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dai GIORNALI di OGGI

Gennaio nero per l'auto

meno 33% mai così in basso

2009-02-03

Ingegneria Impianti Industriali

Elettrici Antinvendio

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Studio Tecnico

Dalessandro Giacomo

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2009-02-03

 

 

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2009-02-03

In Spagna se possibile è andata ancora peggio, con un meno 41,6%, mentre

la crisi si è fatta sentire in modo minore in Francia dove il calo è stato del 7,9%

Gennaio nero per l'auto

meno 33% mai così in basso

di VINCENZO BORGOMEO

La crisi dell'auto continua a colpire duro: a gennaio sul nostro mercato le vendite hanno fatto segnare una contrazione del 32,6 per cento: un record negativo perché mai le vendite sono scese così di colpo.

In Spagna se possibile è andata ancora peggio, con un meno 41,6% rispetto allo stesso mese del 2008, mentre la crisi si è fatta sentire in modo minore in Francia dove il calo è stato del 7,9%. Ma torniamo all'Italia e alle sue misere 157.418 immatricolazioni di auto a gennaio: siamo in pratica tornati di colpo alle vendite del 1984, di 25 anni fa, mentre per trovare un altro segno meno così pesante occorre risalire fino al dicembre del 1993.

Il commento: Le misure anticrisi non bastano

di VALERIO BERRUTI

BLOG, basteranno gli incentivi? Dite la vostra

LE TABELLE

AUDIO: Un pessimo segnale

di SALVATORE TROPEA

LE PAGINE IN EDICOLA

Certo con un solo mese è difficile fare proiezioni, ma considerando la flessione degli ordini di gennaio proiettate su tutto l'anno, si arriva a un 2009 al di sotto della pur contenuta previsione di 1.850.000 immatricolazioni espressa alla fine dello scorso anno. Insomma ben al di sotto della cosiddetta soglia di sopravvivenza per molte concessionarie e case automobilistiche.

Ora tutti guardano ai "santi incentivi" per sopravvivere, ma molto dipenderà da come le case automobilistiche stesse reagiranno raddoppiando gli (stimati) 1500 euro che il governo metterà in campo. Vedremo. "Comunque a incidere su un mercato già pesantemente condizionato dalla crisi economica - spiegano alla Fiat - vi è stata anche l'attesa per i provvedimenti in merito a eventuali incentivi al rinnovo del parco circolante, che hanno di fatto sospeso le decisioni d'acquisto dei clienti". Difficile dargli torto, anche perché sulla stessa lunghezza d'onda c'è anche l'Unrae, l'associazione case automobilistiche estere, lancia il suo ormai consueto grido di dolore: "Il crollo del mercato di gennaio - spiega il presidente Salvatore Pistola - con un risultato negativo mai riscontrato nelle statistiche del mese, è un ulteriore segnale di allarme, che richiede una immediata risposta dal Governo in termini di interventi di sostegno ad un settore che è uno dei principali protagonisti dell'economia del Paese".

In questo disastro però c'è chi sta meno peggio degli altri. La Fiat, ad esempio, perde meno del mercato (ha immatricolato a gennaio in Italia 50.467 nuove autovetture, in flessione del 31,32% rispetto alle 73.488 unità dello stesso mese di un anno fa). E questo le vale un incremento della quota di mercato che così si è attestata al 32,07%, in rialzo rispetto al 31,44% registrato nello stesso mese di un anno fa. A dicembre 2008 la quota del gruppo torinese aveva invece segnato il 30,94%. Quattro i modelli di marca nazionale tra le auto più vendute nel mese. Le prime tre posizioni spettano a Fiat Panda (12.113), Fiat Punto (10.764) e Fiat 500 (8.147). In nona posizione, infine, Lancia Ypsilon (3.085). Perde un punto, rispetto al mese scorso, la quota delle immatricolazioni di autovetture diesel, che passa dal 47,6% al 46,6%. Nella classifica mensile delle top ten diesel i modelli italiani conquistano il secondo posto con Fiat Punto (3.341), mentre si collocano in settima, ottava e nona posizione rispettivamente Fiat Bravo (2.009), Fiat 500 (1.844) e Lancia Delta (1.487).

Non solo: gli analisti dell'Unrae segnalano poi che a gennaio c'è stata nel mese di gennaio, una forte crescita delle city car, che salgono dal 19,8% al 23,5% delle immatricolazioni totali; il notevole aumento delle auto con carburanti alternativi, che sfiorano il 10% del mercato; e il già citato calo delle vendite a privati, scese dal 78% al 73,4% di quota.

Ma come si è arrivati a tanto? "A peggiorare la già difficile situazione di fine 2008 - spiegano all'Anfia, l'associazione case automobilistiche italiane - c'è stato il cosiddetto 'effetto annuncio'. Le conclusioni del tavolo convocato mercoledì 28 gennaio a Palazzo Chigi tra governo, parti sociali e rappresentanti di Confindustria, Anfia, Unrae, Ancma e Federaicpa - con l'assicurazione di prossimi interventi a sostegno del settore automotive secondo modalità e importi da definire nell'arco di una decina di giorni - hanno infatti provocato un congelamento della domanda, già di per sé su livelli piuttosto bassi".

"A questo punto - ribatte Vincenzo Malagò, presidente di Federaicpa, l'Associazione che rappresenta il settore delle concessionarie auto in Italia - è urgentissima l'emanazione di provvedimenti del Governo, non solo finalizzati al sostegno della domanda e del credito agli acquisti, ma anche di specifiche misure per arginare la situazione sempre più critica del settore delle concessionarie, circa 4.000 imprese, che fra dipendenti diretti e indiretti rappresenta oltre 100.000 posti di lavoro".

Male infine anche l'usato che con 369.051 unità vendute ha fatto segnare un sonoro meno 17,2% rispetto alle 445.903 del gennaio 2008, a testimonianza delle serie difficoltà nelle quali si trova oggi l'intero comparto dell'auto.

(2 febbraio 2009)

 

 

L'UNITA'

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2009-02-03

A gennaio crolla il mercato dell'auto

Il mercato dell'auto in Italia crolla a gennaio del 32,64%, totalizzando 157.418 immatricolazioni contro le 233.711 di un anno fa. Il gruppo Fiat Group Automobiles ha immatricolato a gennaio in Italia 50.467 nuove autovetture, in flessione del 31,32% rispetto alle 73.488 unità dello stesso mese di un anno fa.

Nonostante il crollo a gennaio generalizzato a gennaio la quota di mercato in Italia del gruppo di Torino si è attestata al 32,07%, in rialzo rispetto al 31,44% registrato nello stesso mese di un anno fa. A dicembre 2008 la quota del gruppo torinese aveva invece segnato il 30,94%.

Questa contrazione, che tra l’altro è stata contenuta con il consueto ricorso alle immatricolazioni per chilometri zero, è dovuta - secondo il Centro Studi Promotor di Bologna - al fatto che, sull’andamento già fortemente negativo per la fine degli incentivi alla rottamazione il 31 dicembre 2008 e per il quadro economico generale, ha inciso pesantemente l’annuncio di nuove agevolazioni statali dato a gennaio inoltrato, annuncio a cui non è seguito a tutt’oggi alcun provvedimento. In questa situazione anche decisioni di acquisto già mature sono state rinviate in attesa della prevista adozione di nuovi incentivi.

Si è prodotto così, un vero e proprio blocco della domanda che si protrarrà , con ogni probabilità , fino all'entrata in vigore delle nuove agevolazioni. Secondo l’ampio campione di concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor a fine gennaio oltre al quadro economico e all’ attesa degli

incentivi, sul risultato di gennaio hanno influito negativamente anche "l’assillante comunicazione negativa dei media" o addirittura il "terrorismo mediatico" segnalato da un concessionario su cinque.

D’altra parte, contrariamente a quanto avviene per gli operatori economici, il clima di fiducia dei consumatori non pare essere stato finora fortemente scosso anzi, secondo l’Isae, l’indice per i consumatori, che da settembre a dicembre aveva subito un calo di 3,1 punti contro cali di 14,3 punti per gli operatori dell’industria e di 21,6 punti per quelli del commercio), in gennaio recupera tre punti e a ciC2 si aggiunge che, sempre in gennaio, a sorpresa, anche l'indicatore relativo agli operatori del commercio recupera 6,8 punti, probabilmente per effetto della tenuta della fiducia dei consumatori e dei conseguenti comportamenti d’acquisto.

02 febbraio 2009

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-02-03

Crolla il mercato auto a gennaio, immatricolazioni in calo del 32%

di Marco Ferrando

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ITALIA / Immatricolazioni gennaio 2009

ITALIA / Le top ten (gennaio 2009)

È dal 1983 anni che il mercato italiano delle quattro ruote non cominciava così male: a gennaio sono state immatricolare 157.418 auto, un dato che vale la peggior performance degli ultimi 25 anni. I dati diffusi questa sera dal ministero ai Trasporti vedono confermate le previsioni della vigilia e indicano un calo del 32,6% rispetto all'anno scorso (quando erano state 232.207). E per febbraio non si prospetta alcuna ripresa, visto che gli ordini raccolti in gennaio - calcolati sulla base dei nuovi contratti siglati - hanno sfiorato le 140.000 unità, con una flessione del 32% rispetto a quelli sottoscritti a gennaio 2008 (oltre 205.200).

Chi sale e chi scende

Tornando alle immatricolazioni, tutte le marche hanno registrato una flessione, peraltro a doppia cifra, con due sole eccezioni: Alfa Romeo trainata dal successo della Mito (+18,21%, da 3.470 a 4.102 immatricolazioni) e Audi (+10,23% da 5.896 a 6.499). Peggio del mercato Fiat (-33,7% e quota di mercato che scende dal 25,87 al 25,46%) e Lancia (-34,1%), ma grazie al dato in controtendenza del Biscione il Lingotto - pur avendo immatricolato 50.500 vetture, contro le 73mila di un anno fa - consolida la quota complessiva di mercato al 32,1%, in crescita di 0,7 punti percentuali (a dicembre era al 30,9). Tra i marchi più significativi, il risultato peggiore è quello di Toyota, con il 53,2% di immatricolazioni in meno (da 10.031 a 4.685) e una quota che si assottiglia da, 4,3% al 3 per cento. Male anche le francesi: Renault di fatto dimezza le vendite, che dalle 11.260 del 2008 scendono a 5.312 (-52,8%); Citroen accusa una flessione del 43,08%, Peugeot del 33,6 per cento. In classifica, dietro a Fiat rimane Ford (che grazie a un calo inferiore alla media di mercato passa dall'8,76 al 9,85%) e quindi Volkswagen, che - salendo dal 5,95 al 6,54% - scalza dal terzo posto Opel, in caduta dal 6,83 al 5,93%.

L'usato

Rispetto al mese di dicembre, in frenata anche il mercato dell'usato: 369.051 i trasferimenti di proprietà di auto usate registrati a gennaio, con una variazione di -17,24% rispetto a gennaio 2008, quanto erano stati 445.903.

L'effetto annuncio

"Sulla contrazione, peraltro contenuta con il consueto ricorso alle immatricolazioni per chilometri zero - commenta il direttore del Centro studi Promotor, Gian Primo Quagliano - ha inciso pesantemente la fine degli incentivi alla rottamazione scattata il 31 dicembre, ma anche l'annuncio di nuove agevolazioni statali dato a gennaio inoltrato, annuncio a cui non è seguito a tutt'oggi alcun provvedimento". "In questa situazione - prosegue Quagliano - anche decisioni di acquisto già mature sono state rinviate in attesa della prevista adozione di nuovi incentivi: si è prodotto così un vero e proprio blocco della domanda che si protrarrà, con ogni probabilità, fino all'entrata in vigore delle nuove agevolazioni".

Fuori dall'Italia

Il crollo del mercato italiano - superiore a quello francese, che ha chiuso con una flessione del 7,9% ma inferiore a quello spagnolo, -41,6% - impone già una prima e pesante revisione al ribasso delle stime su tutto il 2009: avanti di questo passo, infatti, l'anno in corso potrebbe chiudersi di poco al di sopra della soglia del milione e mezzo di auto, contro il milione e 700mila prefigurati fino a pochi mesi fa dagli operatori del settore.

I rimedi possibili

In un contesto così delicato sale l'attenzione intorno alla nuova tornata di incentivi attualmente allo studio da parte del Governo: secondo gli esperti, i nuovi bonus infatti porterebbero in dote tra le 100 e le 300mila immatricolazioni in più rispetto al fisiologico andamento del mercato, a seconda dell'entità delle agevolazioni. E proprio sul capitolo incentivi torna a insistere l'Anfia, l'associazione delle imprese della filiera auto: "È necessario accelerare i tempi di pianificazione e adozione degli interventi per evitare un totale blocco del mercato - mette in guardia il presidente, Eugenio Razelli - Con il varo dei provvedimenti a sostegno della filiera si prospetta la possibilità di mantenere il mercato all'incirca sugli stessi livelli del 2008 e di guadagnare, così, mezzo punto di Pil".

 

 

 

 

 

 

 

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2009-02-01

 

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