118. A L'Aquila spenderemo tra i 10 e i 30 milioni

dal nostro inviato CARLO BONINI

"Sarà un vertice più sobrio e sicuro e risparmieremo oltre 200 milioni"

Guido Bertolaso capo della Protezione civile

L'AQUILA - Sostiene il capo della protezione civile Guido Bertolaso che, al netto delle considerazioni politiche ("Non mi riguardano", dice), siano state almeno "due ottime ragioni" a convincerlo a lasciare la Maddalena. "Una - me lo lasci dire da medico che ha vissuto una vita intera accanto a chi sta male davvero - etica, che renderà questo G8 molto più sobrio e più serio". E "una economica".

Quanto è costata sin qui la Maddalena?

"La cifra che abbiamo impegnato fino ad oggi è stata di 500 milioni di euro. Denaro che abbiamo attinto dai fondi speciali per la Sardegna e che verrà saldato alle imprese tra la fine di maggio e giugno, quando le opere saranno consegnate. Risorse indubbiamente importanti, che abbiamo speso in 10 mesi piuttosto che in 10 anni, e che resteranno ai sardi. Un lavoro magnifico. Che in qualche modo credo saldi il debito verso quella terra e la renderà pronta, magari in un prossimo futuro, a eventi importanti. Posso dire che abbiamo portato a termine forse la più grande opera di bonifica ambientale e di rilancio turistico ed economico di quel territorio: alberghi, un centro congressi, una bonifica imponente su amianto, idrocarburi esausti, un depuratore. E, da velista, dico anche un centro nautico con una darsena per 700 barche. Un gioiello come è difficile trovarne nel Mediterraneo".

I cantieri avevano rispettato i tempi?

"E' vero che Andreotti dice che a pensar male spesso si indovina, ma questa volta i cantieri erano addirittura in anticipo. Anche perché se fosse stato il contrario mi sarei impegnato in prima persona. I cantieri hanno lavorato nei tempi previsti. E le opere verranno consegnate alla Sardegna nei tempi previsti. A fine maggio. Anche perché non c'è nulla di più detestabile che lasciare i lavori a metà".

Torniamo ai conti. Cinquecento milioni di euro erano dunque già impegnati. Quanti ne restavano da spendere?

"Per la sola organizzazione avremmo dovuto tirare fuori altri 260 milioni di euro".

Giustificati da che cosa?

"Le racconto della voce di spesa più importante. Agli atti del mio ufficio c'è una lettera del ministero dell'Interno dove il solo costo per la sicurezza dei grandi era quantificato in 118 milioni di euro. Per carità, una cifra assolutamente congrua e legittima, su cui non c'è nulla da eccepire, ma che dà la misura della complessità delle risorse e del numero di uomini che si sarebbero dovute mettere in campo per assicurare la prevenzione in mare - dagli accorgimenti subacquei, ai mezzi navali - nel cielo e sulla terraferma".

Era previsto anche un affitto di navi?

"Sì. Due navi. Destinate ad ospitare i 3 mila giornalisti accreditati. Ci sarebbero costate altri 10 milioni di euro. Credo sia chiaro che con il trasferimento all'Aquila, queste cifre vengono se non proprio azzerate, come nel caso delle navi, ricondotte a numeri risibili".

Perché, all'Aquila quanto spenderete?

"I conti esatti ancora non li abbiamo fatti, ma, a spanne, posso dire che le spese che dovremo affrontare saranno quelle degli interpreti, dei mezzi di trasporto, delle opere leggere per l'adattamento della caserma Vincenzo Giudice. Parliamo dunque di una somma che dovrebbe oscillare tra i 10 e i 30 milioni di euro".

La caserma della Guardia di Finanza "Giudice" sarà l'unica struttura che impegnerete?

"Sostanzialmente si. Anche perché ogni giorno, questo complesso riserva felici sorprese. Oltre ai 2500 posti letto in stanze da 4, abbiamo ad esempio scoperto anche la disponibilità di appartamenti, che consentiranno l'accoglienza anche dei capi di Stato, se la riterranno di loro gradimento. Aggiungo: un'accoglienza dignitosa e coerente con il luogo".

Duemila e cinquecento posti letto non sono troppo pochi per fare fronte ai numeri delle delegazioni?

"Ho saputo con piacere che i francesi sono pronti a ridurre la loro delegazione. E' una decisione perfetta. Perché va esattamente nella direzione di ciò che auspichiamo. Numeri più ridotti. Anche perché credo che riuscire ad assicurare, come faremo, una media di 50 posti a delegazione per oltre 20 delegazioni, dimostri già, compatibilmente con il luogo, un'ospitalità importante. E aggiungo: un'ospitalità importante in un luogo sicuro da tutti i punti di vista. Della solidità delle strutture, della permanenza e della sorveglianza. Visto che già oggi, in questo complesso, sono custoditi alcuni dei caveau della banca d'Italia".

Dunque, davvero nessuna altra struttura?

"Se ci sarà l'esigenza di trovare un castello o un'abbazia di cui l'Abruzzo è pieno per un pranzo o una cena ufficiale, la scelta sarà fatta dal presidente del Consiglio. E mi raccomando, l'aggettivo. "Ufficiale", non di "gala", perché di gala, in questo G8 non ci sarà nulla. Si ritornerà, se vogliamo, allo spirito originario del G8, quando si chiamava G5 e i Grandi si riunivano intorno a un caminetto".

(25 aprile 2009)

 

 

 

 

Tendopoli allagate, temperature scese fino a 3 gradi

Arrivato il procuratore antimafia Grasso. Il pm dell'Aquila: "Nessun maxiprocesso"

Abruzzo, operaio muore durante una demolizione

Altre scosse, non c'è tregua per i terremotati

Trovate tracce di amianto nei calcinacci dei palazzi in piazza D'Armi, lavori sospesi

Fiocco azzurro in tendopoli: il primo nato tra gli sfollati è Angelo, figlio di una coppia di romeni

Abruzzo, operaio muore durante una demolizione Altre scosse, non c'è tregua per i terremotati

Il campo di Pianola

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Multimedia

* FOTO: Tendopoli allagate

L'AQUILA - Il terremoto in Abruzzo ha un'altra vittima, si tratta di un operaio morto a Cagnano Amiterno, travolto dal crollo di un fabbricato che stava demolendo. Tullio Di Giacomo, 43 anni, aquilano, lavorava a bordo di un escavatore in un cementificio lesionato dal sisma. Sceso dal mezzo, è stato travolto dalle macerie.

Pioggia e freddo. Pioggia e freddo hanno messo a dura prova la resistenza degli sfollati ospitati nelle tendopoli. La scorsa notte nell'aquilano le temperature sono scese fino a 3 gradi. In diversi campi il terreno si è allagato e l'acqua è penetrata nelle tende. Oggi, dopo un miglioramento nella mattinata, sono tornate le precipitazioni sulle aree colpite dal sisma. Domani - secondo le previsioni della Protezione Civile - il cielo sarà ancora nuvoloso, anche se non sono previste piogge.

Smottamenti e frane. Le situazioni più difficili si registrano nei comuni a più alta quota. La Protezione civile ha fatto sapere che nei 150 accampamenti sono al lavoro 250 unità che cercano di "urbanizzare" le tendopoli. Problemi anche nel Teramano dove le abbondanti piogge hanno fatto ingrossare quasi tutti i fiumi e sono stati segnalati almeno 80 smottamenti e frane sulla rete stradale. Per l'esondazione del fiume Tordino è crollato un tratto di 60 metri della superstrada Teramo-Mare.

Fiocco azzurro. Una buona notizia dalla tendopoli di piazza d'Armi all'Aquila. Sulla tenda numero 17 è comparso un fiocco azzurro: il primo nato tra gli sfollati è Angelo Augustino, figlio di una coppia di romeni, Marus e Nita. E' nato nell'ospedale di Atri ma da ieri è arrivato nella tenda con i genitori e i nonni.

Continuano le scosse. Alle 23.49 di ieri ne è stata avvertita una di magnitudo 4 (epicentro prossimo a Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e San Panfilo d'Ocre). Questa mattina, alle 7.46, i sismografi ne hanno registrata un'altra di 2.5 gradi (epicentro nella valle dell'Aterno tra Fagnano, Fontecchio e Fossa). Dal 6 al 22 aprile, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato più di 3.500 scosse inferiori ai 3 gradi e quasi 150 di magnitudo superiore a 3. Una scossa anche a Palazzo dell'Emiciclo, nel corso della seduta odierna dell'Assemblea regionale abruzzese. Il presidente Nazario Pagano ha invitato i colleghi a non preoccuparsi e a continuare i lavori: "Calma, si tratta di una piccola scossa, è sciame sismico, nulla di più". I lavori del Consiglio sono ripresi dopo pochi minuti.

Grasso: "Puntare sugli abruzzesi". Su come evitare possibili infiltrazioni mafiose nell'opera di ricostruzione, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha incontrato stamane il procuratore della repubblica dell'Aquila Alfredo Rossini. "Credo che per ostacolare l'intromissione della mafia nelle opere post-terremoto - ha detto Grasso - sia utile coinvolgere gli abruzzesi. Così si avvia uno sviluppo che per ora è fermo e, in secondo luogo, le imprese abruzzesi hanno un interesse maggiore per la loro terra e per ricostruirla a regola d'arte e quindi per evitare che queste cose succedano di nuovo. Io punterei proprio sugli abruzzesi".

Il pm dell'Aquila: "Niente maxiprocesso". Per quanto riguarda invece le responsabilità civili e penali relative ai danni procurati dal terremoto, il procuratore dell'Aquila Rossini ha precisato che "non ci sarà un maxiprocesso sul terremoto: ogni crollo avrà un suo procedimento".

Sale il numero delle vittime: 297. Si aggrava il bilancio delle vittime. Ieri all'ospedale di Avezzano è morto un anziano di Onna, Mario Papola, ferito nel crollo della sua abitazione. Sono 297 le persone che hanno perso la vita a causa del sisma.

(24 aprile 2009)

 

 

 

 

 

INZIATIVA REPUBBLICA.IT-WWF

Ambiente e ricostruzione

l'esperto risponde ai quesiti

Dopo il sisma in Abruzzo, il consueto filo diretto con i lettori è dedicato questo mese ai temi della pianificazione e progettazione ambientale con le risposte dell'architetto Paolella

Veduta aerea di Onna

ROMA - Pianti i morti e rimosse le macerie non si può far altro che guardare avanti. E parlando di terremoto guardare avanti significa iniziare a pensare alla ricostruzione. La voglia di uscire al più presto dall'emergenza e la fretta di ritornare quanto prima alla normalità non devono però far perdere di vista un aspetto importante: il sisma che ha sconvolto l'Abruzzo, malgrado il suo carico di dolore e disperazione, può essere trasformato in un'occasione.

Un'occasione per ripensare un modello di sviluppo urbanistico e un impatto paesaggistico diverso da quello troppo spesso seguito sino ad oggi, a maggior ragione se si pensa che il drammatico evento ha conciso tra l'altro con il varo da parte del governo del "piano casa". E' importante quindi che tutti, non solo gli abruzzesi, vigilino sui criteri che saranno alla base della ricostruzione, facendo attenzione perché non si ripetano gli scempi del passato. Non solo con lo spreco di denaro pubblico, ma anche con un vecchio atteggiamento incapace di tenere conto dell'importanza di armonizzare le infrastrutture necessarie a una moderna società con il rispetto del territorio e di un patrimonio tanto prezioso quanto fragile qual è lo speciale paesaggio italiano.

Per questo Wwf e Repubblica.it, aggiornando la scaletta già programmata nel filo diretto con gli esperti ambientali, hanno deciso di dedicare il prossimo appuntamento con i quesiti dei lettori al tema della ricostruzione e alla sua corretta interazione con l'ambiente. A rispondere alle vostre domande sarà l'architetto Adriano Paolella, esperto del Wwf in pianificazione e progettazione ambientale, nonché autore di diversi libri e saggi sulla materia.

Spedendo le vostre domande all'indirizzo di posta elettronica v.gualerzi@repubblica.it sarà possibile interrogare Paolella, sfruttando le sue grandi competenze per capire insieme quale percorso va seguito per voltare pagina ed evitare che a tragedie inevitabili come il terremoto se ne aggiungano altre decisamente più prevedibili come il rischio di dissesto idrogeologico, l'eccesso di sfruttamento dei suoli, la cementificazione selvaggia e il deturpamento del paesaggio. Regole valide innanzitutto per la ricostruzione abruzzese, ma che come detto il "piano casa" del governo riporta di attualità in tutta Italia.

(24 aprile 2009)

 

 

 

 

 

Dopo Londra e Washington, anche la Bruxelles e il governo tedesco approvano il trasferimento

Pd: "Iniziativa seria o propaganda?". Il premier promette: "Nessuno stop ai cantieri sull'isola"

G8, sì all'Aquila anche da Ue e Berlino

Berlusconi: "No opere incompiute in Sardegna"

G8, sì all'Aquila anche da Ue e Berlino Berlusconi: "No opere incompiute in Sardegna"

Silvio Berlusconi durante il Cdm all'Aquila

ROMA - Dopo Londra e Washington, anche la Ue e Berlino hanno detto sì al trasferimento del G8 all'Aquila. "E' un gesto simbolico forte", ha detto la portavoce della Commissione europea a cui il governo tedesco si è mostrato favorevole: "Facciamo affidamento sui partner italiani perché creino le condizioni logistiche per un vertice di successo".

Bersani: "Una scelta di propaganda?". Qualche preoccupazione giunge invece dall'opposizione che, seppur convinta che l'iniziativa di trasferire il summit "contribuirà a tenere accesa l'attenzione sull'Abruzzo" - parole del segretario del Pd Dario Franceschini -, si domanda se la scelta annunciata dal governo sia "un'iniziativa seria o solo propaganda". L'interrogativo è di Pier Luigi Bersani, responsabile economico del Pd, preoccupato sia per "le risorse già impegnate in Sardegna, sia per la funzionalità che si può garantire ad un appuntamento internazionale di quel rilievo". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Massimo D'Alema che si domanda se la gente d'Abruzzo non abbia più bisogno di stufette nelle tende piuttosto che di un summit: "Non so se porterà più benefici o problemi vista la complessità degli spostamenti, il tipo di ospiti e la presenza delle forze dell'ordine".

Una prima rassicurazione sugli investimenti in Sardegna giunge dal presidente del Consiglio. Al governatore dell'isola, incontrato a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi ha promesso che lo spostamento del G8 dalla Maddalena all'Aquila non determinerà l'abbandono dei lavori già avviati. Riferendo il contenuto del colloquio con il premier, il presidente della Regione Ugo Castellacci ha detto che il premier ha garantito che le opere in costruzione saranno tutte completate e non saranno lasciati cantieri aperti incompiuti. Anche la realizzazione della Sassari-Olbia sarà consegnata nei tempi previsti. La Maddalena sarà la sede operativa permanente di tutti gli eventi internazionali".

(24 aprile 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2009-04-22

 

Una lavatrice, tracce di normalità:

ma quando finirà la pioggia?

L'AQUILA - "Siamo allagati. Siamo affogati. Siamo depressi". Rita, la mamma di Cristina, è dentro la tenda 16, fila 2, nell'"accampamento blu" di piazza d'Armi. "Anche la passerella che porta verso la mensa è piena d'acqua. Mio marito Claudio è fuori, cerca di scavare una piccola canaletta per fare girare l'acqua attorno alla tenda ed evitare che qui ci sia una mezza alluvione". E' arrivata la pioggia pesante, sulle tendopoli. Cade da lunedì e non si sa quando finirà.

"Vivere nel fango - dice Fabiana, la sorella di Cristina - non fa bene. Ti fa venire in testa i pensieri più cupi. Già ieri, lunedì, era stato un giorno terribile. Mio papà si è sentito male quando gli ingegneri giapponesi gli hanno detto che la sua casa era da buttare giù, e poi anch'io ho saputo che il mio negozio - faccio la parrucchiera - non ha retto al terremoto. Per fortuna la casa dove abito, a Scoppito, sembra agibile. Mi manca solo l'ok dei vigili del fuoco, poi potrò rientrare".

Cristina e Diego, con Asia e Crystal, sono ancora nella casa prestata dall'amico a Pescara. "Io resto qui - dice Fabiana - perché i miei genitori non possono essere lasciati soli. Appena avrò il permesso di rientrare a casa, me ne andrò e porterò con me papà e mamma. Non possono aspettare la ricostruzione della loro abitazione vivendo in una tenda". Maila, la figlia tredicenne, è contenta. "La mamma ha recuperato il mio computer e adesso la corrente c'è tutto il giorno. Riesco a "parlare" con tanti amici". Bisogna farsi coraggio, quando l'acqua che scende dal cielo o scivola sulla terra sembra bagnarti anche le ossa. "Ci sono anche le cose belle. Qui in piazza d'Armi adesso ci sono due mense con cucina autonoma. Le gestiscono volontari di Avellino e altri arrivati dalla Romagna. Ogni giorno fanno a gara per servire i pasti più buoni. Oggi sono stata dagli avellinesi: pasta con pomodoro e basilico, scaloppine, pomodori, frutta. Tutto caldo e tutto buono. Stasera andrò dai romagnoli. Anche le docce, adesso, funzionano bene: c'è acqua calda tutto il giorno".

Un comunicato annuncia che venerdì 24 saranno aperte due scuole. I bimbi nati fra il 1998 e il 2005 potranno frequentare la scuola elementare o quella materna. "L'importante - dice la signora Rita - è che questa pioggia finisca al più presto. Ci sono tensioni, nelle tende. Almeno noi facciamo parte della stessa famiglia ma in altre tende ci sono persone che fino a due settimane fa nemmeno si conoscevano. Si sentono urla, ci sono litigi... Non si può vivere in 30 metri quadri e per di più bagnati come pulcini".

Anche per Cristina e Dario ci sono novità. "Domani - racconta Cristina - ci spostiamo in una stanza di albergo, quella che ci avevano assegnata già la settimana scorsa, a Tortoreto. Saremo vicini ai miei nonni e ai cugini. Oggi ho fatto la casalinga. Ho preparato la lavatrice, ho asciugato, stirato... Tutte cose che a casa mia facevo sempre con fatica e che oggi invece ho fatto con gioia. Per qualche ora, infatti, mi sono sentita "normale"".

(21 aprile 2009)

 

 

 

 

2009-04-20

Abruzzo, la terra continua a tremare

Pool antimafia controllerà ricostruzione

Registrate altre quattro scosse, due nella notte. Prosegue l'inchiesta della procura sulle eventuali responsabilità nei crolli: "Risultati entro 4 mesi". Gli investigatori hanno ascoltato anche il manager dell'Asl responsabile dell'ospedale crollato all'Aquila, e il sindaco della città che ha portato al magistrato il telegramma di allarme inviato 5 giorni prima del sisma. Riprendono le lezioni negli edifici abbbandonati ma a Pratola Peligna e Lanciano i genitori protestano: "La scuola non è ancora sicura". Berlusconi promette: "Case nuove entro sei mesi". L'annuncio del procuratore Grasso: "Quattro magistrati contro le infiltrazioni mafiose"

 

16:27 In pool magistrati esperti 'ndrangheta e camorra

Tre uomini e una donna, tutti esperti di indagini sulla criminalità organizzata. I magistrati Vincenzo Macrì, Alberto Cisterna, Gianfranco Donadio e Olga Capasso sono i componenti del pool di magistrati istituito questa mattina dal Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso per monitorare gli appalti sulla ricostruzione del terremoto ed evitare così le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose

16:24 Allarme per false voci su presunto sisma a Catanzaro

La sala operativa della Protezione civile della Calabria è stata tempestata da decine di telefonate di persone allarmate per un presunto terremoto che avrebbe dovuto colpire la Calabria alle 13 di oggi. Telefonate sono giunte anche alla Prefettura, a caserme dei carabinieri della provincia e al 115 dei vigili del fuoco. La Protezione civile della Calabria, pertanto, "consiglia di non dare credito a notizie di fantomatiche previsioni di terremoti, fatte circolare da qualcuno al solo scopo di creare panico e psicosi o per tentare di dimostrare fantasiose doti di preveggenza"

16:21 A Roma iniziativa su prevenzione terremoti 1908-2008

"Dopo il terremoto dell'Aquila e a cento anni dalla tragedia del 1908, per un'Italia più sicura. Le vie dimenticate della prevenzione" è il tema di un convegno promosso da "Amici della terra" e dall'Istituto per le scelte ambientali e tecnologiche (Isat) con il patrocinio della Regione Calabria e della Regione Sicilia, che si terrà a Roma mercoledì 22 aprile nella sala di Confcooperative. Nel corso del convegno sarà presentato il dossier "Per un'Italia più sicura" da Leonello Serva dell'Istituto superiore per protezione e la ricerca ambientale (Ispra)

16:17 Germania, presto aiuteremo a ricostruire Onna

"Aiuteremo a ricostruire Onna e spero di cominciare presto". Così il ministro federale degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha confermato l'aiuto da parte della Germania per la ricostruzione di Onna, uno dei paesi più colpiti dal sisma e che fu, tra l'altro teatro di un eccidio nazista alla fine della II Guerra Mondiale. "Ne ho parlato anche oggi" con Frattini, ha detto Steimeier confermando che da parte statale la Germania si occuperà della chiesa di Onna, mentre ci saranno poi altri aiuti "da parte delle imprese tedesche in modo tale da contribuire a un'opera di ricostruzione più ampia della sola chiesa"

16:11 Maroni, in Cdm ipotesi rinvio elezioni Abruzzo

Il ministro dell'interno Roberto Maroni porterà in consiglio dei ministri l'ipotesi di rinviare le elezioni nei comuni colpiti dal terremoto. "Domani incontrerò i rappresentanti della conferenza Stato-Città che mi chiederanno lo slittamento delle elezioni amministrative per la provincia dell'Aquila e per i Comuni, e altre richieste di intervento a sostegno dei comuni colpiti - ha detto il ministro a Varese -. Dopo di che, queste proposte le valuterò e le porterò in Consiglio dei ministri per inserirle nel decreto Abruzzo"

15:59 Chiuse per precauzione due aule del tribunale di Lanciano

Due aule d'udienza al terzo piano del tribunale di Lanciano, in provincia di Chieti, sono state chiuse per precauzione, dopo la comparsa di alcune crepe nei muri e nel pavimento, oltre ad infiltrazioni d'acqua dal soffitto

15:39 Laurea per 27 in tenda

Ventisette studenti di fisioterapia si sono laureati in una tenda della Protezione civile, al polo didattico di Coppito. Laurea ad honorem per Lorenzo Cinì, della squadra di pallavolo Montorio Volley, morto nel crollo di una abitazione

15:32 Manager Asl: "Nelle colonne portanti ospedale mancavano staffe"

Roberto Marzetti, manager della Asl dell'Aquila, dopo l'incontro con il pm ha detto: "Scoprire dopo trent'anni che mancavano le staffe amareggia molto. Nel maggio del 1980 - spiega Marzetti - è stato rilasciato il certificato di collaudo. Invece ho visto che alcune colonne di sostegno dell'edificio non avevano le staffe trasversali di collegamento tra i ferri"

15:27 Tenta il suicidio dalla sua casa distrutta dal terremoto

Presa dallo sconforto, una donna di 40 anni dell'Aquila è salita al terzo piano della sua abitazione abbandonata per i danni del terremototo, con l'intenzione di suicidarsi. Fortunatamente ciò che voleva mettere in atto lo aveva confidato con il telefonino ad un amico che ha subito avvisato la polizia. L'arrivo degli agenti ha scongiurato la tragedia

15:21 In arrivo temporali sull'Abruzzo

I meteorologi annunciano da domani piogge sui paesi terremotati dell'Abruzzo

15:17 Allarme igiene nell'ospedale da campo dell'Aquila

Scatta l'allarme igiene all'ospedale da campo dell'Aquila. "Le condizioni igieniche non sono più sostenibili", afferma Vittorio Festuccia, primario del reparto di medicina generale. "Abbiamo 22 ricoverati che non sono nelle condizioni di utilizzare i bagni chimici posti all'esterno delle tende. C'è quindi un passaggio continuo di liquidi organici che mette a forte rischio le condizioni di igiene nelle tende"

14:58 Anche i genitori di Lanciano non mandano i figli a scuola

Dopo la protesta di Pratola Peligna, anche i genitori degli alunni della scuola primaria "Bellisario" di Lanciano hanno deciso di non mandare in aula i loro figli nonostante le autorità sostengano che l'istituto è agibile

14:50 All'Aquila più della metà delle scuole sono agibili

Il 51% delle scuole dell'Aquila e provincia è agibile; il 27% è agibile con semplici lavori mentre la restante parte è inagibile

14:48 Code chilometri ai caselli dell'Aquila

Anche quattro ore per attraversare il casello. Lo denuncia Rifondazione Comunista che in una nota del consigliere regionale Maurizio Acerbo denuncia che "anche stamattina si sono registrate code chilometriche ai caselli autostradali di Aquila Est e Ovest a causa delle procedure farraginose messe in atto dalla società concessionaria" per autocertificare la propria condizione di terremotato"

14:45 Sindaco dell'Aquila al pm: "Ho parlato del telegramma che invia 5 giorni prima del sisma"

Il telegramma con cui veniva chiesto lo stato di emergenza per la città dell'Aquila cinque giorni prima del distruttivo sisma del 6 aprile è stato l'oggetto della deposizione del sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente davanti ai magistrati

14:32 Nuova scossa magnitudo 3

Una nuova scossa, questa volta di magnitudo 3, è stata registrata alle 13.43 nel distretto sismico Valle dell'Aterno, in Abruzzo. Oggi le precedenti sono state registrate, tutte con epicentro Aquilano, alle 3.20 con magnitudo 2,9; alle 4.22 con magnitudo 3, e alle 9.13 con magnitudo 3,1

14:17 Oltre 26.500 aquilani ospiti negli alberghi

Ha raggiunto quota 26.581 il numero degli aquilani scampati al sisma che sono ospitati nelle strutture ricettive e negli appartamenti delle province abruzzesi

13:58 Smascherata truffa online

La Polizia Postale di Campobasso, in collaborazione con quella di Catania, ha smascherato una truffa on line basata sulla richiesta di aiuti alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo. Denunciato il responsabile della truffa, 27 anni di Modica (Ragusa)

 

13:22 Ecco i nomi del pool

I quattro magistrati che costituiranno il pool per vigilare sulla ricostruzione delle zone terremotate sono Vincenzo Macrì, Gianfranco Donadio, Olga Capasso e Alberto Cisterna

13:12 Grasso: "Costituito pool per controllare la ricostruzione"

Un pool di quattro magistrati che lavorerà in stretto contatto con il Viminale e avrà l'obiettivo di effettuare analisi preventive e accertamenti per evitare infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione del terremoto che ha colpito l'Abruzzo. L'organismo, ha annunciato il Procuratore Antimafia Piero Grasso è stato costituito questa mattina e diverrà immediatamente operativo.

"Non c'è ancora un allarme ma una legittima attenzione - ha detto Grasso - perchè vogliamo evitare che gli sciacalli delle case si trasformino in sciacalli delle casse dello Stato. Vogliamo che i soldi della ricostruzione vadano a chi ha diritto"

13:04 Brunetta: "Magistratura avrebbe potuto agire prima"

Sulle responsabilità della devastazione causata dal terremoto "c'è l'obbligatorietà dell'azione penale, la quale prevede che la magistratura faccia tutto quello che deve fare per trovare le responsabilità. Magari sarebbe stato opportuno che lo avesse fatto prima e non solo dopo. Ma questo fa parte dell'umana impotenza". Lo ha detto il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta, a margine della presentazione di un progetto sull'introduzione del pc a scuola. Ora, secondo il ministro, ciascuno "deve fare il suo mestiere: il governo deve governare, il presidente del Consiglio deve dare risposte sui finanziamenti e sulla ricostruzione, e la magistratura deve indagare sulle responsabilità"

13:00 Anche il sindaco in Procura

Il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, è giunto pochi minuti fa alla Procura del capoluogo abruzzese. "Avevamo già stabilito un incontro", ha detto ai cronisti prima di entrare negli uffici.

12:43 Di Pietro: "Sfido Berlusconi in tv"

Antonio Di Pietro lancia una sfida al presidente del Consiglio per un confronto in tv sul dopo terremoto. Il leader di Idv dal suo blog afferma: "L'allergia alla magistratura del presidente del Consiglio non è stagionale, è permanente. I riflettori sul terremoto dell'informazione, quella alternativa ovviamente, e le indagini avviate dalla magistratura disturbano la campagna elettorale permanente di Silvio Berlusconi in Abruzzo. Oltre gli scatti con bambini ed anziani usati come oggetti della miglior propaganda del Ventennio e il dispiegamento operoso della Protezione civile, oltre questo, i fatti sono a zero. E questo imbarazzo lo spinge a visitare continuamente l'Abruzzo"

12:20 Alfano auspica "indagini serie e rapide"

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha detto: "Speriamo che le indagini siano serie e rapide e che i colpevoli vengano immediatamente individuati"

12:17 Manager Asl dell'Aquila interrogato dal pm

Il manager della Asl dell'Aquila, Roberto Marzetti, è stato ascoltato dai pm come persona informata dei fatti. Al centro del colloquio, l'ospedale San Salvatore, inaugurato nel 2000, e crollato

12:07 Berlusconi: "Case nuove entro sei mesi"

"Nuove case entro cinque o sei mesi al massimo": lo ha promesso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una intervista alla Radio Vaticana. "La permanenza in tenda non può prolungarsi troppo"

12:04 Salve le opere del museo nazionale d'Abruzzo

Sono in salvo le opere del museo nazionale d'Abruzzo ospitate nel Forte Spagnolo. Il materiale è stato inviato nel deposito individuato nel museo nazionale di Preistoria d'Abruzzo di Celano-Paludi. La sezione d'arte sacra contenevano opere datate dal XII al XVIII secolo. Nella sezione d'arte moderna erano esposte opere che vanno dagli inizi del secolo XX ai giorni nostri (Brindisi, Cascella ,Spoltore)

11:51 Chiodi: "La gente non torna nelle case perché ha ancora paura"

Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, ha detto: ''Il 70% delle case è agibile o agibile con piccoli interventi, ma temiamo che nessuno vi torni perché la gente ha ancora paura''

11:49 Inps, pensioni pagate in anticipo

L'Inps pagherà in anticipo le pensioni di maggio per gli oltre 22.000 pensionati delle aree interessate dal sisma

11:30 Continua la protesta davanti alla scuola di Pratola Peligna

Nella scuola in piazza Indipendenze a Pratola Peligna, i genitori continuano a tenere i loro figli fuori dalle aule che giudicano ancora non sicure. A nulla sono valse le rassicurazioni del sindaco. Situazione diversa negli altri due edifici scolastici del paese, quello di Valle Madonna e l'altro nei pressi del municipio dove c'è stata una buona affluenza degli alunni. "Capisco l'atteggiamento di alcune mamme - ha spiegato il sindaco di Pratola Antonio De Crescentis - però non è giusto che si cerchi di enfatizzare una situazione affermando che ci sono pericoli che invece non ci sono. I miei figli sono entrati regolarmente a scuola. Bisogna ricominciare"

11:20 Aperte altre scuole

Le scuole di Raiano, Vittorito, Corfinio, Roccacasale e Prezza, ha riaperto solo la scuola materna e primaria di Prezza. A Vittorito invece, sono stati i genitori insieme agli insegnanti a trovare dei locali alternativi all'edificio scolastico inagibile

11:14 Scuole aperte a Sulmona ma solo per gli insegnanti

Scuole aperte a Sulmona ma solo per insegnanti e personale amministrativo. Le attività didattiche rimarranno sospese fino a mercoledì

11:12 "Nessun documento della Ragioneria su risorse"

Nessun documento relativo a risorse per il terremoto è stato messo a punto dalla Ragioneria generale dello stato. Lo ha precisato il ragioniere generale dello stato, Mario Canzio. "Smentisco di aver predisposto quel documento - ha affermato Canzio - quel documento non è della ragioneria". Nei giorni scorsi indiscrezioni di stampa avevano riferito di un documento secondo il quale la ragioneria aveva reperito 7 miliardi di euro da destinare ai fondi per la ricostruzione attraverso rimodulazioni di spesa

11:00 L'Aquila, riprende l'attività all'agenzia delle dogane

Riapre oggi la Sezione Operativa Territoriale dell'Agenzia delle Dogane dell'Aquila, rimasta chiusa dallo scorso 6 aprile. A seguito dei sopralluoghi del Servizio Sismico Nazionale del 14 aprile, l'immobile occupato dalla Dogana è stato considerato agibile.

10:30 Procuratore Rossini: "Risultati entro 4 mesi"

'E' un lavoro molto difficile ma abbiamo cominciato a muoverci già dalla mattina successiva ai crolli e da allora non ci siamo fermati un attimo. Penso che nel giro di quattro mesi potremmo arrivare a dei primi risultati". Lo ha detto in un'intervista a 'Epolis' il procuratore capo della Repubblica dell'Aquila Alfredo Rossini.

10:29 Pratola Peligna, gli alunni non entrano a scuola

Momenti di tensione questa mattina alla riapertura delle scuole a Pratola Peligna. Nella scuola di Piazza Indipendenza, i genitori non hanno mandato i loro figli a scuola ritenendo che la scuola non sia sicura.

10:07 Cento negozi alzano le saracinesche

Sono circa 100, dei 2700 presenti sul territorio, i negozi che questa mattina riapriranno i battenti. Una lenta rispresa dell'attivita' commerciale che si registra a L'Aquila dopo il sisma che due settimane fa ha devastato l'Abruzzo.

10:06 Matteoli: "Meno norme più controlli"

"Oggi ci sono dei sistemi per costruire case sicure dal punto di vista antisismico e con risparmio energetico enorme. E allora cominciamolo a fare. E poi bisogna essere certi che ci siano i controlli nel momento in cui si costruisce". Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli.

10:04 Riaprono alcune scuole

Oggi, intanto riaprono le scuole dopo la pausa di Pasqua durata in Abruzzo forzatamente più a lungo, ma tra mille difficoltà. Per i più piccoli sono state allestite aule-tende, mentre per gli studenti delle medie sfollati in seguito al sisma dovrebbero unirsi ai loro compagni di città ritenute più sicure, dove però le paure non mancano. Stamani, al suono della campanella, davanti ad alcune scuole ci saranno anche i tecnici della protezione civile per rassicurare, insegnanti, allievi e genitori.

10:03 L'inchiesta va avanti

La giornata di oggi si annuncia importante soprattutto per l'inchiesta della procura dell'Aquila sulle eventuali responsabilita nei crolli. Gli investigatori dovrebbero ascoltare alcuni dei responsabili delle strutture e tecnici.

09:59 Nuove scosse nell'aquilano

Nell'ambito dello sciame sismico in corso nell'aquilano una nuova replica è stata avvertita dalla popolazione. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile. Le località prossime all'epicentro sono Pizzoli, Barete e L'Aquila. Secondo i rilievi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle 9.13 con magnitudo 3.1.

 

 

 

 

 

 

2009-04-19

Fini: "Giusto accertare responsabilità"

Nuove scosse di assestamento

Terremoto anche in Piemonte

L'intervento del presidente della Camera, dopo le frasi di ieri di Napolitano ("C'è stato sprezzo delle regole") e del Cavaliere ("Giornali smettano di riempire pagine con le inchieste, ora si deve ricostruire"). Seconda domenica in tendopoli sotto la pioggia. Alle 6.52, nuova scossa di assestamento; nel pomeriggio altre due. Arrestato uno "sciacallo": rubava il rame dalle case abbandonate. Dopo quasi 6.000 verifiche, dichiarati agibili il 57% degli stabili. Tremonti: "Non ci saranno nuove tasse". Colletta della Cei in 26.000 parrocchie. E nel cuneese scossa di magnitudo 3,9

 

18:22 Il vescovo dell'Aquila: "Bene inchiesta, ma non fermi ricostruzione"

Monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo dell'Aquila, ha detto: "Vanno bene le inchieste ed è giusto che se ci sono delle responsabilità vengano accertate, ma l'importante è che questa attività non ostacoli o, peggio ancora, blocchi la ricostruzione, che è la cosa più importante per l'Aquila e per i suoi abitanti"

18:17 Napolitano: "Una dura prova attende la popolazione dell'Abruzzo"

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della giornata delle oasi Wwf, ha detto: "Sappiamo quanto sia dura la prova che attende le popolazioni abruzzesi e chi ama la meravigliosa natura dell'Abruzzo"

18:12 Recuperate dalla macerie, tornano a suonare campane ad Onna

Tornano a suonare le campane di Onna. Le due campane sono state recuperate tra le macerie dai militari e dai vigili del fuoco e sono state sistemate su un traliccio di legno che sostituisce ora il campanile crollato. Stamane la Messa di domenica è stata celebrata dal parroco del paese, don Cesare Cardozo, sotto una tenda

17:53 Macerie sequestrate dal pm

In un capannone nella zona industriale di Bazzano, a pochi chilometri dall'Aquila, sono raccolte alcune macerie della case crollate. Serviranno ai periti del tribunale per condurre gli esami utili ad individuare possibili responsabilità dei costruttori nella tragedia. Il capannone è recintato e costantemente sorvegliato dalle forze dell'ordine

17:40 All'Aquila tecnici dal Giappone e dalla California

Per studiare gli effetti del terremoto, sono giunte all'Aquila alcune squadre di tecnici e ingegneri dal Giappone e dalla California

17:24 Boschi: "Probabili altre scosse in Piemonte nelle prossime ore"

"La scossa di terremoto registrata in Piemonte non desta allarme", dichiara il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Enzo Boschi. "Anche nel passato quella zona ha avuto piccole scosse di piccola intensità, ma il Piemonte ha una bassa pericolosità sismica. E' probabile che seguiranno nelle prossime ore altre scosse di intensità pari o minore"

17:15 Abruzzo, due scosse nel pomeriggio

Due nuove scosse sismiche, entrambe di magnitudo 2.7, sono state avvertite nel pomeriggio dalla popolazione nella provincia dell'Aquila. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia il primo evento è stato registrato alle 16.09. Località prossime all'epicentro L'Aquila, Pizzoli e Collimento. Dalle verifiche effettuate dalla Protezione civile non risultano al momento danni a persone o cose. Il secondo evento è stato registrato pochi minuti dopo, alle 16.24

17:12 Ad Asti la scossa avvertita ai piani alti

La scossa di teremoto in Piemonte, ad Asti è stata avvertita soprattutto nei piani alti delle case. Una cinquantina sono state le chiamate a carabinieri e vigili del fuoco da parte dei cittadini preoccupati

16:37 Piove sull'Aquila

Sull'Aquila sta piovendo e aumentano i disagi tra gli sfollati ricoverati nelle tendopoli

16:21 Nessun danno in Piemonte

La scossa di terremoto avvertita in Piemonte non ha provocato danni

15:35 Paura a Torino: "Vibrava tutto"

Paura tra i torinesi che hanno avvertito la scossa di terremoto. "Stavo seduta sulla sedia - dice un'impiegata della centralissima stazione ferroviaria di Porta Nuova - quando, all'improvviso, mi sono sentita come scrollare". Una donna, nella zona del lungo Po, ha spiegato di aver sentito "vibrare violentemente le tapparelle" e di avere udito "un rumore come se qualcuno stesse cercando di entrare in casa". La scossa è stata sentita anche ad Asti e ad Alba (Cuneo), dove un residente racconta: "stavo lavorando al computer seduto a uno sgabello. All'improvviso mi sono sentito spingere in avanti, verso il bancone. E' durata un paio di secondi"

15:32 Nas chiudono cucina hotel sfollati

I carabinieri hanno chiuso la cucina dell'hotel Antagos di Montesilvano (Pescara), che ospita 141 terremotati dell'Aquila. Nella cucina sarebbero state riscontrate delle carenze igienico-sanitarie

15:01 Piemonte, scossa di terremoto

Scossa di terremoto avvertita nel torinese. E' stata registrata alle 14.39, magnitudo 3.9. Conivolti i comuni di Bra, Sanfrè e Pocapaglia, tutti in provincia di Cuneo. Il terremoto è stato avvertito anche a Torino

14:49 Tremonti: "Sposteremo voci di spesa pubblica"

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha detto: "Gli aiuti ai terremotati verranno finanziati con rimodulazioni della spesa pubblica"

14:37 Tremonti: "Non ci saranno nuove tasse"

Anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti conferma ciò che ieri aveva detto il premier Silvio Berlusconi: "Non ci saranno nuove tasse" per finanziare la ricostruzione. "Esclusa anche l'una tantum"

14:31 Quasi 6.000 verifiche. Agibile il 57% degli stabili

Resta fissa al 57% la percentuale delle case agibili nelle aree interessate dal sisma. Finora sono state fatte 5.945 verifiche sulla stabilità degli edifici da 545 squadre composte da tecnici e da Vigili del Fuoco

13:51 Casini: "Subito un contributo dai redditi alti"

Pier Ferdinando Casini chiede al governo di imporre un contributo di solidarietà per l'Abruzzo da chiedere ai redditi più alti, a partire da quelli dei parlamentari, cioè circa 120mila euro

13:49 Bersani: "Così il Sud senza risorse per 7 anni"

"Se i soldi per il post terremoto verranno presi dai fondi accantonati presso la presidenza del consiglio, le risorse nazionali destinate per i prossimi sette anni al Mezzogiorno scompariranno totalmente". E' l'allarme lanciato da Pier Luigi Bersani, responsabile economia del Pd

13:09 Censimento degli sfollati ospiti nelle tendopoli

I carabinieri, in collaborazione con la protezione civile, hanno avviato all'Aquila un censimento di tutte le persone che vivono nelle tendopoli

13:03 Ascoltati altri universitari sopravvissuti a crollo Casa dello studente

I magistrati continuano ad ascoltare i testi, in modo particolare gli studenti che risiedevano nella Casa dello Studente dove sono morti otto giovani universitari

13:00 Progettisti Abruzzo: "Ricostruzione rispetti la memoria"

Alcune associazioni di progettisti e architetti locali hanno inviato una lettera aperta ai responsabili del governo locale abruzzese perchè la ricostruzione "abbia inizio velocemente e nel migliore dei modi", ma soprattutto "rispetti la memoria"

12:34 Colletta in tutte le 26.000 parrocchie

Nella seconda domenica dopo il terremoto, la Conferenza episcopale italiana organizza una colletta nazionale in tutte le 26mila parrocchie

12:31 Arresto per sciacallaggio vicino all'Aquila

Un italiano è stato arrestato ieri sera in una frazione dell'Aquila per sciacallaggio: l'uomo è stato fermato dalla polizia in una casa disabitata. Rubava le grondaie di rame. Sul suo furgone, trovati 30 chilogrammi di rame

12:30 Truffa la Vodafone fingendo beneficenza

Denunciato il titolare di una società che lavora nel campo dell'informatica e dell'elettronica, che fingendo di avere un mandato dalla Protezione Civile, aveva tentato di truffare la Vodafone Italia chiedendo, a titolo gratuito, 1.000 telefoni cellulari con altrettante sim card da destinare alle popolazioni abruzzesi vittime del terremoto

12:29 Il procuratore: "Le battute del premier non ci toccano"

Il procuratore capo della Repubblica dell'Aquila Alfredo Rossini, replica alle dichiarazioni del premier preoccupato che l'inchiesta rallenti, in qualche modo, la ricostruzione. "Non credo che Silvio Berlusconi volesse attaccare il nostro lavoro" ha detto il magistrato. "Le battute del premier non ci toccano. L'inchiesta sul terremoto non è certo una perdita di tempo"

12:22 Nuova scossa di magnitudo 2,8

Nuova scossa di magnitudo 2.8 alle 6.52. Le località prossime all'epicentro, ha reso noto il Dipartimento della Protezione Civile, sono Fossa, San Panfilo D'Ocre e Poggio Picenze. Dalle verifiche effettuate non risultano danni a persone e a cose

12:19 Fini: "Giusto accertare responsabilità"

Gianfranco Fini considera "giusto il sentimento che si accertino eventuali responsabilità" dei danni provocati dal terremoto in Abruzzo. "Non transigere nel rispetto delle regole"

 

 

 

 

 

Il terremoto è stato avvertito nelle province di Torino e Cuneo

L'epicentro nella zona di Bra, decine di chiamate ai vigili del fuoco

Scossa sismica di magnitudo 3,9

Paura in Piemonte, nessun danno

Scossa sismica di magnitudo 3,9 Paura in Piemonte, nessun danno

I controlli dei pompieri dopo il sisma

TORINO - Una scossa di terremoto di magnitudo di 3,9 è stata nettamente avvertita alle 14.39 dalla popolazione del Torinese e della zona di Alba, in provincia di Cuneo. L'epicentro è stato localizzato tra Asti e Torino, nella zona di Bra. Secondo i primi dati forniti dalla Protezione civile, i comuni maggiormente interessati sono Bra, Sanfrè e Pocapaglia, tutti in provincia di Cuneo. Dalle prime rilevazioni non risultano danni. Tanta però la paura e numerosissime le chiamate ai vigili del fuoco.

A Torino la scossa è stata avvertita in vari punti della città. Nella periferia meridionale parecchie persone sono scese in strada. "Stavo seduta sulla sedia - ha raccontato un'impiegata della centralissima stazione ferroviaria di Porta Nuova - quando, all'improvviso, mi sono sentita come scrollare". Una donna, nella zona del lungo Po, ha spiegato di aver sentito "vibrare violentemente le tapparelle" e di avere udito "un rumore come se qualcuno stesse cercando di entrare in casa".

Ai vigili del fuoco del capoluogo piemontese è arrivata una sola richiesta di verifica statica di edificio, da Carmagnola, cittadina a pochi chilometri dal punto in cui è stato localizzato l'epicentro. Una seconda è giunta da Lanzo (Torino), un centro che però si trova nelle montagne verso la parte nord-occidentale della provincia. Molto numerose sono state le telefonate dei cittadini ai vigili urbani. "Alla luce dei primi dati - spiegano alla centrale - abbiamo cercato di essere rassicuranti il più possibile. Noi non abbiamo invitato nessuno a uscire di casa, ma nemmeno lo abbiamo sconsigliato".

La scossa è stata sentita anche ad Asti e ad Alba (Cuneo), dove un abitante ha raccontato: "Stavo lavorando al computer seduto a uno sgabello. All'improvviso mi sono sentito spingere in avanti, verso il bancone. E' durata un paio di secondi".

Il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Enzo Boschi ha tenuto a sottolineare che il Piemonte è una delle zone a "più bassa pericolosità sismica in Italia, ma è molto probabile che alla scossa avvertita nella zone di Bra alle 14.39 seguiranno nelle prossime ore altre scosse di intensità pari o minore". Boschi ha precisato che si è trattato di un evento "mille volte più piccolo rispetto a quello verificatosi in Abruzzo lo scorso 6 aprile" e ha anche esortato ad "evitare la psicosi".

(19 aprile 2009)

 

 

 

 

Protestano amministrazioni e abitanti dell'area al confine con Lazio e Marche

"Dicono che non hanno visto le crepe, a dire il vero noi non abbiamo visto loro"

La rabbia dei Comuni esclusi dai benefici

"Venga Bertolaso a fare il sindaco qui"

"Come al solito si sono dimenticati di noi paesi di montagna, siamo sempre gli ultimi"

dal nostro inviato PAOLO G. BRERA

La rabbia dei Comuni esclusi dai benefici "Venga Bertolaso a fare il sindaco qui"

Lo sciame sismico nell'area di Capitignano

(immagine dell'Ingv)

CAPITIGNANO (L'Aquila) - "Avevamo tre chiese, non c'è n'è rimasta in piedi e sicura nemmeno una in cui pregare Dio che ci scampi, e Bertolaso che ci ripensi". Capitignano non c'è, nella lista dei 49; e non ci sono nemmeno Cagnano Amiterno e Montereale, gli altri due paesi del distretto al confine con Lazio e Marche esclusi dai benefici previsti dal governo. Niente sovvenzioni, nessun fondo speciale, nemmeno un euro per assistere i 600 paesani stremati da due settimane di balletti sulla faglia.

Maurizio Pelosi, il sindaco, indica le torri faro che illuminano il campo sportivo in cui ospita mezzo paese, tutti quelli che non sono fuggiti e non sono già al sicuro negli alberghi sul mare: "Ballavano così, di un metro in qua e in là. La gente fuggiva dalle tende urlando, ma si vede che ci siamo sbagliati tutti. Abbiamo decine di case con crepe lunghe così, ma loro dicono che non le hanno viste. A dire il vero siamo noi che non abbiamo visto loro, gli esperti che dicono di essere venuti a fare i rilievi ma non hanno nemmeno una carta da mostrarci".

"La verità è che come al solito si sono dimenticati di noi paesi di montagna. Siamo sempre gli ultimi, gli esclusi", dice serrando le spalle nel giaccone. Fa freddo. Agita in mano due fogli di stampata evidenziati in giallo: "Guardi qui - dice il sindaco - sono le scosse che hanno avuto per epicentro il mio paese. Sono trenta, mica una. Trenta scosse partite sotto i nostri piedi, sotto le nostre case. Lo sanno anche quelli della protezione civile che il nuovo sciame sismico si è spostato su questa faglia, che l'epicentro siamo diventati noi. Lo sanno che rischiamo una scossa devastante come quelle dell'Aquila, che nessuno può lavorare, che nessuno più può dormire in casa senza rischiare la pelle".

Capitignano trema ogni giorno, anche oggi. I ragazzi e gli adulti del paese ciondolano nel campo senza poter fare nulla: molti sono muratori, ma nessuno costruisce o ripara più nulla; i negozi sono chiusi, l'ufficio postale per ritirare la pensione non c'è. Ci sono solo le montagne e il silenzio, le vette innevate del Terminillo, quelle del Gran Sasso e le alte sorgenti dell'Aterno che cullano il paese. Anche il sindaco non lavora: "Sono guardia giurata, ma sono in permesso per il terremoto. Ora però mi dovrò mettere in ferie, perché noi ufficialmente non siamo più terremotati".

Come tutti i compaesani, è d'umore nero e niente affatto disposto a incassare la sconfitta. "Hanno detto che verranno a rivedere i danni, li aspettiamo con tutte le foto che vogliono. Se non cambiano idea, se non ammettono di essersi sbagliati e confermano che non siamo terremotati, se insistono che qui stiamo solo giocando, allora cancello le ordinanze di sgombero e li rimando tutti a casa, i miei concittadini. I soldi per ospitarli nelle tende a spese del comune non ce l'ho. Poi naturalmente mi dimetto: ci venisse Bertolaso a fare il sindaco al posto mio... Se la prendesse lui la responsabilità di quello che può succedere con queste scosse continue".

Stesso tenore, stesso furore nelle parole del sindaco di Montereale, Lucia Pandolfi. "Siamo da giorni l'epicentro di un sisma continuo, avremmo voluto che ci spiegassero cosa vuol dire ma non importa, la gente ha preso coscienza da sola della situazione e del pericolo. Se domani Bertolaso non ammette che la nostra esclusione è un disguido tecnico, io gli porto tutto il paese davanti all'ufficio. Così vediamo come glielo spiegano, lui e il prefetto, perché non hanno diritto a niente".

Non sono gli unici comuni a protestare per l'esclusione, e a premere per rientrare in un prossimo decreto che estenda i benefici allargando il cratere. Tra gli esclusi eccellenti c'è anche Sulmona, e il sindaco Fabio Federico ha detto a Sky di essere assolutamente convinto che nuovi accertamenti riapriranno la partita per i suoi concittadini. Ieri il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, aveva annunciato una visita proprio a Sulmona, poi saltata per impegni con il premier Silvio Berlusconi, tornato all'Aquila per la settima volta. E lo ha detto anche Berlusconi che l'ipotesi di un'estensione della lista basata sui danni (rientrano solo i comuni che li hanno subiti pari o superiori al sesto grado sulla scala Mercalli) è concreta: "Potremmo introdurre anche altri comuni - ha detto il presidente del Consiglio - ma solo dopo aver inventariato i danni".

Il varco c'è, insomma, ma è stretto: "E' inevitabile - dice il presidente della Regione, Gianni Chiodi - che ci siano lamentele. Non è un decreto definitivo, gli accertamenti continueranno dal punto di vista tecnico-scientifico. Ma bisogna tener conto che ci sono territori più danneggiati di altri: non si può allargare solo per esigenze di tipo politico".

(19 aprile 2009)

 

 

2009-04-18

Il premier chiede che i giornali smettano di riempire pagine su questo argomento

"Se ci sono responsabilità emergeranno, ma ora pensiamo alla ricostruzione"

Inchieste, il procuratore a Berlusconi

"Inchieste non sono perdita di tempo"

Napolitano: "Il bilancio del sisma aggravato dallo sprezzo delle regole"

Franceschini: "Basta insulti dal capo del governo, smetta di attaccare le toghe"

Inchieste, il procuratore a Berlusconi "Inchieste non sono perdita di tempo"

L'AQUILA - "Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute". E' l'ennesimo attacco del presidente del Consiglio ai media e alla magistratura, e in particolare a chi dopo il terremoto sta mettendo in luce le tante zone d'ombra del sistema edilizio abruzzese. Più di una semplice tirata d'orecchie, poco meno di una censura, dunque, tanto che il premier si spinge a un vero e proprio "invito" alla stampa: "Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste".

"Quando ci sono questi eventi - insiste dall'Aquila il Cavaliere - c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna. E poi, per indicare responsabilità ci devono essere prove consistenti".

"A me sembra inverosimile - continua il presidente del Consiglio - un costruttore che costruisce su una zona sismica e risparmia sul ferro e sul cemento può essere solo un pazzo o un delinquente". E comunque, conclude, se ci sono state responsabilità nei controlli non sono della mia parte politica, in quanto negli anni passati questa regione e questa provincia sono state amministrate dalla sinistra".

La replica della magistratura. L'inchiesta sui crolli a L'Aquila ''non e' una perdita di tempo''. Così il procuratore del capoluogo abruzzese, Alfredo Rossini, ha commentato le dichiarazioni di Berlusconi. ''Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle eventuali responsabilita''.

Dura anche la reazione di Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati: "Sono inaccettabili gli insulti e le denigrazioni, soprattutto se provengono da chi riveste una delle massime cariche istituzionali. Il rilevante lavoro dei pm non può essere messo in discussione". "Noi siamo e vogliamo essere vicini ai colleghi chiamati a accertare e verificare eventuali responsabilità in relazione ai disastri conseguenti al terremoto", premette innanzitutto Palamara. E al premier che ha citato la frase di suo padre sui pm che hanno piacere a far del male, replica: "Mio padre mi ha insegnato una cosa: il rispetto delle regole e la fiducia in chi è chiamato a accertare se le regole sono state violate o meno e quindi in chi è chiamato a svolgere il controllo di legalità". Si tratta del controllo "che la nostra Costituzione attribuisce ai pubblici ministeri, il cui rilevante e quotidiano lavoro non può né essere denigrato né essere messo in discussione. Per questo chiediamo rispetto".

L'accusa di Napolitano. Sui devastanti effetti del sisma interviene anche il capo dello Stato, che punta l'indice contro il "disprezzo per il bene comune e per le regole" che emerge dalle inchieste sulla costruzione di tanti palazzi crollati con il terremoto in Abruzzo.

Il presidente parla di comportamenti "dettati dall'avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo per l'interesse generale e dall'ignoranza dei valori elementari di giustizia e solidarietà". "E - continua - persino quando oggi pensiamo all'Abruzzo, e soffriamo per le vittime dei danni provocati dal terremoto non possiamo non ritenere che anche qui abbia contato in modo pesante, abbiamo contribuito alla gravità del danno e del dolore umano da esso provocato, anche questi comportamenti: sprezzo delle regole, disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini".

Il Pd: "Il premier smetta di insultare". Il presidente del Consiglio pensi all'emergenza e alla ricostruzione e provi ad usare, se ci riesce, un po' di senso di responsabilità, come stanno facendo tutti: l'opposizione, gli enti locali e la magistratura". Così il segretario del Pd Dario Franceschini replica alle affermazioni del premier. Contrattaccando: "E' un insulto dire che sono un intralcio all'emergenza e alla ricostruzione quelle inchieste che sono invece dovute in base alla legge e che cercano di accertare le responsabilità di abusi e violazioni di norme nelle costruzione di edifici che, con il loro crollo, hanno causato la morte di tante persone. Berlusconi la smetta anche di giocare a scaricabarile, tentando di coinvolgere l'attuale gestione degli enti locali in responsabilità che, se accertate, vanno indietro negli anni e coinvolgono molti livelli dello Stato".

Di Pietro: "Per Berlusconi criminale chi indaga". Secondo il leader dell'Idv le parole del premier sono "la riprova di quel che l'Italia dei Valori sostiene da tempo: per Berlusconi sono criminali coloro che indagano su chi commette i reati e non chi li commette". "Oggi Berlusconi con queste dichiarazioni - sostiene il leader dell' Idv - ha offeso le vittime del terremoto in Abruzzo. Queste bare chiedono giustizia soprattutto per i crolli degli edifici pubblici per i quali sono stati sottovalutati tutti i preavvisi. Inoltre, è bene ricordare che i fondi per la protezione civile nelle ultime finanziarie del governo Berlusconi sono stati notevolmente ridotti".

(18 aprile 2009)

 

 

 

 

Il premier chiede che i giornali smettano di riempire pagine su questo argomento

"Se ci sono responsabilità emergeranno, ma ora pensiamo alla ricostruzione"

Inchieste, il procuratore a Berlusconi

"Inchieste non sono perdita di tempo"

Napolitano: "Il bilancio del sisma aggravato dallo sprezzo delle regole"

Franceschini: "Basta insulti dal capo del governo, smetta di attaccare le toghe"

Inchieste, il procuratore a Berlusconi "Inchieste non sono perdita di tempo"

L'AQUILA - "Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute". E' l'ennesimo attacco del presidente del Consiglio ai media e alla magistratura, e in particolare a chi dopo il terremoto sta mettendo in luce le tante zone d'ombra del sistema edilizio abruzzese. Più di una semplice tirata d'orecchie, poco meno di una censura, dunque, tanto che il premier si spinge a un vero e proprio "invito" alla stampa: "Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste".

"Quando ci sono questi eventi - insiste dall'Aquila il Cavaliere - c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna. E poi, per indicare responsabilità ci devono essere prove consistenti".

"A me sembra inverosimile - continua il presidente del Consiglio - un costruttore che costruisce su una zona sismica e risparmia sul ferro e sul cemento può essere solo un pazzo o un delinquente". E comunque, conclude, se ci sono state responsabilità nei controlli non sono della mia parte politica, in quanto negli anni passati questa regione e questa provincia sono state amministrate dalla sinistra".

La replica della magistratura. L'inchiesta sui crolli a L'Aquila ''non e' una perdita di tempo''. Così il procuratore del capoluogo abruzzese, Alfredo Rossini, ha commentato le dichiarazioni di Berlusconi. ''Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle eventuali responsabilita''.

Dura anche la reazione di Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati: "Sono inaccettabili gli insulti e le denigrazioni, soprattutto se provengono da chi riveste una delle massime cariche istituzionali. Il rilevante lavoro dei pm non può essere messo in discussione". "Noi siamo e vogliamo essere vicini ai colleghi chiamati a accertare e verificare eventuali responsabilità in relazione ai disastri conseguenti al terremoto", premette innanzitutto Palamara. E al premier che ha citato la frase di suo padre sui pm che hanno piacere a far del male, replica: "Mio padre mi ha insegnato una cosa: il rispetto delle regole e la fiducia in chi è chiamato a accertare se le regole sono state violate o meno e quindi in chi è chiamato a svolgere il controllo di legalità". Si tratta del controllo "che la nostra Costituzione attribuisce ai pubblici ministeri, il cui rilevante e quotidiano lavoro non può né essere denigrato né essere messo in discussione. Per questo chiediamo rispetto".

L'accusa di Napolitano. Sui devastanti effetti del sisma interviene anche il capo dello Stato, che punta l'indice contro il "disprezzo per il bene comune e per le regole" che emerge dalle inchieste sulla costruzione di tanti palazzi crollati con il terremoto in Abruzzo.

Il presidente parla di comportamenti "dettati dall'avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo per l'interesse generale e dall'ignoranza dei valori elementari di giustizia e solidarietà". "E - continua - persino quando oggi pensiamo all'Abruzzo, e soffriamo per le vittime dei danni provocati dal terremoto non possiamo non ritenere che anche qui abbia contato in modo pesante, abbiamo contribuito alla gravità del danno e del dolore umano da esso provocato, anche questi comportamenti: sprezzo delle regole, disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini".

Il Pd: "Il premier smetta di insultare". Il presidente del Consiglio pensi all'emergenza e alla ricostruzione e provi ad usare, se ci riesce, un po' di senso di responsabilità, come stanno facendo tutti: l'opposizione, gli enti locali e la magistratura". Così il segretario del Pd Dario Franceschini replica alle affermazioni del premier. Contrattaccando: "E' un insulto dire che sono un intralcio all'emergenza e alla ricostruzione quelle inchieste che sono invece dovute in base alla legge e che cercano di accertare le responsabilità di abusi e violazioni di norme nelle costruzione di edifici che, con il loro crollo, hanno causato la morte di tante persone. Berlusconi la smetta anche di giocare a scaricabarile, tentando di coinvolgere l'attuale gestione degli enti locali in responsabilità che, se accertate, vanno indietro negli anni e coinvolgono molti livelli dello Stato".

Di Pietro: "Per Berlusconi criminale chi indaga". Secondo il leader dell'Idv le parole del premier sono "la riprova di quel che l'Italia dei Valori sostiene da tempo: per Berlusconi sono criminali coloro che indagano su chi commette i reati e non chi li commette". "Oggi Berlusconi con queste dichiarazioni - sostiene il leader dell' Idv - ha offeso le vittime del terremoto in Abruzzo. Queste bare chiedono giustizia soprattutto per i crolli degli edifici pubblici per i quali sono stati sottovalutati tutti i preavvisi. Inoltre, è bene ricordare che i fondi per la protezione civile nelle ultime finanziarie del governo Berlusconi sono stati notevolmente ridotti".

(18 aprile 2009)

 

 

 

Il premier è tornato per la settima volta in tredici giorni nelle zone colpite dal sisma

"Lo Stato ricostruirà il 100% delle abitazioni e non ci saranno nuove tasse"

Berlusconi, nuova visita all'Aquila

"Sono agibili tre case su quattro"

Le new town: "Case tecnologicamente avanzate che a emergenza finita saranno campus per studenti"

Controlli: "Le responsabilità non sono del governo né della mia parte politica. Qui c'è stata la sinistra"

Berlusconi, nuova visita all'Aquila "Sono agibili tre case su quattro"

Silvio Berlusconi e la piccola Melissa

L'AQUILA - "Abbiamo la buona sorpresa di avere il 76% delle case agibile immediatamente, o entro un mese". La notizia è stata portata dal premier Silvio Berlusconi in Abruzzo per la settima visita in tredici giorni. Nella tendopoli di Pianola il presidente del Consiglio ha poi fatto sapere che il governo varerà venerdì prossimo, in un Consiglio dei ministri all'Aquila, il piano per la ricostruzione. E ha assicurato che non ci saranno nuove tasse: "Le risorse ci sono", ha affermato.

Ma Berlusconi ha aperto anche un altro fronte, confessando forti dubbi sulle inchieste e sulla possibilità che ci siano state responsabilità dei costruttori alla base dei numerosi crolli. "Le responsabilità di controllo non sono del governo né della mia parte politica perché questa Regione è stata amministrata dalla sinistra".

Le cifre. Come al solito, il premier in conferenza stampa ha elencato cifre e citato dati per mostrare l'efficienza della macchina organizzativa dopo il sisma: tre quarti degli edifici saranno agibili in trenta giorni, sostiene Berlusconi, il 57% addirittura non hanno subito danni strutturali. Quarantamila sfollati sono assistiti in 161 campi capaci di ospitare 6mila tende, 41 posti medici e 69 cucine. In 373 alberghi, invece, sono alloggiate 26mila persone.

Alloggi per gli sfollati. Sempre parlando della seconda fase dell'emergenza, quella cioè che prevede la sistemazione degli sfollati in luoghi diversi dalle tendopoli, Berlusconi ha aggiunto: "Abbiamo individuato altri 1.500 appartamenti liberi. Stiamo trattando per l'affitto o l'acquisto. Sistemeremo così altre 4.500 persone che hanno perso, definitivamente o momentaneamente, la propria casa".

New town. Parlando poi delle new town che "hanno spaventato qualcuno", il presidente del Consiglio ha sottolineato come non ci sia nulla di cui preoccuparsi: "Stiamo lavorando sulla possibilità di realizzare nuovi quartieri edificabili in cinque mesi. Puntiamo a costruire case tecnologicamente avanzate che non saranno, a emergenza finita, delle mostruosità inutili ma che potranno diventare dei campus per gli studenti". L'intenzione è quella di raddoppiare il numero degli studenti a L'Aquila "che troveranno non case di fortuna ma veri e propri appartamenti da 50 metri quadrati".

Ricostruzione. "Voglio innanzitutto chiarire che lo Stato ricostruirà il cento per cento delle case sia che siano distrutte e sia che siano lesionate", ha detto il premier, tornando su un punto che è stato oggetto di qualche polemica. "Se qualche cittadino volesse, invece, realizzare per se stesso una casa altrove, in questo caso lo Stato continuerà a ricostruire totalmente, a proprie spese, l'abitazione lesionata o distrutta". "Ma farà qualcosa di più", ha aggiunto precisando che coprirà le spese di costruzione di un'eventuale nuova casa dal 33% al 50%. Il contributo dello Stato, spiega, "potrà essere coperto da un mutuo trentennale. Questa è una cosa aggiuntiva e non diminutiva. Non è che questo 33% vada a diminuire il cento per cento garantito dallo Stato".

Nessuna nuova tassa. I fondi per il decreto per l'Abruzzo "sono già stati individuati": il provvedimento sarà varato venerdì prossimo nella riunione di governo che si terrà a L'Aquila. "Ma nessuna nuova tassa", è l'impegno del presidente del Consiglio, perché "questa è la nostra filosofia".

Berlusconi e Melissa. Nella tendopoli di Pianola il premier si è fermato a conversare con giovani e anziani.Ha 'duettato' in particolare con Melissa, una bambina di otto anni. Mentre lui parlava, lei lo ascoltava attentamente. "Prendi appunti?", le ha chiesto il premier. "No, ma ricordo tutto", è stata la replica. Berlusconi, a quel punto, le ha proposto la conduzione di un programma tv. "L'ho già fatto", ha replicato la bimba. Poi il Cavaliere ha scherzato sull'avanzare degli anni e lei lo ha confortato: "Non sei vecchio". "Ora ti faccio assumere per davvero", è stato il saluto di Berlusconi.

Il cdm all'Aquila. Il premier tornerà di nuovo la settimana prossima in Abruzzo per il Consiglio dei ministri. E forse ci sarà anche il 28 aprile, prima della partenza per la Polonia, per accogliere papa Benedetto XVI che oggi ha ufficializzato la data della sua visita ai terremotati. "Verrà a portare solidarietà e speranza", hanno detto l'arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, e il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone.

(18 aprile 2009)

 

 

 

 

 

 

Diretta - CRONACA

Berlusconi: "3 case su 4 agibili in 30 giorni"

Il Papa andrà in Abruzzo il 28 aprile

Benedetto XVI sarà all'Aquila per incontrare le popolazioni vittime del terremoto. Berlusconi: "Nessuna tassa per la ricostruzione". E poi annuncia: "Rinviate le amministrative nei comuni terremotati". "Lo Stato ricostruirà il 100% delle case". "Responsabilità nei controlli non riguardano la mia parte politica". Prime nozze dopo il sisma: troppi fotografi, funzione a porte chiuse e tensione. Interrogatori sulla Casa dello studente

 

17:31 Berlusconi: "Per 40mila sfollati 161 campi"

Ad oggi, la Protezione civile ha allestito in Abruzzo 161 campi con 6mila tende, 59 cucine da campo e 91 presidi medici nelle zone terremotate dell'Abruzzo. I dati sono stati resi noti oggi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Abbiamo stabilizzato - ha detto il premier - il numero delle persone che stiamo assistendo e che sono 40mila nelle tendopoli e 26mila nelle strutture alberghiere della costa abruzzese. Stiamo gestendo - ha sottolineato Berlusconi - una città diffusa di 70mila persone alle quali stiamo fornendo tutti i servizi necessari".

17:22 Caritas: "Stranieri vittime invisibili"

''La politica deve dare una risposta alle esigenze di tanti immigrati colpiti dal terremoto, con un permesso di soggiorno in scadenza o la pratica per un ricongiungimento familiare aperta''. A lanciare l'appello è il responsabile dell'ufficio immigrati della Caritas aquilana, Gioacchino Masciovecchio, che affronta il problema dello ''status'' degli stranieri che, a causa delle scosse, hanno perso casa e lavoro, condizioni imprescindibili - secondo la legislazione vigente - per restare in Italia.

17:21 Casini: "Solo io evito passerella"

Nonostante l'appello del premier a evitare 'passerelle' in Abruzzo, ''è una processione giornaliera di esponenti della maggioranza soprattutto e anche dell'opposizione. Non credo sia un fatto serio e mi dispiace che questo invito sia stato seguito solo da me''. Lo ha detto il leader dell'Udc Pierferdinando Casini a Firenze.

17:17 Berlusconi: "Responsabilità dei controlli non nostre"

"Se ci sono state eventuali responsabilità nei controlli, queste non riguardano certo la mia parte politica". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa all'Aquila, ricordando che "negli anni passati questa Regione e questa Provincia sono state amministrate dalla sinistra".

17:10 Calderoli: "Sciacalli usano Abruzzo per affossare democrazia"

"Si godano gli ultimi giorni di ruota libera gli sciacalli e gli avvoltoi che, da Roma e da l'Aquila, hanno giocato con il sangue, con le morti e con le distruzioni conseguenti al terremoto in Abruzzo per potersi così giocare una partita che è soltanto politica, in vista delle elezioni Europee o del referendum". E' quanto afferma il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli puntando l'indice contro chi punta solo ai rimborsi elettorali e "affossa la democrazia".

17:05 Problemi per immediato ripristino erogazione gas

Un ulteriore ostacolo al ritorno in tempi stretti alla normalità nelle abitazioni private è rappresentata dall'erogazione del gas, sospesa dopo la scossa nella notte tra il 5 e il 6 aprile scorso. Un'operazione che - stimano i tecnici - potrebbe durare almeno un mese.

17:04 Lunedì presentazione accordo con associazione albergatori

L'accordo tra Regione Abruzzo, Protezione civile e associazioni albergatori sarà al centro, lunedì prossimo, di una conferenza stampa con l'assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Mauro Di Dalmazio e l'assessore alla Protezione civile, Daniela Stati. La conferenza stampa si terrà alle ore 12 presso la sala stampa della "Cittadella istituzionale" nella sede della Guardia di Finanza di Coppito. Alla conferenza stampa parteciperanno anche i responsabili delle associazioni albergatori che hanno sottoscritto l'accordo.

17:02 Sindaco Aquila: "Crollate le case della medio borghesia"

"Sono 12 le case che non dovevano crollare e che sono cadute provocando morti". Lo afferma il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. "La gente in queste case stava tranquilla. Quella di mia cognata, che è crollata e la famiglia è salva per miracolo, era una casa della medio borghesia aquilana tra le più prestigiose". E conclude: "Sono crollate proprio le case più prestigiose della città: appartamenti rifiniti bene, bei palazzi, splendidi panorami".

16:59 Berlusconi: "Reperiti 1.500 appartamenti per gli sfollati"

"Intanto abbiamo reperito più di 1.500 appartamenti liberi per locazione o per acquisto. Stiamo trattando con le proprietà per acquisirli o prenderli in affitto in modo da offrire una dimora a più di 1.500 famiglie, quindi normalmente 4.500 persone in tutto". Ad annunciarlo è stato il premier Silvio Berlusconi.

16:58 Ingv: "Nessun rischio che sisma si sposti verso le Marche"

Non c'è "alcun rischio" per il territorio di Ascoli Piceno in relazione al terremoto che ha colpito il vicino Abruzzo e la provincia dell'Aquila. Il sisma insomma, "non si sta spostando verso nord, e verso le Marche". E' quanto ha affermato il professor Giancarlo Cattaneo, dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

16:49 Berlusconi: "Chi ha risparmiato su materiali è pazzo e delinquente"

"Chi ha risparmiato sul cemento e il ferro può essere solo un pazzo e un delinquente - ha detto Berlusconi - Io ho visto le case distrutte del terremoto, ho guardato le rovine di alcune di esse con la mia piccola esperienza di costruttore. Ho notato che il cemento era quello che si usava negli anni '70 e i ferri erano assolutamente lisci. Quindi, ben vengano le inchieste. Tuttavia, bisogna mettere l'accento sulla ricostruzione. Se le responsabilità ci saranno, ci saranno. Tutto qui".

16:41 Bondi: "Da Saviano giusta apprensione ma lettura ingenerosa"

"Ho letto con giusta apprensione l'articolo di Roberto Saviano, pubblicato sul quotidiano belga Le Soir, riguardo i pericoli del dopo terremoto. In questi casi, c'è sempre il rischio che alcuni appalti possano essere gestiti dalla malavita organizzata o che la giusta tensione a ricostruire il più veloce possibile possa sfociare in speculazione". Lo afferma il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, che aggiunge: "Credo tuttavia che la lettura data da Saviano sia ingenerosa e non dia credito a uno sforzo comunitario che ha coinvolto le popolazioni colpite dal sisma e più latamente l'Italia intera".

16:37 Berlusconi: "Non riempiamo giornali con inchieste"

"Ben vengano le inchieste, ma per favore non perdiamo tempo, impieghiamo il nostro tempo nella ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono successe. Se qualcuno è colpevole pagherà. Ma per favore non riempiano le pagine dei giornali di inchieste". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, al termine della conferenza stampa all'Aquila.

16:33 Berlusconi: "Se serve sarà più lunga la lista dei comuni colpiti"

Sono 49 i comuni che hanno subito danni a causa del sisma che ha colpito l'abruzzo, secondo quanto stabilito dal decreto della protezione civile. Tuttavia, nulla impedisce che nuovi centri, qualora dimostrassero i danni, possano essere aggiunti nella lista. Lo assicura il premier: "Abbiamo iniziato gli inventari in quattro comparti, abbiamo con un'ordinanza indicato i comuni su cui si interviene: sono 49. Se emergeranno altri comuni che avranno da dimostrare di avere subito dei danni o delle lesioni, nessuna difficoltà: eseminaremo le richieste e saranno via via aggregati, nessun problema".

16:32 Usa, iniziative di attori ed atleti per donazioni

L'attore italo-americano Danny Aiello ha organizzato un evento nel New Jersey per raccogliere fondi per i terremotati in Abruzzo.

Si tratta di una cena di tema italiano: il ricavato andrà alla sottoscrizione aperta negli Usa dalla NIAF, la più importante organizzazione degli italiani d'America, per aiutare le vittime della sciagura. Tra i primi a rispondere all'appello della NIAF è stato il giocare di basket Brandon Jennings, che ha donato 50 mila dollari.

16:28 Berlusconi: "Case in 6 mesi, poi diventeranno campus"

"Dal male dobbiamo tirar fuori un bene" e per questo il presidente del consiglio Berlusconi annuncia che "costruiremo delle case tecnologicamente molto avanzate" che potranno "essere pronte in 5 o 6 mesi" e che "verranno affidate" agli sfollati fino alla ricostruzione delle loro abitazioni. "Quando le lasceranno - prosegue il premier - non ci ritroveremo delle mostruosità o delle baraccopoli che poi costerebbe ancor di più smantellare", ma "delle case sismicamente sicure che potranno essere trasformate in campus univeristari", per ricostruire quel "polo d'eccellenza" che era l'università dell'aquila.

16:26 Berlusconi: "Consiglio dei ministri all'Aquila il 24 aprile"

"Venerdì 24 terremo nella Scuola Ispettori della Guardia di Finanza il consiglio dei ministri". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa.

16:25 Berlusconi: "Lista di 38 beni artistici. Chiamerò premier amici"

Sono 38 gli edifici inseriti nella lista dei beni artistici da ricostruire dopo il terremoto di lunedì 6 aprile. "L'elenco - ha detto Berlusconi - mi verrà consegnato dal ministro Bondi al prossimo Consiglio dei ministri. Avrò modo di inviare, come ho detto scherzosamente come una lista di nozze, a tutti i miei colleghi che si erano fatti avanti per aiutarci". "La prossima settimana - aggiunge Berlusconi - posso così fare le telefonate necessarie e inviare ai miei colleghi l'elenco dei beni artistici. Mentre su interventi pubblici interverrà direttamente il ministro Matteoli".

16:20 Berlusconi: "Lo Stato ricostruirà il 100% delle case"

"Lo Stato ricostruirà il 100% delle case che sono state distrutte o lesionate dal terremoto". Lo ha detto Silvio Berlusconi. "Se qualche cittadino, poi, volesse costruire per se stesso la casa altrove - ha chiarito Berlusconi - lo Stato ricostruirà ovunque la sua casa distrutta ma farà anche di più: darà a quel cittadino un contributi tra il 33 e il 50% e la possibilità di coprire la restante parte con un mutuo trentennale. In sostanza - ha chiarito Berlusconi - farà una cosa aggiuntiva, cioè quel cittadino manterrebbe comunque la proprietà della casa precedente, lesionata o distrutta e ricostruita".

16:15 Berlusconi: "Tre case su 4 agibili in 30 giorni"

"Tre case su quattro saranno agibili in 30 giorni". Lo ha detto il premier Sivio Berlusconi, durante la sua settima visita in Abruzzo. Il premier spiega che "il 57%. Delle case è immediatamente agibile, la popolazione non ci rientra perchè ha paura e preferisce stare in una tenda o in albergo piuttosto che affrontare una situazione che non è finita con la fine delle scosse. Queste case hanno resistito bene e possono resistere ad altre case". "Il 19% delle case - ha aggiunto Berlusconi - saranno rese agibili con un intervento veloce, quindi abbiamo la bella sorpresa che il 76% delle case sono agibili entro 30 giorni. Il restante 30% è inagibile".

16:09 Indagine su declassamento pericolosità sismica

Il presidente della Commissione di vigilanza del consiglio regionale dell'Abruzzo, Gino Milano (Idv), ha deciso di convocare una riunione della Commissione per avviare una indagine conoscitiva diretta ad accertare le motivazioni tecnico-politiche che determinarono alcuni anni fa il declassamento del territorio della città dell'Aquila da zona ad altissima pericolosità sismica (A1) ad area di minore intensità (A2). Saranno interpellati tutti gli uffici competenti per acquisire la necessaria documentazione.

15:55 Berlusconi: "Non conoscevo telegramma del sindaco dell'Aquila"

Il premier Silvio Berlusconi spiega la posizione del governo dopo la notizia di un telegramma che era stato inviato alla protezione civile, al prefetto e al governo dal comune dell'Aquila alcuni giorni prima del sisma e nel quale si chiedeva lo stato di emergenza per le aree sottoposte da mesi a movimenti tellurici. "Ho letto anch'io questa cosa, ne ho parlato con Bertolaso e mi ha fatto vedere che la protezione civile riceve ogni giorno decine di telegrammi di tanti comuni che chiedono l'emergenza per una cosa o un'altra. Ma l'emergenza si dichiara solo dopo l'accadimento. Tra l'altro il governo prima della data del telegramma, ha riunito la commissione grandi rischi che dichiarò l'impossibilità scientifica di prevedere il sisma"

15:36 Berlusconi: "Il 50% delle case sono agibili"

Berlusconi in visita all'Aquila ha detto: "Il 50% delle case danneggiate dal terremoto sono agibili mentre il 20% lo potranno diventare a breve con pochi interventi"

15:16 Berlusconi: "Dopo l'inventario dei danni, altri comuni nella lista dei 49"

Il presidente del Consiglio ha spiegato che solo quando sarà completato un inventario dei danni sarà possibile inserire altri comuni nella lista dei 49 quelli che potranno beneficiare degli aiuti.

"L'inventario - garantisce il leader del Pdl - sta andando meglio di quello che si pensava"

15:11 Berlusconi: "Rinviate le amministrative nei comuni terremotati"

Il premier Silvio Berlusconi ha detto: "Le elezioni amministrative nei comuni colpiti dal terremoto saranno riviate"

14:43 Interrogati nuovi testimoni

Altri quattro testimoni sono stati ascoltati stamane nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica sui crolli provocati, all'Aquila, dal terremoto del 6 aprile scorso. Si tratta di due studentesse della Casa dello studente che ieri erano state chiamate in causa da Carmela Tomassetti, la giovane, che quattro giorni prima del crollo aveva denunciato crepe profonde e infiltrazioni d'acqua ad un pilastro in cemento armato della mensa dell'edificio.

14:42 Parente vittime denuncia costruttori

Un uomo, parente di alcune persone morte nel crollo di un'abitazione dell'Aquila in seguito al terremoto, ha presentato oggi una denuncia contro i costruttori dell'immobile.

14:39 Disponibile un miliardo di mutui "dormienti"

La Cassa Depositi e Prestiti potrebbe mettere a disposizione dello Stato, impegnato a trovare risorse per l'Abruzzo, un finanziamento a tasso agevolato di poco meno di 1 miliardo di euro proveniente da 'mutui dormienti', ovvero mutui di opere pubbliche poi non realizzate. E' quanto ha spiegato il presidente della Cassa Franco Bassanini a margine dell'Aspen Institute di Berlino

14:38 Slitta visita Bertolaso a Sulmona

Slitta a domani la visita di Guido Bertolaso a Sulmona: un improvviso contrattempo e la presenza di Silvio Berlusconi con il quale deve fare il punto della situazione, hanno costretto il sottosegretario alla Protezione civile a rinviare la sua visita nel capoluogo peligno.

14:27 Chiodi: "Conseguenze negative per il turismo"

'Purtroppo temo che la pubblicita' negativa che ha avuto l'Abruzzo a livello mondiale determini una forte flessione del turismo". Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi

14:04 Pezzopane: "Realtà diversa da quello che viene trasmesso""

"La realtà in Abruzzo è diversa da ciò che viene trasmesso da chi, con cinismo, ha trovato il terreno per gravi speculazioni politiche". E' questo l'atto d'accusa del presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, che ha sollevato pesanti dubbi sulla prevenzione del terremoto nei giorni e nelle ore immediatamente precedenti alla scossa del 6 aprile.

14:00 Berlusconi: "Niente tasse sulla ricostruzione"

Berlusconi assicura che il governo ha individuato "i finanziamenti" per la ricostruzione e ha aggiunto che il governo "terrà la settimana prossima all'aquila il cdm in cui stabiliremo questi finanziamenti". Ma, ha aggiunto berlusconi, "non faremo una tassa".

13:41 Tremonti: "Infondata cifra presa dal fondo imprese"

"La cifra di quattro miliardi provenienti dal fondo imprese e destinati alla ricostruzione delle aree distrutte dal terremoto in abruzzo, circolata su alcuni organi di stampa, è "infondata". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti

13:37 L'Aquila, nuova scossa

Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita all'Aquila alle 13:07. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la magnitudo registrata è stata di 3.2 con epicentro Valle dell'Aterno.

13:30 Berlusconi nella tendopoli

Silvio Berlusconi sta visitando la tendopoli di Pianola

13:29 Sindaco L'Aquila: "Controlli sulle opere pubbliche"

Controlli a tappeto sui cantieri delle opere pubbliche in tutta Italia. A suggerirlo è, dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente in un'intervista a Skytg24.

13:06 Franceschini: "No alle new town"

"Devono essere gli amministratori e i cittadini abruzzesi a decidere come ricostruire i paesi e le città, evitando modelli importati da Roma, come le "new town". Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, intervenendo all'assemblea dei candidati sindaci del Pd.

12:48 Errani: "Decreto casa ancora da concordare"

Il decreto del governo sulla semplificazione in edilizia "deve essere concordato con le Regioni e questo non è ancora avvenuto". Così si è espresso il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani intervenuto alla trasmissione di Raidue "Quello che".

12:46 Messaggio del Papa ai francescani

Benedetto XVI ha chiesto oggi a tutte le famiglie francescane uno speciale impegno per la ricostruzione delle chiese dell'Aquila e dei centri limitrofi distrutte dal terremoto del 6 maggio, esortandoli a seguire l'esempio del poverello di Assisi che iniziò la sua missione riaprando la chiesetta di San Damiano.

12:26 Pezzopane: "La notte del sisma c'erano solo 15 vigili del fuoco"

La notte del terremoto "all'Aquila, città dove da tre mesi vivevamo nell'emergenza, c'erano quindici vigili del fuoco. Dopo sono arrivati i soccorsi, ma quando la gente era intrappolata nelle macerie c'erano 15 vigili del fuoco". E' quanto ha affermato il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane

12:25 Primo matrimonio senza fotografi

Il primo matrimonio dopo la devastazione de L'Aquila provocata dal terremoto si è celebrato senza la presenza dei fotografi e dei giornalisti. Lo sposo si è arrabbiato quando ha visto la sposa, Maria Chiara Aio, presa d'assalto dai fotografi. Ha quindi chiesto e ottenuto che la cerimonia avvenisse rigorosamente alla presenza soltanto dei parenti e degli amici.

12:11 Cisl: "Primo Maggio con sobrietà"

"Il primo maggio saremo all'Aquila non per fare una grande manifestazione, ma con sobrieta', perche' non vogliamo intralciare i lavori in atto e per dare un segno di solidarieta' e di vicinanza ai lavoratori e alle popolazioni colpite dal terremoto". Lo ha detto il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni,

11:43 Il Papa pregherà davanti alla casa dello studente

"Benedetto XVI - ha detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi - si recherà in Abruzzo per incontrare le popolazioni vittime del terremoto, secondo il proposito da lui da tempo manifestato. Raggiungerà la tendopoli di Onna verso le 9.30 del mattino, successivamente passerà all'Aquila, dove sosterà presso la Casa dello Studente e la Basilica di Collemaggio".

Al termine della mattinata, "presso la Caserma della Guardia di Finanza avrà luogo un incontro con rappresentanze della popolazione e delle persone impegnate nelle operazioni di soccorso". La partenza è prevista intorno alle 12.30". Ai giornalisti, padre Lombardi ha anche precisato che "durante gli spostamenti in elicottero il Papa sorvolerà alcune delle località più colpite dal sisma".

11:39 Chiodi: "Non costruiremo baracche"

'Di certo non costruiremo le solite baracche che sono state fatte negli anni precedenti, ne' abbiamo intenzione di offrire cointaners alla popolazione''. Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, nel campo di accoglienza di Poggio Picenze.

11:38 La Cgil si costituisce parte civile

La Cgil si costituirà parte civile, con l'auspicio che le responsabilità per gli effetti prodotti dal terremoto "siano tempestivamente chiarite dalla magistratura".

11:31 Nuova scossa del 3.8

Alle 11.05 in Abruzzo è stata avvertita una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.8. L'epicentro è tra Pizzoli, Barete e L'Aquila

11:31 Il Papa andrà in Abruzzo il 28 aprile

Il Papa andrà in Abruzzo il 28 aprile.

11:14 Berlusconi andrà nella tendopoli di Pianola

Silvio Berlusconi, e' atteso alla tendopoli di Pianola, prima tappa della sua visita di questa mattina nelle aree colpite dal sisma in Abruzzo

10:21 L'Aquila, il sindaco chiese aiuto

Un telegramma in cui il Comune dell'Aquila cinque giorni prima del terremoto del 6 aprile, chiede aiuto. Destinatari: la presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile), il governatore della regione Abruzzo Gianni Chiodi, l'assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati e la Prefettura. A darne notizia è 'La Repubblica', che ha riportato il testo del telegramma recuperato tra le macerie degli uffici comunali.

10:03 Due nuove scosse

Prosegue lo sciame sismico a L'Aquila. Dopo quella delle 24.51 di ieri sera di magnitudo 2.5, sono stati registrati dall'Ingv altri due terremoti avvertiti stamani dalla popolazione: uno alle 05.05 di magnitudo 2.8, l'altro alle 06.58 di magnitudo 2.7

09:39 Prosegue l'inchesta della Procura

Prosegue l'inchiesta della procura dell'Aquila con la prosecuzione di accertamenti ed interrogatori. Ieri sono stati ascoltati i primi testimoni, tra cui un professionista che ha perso la moglie e le due figlie nel crollo di un palazzo nel centro storico. Altri interrogatori di testimoni hanno riguardato anche le situazioni della casa dello studente e dell'ospedale San Salvatore.

09:36 Effettuati più di 4mila sopralluoghi

Sono 4.300 i sopralluoghi fatti ad oggi dalle squadre di ricognizione nelle abitazioni dell'Aquila e dei paesi limitrofi danneggiati dal terremoto. Dai controlli di agibilità, ritenuti necessari per verificare le condizioni strutturali degli immobili dopo le forti scosse di terremoto dei giorni scorsi, è emerso che la quota degli edifici risultati agibili è passata dal 52% (15 aprile) al 57%; il 20% degli edifici è risultato temporaneamente inagibile "ma agibile con provvedimenti di pronto intervento"; il 3% è risultato parzialmente inagibile, il 2% è stato dichiarato temporaneamente inagibile "da rivedere con approfondimento".

Infine, il 17% degli edifici risulta inagibile. Sono 495 le squadre in azione, con 1.150 rilevatori. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni.

09:35 Scuole a rischio sisma

La minaccia del terremoto aleggia sopra il 46% delle scuole italiane. Quasi la metà dei 42.000 edifici scolastici, per una "popolazione" totale di quasi 9 milioni di ragazzi, si ritrova su un'area a rischio sismico dichiarato. Non solo: secondo l'indagine di legambiente "ecosistema scuola 2009" (i dati si riferiscono al 2008) il 55,63% delle strutture scolastiche risale a prima del 1974, quando entrò in vigore la legge n.62 Sui provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche.

09:33 Indennità per i lavoratori autonomi

Ieri è stata decisa l'indenntità di disoccupazione anche per i lavoratori autonomi e la disponibilità di 55 milioni per gli ammortizzatori sociali.

09:32 Berlusconi all'Aquila

Silvio Berlusconi, sarà oggi in mattinata all'Aquila. Quella di oggi è la settima visita del premier nelle zone colpite dal terremoto.

 

 

 

 

2009-04-17

Il caso. Vertice della Protezione civile. Bertolaso: ma non siamo

preoccupati. Individuata una faglia sismica sotto l'impianto

Le dighe di Campotosto

"osservate speciali"

Barberi: servono verifiche e un piano d'emergenza

di GIUSEPPE CAPORALE

Le dighe di Campotosto "osservate speciali"

La diga di Campotosto

L'AQUILA - Le dighe del lago di Campotosto sono sotto i riflettori della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile. Una riunione riservata si è tenuta ieri pomeriggio a Roma tra gli esperti e l'Enel, l'ente gestore. La verifica riguarda una faglia che si trova proprio lì, sotto uno degli impianti. Una "ferita" della crosta terreste che adesso si muove, con scosse frequenti e continuate. Guido Bertolaso, responsabile della Protezione Civile, rassicura: "È stata una riunione di routine, non abbiamo una reale preoccupazione. Naturalmente in quell'area c'è un lago, con tre dighe: è un'area sensibile. Perciò ho disposto tutte le verifiche necessarie, anche quelle sulle condizioni costruttive degli impianti, visto quello che è accaduto con il sisma agli edifici dell'Aquila". E una nota della Protezione civile, ieri sera, specificava: "A oggi non si è verificato il minimo indizio di comportamento anomalo delle strutture o delle sponde del lago".

Ieri, durante il summit romano nella sede di via Ulpiano, è emerso però un problema: nessuno sa quello che potrebbe accadere nel caso si localizzasse proprio sotto la diga l'epicentro di un forte sisma. Non esiste, per quel che è dato sapere, una simulazione di rischio sia dell'impatto sia delle conseguenze di un'eventuale rottura. Le simulazioni tecniche spetterebbero all'Enel, ma quando l'ente rilevò l'impianto, intorno agli anni Sessanta, non era a conoscenza della presenza della faglia.

Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi rischi, racconta l'esito della riunione: "Abbiamo preso due iniziative. La prima: occorre subito un piano di simulazione di impatto. In sintesi, non possiamo non sapere ciò che potrebbe accadere qualora una forte scossa attivasse gravemente la faglia e questa impattasse a sua volta sulla diga. La risposta nel giro di 48 ore arriverà dall'istituto Eucentre di Pavia diretto dal professor Michele Calvi, che si baserà sui dati forniti dall'Ingv che sta monitorando la frequenza delle scosse. Secondo: l'Enel deve predisporre subito un piano di simulazione del danno. Ovvero, un tracciato per capire dove andrebbe a confluire l'acqua della diga, in caso di rottura. Ad onor del vero, un piano di questo tipo l'Enel ce l'ha, ma è degli anni settanta. Va subito aggiornato. Un dato però è certo - continua Barberi - e ci permette di essere tranquilli: la diga è progettata per reggere il terremoto. Anche una forte scossa. Il punto è che oggi costruire sulle faglie è vietato dalla legge, figuriamoci costruirvi sopra una diga ...".

Conclude Bertolaso: "Evitiamo gli allarmismi. A mio giudizio, e a parere degli esperti, le scosse nell'area rappresentano la conclusione naturale del fenomeno. Siamo in presenza di un lento assestamento e un rientro nella normalità. Non ho indicatori che giustifichino scenari più gravi". Perché la "prevedibilità" di cui si è tanto discusso dopo il caso Giuliani continua a non convincerlo: "Non si può né prevedere né prevenire il comportamento della terra". E non ci si può basare su valutazioni aleatorie per "imporre interventi drastici". In ogni caso - assicura - "restiamo pronti a ogni evenienza".

(17 aprile 2009)

 

 

 

La polemica. In campo periti e 007: crolli causati da errori dei costruttori

Prelevati reperti dall'ospedale e da altre strutture alla ricerca di eventuali anomalie

L'indagine-bis delle assicurazioni

"A rischio i risarcimenti dei danni"

di ATTILIO BOLZONI

L'indagine-bis delle assicurazioni "A rischio i risarcimenti dei danni"

ROMA - Per il terremoto d'Abruzzo è cominciata la battaglia delle assicurazioni. Le grandi compagnie si stanno muovendo, stanno cercando una verità sulla città dell'Aquila che è venuta giù di colpo. E hanno ingaggiato squadre intere di periti e di ingegneri e di architetti. Anche di investigatori privati. Fanno in segreto le loro indagini, parallele a quelle della magistratura ma "autonome", indipendenti. Le grandi compagnie di assicurazione italiane vogliono scoprire quali sono i danni del terremoto e quali i danni del cemento che non è cemento.

Sono arrivati da un paio di giorni per i sopralluoghi, per chiedere ai vigili del fuoco e ai magistrati l'accesso fra le macerie. Edifici pubblici e palazzi privati. Uno di quei periti ieri mattina ha iniziato con i "carotaggi", i prelievi del calcestruzzo su pilastri e colonne portanti dell'ospedale dello scandalo, il San Salvatore, quello rotto, evacuato, abusivo e sconosciuto al Catasto. Otto sono stati gli ampliamenti dell'ospedale dell'Aquila dal 1972 al 2003, cinque lotti e trentuno anni. Il perito ha prelevato il calcestruzzo al di sotto di ogni sospetto in otto punti diversi della struttura - appunto: tanti quanti i diversi lavori eseguiti nel tempo - "per accertare eventuali anomalie e la consistenza dei materiali utilizzati". E le eventuali responsabilità di chi ha costruito, padiglione dopo padiglione, l'ospedale dell'Aquila. Fra oggi e domani tutti i reperti saranno portati a Milano, probabilmente verranno esaminati nei laboratori del Politecnico. Prove di "carico" e di "rottura", analisi chimiche e fisiche.

Ricordava qualche giorno fa a Repubblica l'ingegnere Alessandro Martelli, responsabile della sezione Prevenzione Rischi Naturali dell'Enea e professore di Scienza delle costruzioni in zona sismica all'università di Ferrara: "Un buon cemento deve essere in grado di sostenere un carico che oscilli almeno tra i 250 e i 300 chilogrammi per centimetro quadrato. Questa è la regola che dovrebbe valere anche per edifici non proprio recenti. Diciamo dal 1970 in poi". Sotto i 250 il calcestruzzo è come il burro.

Quali saranno i valori che si riveleranno per l'ospedale San Salvatore? E per il palazzo dove c'era la casa dello studente in via XX Settembre? E per quell'altro edificio in via Campo di Fossa numero 6, dove i vigili del fuoco ne hanno tirati fuori ventisei morti e tre vivi? I risultati dei "carotaggi" eseguiti ieri all'Aquila si conosceranno a breve, ci vorranno soltanto pochi giorni per scoprire come molte costruzioni della città sono diventate trappole mortali. Per capire se sono venuti giù solo per il terremoto o anche per la sabbia che avevano dentro. Le compagnie di assicurazione si sono mosse con rapidità, in attesa delle richieste stratosferiche di risarcimento che riceveranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi da enti pubblici e privati.

I periti che sono stati spediti in Abruzzo lavorano per più compagnie, ricevono più incarichi. E si aggirano nei luoghi della tragedia cercando di fare presto: di entrare subito in mezzo ai palazzi a pezzi e di prelevare in fretta i loro reperti. "Noi abbiamo un perito all'Aquila ma fino all'altra sera non sapevo se era riuscito o meno ad avere l'autorizzazione per i carotaggi", dice Fabrizio Moscone, direttore generale della Rsa, la Royal & Sun Alliance Assicurazioni con sede a Genova. La Rsa ha assicurato l'Asl dell'Aquila dal 2005, una mezza dozzina di edifici fra i quali c'è l'ospedale San Salvatore. Racconta ancora il direttore Fabrizio Moscone: "Un perito che abbiamo in città è rimasto senza casa, abbiamo mandato aiuti e anche un camper per riorganizzare la nostra assicurazione. L'altro perito è invece al lavoro. Ci troviamo di fronte a un evento eccezionale, non c'è alcuna prassi da seguire, aspettiamo soltanto le indagini della magistratura ma intanto vediamo".

Il primo compito dei periti è quello di accertare i danni, quantificarli, capire se è meglio abbattere una struttura lesionata e pericolante oppure ricostruirla. L'altro compito - ecco l'indagine parallela a quella della magistratura - è verificare se gli edifici assicurati erano costruiti come vuole davvero la legge, con tutti i criteri antisismici, con tutto il cemento che ci deve stare in un pilastro o sotto un palazzo. Tutte le compagnie hanno lì in Abruzzo i loro uomini. C'è chi cerca "prove" di edilizia taroccata e chi cerca carte. Come una mezza dozzina di investigatori privati e "informatori" arrivati all'Aquila per cercare documentazione. Su progetti e collaudi, su materiali trasportati in alcuni cantieri, su mappe catastali. È il lavoro di intelligence dopo il terremoto delle assicurazioni. Per non risarcire gli sciacalli del partito del cemento marcio.

(17 aprile 2009)