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L'identikit degli euro candidati

2009-06-02

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L'UNITA'

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2009-06-02

 

 

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-06-02

 

L'identikit degli euro candidati

di Gianni Trovati

1 giugno 2009

Tutti i candidati lista per lista, circoscrizione per circoscrizione

La carica degli eleggibili e degli incompatibili

 

Professionista, cinquantenne, maschio. E (troppo) spesso già deputato, senatore, consigliere regionale e comunque potenzialmente incompatibile con la carica di parlamentare europeo. È l'immagine del candidato-tipo alle elezioni europee di sabato e domenica prossima, che Il Sole 24 Ore traccia dopo aver esaminato le caratteristiche delle 828 persone presenti nelle 16 liste ammesse alla competizione. I cinquantenni (l'età media dei candidati è 49 anni e 10 mesi) sono il gruppo più folto in queste liste che puntano decisamente sull'"esperienza". Poco meno del 5% dei candidati ha meno di 30 anni, ma quasi tutti si affollano molto lontano dalle chance reali del debutto europeo. Un candidato su dieci, invece, ha superato i 70, fino al record della Svp, che mette in lista lo scrittore Boris Pahor, l'autore di Necropoli, nato a Trieste nel 1913.

Gli incompatibili

Le porte di Strasburgo si apriranno per uno ogni dodici candidati, anche se saranno in molti a rinunciare in partenza al seggio appena conquistato, riaprendo subito il valzer dei subentri. Oppure a dover rinunciare a una carica italiana che impedisce di trasferirsi in Europa. La polemica sui "candidati-bandiera", potenzialmente incompatibili con il seggio Ue, ha diviso gli schieramenti, ma l'esame delle liste rivela che il ricorso a questi nomi è diffuso in tutti i partiti maggiori. Anche perché una legge del 2004, che debutta però a questo turno elettorale, estende le incompatibilità a consiglieri e assessori regionali, presidenti di provincia e sindaci nei comuni sopra i 15mila abitanti. In corsa ce ne sono 72, e affollano le prime file delle proprie liste.

Nel Popolo della libertà è in queste condizioni quasi un candidato su tre: oltre al premier Berlusconi, capolista in tutte e cinque le circoscrizioni, e al ministro della Difesa La Russa, si incontrano deputati (11), senatori (3) e consiglieri regionali (4). Ma anche il Pd schiera 14 persone (il 19,4% del totale) che per entrare all'Europarlamento devono prima dire addio al seggio in Senato (come l'ex ministro Paolo De Castro) o, soprattutto, al posto in giunta regionale (due nel Lazio, due in Calabria e uno in Campania). Ricca la casistica dei potenzialmente incompatibili (sono 10, dopo il sacrificio di due assessori nella crisi della Giunta siciliana) anche in casa Udc, dove corrono tra gli altri anche otto deputati. Più semplice la situazione nel partito di Di Pietro, che oltre a se stesso (deputato) e al collega Leoluca Orlando vede in potenziale conflitto solo un terzo candidato, oggi consigliere regionale.Diffusissime, sempre in tema di liste-bandiera, le candidature multiple, con la stessa persona in corsa in più circoscrizioni: oltre a Berlusconi, fanno l'en plein di circoscrizioni Di Pietro, Umberto Bossi, e in casa radicale Marco Pannella, Emma Bonino e Aldo Loris Rossi, mentre Mina Welby si ferma a quattro evitando le isole. Tra i maggiori solo Pd e Udc evitano il "trucco", mettendo in lista 72 persone per i 72 posti disponibili in Europa.

Professionisti all'attacco

A fare incetta di posti in lista sono i professionisti, guidati in particolare da avvocati e consulenti, con un gruppo di complemento formato da giornalisti. È un professionista un candidato su quattro e il loro primato è bipartisan: la presenza maggiore si incontra nella lista Bonino-Pannella (36%), in quella dell'Autonomia (33%) e nella Lega Nord (32%), ma anche Sinistra e Libertà (22%) ne mette in lista di più rispetto a Pd (18%) e Pdl (15%). Gli imprenditori guardano molto a destra e sono rappresentati soprattutto nelle liste della Fiamma Tricolore (24%) e della Lega Nord (18%). Pochissimi gli operai, assenti da Pd, Pdl, Lega e Idv e in netta minoranza anche nelle liste di Sinistra e Libertà. Le loro quotazioni aumentano, com'è naturale, solo nel campo comunista, dove però i pensionati hanno spesso la meglio fino a coprire più di un terzo delle candidature messe in campo dal Pcl di Marco Ferrando, la lista più a sinistra di tutte.

Il secondo gradino nella classifica delle professioni dei candidati tocca al mestiere della politica: e qui la bilancia pende decisamente a sinistra, visto che il 40% dei candidati del Partito democratico non ha altra professione da indicare sulla propria carta d'identità. Nel Popolo della libertà la categoria dei "professionisti della politica" quasi si dimezza, perché un'impresa o uno studio professionale completano l'occupazione di molti dei parlamentari e dirigenti politici in lista.

gianni.trovati@ilsole24ore.com

HA COLLABORATO Serena Riselli

1 giugno 2009

 

 

 

 

 

L'Iidentikit delle istituzioni dell'unione

di Giovanni Parente

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01 giugno 2009

Parlamento europeo

Nella prossima legislatura sarà composto da 736 deputati (all'Italia ne spetteranno 72). La sede ufficiale è a Strasburgo (nella foto sopra). Le sue commissioni si riuniscono a Bruxelles, dove talora sono organizzate sessioni plenarie supplementari. Sono tre le funzioni principali: condivide con il Consiglio il potere legislativo in molti settori d'intervento; esercita il controllo democratico sulle altre istituzioni della Ue, in particolare sulla Commissione (ha il potere di approvare o respingere la nomina dei commissari e ha diritto di censura sulla Commissione nel suo insieme); condivide con il Consiglio il potere di bilancio della Ue e può quindi incidere sulle spese comunitarie.

Consiglio dell'Unione europea

Rappresenta gli Stati membri e alle sue riunioni partecipa un ministro di ciascun governo nazionale. Si riunisce a Bruxelles. I ministri partecipano alle riunioni in funzione dei temi all'ordine del giorno (per esempio, quando il Consiglio discute di problemi ambientali, alle riunioni partecipa il ministro dell'Ambiente di ciascun paese Ue). A seconda del tema trattato, le configurazioni sono in tutto nove. La presidenza viene assunta a turno dagli Stati membri ogni sei mesi. La presidenza è assistita dal Segretariato generale, che garantisce il funzionamento del lavoro. Quando il Consiglio agisce in qualità di legislatore, l'iniziativa spetta alla Commissione Ue, che presenta una proposta al Consiglio, la quale viene esaminata da quest'ultimo che, prima di adottarla, può apporvi modifiche. Per un gran numero di temi, gli atti legislativi comunitari sono adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio secondo la procedura di "codecisione".

Consiglio europeo

Le riunioni si svolgono di regola a Bruxelles. Il Consiglio europeo riunisce i capi di stato o di governo della Ue e il presidente della Commissione. Dopo il trattato di Maastricht il Consiglio europeo è diventato ufficialmente l'organo incaricato di fornire all'Unione l'impulso necessario alle principali politiche e di risolvere questioni particolarmente delicate su cui i ministri non sono riusciti a raggiungere un accordo in sede di Consiglio dell'Unione europea. Il Consiglio dell'Unione e quello europeo non vanno confusi con il Consiglio d'Europa, un'organizzazione internazionale autonoma con sede a Strasburgo, il cui ruolo principale è quello di rafforzare la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto nei propri Stati membri.

Commissione europea

È l'organo esecutivo della Ue, ha sede a Bruxelles (nella foto a fianco), ma dispone anche di uffici a Lussemburgo e di rappresentanze in tutti i paesi membri, oltre che di delegazioni in molte capitali del mondo. È responsabile dell'attuazione delle decisioni del Parlamento e del Consiglio dell'Unione europea. È composta da 27 membri (uno per ogni stato). Il presidente - attualmente è il portoghese José Manuel Barroso - è scelto dai governi dell'Unione e confermato dal Parlamento europeo. Gli altri commissari sono nominati dai rispettivi governi nazionali in consultazione con il presidente designato e devono essere confermati dal Parlamento. Il mandato dell'attuale Commissione scade il 31 ottobre 2009.

Corte di giustizia delle Comunità Ue

Ha sede a Lussemburgo. Ha il compito di garantire che la legislazione comunitaria sia interpretata e applicata in modo uniforme in tutta la Ue. È costituita da un giudice per ciascuno stato membro, in modo da rappresentare tutti i 27 ordinamenti giuridici nazionali. Per motivi di efficienza, raramente la Corte si riunisce in seduta plenaria. Di solito, le assise sono in "grande sezione" (costituita da 13 giudici) o in sezioni di 5 o 3 giudici. Agli avvocati generali spetta il compito di presentare conclusioni motivate sulle cause sottoposte alla Corte.

Corte dei conti europea

Si trova a Lussemburgo. Controlla che i fondi comunitari siano spesi in modo regolare e siano destinati allo scopo previsto. È composta da un cittadino di ciascuno stato membro, che viene nominato dal Consiglio e ha un mandato rinnovabile di sei anni. Al loro interno i membri scelgono un presidente in carica per un triennio, rinnovabile.

Banca centrale europea

La sede è a Francoforte. Ha il compito di gestire l'euro e garantire la stabilità dei prezzi nei Paesi che utilizzano la moneta unica. I suoi tre organi decisionali sono: il comitato esecutivo, il consiglio direttivo e il consiglio generale. L'attuale presidente è Jean-Claude Trichet.

Banca europea per gli investimenti

Ha sede a Lussemburgo. È l'istituto di credito a lungo termine dell'Unione. Concede prestiti al settore pubblico e privato per finanziare progetti d'interesse europeo.

01 giugno 2009

 

 

 

 

 

 

 

Lo stakanovista arriva dall'Alto Adige

di Anna Zavaritt

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01 giugno 2009

Sepp Kusstatscher

"Bisognerebbe monitorare le presenze nelle commissioni, è lì che nasce e prende forma l'attività parlamentare europea". Non è certo per sottrarsi alle proprie responsabilità la sua partecipazione alle sedute plenarie è tra le più alte (93%, ovvero 269 su 288) che l'eurodeputato Luca Romagnoli ridimensiona, in parte, il modo con cui viene oggi valutata l'attività dei singoli membri di Strasburgo, ovvero il numero di riunioni generali alle quali hanno

preso parte.

Dati comunque preziosi, perché finora il presidente Hans-Gert Poettering si era rifiutato, appellandosi alla privacy, di renderli pubblici, e le uniche cifre disponibili erano quelle raccolte con un lavoro certosino da qualche assistente parlamentare, seduta dopo seduta. Da maggio invece c'è stata una prima "operazione trasparenza" e i dati sulle sedute generali sono ufficiali e consultabili sul sito del Parlamento Ue. Tra gli italiani, il più "attivo" è Sepp Kusstatscher che su 288 assemblee plenarie in cinque anni ne ha mancate solo due, con un tasso di presenza del 99%, tutta incentrata su due temi per lui fondamentali: trasporti e occupazione. "È uno scambio aperto e continuo spiega il candidato altoatesino dove i visitatori esterni possono peraltro sempre entrare ed ascoltare il dibattito. Quindi quello del Parlamento europeo è un lavoro molto trasparente. In quale altro organo legislativo si sa perfino come vota ogni singolo deputato?". Da quando i dati sono accessibili anche a chi "non frequenta i palazzi", in Italia è diventato molto popolare.

Lo è già da tempo invece Pasqualina Napoletano, da 18 anni eurodeputata, che nell'ultima legislatura (non si ricandiderà) ha "bucato" solo dieci sedute (279 presenze su 288, con una percentuale del 96%). Dell'attività parlamentare parla con prospettiva storica: "Il Parlamento europeo è un organo sempre più importante: ormai l'80% della legislazione italiana deriva dall'Europa". E a proposito della trasparenza sull'attività degli eurodeputati sottolinea che "l'operazione trasparenza è benvenuta, ma ancora parziale. Si dovrà fare chiarezza sul metodo di conteggio delle presenze in commissione: ognuna ha le sue regole e se in quella degli esteri, per esempio, c'è la firma per ogni giorno di riunione, in altre ce n'è una singola per l'intera sessione, anche se più lunga di una giornata. Quindi il bilancio sarebbe disomogeneo. In ogni caso, anche se il dato è solo quantitativo, ben venga la presenza alle plenarie: è una condizione comunque preliminare per l'attività degli eurodeputati".

E se è ancora lasciato a iniziative private, come Parlorama, il conteggio della partecipazione in Commissione il cuore dell'attività parlamentare, dove però non ci sono gettoni di presenza nè rimborsi per avere un indicatore più completo si deve tenere conto anche delle interrogazioni, che provano un'attività reale in sede parlamentare. Romagnoli (che ha fatto parte delle commissioni trasporto, turismo e pesca) ne ha avanzate ben 854, con un focus preciso: per esempio, chiede conto dell'uso dei fondi europei a livello locale, ma anche dei rifiuti tossici presenti in Europa e di alcuni prodotti d'origine protetta.

Non è da meno Roberta Angelilli, componente di varie commissioni (tasso di presenza alle plenarie dell'82%), con ben 600 quesiti posti a Poettering. Nè Cristina Muscardini, che fa parte della commissione commercio internazionale (76% di presenze alle sedute plenarie): 436 quesiti parlamentari, dall'emergenza immigrati alle misure anti-terroristiche. All'opposto, gli "euro-latitanti", che hanno presenziato a meno della metà delle sedute plenarie: tra questi Iva Zanicchi (43%), Armando Veneto (48%) e Beniamino Donnici (49%).

01 giugno 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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