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Crisi vera o allarmismo? Così il mercato perde la bussola

2009-03-07

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2009-03-07

Crisi vera o allarmismo? Così il mercato perde la bussola

di Maria Adelaide Marchesoni e Valeria Novellini

6 marzo 2009

Le performance della settimana

 

A chi bisogna credere? I segnali che giungono al mercato sono contrastanti. In Italia, dai numerosi annunci sulla necessità di un rafforzamento patrimoniale delle banche, si è passati data l'oggettiva difficoltà di ricorrere al mercato dei capitali alla creazione dei "Tremonti bond", dei quali però attualmente si dice che, più che un mezzo di patrimonializzazione per le banche, si tratterà di un metodo per consentire alle banche stesse di erogare maggior credito alle imprese, dando luogo a una "leva" multiplo fra patrimonio e credito concedibile - fino a 15 volte (cioè nell'ipotesi di erogazione di 10 miliardi di questi bond alle banche, a loro volta potrebbero essere concessi fino a 150 miliardi di nuovi fondi alle imprese).

Gli istituti di credito rispondono dicendo (fonte Abi) che a gennaio 2009 gli impieghi sono aumentati del 4% e in particolare quelli a imprese non finanziarie del 6%; e UniCredit ha affermato di aver erogato a oltre 22.000 Pmi, nel primo bimestre 2009, finanziamenti per 1,9 miliardi, rispondendo positivamente al 75% delle richieste di nuova liquidità.

Qual è la verità? Quella delle banche che sostengono di ricevere minor domanda di finanziamenti (-30% a gennaio 2009 rispetto a dicembre 2008, secondo UniCredit) a causa della scarsa propensione delle imprese a fare nuovi investimenti, o quella delle imprese che richiedono l'istituzione di un "mediatore del credito" e di "osservatori del credito" per sorvegliare l'effettiva concessione di denaro alle aziende richiedenti?

Come si concilia questo con le affermazioni, sempre di Unicredit, secondo cui il 24% delle imprese a cui a gennaio 2009 è stato dato credito sono in perdita e il 39% ha un ritorno sul capitale inferiore al 2%? Non sembra davvero un atteggiamento da "stretta creditizia", piuttosto il preludio a un futuro significativo incremento di incagli e sofferenze nei bilanci bancari: e c'è chi in questa situazione, come il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha proposto una moratoria dei parametri di Basilea 2 che regolano i requisiti di concessione di credito alle imprese.

Tuttavia non si può certamente passare da una situazione di stretta creditizia a una di credito facile. Perché in questo caso le banche, già colpite dalle perdite sugli strumenti finanziari che hanno penalizzato i risultati 2008, si troverebbero a essere "affondate" nel 2009 dall'esplosione delle sofferenze sugli impieghi concessi. Eppure la Cassa Depositi e Prestiti ha annunciato che sta studiando la costituzione di un plafond fino a 5 miliardi a favore delle banche, che potranno però ricorrervi a condizione di concedere risorse alle PMI. E il Governo ha dichiarato di puntare a una garanzia pubblica per le banche che concedono prestiti alle PMI. Ma allora la liquidità alle imprese manca perché non riescono a ottenerla o perché non ne fanno richiesta?

Altro mistero: qual è la verità sulla situazione dei Paesi dell'Europa dell'Est?Standard & Poor's ha recentemente affermato che l'Ucraina sta mostrando una bilancia dei pagamenti in crisi? Le banche italiane dopo avere effettuato massicce campagne di acquisti nella "nuova Europa" si affrettano a dichiarare lo scarso peso di quell'area nei loro bilanci (per Unicredit 75 miliardi sul totale degli impieghi, con un peso maggiore per la Polonia che è un Paese a relativamente scarso rischio; per Intesa Sanpaolo il peso dei Paesi dell'Est non è stato quantificato, ma è definito "limitato e diversificato"); tuttavia, sono già stati effettuati interventi di ricapitalizzazione nelle banche controllate nell'Est Europa "per mantenere un corretto rapporto tra capitale e impieghi".

Gli stessi Paesi dell'Est, dopo aver chiesto 180 miliardi di euro di aiuti alla UE (non concessi), ora spiegano che le autorità di supervisione del credito di Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria sono allarmate dai "commenti fuorvianti dei media" in merito ai rischi del sistema finanziario della regione, accusandoli di poter danneggiare le economie locali. Anche a questi Paesi manca liquidità, o le ripetute indicazioni sulla loro critica situazione sono davvero solo speculazioni di mercato? Intanto entro il 2010 un altro Paese dell'Est, la Croazia, dovrebbe concludere l'iter per l'ingresso nella UE, con un forte supporto da parte del Governo italiano, anche perché le prime 2 banche croate sono partecipate da Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Anche sul versante industriale non mancano i dubbi sulla reale condizione delle aziende. Sono stati in primis concessi incentivi all'industria dell'auto, e per effetto della ripresa degli ordini (+4% a febbraio 2009 secondo fonti Anfia, che ha anche indicato un'impennata delle richieste di preventivi nell'ordine del 60% - 70%) è stata ridotta la Cig nello stabilimento Fiat di Mirafiori. La stessa Fiat però afferma di non esser certa di poter mantenere in attività lo stabilimento di Pomigliano d'Arco, la cui sopravvivenza "dipenderebbe dalla futura evoluzione del mercato".

A livello di Europa occidentale le stime delle società di ricerca specializzate JD Power e Global Insight indicano per il settore auto un calo delle immatricolazioni complessivo pari al 15% nel 2009, nonostante gli incentivi introdotti in molti Paesi e specie in Germania, dove già a febbraio gli ordini ai concessionari sono balzati del 22% (dato migliore degli ultimi 10 anni), ma allo stesso tempo la Opel dichiara di non poter sopravvivere senza ulteriori aiuti statali per almeno 3-5 miliardi (che il Governo tedesco non sembra propenso a concedere), nonostante tagli all'organico che potrebbero giungere a 7.600 dipendenti su un totale di 26.000.

Per la settimana dal 9 al 13 marzo i dati macro più attesi in area UE saranno la produzione industriale di gennaio in Germania ed il PIL definitivo del quarto trimestre 2008 in Italia (entrambi attesi il 12/3) e le vendite al dettaglio di gennaio nell'Eurozona (13/3); negli USA si attendono particolarmente i dati settimanali sulle scorte di idrocarburi (11/3), le vendite al dettaglio di febbraio (12/3) e l'indicatore di fiducia dell'Università del Michigan (13/3). Inoltre il 10/3 Ben Bernanke terrà un discorso sulla regolamentazione bancaria.

Quanto ai risultati societari 2008 in Italia, il 9/3 si terranno le conference call di CIR, Datalogic e Italcementi (quest'ultima ha organizzato anche un incontro a Parigi con gli analisti), l'11 quelle di ERG, Terna, Finmeccanica (webcast di un incontro a Londra) e Amplifon (incontro con gli analisti) e il 12 quelle di Banca Generali e Autogrill (incontro con gli analisti). (Analisi Mercati Finanziari)

6 marzo 2009

 

 

 

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http://www.europaquotidiano.it/site/engine.asp

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http://www.wallstreetitalia.com/

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http://www.sanpaolo.org/fc/default.htm

 

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